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IL MERCATO DEL MIELE IN ITALIA

L'Apis n.4 - 2003

Grafico 1La prima parte della relazione di G. Moretta al convegno di Zafferana Etnea. Una approfondita analisi del mercato del miele. Se aumenta il numero di consumatori, si riduce l'acquisto medio. Il miele si conferma un prodotto utilizzato soprattutto dagli over 45 e questo propone alcune riflessioni...

La particolare struttura del mondo del miele in Italia sia sotto il profilo della produzione che della commercializzazione, rende molto difficile riuscire a definire con precisione l'esatta dimensione delle quantità di miele veicolate sul Grafico 2territorio italiano; tuttavia, attraverso l'incrocio dei dati di alcune fonti attendibili, è possibile formulare un quadro abbastanza verosimile del Mercato del Miele in Italia.
Come si può evincere dal grafico.1, il miele circolante in Italia in un anno è pari a circa 200.000 quintali di cui la metà è costituito dal miele di importazione ed in particolare solo i 3/4 vengono invasettati ed il restante quarto viene utilizzato dalle industrie alimentari.
Il miele invasettato viene immesso sul mercato attraverso tre canali così ripartiti:
- circa 70.000 q nei Supermercati-Ipermercati della GDO (Grande Distribuzione Organizzata);
- circa 20.000 q in Altri Negozi più piccoli;
- circa 60.000 q sono stimati come vendita diretta degli Apicoltori (Casa, fiere, mercati).
In Italia le famiglie che consumano miele a Gennaio 2003 ammontavano a 5.800.000 unità con un trend di crescita significativo, in quanto ad Ottobre 2001 erano 5.600.000; resta Grafico 3tuttavia un dato molto critico in quanto la penetrazione è ancora molto bassa poichè rappresenta solo il 26% del totale famiglie. L'acquisto medio è passato da 1,8 kg a 1,6 kg registrando una diminuzione molto importante che attenua l'impatto della crescita delle famiglie acquirenti. Resta comunque un dato di fondo che è la necessità di fare comunicazione sul miele verso il consumatore che sembra, in alcuni casi, essere completamente all'oscuro delle caratteristiche di questo alimento. Analizzando i dati rilevati dalle vendite nei Supermercati e Ipermercati è possibile ricavare un quadro interessante sulla evoluzione dei Grafico 4consumi e sulla loro tipologia; infatti nel 2002 all'interno di questo canale sono stati venduti oltre 70.000 q di miele con una crescita del 7,8% rispetto al 2001, generando un volume di affari che ha sfiorato i 40 milioni di e.
L'aspetto interessante del Mercato emerge dalla analisi della sua segmentazione che denota una maggiore attenzione da parte del consumatore verso le differenti origini floreali dei mieli svelando addirittura potenzialità inimmaginabili fino a qualche anno fa. Come si può vedere dal grafico.2 oltre il 50% dei kg venduti è rappresentato dal Millefiori e contemporaneamente assumono un peso significativo, oltre Grafico 5all'Acacia, anche altre varietà come ad esempio Agrumi e Castagno; è sorprendente il Bosco (Melata) che ha avuto una crescita notevole ed inaspettata, se guardiamo il trend degli ultimi 3 anni (grafico.3); ad eccezione dell'Eucalipto, che risente della scarsità di prodotto, tutti i segmenti monoflorali crescono evidenziando una maggiore ricerca di specificità da parte del consumatore.
In particolare il miele di Agrumi con i suoi quasi 7.000 q rappresenta circa il 10% del Mercato (vedi grafico.4), posizionandosi al 3° posto nelle preferenze del consumatore e dimostrando così di avere tutti i numeri per ottenere il riconoscimento di una sua tipicità, che potrebbe favorirne l'ulteriore crescita (vedi grafico.5).
Grafico 6Se incrociamo questi dati con quelli relativi al profilo dell'acquirente del miele che si connota per essere una persona matura (abbondantemente oltre i 45 anni di media, vedi grafico.6), si possono ricavare delle indicazioni utili per un possibile sviluppo di questo mercato; in conclusione possiamo affermare che l'area di debolezza per le vendite del miele è rappresentata dalla fascia più giovane degli acquirenti (sotto i 45 anni) che è anche il segmento più attento alle innovazioni e alla sperimentazione di nuovi percorsi di gusto e di sapori, quindi le potenzialità di crescita passano attraverso la capacità di intercettare questa fascia di consumatori.

Giovanni Moretta
direttore CONAPI


ultima modifica:25 Aprile, 2004 -