| |
LA
DANZA DELLE API: reportage dalla bIENNALE DI VENEZIA
(11 giugno 2009) dai
nostri inviati alla 53 Biennale d’Arte Contemporanea, Chiara Dai Prà
e Paolo Faccioli
|
|
| Campo Santa Margherita, nei pressi dell’Università
Ca’ Foscari, disseminato dalle sculture di Antonio Infantino che rappresentano
la danza delle api e sono realizzate in okite, un materiale naturale
(polvere di cristalli brasiliani) pressato con tecnologie moderne.
“Cristalli elettromagnetici di forma esagonale costituiscono la struttura
dell’addome delle api, così come cristalli elettromagnetici
costituiscono il nettare dei fiori che è l’alimento delle api”
spiega Antonio Infantino. “Si genera così un circuito integrato
che garantisce la sopravvivenza della specie”. |
|
|
| Un’arnia di osservazione fornita dall’apicoltore
veneziano Paolo Franchin è lì a mostrare l’oggetto reale
e vivo dello spettacolo, tra una pila di sculture di Antonio, all’interno
del gazebo |
 |
 |
| Santina Nocerino, l’ispiratrice
dello spettacolo della danza delle api. Santina è apicoltrice
in una delle più vivaci aziende campane. Al convegno AAPI di
Sorrento, a febbraio, ha animato le serate di danza popolare |
Antonio Infantino accanto a una
delle sue sculture. Antonio architetto, musicista, scultore, poeta,
pittore. E’ parte, con Eugenio Bennato e altri, del movimento “Taranta
Power”. Col suo gruppo musicale “I Tarantolati di Tricarico” ha raggiunto
i primi posti nelle classifiche americane con il suo disco “Tara ‘n
Trance” |
|
|
 |
(Venezia 017) Mentre cala la sera,
un video si accende sulle pareti del gazebo. Sono momenti molto intimi
della vita delle api, ripresi con una strumentazione sorprendente
dal biologo Jurgen Tautz, l’autore dello stupendo libro “Il ronzio
delle Api” e da lui messi a disposizione di Antonio e Santina espressamente
per lo spettacolo. |
|
|
| (Venezia 027) Antonio e Santina hanno rinunciato
a un effetto più spettacolare per rompere la divisione tra
“attori” e “spettatori” coinvolgendo i presenti. Qui le persone che
si erano radunate attorno al gazebo vengono fornite di tute gialle
ed elmetti protettivi da lavoro neri: “Uomini come api, api come uomini”. |
|
|
|
Le danzatrici vorticano
nella piazza, intorno a loro lo sciame delle api operaie
|
|
|
|