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8 APRILE: APICOLTURA ITALIANA IN
PIAZZA
L’apicoltura italiana in piazza a
Roma l’8 aprile
Le api muoiono!
Le denunce degli apicoltori sono inascoltate da anni!
L’impatto ambientale delle nuove molecole usate in agricoltura è
devastante!
Nelle piane del nord ovest d’Italia quest’anno non si produrranno più
pregiati mieli primaverili!
Le procedure pubbliche di verifica d’impatto ambientale sono vecchie e
inadeguate!
Una agricoltura ecocompatibile è possibile, se solo lo Stato fa
la sua parte!
TESTO
DELLA LETTERA CONSEGNATA AL MINISTRO DE CASTRO (pdf
47 kb)
(5 aprile 2008) LegAmbiente e Unione degli Apicoltori
Italiani - U.N.A.API. - indicono per martedì
8 aprile dalle ore 11 alle ore 13 a Roma davanti al Ministero dell’Agricoltura,
via XX settembre 20, un sit in degli ambientalisti
e degli apicoltori italiani colpiti nuovamente dalla pestilenza
delle contaminazioni chimiche conseguenti
all’ingiustificabile e crescente utilizzo in agricoltura di molecole neurotossiche,
neonicotinoidi che, ancora una
volta nella primavera del 2008, nelle pianure del nord ovest d’Italia,
stanno spopolando gli alveari e
che appestano campagne e ambiente.
Da anni gli apicoltori denunciano che tali molecole, di tossicità
elevata in quantità infinitesimali, utilizzate in modo crescente
e vario (agricolo, domestico, veterinario ecc...), a scopo insetticida,
hanno effetti perversi e contaminanti sia nell’immediato sia nel tempo.
Ciò che si sta verificando in questa primavera 2008 è uno
degli effetti, quello immediato e di indubitabile tangibilità,
con rapporto di causa/effetto indiscutibile. Decine
di migliaia di alveari delle zone coltivate a mais, dove impera
la siccità e dove le api si abbeverano di rugiada contaminata,
quest’anno non produrranno più miele perché saranno state
uccise, in ciascuna famiglia, decine di migliaia di api di campo, ubriacate
e incapaci di ritornare alla loro arnia.
Una produzione agricola che contribuisca
alla difesa dell’ambiente è possibile: agli agricoltori
debbono essere proposti mezzi tecnici e modalità tecnologiche produttive
che siano eco compatibili e che non comportino costi sociali e ambientali.
Spetta alle pubbliche autorità,
agli uffici comunitari e in Italia ai Ministeri della Salute e dell’Agricoltura,
assicurare e garantire la mancanza di rischi di sorta e la
massima compatibilità ambientale delle molecole chimiche utilizzate
per coltivare.
Le procedure pubbliche in uso sono inadeguate
per valutare e monitorare la effettiva
pericolosità delle gran quantità di insetticidi irrorati
e utilizzati nei nostri campi e infatti, anno dopo anno, si verificano
fenomeni sempre più gravi di moria e di spopolamento degli allevamenti
apistici italiani.
Il danno per i cittadini e per gli agricoltori
rischia di divenire doppio!
Si spende di più per l’acquisto del seme e dei prodotti fitosanitari
e si rischia domani di raccogliere meno perché l’azione di impollinazione
fatta dagli insetti è insufficiente.
Le api sono una vera e propria sentinella ambientale. Per raccogliere
un chilo di miele visitano milioni di fiori e ettari ed ettari di territorio.
Questo le rende particolarmente sensibili a tutti gli inquinamenti. Gli
apicoltori si sono accorti per primi di quello che sta accadendo e dicono
al mondo agricolo
attenzione
queste nuove famiglie di insetticidi
costituiscono un problema grave per tutti, ma prima di tutto sono un problema
per gli agricoltori stessi.
Se vogliamo mantenere la fertilità dei terreni
non dobbiamo lasciar prevalere un modello produttivo che rischia di trasformare
in un deserto anche la terra più fertile e ricca di forme vitali.
Pur consci che siamo nel pieno del massimo
impegno di lavoro primaverile negli apiari chiediamo agli apicoltori tutti
di partecipare numerosi e di testimoniare in visibile e riconoscibile
“tenuta apistica”, con i loro affumicatori fumanti, maschere, bidoni e
con simpatiche e creative allegorie che illustrino il dramma degli alveari,
per dire all’opinione pubblica e ai nostri amministratori che quanto è
sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere è inaccettabile.
Lo scempio deve finire, deve finire subito, ed è ora che chi ci
amministra sappia assumere responsabilità e decisioni, come ha
già fatto la Francia.
E’ necessario, è possibile che, finalmente, sia responsabilmente
scelto e deciso di:
- dare ascolto al drammatico allarme ed alle molteplici
testimonianze degli apicoltori italiani e voler finalmente prendere
atto della moria delle api, sia di quella immediata, sia degli effetti
tossici nel tempo e di tutti gli insetti utili causati dall’uso senza
sufficienti precauzioni della chimica in agricoltura;
- sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso
delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica,
quantomeno per tutte le colture visitate dagli insetti impollinatori
e utili;
- aggiornare, sia in Italia, sia nella U.e., anche
in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione
di impatto ambientale, sia precedente che successiva all’autorizzazione
d’uso, delle sostanze chimiche che vengono copiosamente immesse nell’ambiente.
Novi Ligure 4 aprile
2008
U.N.A.API.
Francesco Panella
Comunicato
stampa Unaapi-Legambiente (pdf 25 kb)
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