Ci
sono diversi modi di definire il miele. Dal punto di vista della
biologia animale il miele deve essere considerato come un alimento
di riserva: solo le api (e pochi altri insetti a loro simili) fanno
miele perché solo loro, tra gli animali che si nutrono di
nettare e polline, hanno la necessità di accumulare scorte
di cibo. Risolvono il problema trasformando il cibo fresco dell'estate
in un alimento a lunga conservazione. Per fare un paragone con qualcosa
che ci è più familiare potremmo dire che il miele
sta al nettare come la marmellata sta alla frutta fresca. Come alimento
il miele può essere visto come una fonte di zuccheri semplici
e per questo è un cibo altamente energetico e dolcificante.
In questa categoria è l'unico che non necessita di nessuna
trasformazione per arrivare dalla natura alla nostra tavola. La
formulazione legale, anche se forse suona un po' troppo fredda,
contiene tutti gli elementi fondamentali per identificare in modo
univoco il prodotto:
"...per miele si intende il prodotto alimentare che le api
domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti
da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse
bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie,
immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare". |