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LE API A RISCHIO ESTINZIONE
(18 aprile 2005) Il World
Watch Institute: letale il binomio insetticidi ed effetto serra. Le api
rischiano l'estinzione.
Un terzo degli alveari è scomparso. In Italia sette insetti
su dieci non hanno concluso il loro ciclo vitale nell'ultimo anno.
ROMA - Le api rischiano l'estinzione. Il loro ronzio
potrebbero essere presto un ricordo del passato. Così come la cera
e il miele. Si stanno infatti riducendo a ritmi vertiginosi il numero
di questi insetti preziosi per l'uomo e per la natura. A lanciare l'allarme
è il World Watch Institute, che mette sotto accusa pesticidi e
insetticidi di grandi multinazionali. Le api hanno dimostrato di sapersi
adattare e resistere allo smog delle grandi città, all'inquinamento
di questi decenni, all'invasività della meccanizzazione delle campagne,
ma ora, ed è questa la tragica circostanza finora sottovalutata,
stanno per soccombere di fronte al letale binomio insetticidi/effetto
serra.
SCOMPARSO UN TERZO DEGLI ALVEARI -I numeri delineano già
un quadro drammatico: un terzo degli alveari di ape domestica è
scomparso, stessa sorte per le selvatiche che soccombono nella competizione
con altre specie. Eppure non tutti si rendono conto del loro valore economico,
essendo responsabili dell'impollinazione delle piante per un valore di
circa 10 miliardi di euro l'anno.
STERMINIO INIZIATO NEGLI ANNI '60
- La storia della decimazione delle api è lunga e parte già
dalla fine degli anni sessanta in Francia dove, la loro scomparsa fu causata
dall'uso di una molecola di un insetticida che, applicato direttamente
ai semi di mais e girasoli, veniva poi assorbito dall'intera pianta nel
corso della crescita. Gli insetti che impollinavano le piante trattate,
lo raccoglievano insieme al polline, lo riportavano all'alveare avvelenando
così l'intero sciame. È stata infatti provata l'alta vulnerabilità
delle api alla molecola in questione, anche in dosi più basse,
inferiori a tre particelle per miliardo. Il prodotto fu proibito nel 1999,
ma sostituito da uno simile, questa volta di un'altra multinazionale altrettanto
letale. A distanza di 5 anni ne è stato vietato la vendita, ma
autorizzandone l'applicazione fino ad esaurimento scorte.
LA SITUAZIONE IN ITALIA - In Italia milioni di api sono state trovate
morte ai piedi degli alveari dal Piemonte alla Calabria. Sette su dieci,
secondo i dati forniti dai produttori, non hanno concluso il loro ciclo
vitale nell'ultimo anno e questo ha significato un calo rilevante della
produzione di cera e di miele. Tra le cause sia la siccità estiva
del 2003 sia le piogge incessanti della primavera successiva. Secondo
gli allevatori la strada è ora a senso unico: dare la possibilità
a queste piccole lavoratrici dell'ambiente di non succhiare veleno con
lo stesso polline, di aiutare l'Italia con i suoi 50 mila apicoltori,
1 milione e 100 mila alveari, una produzione di oltre 10 mila tonnellate
e un consumo di circa 20 mila tonnellate di miele l'anno.
Il Corriere della Sera, 15 aprile 2005.
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ultima modifica:19 Aprile, 2005
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