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Caratteristiche organolettiche
Cristallizzazione molto rapida e generalmente fine. Colore inferiore
a 35 mm Pfund. Odore di cavolo più o meno pronunciato. Sapore
debole.
Caratteristiche melissopalinologiche
In genere molto ricco di polline di colza. E' comune trovare mieli
che contengono più del 95% di questo polline
Il miele di colza
è il prodotto uniflorale che si ottiene in maniera più
abbondante in Francia (o perlomeno lo è stato negli anni
in cui la coltivazione di questa oleifera era particolarmente in
auge). Ciononostante, nei punti vendita francesi è praticamente
impossibile trovare un prodotto etichettato come "miele di
colza": il motivo sta nella scarsa attrattiva che questa origine
ha per il consumatore, anche per la vecchia storia dell'acido erucico,
e quindi dire che il miele è di colza equivale a mettere
in evidenza un difetto più che un pregio. Il miele di colza
è caratterizzato da due particolarità: diversamente
dalla maggior parte degli altri mieli contiene generalmente più
glucosio che fruttosio ed ha un odore che richiama fortemente quello
della pianta di origine. Dalla prima caratteristica deriva una tendenza
alla rapida cristallizzazione (a volte anche nei favi, prima dell'estrazione),
nei 7-15 giorni successivi alla produzione, che si sviluppa praticamente
sempre con cristalli molto fini, spesso impalpabili. La seconda
costituisce il grosso difetto di questo miele: un odore di cavolo,
nelle sue diverse connotazioni (crauti, composti solforati) non
è l'ideale per un miele. Per fortuna all'assaggio l'aroma
è di solito percepito molto più leggero di quanto
l'odore può far supporre e l'attenzione è subito catturata
dall'estrema gradevolezza della struttura fisica; inoltre, nei mieli
a cristallizzazione così fine, il rapido scioglimento dei
piccoli cristalli di glucosio conferisce al miele un effetto rinfrescante,
come nelle caramelle fondenti, che li rende particolarmente piacevoli.
Visto che raramente il consumatore annusa un miele prima di consumarlo,
l'odore di cavolo passa spesso inosservato. L'uso che ne viene fatto
più spesso è come prodotto "da taglio" per
comporre mieli che vengono venduti come millefiori: nelle miscele
la colza viene introdotta allo stato cristallizzato, in modo da
innescare la cristallizzazione del resto della massa (semenza).
Il suo apporto di glucosio stabilizza, dal punto di vista della
cristallizzazione, i mieli che avrebbero tendenza a dividersi; inoltre
le tecniche per ottenere miele cremoso sono molto facilitate nelle
miscele che contengono forti percentuali di questo miele. La cristallizzazione
a grana fine dà al miele un colore molto chiaro, una volta
che questo è cristallizzato, anche se il prodotto liquido
ha un colore ambrato; nelle miscele, quindi, ha un effetto "schiarente"
maggiore di altri mieli chiari. Non si presta invece, ovviamente,
a entrare nelle miscele di prodotto da commercializzare allo stato
liquido. E' un miele che viene spesso prodotto con un contenuto
d'acqua elevato: la tendenza a fermentare è quindi elevata.
In
Italia la produzione allo stato uniflorale del miele di colza non
è così comune: la coltivazione non è altrettanto
diffusa (anche se varia di anno in anno) e la fioritura precoce
fa sì che il raccolto sia più spesso sfruttato per
lo sviluppo delle famiglie che per la produzione di miele. Molto
comuni invece sono i mieli primaverili in cui la presenza di colza
o di altre crucifere selvatiche (Diplotaxis, Sinapis) è riconoscibile
all'olfatto. Il miele di colza in Italia è considerato un
prodotto relativamente raro e non disponiamo per questo ancora di
una descrizione precisa delle sue caratteristiche. I dati della
scheda sono stati tratti da un lavoro di definizione dei principali
mieli uniflorali francesi curato dall'ITAPI (Institut Technique
Apicole - Bures sur Yvette).
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ultima modifica:
1 Agosto, 2010
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