Il miele di agrumi
rappresenta uno dei prodotti uniflorali più conosciuti ed
apprezzati nel mondo intero. In Italia è secondo, per diffusione
nei punti vendita e nelle preferenze del consumatore, solo al miele
di acacia.
Questo è dovuto alle sue caratteristiche organolettiche:
colore chiaro, profumo di fiori e sapore dolce piacciono a tutti
(o quasi tutti) i consumatori di miele.
Pur essendo la coltivazione degli agrumi diffusa in tutto il mondo,
nelle zone a clima mediterraneo e tropicale, la produzione di miele
uniflorale ha luogo soprattutto dove questa cultura assume carattere
intensivo e la fioritura avviene in un periodo definito (e non protratto,
e quindi sovrapposto ad altre fioriture, come spesso avviene ai
tropici); in particolare sono note le produzioni di Messico, California,
Florida, Israele, Spagna e Italia. Nel nostro paese si ottengono
mieli di agrumi principalmente in Sicilia e Calabria, ma anche Puglia,
Basilicata, Campania, Sardegna e Lazio rientrano nelle regioni produttrici.
Le caratteristiche organolettiche del prodotto sono le seguenti:
colore molto chiaro, da quasi incolore a giallo paglierino quando
liquido e da bianco a beige chiaro nel cristallizzato, odore intenso,
simile a quello dei fiori dai quali proviene, sapore normalmente
dolce con leggera acidità, aroma molto intenso, floreale,
simile all'odore, ma di tipo più fresco, con tendenza al
fruttato. La tendenza a cristallizzare è di livello medio:
è comune in prodotti leggermente umidi, una granulazione
piuttosto grossolana, dovuta alla conservazione in ambiente caldo
durante il periodo di cristallizzazione. Gli stessi prodotti, deumidificati
o tenuti in condizioni diverse (temperatura fresca), svilupperebbero
cristalli più fini.
Alcune delle varietà di agrumi comunemente coltivate hanno
fiori che producono pochissimo polline (o non ne producono affatto):
il miele che ne proviene, quindi, contiene un numero di granuli
pollinici estremamente ridotto.
Il tradizionale sistema di identificazione dell'origine botanica
attraverso l'analisi pollinica è quindi poco efficace, per
questi prodotti. Le particolarità compositive e organolettiche
permettono però di confermare o smentire l'origine dichiarata
nella maggior parte dei casi. La necessità di disporre di
sistemi di controllo facilmente interpretabili ha indotto a cercare
elementi del miele di agrumi che potessero servire da marcatori
dell'origine: Sono perciò oggi conosciute alcune sostanze
che sono presenti in maniera esclusiva (o quasi) nel miele di agrumi;
tra questi un componente dell'aroma (metilantranilato), un flavonoide
(esperetina), la caffeina. A livello dei parametri fisico-chimici
tradizionali il miele di agrumi è caratterizzato da valori
molto bassi di indice diastasico, acidità, conducibilità
elettrica e colore.
Ci sono produttori che sostengono che il miele di agrumi sarebbe
predisposto alla fermentazione a causa di un contenuto di umidità
naturalmente elevato: in realtà non ci sono evidenze che
questo miele, prodotto secondo corrette pratiche apistiche, abbia
un contenuto d'umidità superiore alla media. In Italia il
miele di agrumi più comunemente prodotto è quello
di arancio o di agrumi misti: più rari i mieli di un'unica
varietà diversa dall'arancio (limone, mandarino, bergamotto,
cedro); in Israele sono noti mieli di pompelmo, in Corsica, i mieli
di clementino. Le differenze tra un'origine e l'altra sono poco
conosciute e anche a livello di controllo analitico spesso non ci
sono elementi sufficienti per poter verificare se queste denominazioni
specifiche, di sicura presa sul consumatore, sono usate correttamente.
E' certo però che i mieli di agrumi formano una famiglia
di prodotti piuttosto simili tra di loro e le differenze che si
riscontrano tra mieli di diversa origine sono più spesso
imputabili alla flora di accompagnamento o alle tecniche di produzioni
usate che non alla varietà di agrume bottinata. Poiché
il miele di agrumi è caratterizzato da un indice diastasico
molto basso, di frequente inferiore a 8, il limite legale di idrossimetilfurfurale
(HMF), applicato in base alla L. 753/82, é di 15 mg/kg come
massimo: questo significa che il tempo di commercializzazione per
questo prodotto è molto inferiore rispetto ad altri mieli
(per i quali si applica il limite di HMF di 40 mg/kg) e che le precauzioni
da prendersi nel corso dei trattamenti termici e della conservazione
devono essere più rigorose di quelle abituali.
Inoltre il caratteristico aroma floreale di questo miele è
soggetto a modifiche evidenti quando esposto ad elevate temperature
o a lunghi periodi di conservazione; un miele di agrumi trattato
termicamente o invecchiato ha un aroma che assomiglia di più
alla marmellata di arancio che non ai fiori. Per questo, anche se
il miele di agrumi si presterebbe alla commercializzazione allo
stato liquido, in quanto, una volta liquefatto, presenta una scarsa
tendenza alla ricristallizzazione, a causa del ridotto contenuto
di sostanze insolubili, quanto appena esposto porta a sconsigliare
fortemente questo tipo di preparazione per il mercato.
Altamente indicate invece le tecniche di cristallizzazione guidata
in quanto la consistenza cremosa evidenzia ancor di più il
fine aroma di questo tipo di miele.
Lucia
Piana
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