"Riconoscimento delle varie razze"
... per aumentare il numero dei miei alveari, mi sono reso disponibile
a raccogliere gli sciami che puntualmente s'insediano nei giardini
e nelle case. Tra quelli raccolti quest'anno vi era una regina
molto scura, ho pensato che si trattasse di una regina carnica
ma amici apicoltori mi hanno detto che è più probabile
che si tratti di qualche incrocio con la ligustica. Esiste un
metodo alla portata anche dei meno esperti per riconoscere le
razze delle api?
E. Anselmi,
Verona
Purtroppo la risposta è
negativa. Nel caso in cui le api in questione siano ibride
la cosa si complica poi ulteriormente.
Fino a non molti anni fa la classificazione delle razze era
fatta con la tecnica morfometrica, poi, più recentemente,
si è passati all'analisi elettroforetica confrontando
la presenza d'alcune proteine nelle varie razze. Negli ultimi
anni si è poi passati allo studio del DNA. In ogni
caso i dati più dettagliati che si hanno sulle varie
sottospecie sono basati soprattutto sulle caratteristiche
morfologiche. Il lavoro più importante in questo senso
è stato fatto in Germania in cui sono state individuate
24 razze (sottospecie). La discriminazione delle razze di
maggior interesse economico è fatta su alcuni caratteri
particolari seguendo uno schema tradizionale di valutazione
messo a punto da alcuni ricercatori e che prendono in considerazione
delle misurazioni: il colore, la lunghezza della ligula, dei
peli che ricoprono il tegumento e l'indice cubitale rilevato
sull'ala. La valutazione di queste misure consente a livello
pratico una discriminazione delle varie sottospecie.
"Selezione regine"
Gentile Redazione di Lapis,
Innanzi tutto, voglio farvi i complimenti per la rivista che
trovo nel complesso molto interessante. La rivista mi piace
perché è improntata sulla pratica apistica,
intesa anche come informazione sugli avvenimenti che accadono
a livello italiano e comunitario sul miele e sull'apicoltura.
Vi scrivo per questo, spesso quando mi ritrovo con colleghi
apicoltori si discute sull'importanza di selezionare delle
regine ben adattate alla nostra zona (prealpi varesine), tra
un bicchiere di vino ed un altro le discussioni sono sempre
molto accese, ma alla fine non si conclude mai niente. Se
possibile vorrei avere delle indicazioni in linea di massima
su come si potrebbe impostare un lavoro di selezione delle
regine.
Saluti, Alessandro P.
Caro Alessandro,
come già potrai immaginare, per effettuare un lavoro
di selezione é importante ed indispensabile la collaborazione
di diversi apicoltori, con un discreto numero di alveari.
Una volta deciso il carattere sui cui effettuare la pressione
selettiva (sviluppo primaverile, igienicità ecc.) si
avranno ovviamente diverse possibilità d'impostazione
del lavoro. A titolo d'esempio una metodica potrebbe essere
la seguente.
Si prendono in esame dieci famiglie non imparentate selezionate
da apicoltori che possiedono almeno un centinaio di alveari.
Da ognuna di queste famiglie si allevano dodici regine. Si
ottengono quindi 120 regine divise in 10 gruppi di sorelle.
Queste in seguito vengono portate in una stazione di fecondazione
per l'accoppiamento con maschi selezionati. Alla fine della
stagione si ottengono 120 colonie formate da 10 gruppi di
12 alveari ciascuno, nei quali le api ottenute sono tutte
sorelle. L'anno successivo, sarà fatta la valutazione
del rendimento ed il calcolo dell'indice di merito che tiene
conto, sia del rendimento individuale d'ogni regina, sia di
quello medio delle altre sorelle. Alla fine si fa una classifica
nella quale si da un punteggio in base al valore individuale,
a cui si aggiungerà un altro valore determinato dalle
capacità del gruppo delle altre sorelle. Se queste
sorelle sono poi state impiegate in aziende molto distanti
tra loro si ottengono dati ancora più precisi, dato
che, valutando le regine in ambienti diversi, le caratteristiche
genetiche si confondono meno con quelle ambientali. Infine
si farà una classifica finale. Il primo gruppo sarà
formato dalle prime cinque classificate; il secondo gruppo
formato comprende le prime cinque più le altre cinque
con un punteggio inferiore alle prime, tutte le altre saranno
scartate. Il secondo anno dalle prime classificate saranno
allevati i maschi per la fecondazione naturale ed il secondo
gruppo sarà utilizzato per la produzione delle regine,
anche questa volta verranno allevate 12 regine per colonia.
Alla fine della stagione avremo nuovamente 120 colonie su
cui ripetere il lavoro fatto in precedenza. Più volte
si farà questa selezione su una selezione precedente,
più alto sarà il progresso genetico ottenuto.
Per contro si avrà che ripetendo il procedimento più
volte si potranno manifestare problemi di consanguineità.
Esiste quindi l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra
la velocità della selezione ed il mantenimento della
variabilità genetica. Buon lavoro!
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