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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura
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2008 - nn. 1,
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6, 7,
8, 9 |
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2007 - nn.
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9 |
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3, 4,
5, 6,
7, 8,
9 |
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2004 - nn: 9,
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6, 5,
4, 3,
2, 1
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| anno
2003 - nn: 9
- 8
- 7
- 6
- 5
- 4
- 3
- 2
- 1
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anno
2002 - nn: 9
- 8
- 7
- 6
- 5
- 4
- 3
- 2
- 1
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anno
2001 - nn: 9
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EDITORIALE
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Varie ed eventuali
• L’uscita dall’inverno è
stata durissima, con perdite ingenti in vari areali
(da varroa, nosema ecc…) e famiglie sopravissute stremate
e piccole. In molte zone del paese quindi, preoccupazione
dilagante, ricerca forsennata di sciami, di pacchi d’api,
quotazioni in rialzo. Per la legge del contrappasso
il mese di aprile ci ha regalato un inconsueto andamento
benevolo che ha permesso un rigoglioso e potente sviluppo
delle famiglie. Se in tali condizioni avessimo dovuto
anche subire il micidiale effetto dei concianti del
mais, non ci sarebbe più stata partita. Abbiamo
avuto un’altra primavera per partecipare alla miracolosa
capacità di vitale ripresa e sviluppo delle nostre
api. Siamo quindi riusciti ad arrivare sotto raccolto
con famiglie belle, popolose e di giusta misura e sviluppo.
• Peccato che il pendolo del contrappasso sia girato
altrimenti nella prima quindicina di maggio. Scrivo
queste note a metà avanzata della fioritura dell’acacia,
anche oggi diluvia, dopo settimane flagellate da mal
tempo, costretti a precipitevolmente trasferire tutti
gli apiari a mezza collina. Nei melari, come nei nidi,
non c’è miele del nuovo raccolto, e sovente neanche
di scorta. Posso considerarmi fortunato per l’arrivo
di qualche bella giornata che mi evita di dover nutrire
per salvare le famiglie da morte per fame.
• Da più parti dello stivale è segnalata
una febbre sciamatoria incontrollabile, fenomeni inquietanti
di assai difficile comprensione per gli apicoltori con:
orfanità reiterate, crollo/sparizione imprevedibile
di regine e gran difficoltà di fecondazione delle
regine vergini.
• Speriamo che queste ore dedicate alla scrittura portino
bene e che almeno d’ora in poi si riesca a produrre
qualcosa. D’altro canto anche il raccolto dell’agrumi,
appena concluso, e degli altri mieli primaverili al
centro sud s’è fatto sotto schiaffo di un meteo
avverso, con produzioni assai contenute.
• In prima battuta è parso che i trattamenti
insetticidi negli agrumeti siano stati eseguiti con
più attenzione, con uso d’insetticidi d’impatto
meno disastroso. Vari apicoltori hanno rimarcato come
l’azione di denuncia dello scorso anno, e in particolare
il convegno promosso a febbraio in Calabria principalmente
da Conapi, abbiano contribuito a cominciare
a diffondere una diversa consapevolezza della problematica
api/pesticidi/ambiente. Ma chi non ha potuto ritirare
lestamente gli apiari dalla zona agrumicola è
stato castigato, anche quest’anno, dall’impiego irresponsabile
e inaccettabile, d’insetticidi efficacissimi nel lasciare
dietro di se la morte di (tutto?) il vivente. Come eloquentemente
documentato dalle foto che corredano questo mio testo.
• Ai primi di maggio il Gruppo Miele Copa Cogeca ha
incontrato la Commissione Europea per fare il punto
sulle varie problematiche apistiche, constatando una
certa attenzione per l’apicoltura e conseguente disponibilità
da parte dei vari responsabili, in particolare di quelli
sulla salute animale in merito a: varroa, antibiotici
ecc… Il Gruppo Miele ha chiesto con forza azioni più
incisive rispetto ai crescenti fenomeni di adulterazione
e frode di vario tipo che affliggono il mercato mondiale
come quello interno comunitario denunciando che oramai
oltre il 25% del miele importato e consumato in Europa
è d’origine cinese… Il Gruppo, che vede per l’Italia
oramai da molto tempo la sola partecipazione di Unaapi
e Conapi, ha ottenuto dei risultati significativi: l’avvio
di un confronto di merito sulla questione veterinaria
e sul rischio d’uso dei pesticidi rispetto alle api,
alcune importanti modifiche della regolamentazione biologica
e sta verificando con la Commissione nuovi possibili
percorsi promozionali per i prodotti apistici europei.
Si sono quindi svolte le elezioni delle cariche, per
i prossimi due anni e sono risultati rieletti, all’unanimità,
E. Bruneau (Belgio) presidente, J. Stich (Austria) e
il sottoscritto vicepresidenti.
• L’andamento del mercato mondiale di miele è
oramai segnato dall’insufficienza di questa derrata.
Le produzioni apistiche del Nord America, dell’Argentina
come di gran parte dell’Europa (particolarmente di quella
occidentale) si attestano su medie produttive in (costante?)
flessione. I consumi mondiali sono invece in crescita
e quelli europei sono oramai sempre più “soddisfatti”
da “miele” cinese, oltre la soglia del 25% del fabbisogno.
Un autorevole studio di una società statunitense,
specializzata nell’analisi dell’andamento economico
delle materie prime, prevede un incremento del 39% della
domanda mondiale di miele da qui al 2015. Con le quotazioni
relativamente elevate negli scambi si moltiplicano anche
i fenomeni di contraffazione, adulterazione e indicazione
truffaldina dell’origine. Microfiltrazione per “ripulire”
il miele da contaminazioni d’antibiotici e da eloquenti
presenze polliniche, lucrose aggiunte di percentuali
più o meno significative di sciroppi zuccherini,
miscelazione di “mieli” d’origini diverse per renderne
irrintracciabile la provenienza, inscurimento con colorazione
artificiale per soddisfare i mercati che richiedono
mieli di melata, sono questi i principali fenomeni che
contraddistinguono l’attuale mercato mondiale del miele.
Gli stessi rappresentanti europei del commercio internazionale
di miele hanno comunicato alla Commissione Europea,
nell’incontro congiunto che abbiamo avuto ai primi di
maggio, la recente scoperta di fabbriche per la produzione
di “miele” adulterato, in Ungheria.
• Dopo decenni di esito vano di tutte le formali richieste
d’attenzione, avere denunciato con forti e ripetuti
comunicati stampa alla pubblica opinione, l’assoluta
mancanza di sensatezza delle attività sanitarie
nazionali per la difesa delle api ha, finalmente, centrato
l’obiettivo. Si sono finalmente smosse le acque! Si
è in primo luogo dimostrata l’assoluta infondatezza
e arbitrarietà delle sedicenti “autorevoli” interpretazioni
sulla possibilità di ricettazione in deroga dell’acido
ossalico. Sarà, in primo luogo, varata un’ordinanza
che prende atto, finalmente, dell’endemicità
della varroa. In piena stagione partecipare in modo
qualificato a varie riunioni, a Roma, non è stato
né semplice né indolore. Unaapi, ancora
una volta, ha saputo svolgere pienamente la sua funzione
propositiva avanzando le priorità degli apicoltori:
la responsabilità sanitaria si esplica nella
capacità di fare scelte e dare indicazioni praticabili
ed efficaci agli operatori di campo, la necessità
conseguente d’ammettere i limiti oggettivi e quindi
della probabile impossibilità di fornire indicazioni
risolutive, l’inderogabile pre condizione dell’organizzazione
territoriale della lotta alla parassitosi, la collaborazione
con le associazioni apistiche, ove esistenti, quale
notevole opportunità operativa, la sensatezza
d’azioni di controllo se tese a orientare e a indirizzare
più che alla semplice e cieca repressione. Sarà,
in secondo luogo, avviata entro la stagione la sperimentazione
di un preparato a base d’acido ossalico, che ne consentirà
un uso controllato, in attesa d’una specifica autorizzazione
d’uso del preparato. Abbiamo, in definitiva e con notevole
soddisfazione, potuto verificare l’esistenza di capacità
e competenze anche nella struttura della Direzione Veterinaria
del Ministero della Salute. Per la prima volta qualcosa
si muove e indirizzi vari, quali l’implementazione dell’anagrafe
apistica nazionale, fanno ritenere possibile prenda
vita, prima o poi, una vera politica sanitaria di difesa
degli allevamenti apistici nazionali.
A fronte di tali e tante “varie”
c’è solo da sperare che abbia ragione Antoine
de Saint Exupery quando scrive: “Nella vita non ci sono
soluzioni. Ci sono forze che devono essere innescate,
e poi le soluzioni seguono”.
Francesco Panella, Novi Ligure,
19 maggio 2010
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