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IL DECLINO DELLE API E I MEDIA EUROPEI
(21 agosto 2010) Approfondimenti sulla problematica
di sopravvivenza e produttività delle api
sono stati recentemente dedicati
Sia
in Francia dalle emissione TV France5:
Milioni di alveari stanno scomparendo in tutto il mondo. Dal 1990, e in
particolare dal 2006, le api misteriosamente in declino. Lasciano i loro
alveari e non ritornano. Un fenomeno di estinzione che, nei paesi più
colpiti, ha comportato la perdita dal 70% al 80% degli alveari. Solo in
Francia provoca la scomparsa di 300 000 colonie di ogni anno. Cosa causa
questa carneficina? Perché le api - anello essenziale della catena
alimentare e la biodiversità - subiscono tali livelli di mortalità?
Per affrontare questi problemi, Inghilterra e Scozia - particolarmente
colpite dalla mortalità di questi impollinatori - hanno deciso
di lanciare un vasto programma di ricerca di tre anni. Lo studio (che
riceve un finanziamento di 12 milioni di euro) esaminerà le varie
possibilità individuate in questi ultimi anni dalla comunità
scientifica: il ruolo del parassita Varroa destructor, gli impatti dei
pesticidi, l'impatto dei cambiamenti ambientali e climatici. Da ultimo,
ma particolarmente sorprendente, se oggi, le famiglie d'api sono scarse
in campagna, sembra che abbiano trovato rifugio nelle città dove
è in atto una vera "fioritura" di molti alveari. Da ultimo,
ma particolarmente sorprendente se oggi, queste api sono scarse in campagna,
sembra che abbiano trovato rifugio nelle città dove abbiamo visto
la fioritura di molti alveari... a Marsiglia, in cima all'Opéra
di Parigi, a Lille ...
Sia
in Germania dall'emissione 2DF:
Con un'intervista al dottor Thomas Radetzki di "Mellifica" che
spiega come l'ape è indispensabile e che la sopravvivenza delle
api anche per noi umani è fondamentale; e illustra i vari stress
che le api che devono sopportare.
Sia
dalla radio tedesca DRadio
Con l'intervista di Manfred Hederer, presidente della Federazione degli
Apicoltori Professionali, che denuncia come, l'inverno scorso, si siano
perse circa 200.000 colonie di api in Germania. Circa uno su quattro alveari
non è sopravissuto all'inverno con la conferma di una triste tendenza
che dura da anni. Tutto ciò è conseguenza dell'uso di una
nuova generazione di insetticidi ma anche della conversione ad un'agricoltura
sempre più intensiva basata sulle monocolture mentre i prati vengono
sempre più falciati prima della fioritura. Se le api, ma poi scoprire,
una volta un prato fiorente, spesso sono distrutte dal tosaerba. Il tutto
in un quadro di gravi carenze d'approvvigionamento alimentare per le api.
Certo anche l'acaro Varroa, è un problema, ma non così grave
per un apicoltore professionista, serio e coscienzioso. Non c'è
alcun dubbio la monocoltura, l'agricoltura intensiva e i prodotti fitosanitari
con molecole neurotossiche sono anche per Heribert Wefers, perito chimico
presso il Bund, la causa principale del declino delle api. Gli effetti
a lungo termine dei pesticidi non sono debitamente presi in considerazione
prima di concedere l'autorizzazione d'uso. L'Associazione chiede diverse
pratiche di omologazione per l'approvazione dei pesticidi.
Anche il quotidiano
inglese Guardian ha dedicato un articolo preoccupato più che
altro per il declino in GB e negli USA.
Il quotidiano
francese Le Monde dedica un articolo alla nuova ricerca
inglese:
Si moltiplicano intanto gli appelli per la messa
fuori legge degli insetticidi sistemici.
Sia in
Germania
Sia in Austria
Mentre in Francia sono vari i segnali riportati
dalla stampa di grave declino delle api, in particolare a seguito dell'utilizzazione
del conciante neurotossico Cruiser.
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