Il
miele ha una natura duplice. Il ruolo delle api è fondamentale
nell'elaborazione del prodotto: solo a loro è possibile compiere
questo incredibile lavoro di spigolatura, di raccolta di minuscole
goccioline per assemblare quantità significative di nettare,
da trasformare poi con un processo altrettanto minuto e paziente.
La materia prima di partenza però è di origine vegetale
ed il miele finito deve le sue caratteristiche, più che a ogni
altro passaggio, alla natura, alle caratteristiche e alla provenienza
della materia iniziale. Il nettare è una sostanza zuccherina
che le piante producono proprio per attirare gli insetti, che si fanno
così vettori inconsapevoli dei polline, l'elemento fecondante,
che viene in questo modo trasportato su altri fiori. Piante diverse
danno nettari diversi e di qui nasce la varietà del prodotto.
Anche il polline viene raccolto dalle api, ma non serve per l'elaborazione
del miele, ma come alimento proteico per le forme giovanili. Nel miele
il polline è presente solo in piccolissima quantità,
come componente accidentale.
Altro materiale di partenza per la formazione del miele è la
melata, in questo caso, è la linfa stessa delle piante, della
quale si nutrono insetti quali gli afidi e le cocciniglie. Il surplus
di sostanza zuccherina non utilizzata da questi insetti viene riciclata
dalle api. |