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NEONICOTINOIDI: APILOMBARDIA SCRIVE
ALLA REGIONE
(27 giugno 2007) Apilombardia e Legambiente Lombardia
scrivono agli Assessori regionali con richiesta di intervento per morie
di api e danni agli allevamenti apistici connessi all ' impiego di preparati
fitosanitari a base di neonicotinoidi.
Testo lettera
Milano 7 giugno 2007
Viviana BECCALOSSI
Assessore all'Agricoltura e Vice-Presidente
REGIONE LOMBARDIA
Luciano Bresciani
Assessore alla Sanità
REGIONE LOMBARDIA
OGGETTO: Morie di api e danni agli allevamenti apistici
connessi all'impiego di preparati fitosanitari a base di neonicotinoidi
– Richiesta di intervento
Le nostre associazioni sollecitano la Vostra attenzione
sul preoccupante fenomeno – ormai drammaticamente evidente nella nostra
regione – dello spopolamento di famiglie d’api, a causa della diffusione
di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura.
Sarebbe un errore pensare alla moria delle api come ad un problema solo
per gli insetti o per gli apicoltori. Le api rappresentano infatti un
sensibile indicatore di ben più rilevanti conseguenze all’insieme
dell’equilibrio ambientale. E se un pesticida può risultare così
dannoso per l’ape, riteniamo debbano essere approfonditi anche tutti i
potenziali effetti sull’insieme degli insetti utili, sull’intera catena
alimentare e quindi sull’uomo.
I fitofarmaci in causa sono quelli contenenti molecole neonicotinoidi
che, sin dalla loro introduzione in agricoltura in Francia nel 1993, hanno
comportato effetti letali sulle api, determinando pronunciamenti amministrativi
e giudiziari che, in ossequio alla normativa comunitaria, hanno comportato
la sospensione dell’autorizzazione d’uso dei preparati a base di tali
molecole su molte colture mellifere e pollinifere (e quindi sul mais).
Le molecole tossiche e pericolose per le api sono quelle dell’Imidacloprid,
del Fipronil, del Thiamethoxam e del Clothianidin, con modalità
d’azione sistemica, la cui funzione è quella di diffondersi nella
pianta, comportando la contaminazione di tutte le sue parti, in particolare
delle parti floreali. Oggi è stato provato che le sostanze attive
succitate sono presenti nel nettare e nel polline delle piante derivate
da sementi trattate e si ritrovano dunque nell’alimentazione delle api
e della loro covata. Queste sostanze sono neurotossiche: agiscono bloccando
i meccanismi della neurotrasmissione nell’insetto o nella larva, e a dosi
molto basse sono in grado, pur non uccidendo l’insetto, di provocare turbe
del comportamento (per esempio errori nell’orientamento) che possono essere
fatali per la colonia, la cui sopravvivenza si fonda sull’integrità
delle facoltà dei suoi membri; queste sostanze sono persistenti
nell’ambiente e sono dotate di una tossicità acuta assai forte
per l’ape.
Una trattazione ampia ed organica della materia è contenuta nell’allegato
dossier predisposto dall’UNAAPI (Unione Nazionale Associazioni Apicoltori
Italiani) e ulteriori informazioni e documenti correlati sono disponibili
sul sito web www.mieliditalia.it .
Noi riteniamo che la valutazione di queste sostanze
oggi non sia sufficiente. Chiediamo conseguentemente che nessuna molecola
che presenta una tossicità elevata nei confronti dell’ape venga
autorizzata fino a quando test indipendenti e convalidati non abbiano
dimostrato l’innocuità del prodotto per l’alveare, per l’insieme
degli insetti non-bersaglio nel lungo periodo, per la covata delle api
e per il funzionamento della famiglia d’api considerata come un sistema
complesso e assai sensibile.
Vogliamo ricordare che in Francia sono state emesse sentenze dal più
alto organo giudiziario che confermano il mancato rispetto delle garanzie
necessarie rispetto ai principi attivi incriminati, mentre in Italia c’è
stato un silenzio assordante in risposta a tutte le denunce e agli allarmi
espressi da diversi e autorevoli soggetti.
Chiediamo quindi ai Vostri Assessorati di volersi attivare, per quanto
di competenza e anche tramite opportune sollecitazioni nelle sedi ministeriali
e comunitarie, ai fini dell'immediata sospensione dei preparati contenenti
neonicotinoidi in agricoltura e per la revisione delle procedure di autorizzazione
dei principi attivi, affinchè queste non si limitino allo studio
degli effetti immediati, ma prevedano la valutazione degli effetti nel
medio e lungo periodo e per l’insieme delle forme viventi nell'agroecosistema.
Auspichiamo inoltre che la Regione Lombardia voglia attivare un osservatorio
specifico sui rischi fitofarmacologici, al fine di poter acquisire ed
elaborare dati ed informazioni per il monitoraggio degli effetti dell'impiego
di queste molecole introdotte e ampiamente disperse nell'ambiente.
Riteniamo utile un incontro con i competenti Servizi dei Vostri Assessorati
per i necessari approfondimenti.
Ringraziando per l'attenzione, e confidando in un
positivo riscontro alle nostre istanze, porgiamo cordiali saluti.
Damiano Di Simine - Presidente Legambiente
Lombardia
Via Mercadante 4 20124 Milano - tel.02 87386480 fax 02 87386487 presidente@legambiente.org
Armando Lazzati - Presidente Apilombardia
Via Emilia 74 Tel. 0383 43 858 - apilombardia@tiscali.it
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ultima modifica:28 Guigno, 2007
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