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credits La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura


Novembre 2002
anno X - n. 9

POSTA DEI LETTORI

"Riconoscimento delle varie razze"

... per aumentare il numero dei miei alveari, mi sono reso disponibile a raccogliere gli sciami che puntualmente s'insediano nei giardini e nelle case. Tra quelli raccolti quest'anno vi era una regina molto scura, ho pensato che si trattasse di una regina carnica ma amici apicoltori mi hanno detto che è più probabile che si tratti di qualche incrocio con la ligustica. Esiste un metodo alla portata anche dei meno esperti per riconoscere le razze delle api?

E. Anselmi,
Verona

Purtroppo la risposta è negativa. Nel caso in cui le api in questione siano ibride la cosa si complica poi ulteriormente.
Fino a non molti anni fa la classificazione delle razze era fatta con la tecnica morfometrica, poi, più recentemente, si è passati all'analisi elettroforetica confrontando la presenza d'alcune proteine nelle varie razze. Negli ultimi anni si è poi passati allo studio del DNA. In ogni caso i dati più dettagliati che si hanno sulle varie sottospecie sono basati soprattutto sulle caratteristiche morfologiche. Il lavoro più importante in questo senso è stato fatto in Germania in cui sono state individuate 24 razze (sottospecie). La discriminazione delle razze di maggior interesse economico è fatta su alcuni caratteri particolari seguendo uno schema tradizionale di valutazione messo a punto da alcuni ricercatori e che prendono in considerazione delle misurazioni: il colore, la lunghezza della ligula, dei peli che ricoprono il tegumento e l'indice cubitale rilevato sull'ala. La valutazione di queste misure consente a livello pratico una discriminazione delle varie sottospecie.


"Selezione regine"
Gentile Redazione di Lapis,
Innanzi tutto, voglio farvi i complimenti per la rivista che trovo nel complesso molto interessante. La rivista mi piace perché è improntata sulla pratica apistica, intesa anche come informazione sugli avvenimenti che accadono a livello italiano e comunitario sul miele e sull'apicoltura. Vi scrivo per questo, spesso quando mi ritrovo con colleghi apicoltori si discute sull'importanza di selezionare delle regine ben adattate alla nostra zona (prealpi varesine), tra un bicchiere di vino ed un altro le discussioni sono sempre molto accese, ma alla fine non si conclude mai niente. Se possibile vorrei avere delle indicazioni in linea di massima su come si potrebbe impostare un lavoro di selezione delle regine.

Saluti, Alessandro P.

Caro Alessandro, come già potrai immaginare, per effettuare un lavoro di selezione é importante ed indispensabile la collaborazione di diversi apicoltori, con un discreto numero di alveari.
Una volta deciso il carattere sui cui effettuare la pressione selettiva (sviluppo primaverile, igienicità ecc.) si avranno ovviamente diverse possibilità d'impostazione del lavoro. A titolo d'esempio una metodica potrebbe essere la seguente.
Si prendono in esame dieci famiglie non imparentate selezionate da apicoltori che possiedono almeno un centinaio di alveari. Da ognuna di queste famiglie si allevano dodici regine. Si ottengono quindi 120 regine divise in 10 gruppi di sorelle. Queste in seguito vengono portate in una stazione di fecondazione per l'accoppiamento con maschi selezionati. Alla fine della stagione si ottengono 120 colonie formate da 10 gruppi di 12 alveari ciascuno, nei quali le api ottenute sono tutte sorelle. L'anno successivo, sarà fatta la valutazione del rendimento ed il calcolo dell'indice di merito che tiene conto, sia del rendimento individuale d'ogni regina, sia di quello medio delle altre sorelle. Alla fine si fa una classifica nella quale si da un punteggio in base al valore individuale, a cui si aggiungerà un altro valore determinato dalle capacità del gruppo delle altre sorelle. Se queste sorelle sono poi state impiegate in aziende molto distanti tra loro si ottengono dati ancora più precisi, dato che, valutando le regine in ambienti diversi, le caratteristiche genetiche si confondono meno con quelle ambientali. Infine si farà una classifica finale. Il primo gruppo sarà formato dalle prime cinque classificate; il secondo gruppo formato comprende le prime cinque più le altre cinque con un punteggio inferiore alle prime, tutte le altre saranno scartate. Il secondo anno dalle prime classificate saranno allevati i maschi per la fecondazione naturale ed il secondo gruppo sarà utilizzato per la produzione delle regine, anche questa volta verranno allevate 12 regine per colonia. Alla fine della stagione avremo nuovamente 120 colonie su cui ripetere il lavoro fatto in precedenza. Più volte si farà questa selezione su una selezione precedente, più alto sarà il progresso genetico ottenuto. Per contro si avrà che ripetendo il procedimento più volte si potranno manifestare problemi di consanguineità. Esiste quindi l'esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la velocità della selezione ed il mantenimento della variabilità genetica. Buon lavoro!


ultima modifica:11 Aprile, 2004 -