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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura


Giugno-Luglio 2010
anno XVIII - n. 5

copertina lapis 5/2010

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anno 2003 - nn: 9 - 8 - 7 - 6 - 5 - 4 - 3 - 2 - 1

anno 2002 - nn: 9 - 8 - 7 - 6 - 5 - 4 - 3 - 2 - 1

anno 2001 - nn: 9

EDITORIALE

Varie ed eventuali

• L’uscita dall’inverno è stata durissima, con perdite ingenti in vari areali (da varroa, nosema ecc…) e famiglie sopravissute stremate e piccole. In molte zone del paese quindi, preoccupazione dilagante, ricerca forsennata di sciami, di pacchi d’api, quotazioni in rialzo. Per la legge del contrappasso il mese di aprile ci ha regalato un inconsueto andamento benevolo che ha permesso un rigoglioso e potente sviluppo delle famiglie. Se in tali condizioni avessimo dovuto anche subire il micidiale effetto dei concianti del mais, non ci sarebbe più stata partita. Abbiamo avuto un’altra primavera per partecipare alla miracolosa capacità di vitale ripresa e sviluppo delle nostre api. Siamo quindi riusciti ad arrivare sotto raccolto con famiglie belle, popolose e di giusta misura e sviluppo.

• Peccato che il pendolo del contrappasso sia girato altrimenti nella prima quindicina di maggio. Scrivo queste note a metà avanzata della fioritura dell’acacia, anche oggi diluvia, dopo settimane flagellate da mal tempo, costretti a precipitevolmente trasferire tutti gli apiari a mezza collina. Nei melari, come nei nidi, non c’è miele del nuovo raccolto, e sovente neanche di scorta. Posso considerarmi fortunato per l’arrivo di qualche bella giornata che mi evita di dover nutrire per salvare le famiglie da morte per fame.

• Da più parti dello stivale è segnalata una febbre sciamatoria incontrollabile, fenomeni inquietanti di assai difficile comprensione per gli apicoltori con: orfanità reiterate, crollo/sparizione imprevedibile di regine e gran difficoltà di fecondazione delle regine vergini.

• Speriamo che queste ore dedicate alla scrittura portino bene e che almeno d’ora in poi si riesca a produrre qualcosa. D’altro canto anche il raccolto dell’agrumi, appena concluso, e degli altri mieli primaverili al centro sud s’è fatto sotto schiaffo di un meteo avverso, con produzioni assai contenute.

• In prima battuta è parso che i trattamenti insetticidi negli agrumeti siano stati eseguiti con più attenzione, con uso d’insetticidi d’impatto meno disastroso. Vari apicoltori hanno rimarcato come l’azione di denuncia dello scorso anno, e in particolare il convegno promosso a febbraio in Calabria principalmente da Conapi, abbiano con­tri­buito a cominciare a diffondere una diversa consapevolezza della problematica api/pesticidi/ambiente. Ma chi non ha potuto ritirare lestamente gli apiari dalla zona agrumicola è stato castigato, anche quest’anno, dall’impiego irresponsabile e inaccettabile, d’insetticidi efficacissimi nel lasciare dietro di se la morte di (tutto?) il vivente. Come eloquentemente documentato dalle foto che corredano questo mio testo.

• Ai primi di maggio il Gruppo Miele Copa Cogeca ha incontrato la Commissione Europea per fare il punto sulle varie problematiche apistiche, constatando una certa attenzione per l’apicoltura e conseguente disponibilità da parte dei vari responsabili, in particolare di quelli sulla salute animale in merito a: varroa, antibiotici ecc… Il Gruppo Miele ha chiesto con forza azioni più incisive rispetto ai crescenti fenomeni di adulterazione e frode di vario tipo che affliggono il mercato mondiale come quello interno comunitario denunciando che oramai oltre il 25% del miele importato e consumato in Europa è d’origine cinese… Il Gruppo, che vede per l’Italia oramai da molto tempo la sola partecipazione di Unaapi e Conapi, ha ottenuto dei risultati significativi: l’avvio di un confronto di merito sulla questione veterinaria e sul rischio d’uso dei pesticidi rispetto alle api, alcune importanti modifiche della regolamentazione biologica e sta verificando con la Commissione nuovi possibili percorsi promozionali per i prodotti apistici europei. Si sono quindi svolte le elezioni delle cariche, per i prossimi due anni e sono risultati rieletti, all’unanimità, E. Bruneau (Belgio) presidente, J. Stich (Austria) e il sottoscritto vicepresidenti.

• L’andamento del mercato mondiale di miele è oramai segnato dall’insufficienza di questa derrata. Le produzioni apistiche del Nord America, dell’Argentina come di gran parte dell’Europa (particolarmente di quella occidentale) si attestano su medie produttive in (costante?) flessione. I consumi mondiali sono invece in crescita e quelli europei sono oramai sempre più “soddisfatti” da “miele” cinese, oltre la soglia del 25% del fabbisogno. Un autorevole studio di una società statunitense, specializzata nell’analisi dell’andamento economico delle materie prime, prevede un incremento del 39% della domanda mondiale di miele da qui al 2015. Con le quotazioni relativamente elevate negli scambi si moltiplicano anche i fenomeni di contraffazione, adulterazione e indicazione truffaldina dell’origine. Microfiltrazione per “ripulire” il miele da contaminazioni d’antibiotici e da eloquenti presenze polliniche, lucrose aggiunte di percentuali più o meno significative di sciroppi zuccherini, miscelazione di “mieli” d’origini diverse per renderne irrintracciabile la provenienza, inscurimento con colorazione artificiale per soddisfare i mercati che richiedono mieli di melata, sono questi i principali fenomeni che contraddistinguono l’attuale mercato mondiale del miele. Gli stessi rappresentanti europei del commercio internazionale di miele hanno comunicato alla Commissione Europea, nell’incontro congiunto che abbiamo avuto ai primi di maggio, la recente scoperta di fabbriche per la produzione di “miele” adulterato, in Ungheria.

• Dopo decenni di esito vano di tutte le formali richieste d’attenzione, avere denunciato con forti e ripetuti comunicati stampa alla pubblica opinione, l’assoluta mancanza di sensatezza delle attività sanitarie nazionali per la difesa delle api ha, finalmente, centrato l’obiettivo. Si sono finalmente smosse le acque! Si è in primo luogo dimostrata l’assoluta infondatezza e arbitrarietà delle sedicenti “autorevoli” interpretazioni sulla possibilità di ricettazione in deroga dell’acido ossalico. Sarà, in primo luogo, varata un’ordinanza che prende atto, finalmente, dell’endemicità della varroa. In piena stagione partecipare in modo qualificato a varie riunioni, a Roma, non è stato né semplice né indolore. Unaapi, ancora una volta, ha saputo svolgere pienamente la sua funzione propositiva avanzando le priorità degli apicoltori: la responsabilità sanitaria si esplica nella capacità di fare scelte e dare indicazioni praticabili ed efficaci agli operatori di campo, la necessità conseguente d’ammettere i limiti oggettivi e quindi della probabile impossibilità di fornire indicazioni risolutive, l’inderogabile pre condizione dell’organizzazione territoriale della lotta alla parassitosi, la collaborazione con le associazioni apistiche, ove esistenti, quale notevole opportunità operativa, la sensatezza d’azioni di controllo se tese a orientare e a indirizzare più che alla semplice e cieca repressione. Sarà, in secondo luogo, avviata entro la stagione la sperimentazione di un preparato a base d’acido ossalico, che ne consentirà un uso controllato, in attesa d’una specifica autorizzazione d’uso del preparato. Abbiamo, in definitiva e con notevole soddisfazione, potuto verificare l’esistenza di capacità e competenze anche nella struttura della Direzione Veterinaria del Ministero della Salute. Per la prima volta qualcosa si muove e indirizzi vari, quali l’implementazione dell’anagrafe apistica nazionale, fanno ritenere possibile prenda vita, prima o poi, una vera politica sanitaria di difesa degli allevamenti apistici nazionali.

A fronte di tali e tante “varie” c’è solo da sperare che abbia ragione Antoine de Saint Exupery quando scrive: “Nella vita non ci sono soluzioni. Ci sono forze che devono essere innescate, e poi le soluzioni seguono”.

Francesco Panella, Novi Ligure, 19 maggio 2010


ultima modifica:28 Maggio, 2010 -