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vasetto miele miele di lavanda
 

Tutte e tre le specie di lavanda comuni in Europa, nonché gli ibridi coltivati, possono produrre mieli uniflorali. Le caratteristiche di questi mieli sono diverse a seconda dell'origine, ma la denominazione "miele di lavanda" viene utilizzata indistintamente, e questo può essere causa di confusione. Le maggiori differenze si riscontrano tra i mieli di Lavandula stoechas (lavanda selvatica o steca), pianta tipica della macchia mediterranea, e quelli prodotti dalle altre due specie (L. angustifolia e L. latifolia) e dal loro ibrido.
Senz'altro il prodotto più conosciuto e diffuso è il miele uniflorale prodotto nel sud est della Francia. In passato era possibile distinguere in questa zona due tipi di produzione: quella ottenuta sulle coltivazioni di lavanda ibrida, caratterizzata da un colore molto chiaro e un fiori di lavandacontenuto in polline ridottissimo e quella ottenuta sulle lavande spontanee in altitudine (soprattutto L. angustifolia, ma anche L. latifolia) e sulle coltivazioni di lavanda vera, caratterizzata da un colore giallo più o meno scuro e da una elevata percentuale di polline delle specie in questione. Oggi i mieli di lavanda vera sono sempre più rari, soprattutto per la notevole riduzione della coltivazione di questa specie, a favore degli ibridi che permettono di ottenere rese quantitativamente molto superiori di olio essenziale. Nell'insieme, inoltre, le superfici coltivate a lavanda e lavandino si sono notevolmente ridotte, nell'ultimo ventennio. In Francia, anche in funzione del fatto che i mieli con componenti sia di lavanda vera che di lavandino erano relativamente comuni, si è sempre optato per una denominazione unica "miele di lavanda" o piuttosto, come viene indicato attualmente nell'ambito di uno specifico Label rouge (una sorta di marchio di garanzia di portata nazionale) "miele di lavanda/lavandino". Al giorno d'oggi questa denominazione indica in prevalenza il miele ottenuto sulla lavanda ibrida nelle due aree di maggiore concentrazione della coltivazione (altopiano di Valensole, nel dipartimento delle Alpes de Haute Provence e un'altra area nel sud del dipartimento della Drôme). Si tratta di un miele fortemente aromatico, ma non è detto che il profumo richiami alla mente l'odore caratteristico delle pianta. Le associazioni che più comunemente vengono fatte sono il fico, la camomilla, il thé alla pesca, l'odore della pianta di lavanda seccata, l'incenso, per quello che riguarda le caratteristiche olfattive. Alla degustazione ricorda il frutto della passione, ancora il fico e il thé alla pesca, il torrone, in particolare la parte esterna con l'ostia. Risulta abbastanza acido, soprattutto quando è presente la lavanda vera, molto persistente e con un caratteristico retrogusto, simile a quello dell'uva moscato o del frutto della passione. Il miele di lavanda vera, rispetto a quello di lavanda ibrida risulta più fruttato e meno floreale/speziato. E' comune, tra quanti assaggiano questi mieli sapendo che si tratta di miele di lavanda/lavandino, trovare l'associazione con l'olio essenziale della pianta, ma questo accomunamento è molto raro quando il miele viene descritto in condizioni psicologiche più "neutre". Si tratta di un miele di notevole valore commerciale, dovuto non solo alle caratteristiche organolettiche, che risultano in genere molto gradite, ma anche alle positive immagini evocate dalla denominazione e alla promozione turistica dei luoghi di produzione.
In Spagna vengono prodotti due tipi di miele di lavanda, che localmente hanno due nomi ben distinti: miel de espliego per il miele di L. latifolia e miel de cantueso per quello di L. stoechas. Entrambe le produzioni si ottengono su flora spontanea. Il miele di lavanda latifoglia risulta abbastanza vicino, dal punto di vista aromatico, a quello di lavanda vera, ma risulta un po' meno fine e gradevole. Per la sovrapposizione dei periodi di fioritura e della distribuzione delle specie, capita spesso di trovarlo in miscela con miele di girasole, con il quale, tra l'altro ha in comune la tonalità gialla della colorazione. Completamente diverso invece il miele di steca: si tratta di un miele scarsamente aromatico e molto fine, senza particolarità che permettano di identificarlo al solo assaggio e ancora non sufficientemente conosciuto per poter disporre di una descrizione organolettica precisa.
Il miele di L. stoechas è l'unico miele di lavanda che si possa ottenere in Italia in quantità interessanti. Viene prodotto soprattutto in Sardegna e, occasionalmente, in altre zone tirreniche (isola d'Elba). La denominazione di vendita dovrebbe permettere al consumatore di distinguerlo dai mieli aromatici delle altre lavande. Le produzioni italiane di miele di lavanda vera, possibili in passato in alcune zone alpine al confine con la Francia, tra Liguria e Piemonte, non sono state documentate di recente.
Per le caratteristiche chimiche dei mieli di lavanda vengono riportati i dati proposti in alcuni studi specifici svolti nei Paese maggiori produttori di questi tipi di miele. Mancano invece dati equivalenti per il prodotto italiano. Una caratteristica problematica dei mieli di lavanda ibrida è rappresentata dall'elevato contenuto in saccarosio che, soprattutto in alcune annate e per particolari varietà dell'ibrido, può superare il limite legale, già portato per questo miele, in deroga al limite standard, al valore massimo di 10 %. Sempre per questi mieli può risultare difficile la verifica dell'origine botanica, essendo praticamente privi del polline della specie (maschio sterile); tuttavia la verifica dell'origine si può basare sulla valutazione delle caratteristiche fisico-chimiche e, soprattutto, organolettiche, in quanto molto ben conosciute e standardizzate.


ultima modifica: 1 Agosto, 2010