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L'APICOLTURA IN PARLAMENTO
(24 settembre 2008) La
XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha effettuato il
23 settembre a Roma una audizione parlamentare sui problemi dell’apicoltura
cui hanno partecipato le organizzazioni apistiche, le organizzazioni agricole
e della cooperazione, Agrofarma e le associazioni dei sementieri.
All’audizione ha partecipato la delegazione dell’U.N.A.API.
composta da F.Panella presidente, A.Terreni vice presidente, M.Carpinteri
consigliere mentre L.Bonizzoni è intervenuto in qualità
di presidente A.A.P.I. Per la FAI è intervenuto R.Cirone presidente,
M.Fasoli consigliere, G.Buso consigliere giuridico. Per Conapi G.Baracani
consigliere e A.Desana tecnico, e per l’Associazione allevatori regine
T.Gardi presidente. L’ANAI infine ha partecipato con S.D’Agostino presidente,
accompagnato dal portavoce per il Lazio e da M.Ilari portavoce nazionale
dell’associazione.
Le varie voci dell’apicoltura hanno espresso le
preoccupazioni, sotto i vari punti di vista, per l’andamento del settore
e per i contraccolpi ambientali e la soddisfazione per il decreto di sospensione
dell’autorizzazione d’uso dei preparati per la concia neurotossica.
L’U.N.A.API. ha investito notevoli energie per poter
stendere, nei due giorni disponibili, e quindi riuscire a consegnare per
l’approfondimento dei parlamentari una memoria sintetica in merito allo
stato dell’apicoltura e all’indicazione dei possibili rimedi e azioni
da intraprendere.
Questi i titoli degli argomenti delineati nella
memoria
Stato del settore e relative politiche
di sostegno
Stato del settore: apicoltori e alveari
Crisi delle api
I motivi della crisi
Problematiche veterinarie
Problematiche ambientali
Effetti rilevati, variamente documentati e denunciati
Queste le conclusioni:
Azioni di contrasto e proposte operative
1. Veterinaria
- Sul fronte della costruzione di nuovi e più
adeguati strumenti per il monitoraggio e la difesa sanitaria degli allevamenti
apistici italiani il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali ha recentemente (luglio 2008) istituito uno specifico gruppo
di lavoro e di confronto cui partecipano le diverse competenze nazionali
e regionali sia istituzionali che associative. Tale gruppo ha come programma
di lavoro la valutazione di realizzabilità di uno strumento indispensabile
sia alle politiche sanitarie e di produzione e sia al monitoraggio come
l’Anagrafe Nazionale degli Allevamenti. L’auspicio è che da tale
ambito ci confronto possa uscire anche una proposta di riformulazione
delle normativa veterinaria e una specifica attività per azioni
di individuazione e autorizzazione di farmaci veterinari adeguati ed
efficaci per la lotta alla Varroa e alle altre patologie apistiche.
- Similmente a vari altri paesi colpiti da tale
emergenza è urgente un investimento in ricerca e nello sforzo
di costruzione di una diversa e positiva relazione degli operatori di
campo con le autorità veterinarie e con la ricerca di settore.
Alla destinazione di apposite e adeguate risorse economiche deve necessariamente
corrispondere il superamento della separatezza e mancanza di pragmatica
praticabilità, efficacia e ricaduta delle attività e delle
proposte della ricerca applicata di settore. L’esperienza insegna che
l’obiettivo d’individuazione urgente di procedure e prodotti per lotta
alla varroa come ad altre patologie necessita dell’indispensabile apporto
e contributo dialettico degli operatori di campo, anche per il tramite
delle loro specifiche organizzazioni.
2. Sostegno agli apicoltori
Il declino inarrestabile del comparto può
essere quantomeno rallentato se non arrestato se si dedicheranno risorse
adeguate di sostegno economico indiretto agli apicoltori e ai produttori
apistici tramite:
- Una forte iniziativa promozionale per l’incremento
del consumo di miele. italiano, in stretta collaborazione con i soggetti
che lo commercializzano. Il cuore del messaggio potrebbe essere: “Scegli
e consuma miele italiano aiuta a salvare le api e l’ambiente del nostro
paese”.
- Sostegno alle attività di assistenza tecnica
e lotta sanitaria.
- Riduzione dell’accisa sui carburanti, con incentivo
per alveare gestito, denunciato e quindi non connesso alla sola attività
di nomadismo.
- Definizione dei criteri per l’individuazione
delle organizzazioni di apicoltori nazionali, a carattere associativo
o economico, in grado di attivare azioni quantomeno di carattere nazionale.
1. Diversa valutazione del rischio da fitofarmaci
E’ di tutta evidenza la necessità di avviare
una specifica, focalizzata riflessione in merito all’impatto sulle api
e sugli insetti non bersaglio, di alcune sostanze chimiche utilizzate
in agricoltura per superare le evidenti gravi carenze del sistema autorizzativo
di molecole e preparati. Tale ripensamento necessita dell’apporto delle
diverse competenze istituzionali nazionali e regionali, delle organizzazioni
degli agricoltori, delle organizzazioni degli apicoltori, della ricerca
indipendente da interessi privati.
Per procedere in tal senso è necessario che:
- Sia steso e reso pubblico un apposito report
ufficiale di valutazione di quanto accaduto nel nostro paese come in
quelli confinanti in merito all’uso di neurotossici (con in particolare
l’acquisizione e studio, finalmente, di tutta la documentazione scientifica
e giuridica della Francia) che colga quali e quante sono le criticità
e carenze che l’ allarme, per lungo tempo inascoltato, degli apicoltori
ha evidenziato nei fenomeni di campo.
- Il rischio per le api da sostanze neurotossiche
e insetticide sia valutato per tutte le tipologie di effetto verificate
in campo dagli apicoltori.
- Il Governo italiano assuma un ambizioso orientamento
e nel suo insieme esplichi una specifica azione in ambito comunitario
affinché siano migliorate le procedure U.e. con l’ elaborazione
di schemi di valutazione adeguati per le sostanze e prodotti fitosanitari
utilizzati in polverizzazione, per il trattamento del suolo e di sementi
che considerino tutte le possibili vie di esposizione dell’ape; affinché
questi nuovi schemi comprendano l’individuazione e la ricerca delle
molecole e dei loro metaboliti in tutte le matrici raccolte dalle api,
la valutazione della tossicità acuta e cronica e gli effetti
subletali sulle api in tutti gli stadi della loro vita, nonché
lo studio degli effetti di queste sostanze sulla risposta di difesa
“immunitaria" delle api in caso di contaminazione in piccole quantità;
affinché siano costruiti armonizzati strumenti di fito-sorveglianza
post autorizzazione sull’uso di molecole e preparati, con particolare
riferimento all’ape quale ottimale parametro di eco tossicità;
le Organizzazioni rappresentative dell’apicoltura siano associate al
processo d’elaborazione di queste nuove norme; la ricca letteratura
scientifica esistente sia esaminata nel processo di valutazione delle
sostanze e dei prodotti fitosanitari; gli studi presentati dai richiedenti
autorizzazione siano oggetto di controlli e/o di revisioni con ricerche
indipendenti; le sementi trattate siano sottoposte alle stesse norme
dei prodotti fitosanitari; le Organizzazioni rappresentative dell’Apicoltura
possano essere partecipi, quale gruppo d’interesse, nell’ambito della
valutazione delle molecole suscettibili di presentare un qualche rischio
per le api;
- Il reperimento delle risorse per l’effettuazione
di tali ingenti ma indispensabili azioni sia assicurato dalle imprese
chimiche sia quale forma di parziale e morale indennizzo per gli enormi
danni subiti dagli apicoltori e dagli agricoltori e sia quale indispensabile
investimento per poter effettivamente garantire l’accettabilità
dei rischi connessa all’uso delle molecole e preparati in agricoltura.
Memoria per audizione alla XIII Commissione Agricoltura
- Camera dei Deputati
PROPOSTE
SINTETICHE PER CONTRASTARE IL DECLINO DELL’ APICOLTURA E LE MORIE DI API
IN ITALIA
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