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APICOLTORI IN FUGA DAL NORD-OVEST
(30 marzo 2008) Gli
apicoltori in fuga.
Grande esodo di alveari dalla pianura
del Nord Ovest
Nel nord est le semine non sono ancora cominciate perché i campi
sono ancora zuppi di pioggia.
Al nord ovest invece impera la siccità e le operazioni di semina
del mais sono iniziate intorno a Pasqua nei terreni più fertili
di pianura.
Quasi tutte le sementi di mais disponibili sul mercato sono oramai conciate
(ricoperte da una polvere con un collante) con i nuovi insetticidi “neonicotinoidi
di seconda generazione” prodotti dalle multinazionali della chimica Bayer
e Syngenta.
Nella semina vengono disperse polveri sottili (PM10) di veleno insetticida.
La rugiada del mattino, i fiori dei fruttiferi e dei prati primaverili,
le gialle distese di tarassaco, sono contaminati con un impatto ambientale
“invisibile” ma non per questo meno pericoloso, poiché anche dosi
infinitesimali di tali molecole uccidono tutti gli insetti con cui entrano
in contatto, ed anche a chilometri di distanza dai campi di semina.
Il rapporto di causa effetto è
immediato ed evidente, fuor d’ogni dubbio:
iniziano le semine e gran parte delle api di campo ubriacate non sanno
più tornare alla loro famiglia. Quelle che riescono a rientrare
in breve tempo muoiono trascinandosi con terribili spasmi convulsivi.
Negli alveari restano solo la covata in allevamento e la casta delle giovani
api (dedite alle cure di casa). Questi
apiari non produrranno quindi più miele.
Si salvi chi può!
Grande esodo di alveari da tutte le
zone di pianura del nord ovest. Gli
apicoltori che ne hanno la possibilità cercano di portare in salvo
i loro apiari fuggendo dalle pianure
in piena fioritura per ritirarsi
nelle zone alte e fredde dove la primavera arriverà più
tardi e dove però le loro api rischiano di patire la fame.
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