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MEDIA:
API E BUFALE
(11 marzo 2009) E’ stata lanciata e con un certo rilievo una buona notizia:
le
api ora stanno bene. In tempi grami essere finalmente latori di qualche
buona novella non dispiace a nessuno per cui possiamo attenderci che,
senza alcun controllo adeguato delle fonti, questa “novità” venga
riproposta in vario modo sui vari media. Di fatto e purtroppo le cose
non stanno in questi termini: questa “novità” , infatti, trae probabilmente
la sua origine da un articolo
pubblicato dall'The Economist.
L’articolo del The Economist dice che:
- gli alveari americani hanno passato un
inverno con perdite meno significative grazie, fra l’altro, a un maggiore
sforzo e impegno di lavoro degli apicoltori;
- il prezzo degli alveari per l’impollinazione
si è incrementato, nel giro di pochi anni, da 35$ per attestarsi
(incluso il 2009) a 150/200 $;
- il crollo del prezzo della mandorla sui mercati
mondiali ha ridotto le esigenze produttivistiche dei coltivatori di
mandorla;
- è probabile che questi fattori possano
provocare nelle prossime campagne un decremento della domanda e quindi
del prezzo degli alveari per l’impollinazione della mandorla;
- è possibile che un prevedibile calo della
domanda e quindi dei prezzi degli alveari per l’impollinazione della
mandorla provochi un calo di attenzioni e di investimenti degli apicoltori
per poter assicurare il servizio d’impollinazione primaverile.
In conclusione a fronte di un fenomeno mondiale
di crisi di sopravvivenza e di produttività delle api e dell’apicoltura
è:
- evidente che questo grave e complesso fenomeno
si manifesta nei vari paesi con modalità e manifestazioni altalenanti;
- non si può valutare l’andamento complessivo
del fenomeno complessivo soffermandosi solo e amplificando elementi
parziali e non sufficientemente descritti e analizzati.
Il mancato incremento della produzione mondiale
nonostante gli imponenti investimenti di vari paesi emergenti, quali quelli
asiatici, e la pessima produzione verificatasi anche quest’anno in uno
dei primi paesi produttori ed esportatori di miele l’Argentina dovrebbe
quantomeno indurre alla prudenza prima di lanciare rassicuranti messaggi
che non trovano, purtroppo, conferma. A meno che non vi sia un interesse
privato e forte teso a tranquillizzare tutti sulla sorte degli insetti.
In effetti la traduzione dell’articolo del
The Economist (superficiale e imprecisa e tale da confondere addirittura
la misura degli acri con quella degli ettari) sembra proprio avere quel
segno…
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