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Centoventimila e oltre…
gli argomenti degli apicoltori
La campagna Ape/Ambiente vede,
e abbiamo ragione di ritenere vedrà sempre più,
l’attivazione di un insieme eterogeneo di soggetti.
E’ un tema di mobilitazione proposto in modo innovativo
e moderno, assai inusuale per un paese aduso a definirsi
e dividersi sulla base di appartenenze e di relative
“famiglie” e sensibilità pregiudiziali. Nel paese
dei mille campanili, di guelfi e ghibellini, dei vari
“colori” politici e religiosi, la problematica, invece,
è proposta, emoziona e attiva a prescindere da
collocazione politica e sociale, da ruoli e funzione
preordinati. Ed infatti hanno sviluppato iniziative
e azioni, assieme agli apicoltori variamente collocati
nel loro panorama associativo: agricoltori e loro associazioni,
varie tipologie di ricercatori e tecnici, giornalisti
e operatori dei media, associazioni ambientaliste e
dell’eccellenza alimentare, referenti di enti pubblici
e privati, responsabili politici, istituzioni, intellettuali
e artisti…
Di questa campagna U.N.A.API. è riferimento e
locomotiva. In questa campagna ha conseguentemente impegnato
tutte le energie, disponibili o meno, e speso tutto
quello che aveva e molto, moltissimo che non aveva e
non ha. Nel gennaio 2009 quindi l’Unione degli Apicoltori
insieme a Conapi e ad A.A.P.I. ha lanciato un appello
disperato, privo addirittura di mezzi adeguati per diffonderlo,
un grido drammatico: senza risorse economiche, senza
mezzi materiali e sostegno concreto siamo destinati
alla sconfitta!
E’, infatti, ben noto che le sorti di tutti i conflitti
sono strettamente dipendenti dalle risorse disponibili
e impiegate, e che la lobby con cui siamo costretti
a confrontarci ha un’infinita capacità di fuoco,
di condizionamento, di varia e subdola subordinazione.
Molti hanno capito subito, altri, grazie al tam tam
sotterraneo fra apicoltori si sono attivati nel tempo.
Il risultato, a oggi, è di valore eccezionale.
Un piccolo comparto ha raccolto e investito, all’11-11-2009,
120.739,00 euro. Chi altri e analogamente nell’Italia
odierna può immaginare di conseguire un simile
risultato?
Quanti si son persi nell’elencazione di tutte le possibili
cause di crisi delle api, così come quant’altri
hanno cercato, inutilmente, di sminuire la dimensione
della battaglia e dei risultati ottenuti, con relative
subdole citazioni di montagne e… topolini, hanno ora
modo di toccare con mano cosa concretamente pensano
e cosa son capaci di fare gli apicoltori italiani. L’auspicio
è che anche questo primo esito della sottoscrizione
Ape/Ambiente sia vissuto come un risultato di tutti
e induca a modificare posizioni o “ragioni di bottega”,
e contribuisca quindi a rafforzare l’azione unitaria
di tutti i componenti della famiglia apistica.
Questo numero di L’Apis ospita l’elenco di quanti hanno
investito e messo mani alle tasche per il domani dell’apicoltura
italiana, dell’apicoltura tutta... inclusi quanti hanno
remato male e contro, incluso chi non si è speso
o non ha speso nulla. Nel sito di U.N.A.API. sono pubblici
i relativi importi.
Una sintetica disamina di quest’elenco è assai
utile. Va in primo luogo sottolineato come siano vari
i soggetti che si sono attivati e proposti quali riferimento,
sia per la raccolta di fondi e sia per il loro utilizzo
mirato. Eccezionale, unico per dimensione, tempistica
e qualità l’investimento di Conapi che conferma
l’importante ruolo della famiglia dei cooperatori nell’ambito
dell’insieme della famiglia apistica italiana. Risalta
quindi la capacità concreta e d’intelligente
investimento imprenditoriale di quanti si riconoscono
nell’associazione degli apicoltori di mestiere A.A.P.I.
Da apprezzare in tutto il suo valore l’impegno delle
associazioni apistiche territoriali che dal Trentino
alla Sicilia, dalla Puglia alla Calabria al Veneto,
a prescindere dalla collocazione nel panorama associativo
nazionale, hanno colto tutta l’importanza della battaglia.
Certo ancora una volta Apilombardia, Aspromiele e Arpat
si distinguono ma in quest’occasione la compagnia è
finalmente buona e folta. Straordinario quindi il numero
e la relativa entità economica sia delle collette
e sia delle centinaia di versamenti individuali, in
gran maggioranza via ostico bonifico bancario, con cifra
sovente rapportata al numero di alveari dei sottoscrittori.
L’investimento di quantomeno “un euro ad alveare sopravissuto”,
ideato e proposto dagli stessi aderenti alla sottoscrizione,
da contezza, tal quale, dell’importanza e dell’adesione
alla battaglia intrapresa. Equiparabile apprezzamento
meritano quindi alcuni versamenti di pochi euro come
quelli di centinaia se non addirittura di migliaia di
euro. Da rimarcare anche la creatività e l’intelligenza
delle iniziative connesse alla campagna: i cartelli
autoprodotti, l’etichettatura di vasi di miele dedicati
alla sottoscrizione, gli stand, i dibattiti, le cene
e le proiezioni a tema sono solo alcuni esempi. Un riconoscimento
pubblico è meritato da alcune delle aziende specializzate
nella fornitura del settore apistico, peccato che, nonostante
le sollecitazioni, solo alcune si evidenzino agli occhi
di tutti gli apicoltori per aver colto come la loro
sopravvivenza e futuro sono connessi necessariamente
e strettamente con le possibilità di vita e d’attività
degli apicoltori che forniscono.
Speriamo che possano riconsiderare questa miopia!
Siamo in grado ora di trarre un primo bilancio. I diversi
soggetti su elencati hanno a oggi complessivamente investito
per le varie voci di spesa:
Predisposizione documentazione dossier legale euro 8.710,00
Spese legali euro 61.690,00
Spese vive di missione per incontri istituzionali, convegni,
incontri ecc… euro 17.887,00
Coordinamento apistico europeo euro 8.445,00
Azioni e iniziative di comunicazione euro 32.170,00
Totale euro 128.902,00
Il lavoro e le attività possono di conseguenza
proseguire, e possiamo sperare di far fronte alla complessità
dell’impegno. Sappiamo che possiamo contare su forze,
sostegno ed energia degli apicoltori.
Ci aspettano, fra l’altro, proprio nei mesi di novembre
e dicembre, due importanti appuntamenti internazionali,
uno a Bruxelles e uno a Parigi, di confronto e d’iniziativa
a livello comunitario.
Tutto ciò, insieme ai piccoli ma importanti passi
avanti sul fronte della lotta sanitaria, è credo
il migliore augurio per l’anno a venire.
Francesco Panella 11 novembre 2009
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