APPROVATA
AL SENATO LA LEGGE QUADRO PER L'APICOLTURA
Nella seduta del 26 ottobre la Commissione Agricoltura del Senato
ha approvato il disegno di Legge Quadro per l'apicoltura. Sono
stati rigettati tutti gli emendamenti, ma sono state recepite
alcune osservazioni della Commissione Bilancio: in sostanza
non sarebbe determinata ed assicurata la copertura finanziaria
per gli anni successivi a quello di entrata in vigore della
legge.
E' quindi richiesto un ulteriore passaggio alla Camera che,
probabilmente, si realizzerà in tempi rapidi. Se le organizzazioni
apistiche ed agricole avessero congiuntamente avanzato le proposte
di modifica, che il semplice buon senso sollecita, sarebbe stato
molto probabile il loro accoglimento.
L'U.N.A.API., nel manifestare soddisfazione per un provvedimento
lungamente atteso, non può far a meno di rilevarne alcuni
limiti ed esprimere il rammarico che non si sia voluto in alcun
modo provare ad esprimere una comune posizione: al documento
che proponeva piccole modifiche sottoscritto unitariamente da
U.N.A.API., A.A.P.I. e Conapi si è infatti contrapposta
una presa di posizione di FAI/Confagricoltura per l'approvazione
del testo tal quale.
Ancora una volta l'apicoltura rischia di pagare il conto per
la qualità delle sue rappresentanze nazionali.
La scienza
conferma: veleno d'api contro artrite reumatoide.
Usare i prodotti delle api è una vecchia pratica di
molte medicine naturali. Ma naturalmente queste mancano di
osservazioni scientifiche concrete, soprattutto nel conoscere
quali sono le sostanze attive contenute in un certo prodotto,
e quali dosaggi andrebbero consigliati. Ricercatori sud coreani,
scrivendo sulla rivista "Arthritis & Rheumatism",
hanno ora individuato una molecola contenuta nel veleno delle
api che potrebbe essere capace di rappresentare un farmaco
contro l'artrite reumatoide. Si tratta della mellitina, uno
dei principali componenti del veleno. Gli scienziati asiatici
hanno visto che ha una forte azione antinfiammatoria, che
sui topi si traduce in un miglioramento dei sintomi dell'artrite.
Gli stessi ricercatori, esaminando il suo effetto sulle cellule
umane, hanno visto che la mellitina blocca l'azione di quelle
parti del codice genetico che producono fattori dell'infiammazione,
un meccanismo già visto per alcuni farmaci antinfiammatori
di ultima generazione.
Ora si dovrà continuare con gli esperimenti prima di
passare ad eventuali applicazioni sull'uomo. Una volta accertata
che la mellitina è la vera responsabile dell'azione
anti-artrite del veleno delle api, sarà possibile stabilire
le dosi terapeutiche, valutare i possibili effetti collaterali
e così via.
Da torinoscienza.it
A cura di Americo Bonanni, del 02.11.2004
L'afrodisiaco
più efficace? Il panino fichi e miele.
LONDRA - Un sandwich con fichi, miele, ricotta e arance è
un perfetto afrodisiaco.
A dirlo sono gli scienziati britannici dell'università
di Oxford. Dopo uno studio approfondito, l'equipe ha individuato
anche il panino giusto per ogni occasione.
Prima di fare sport consigliano un sandwich con pane integrale,
burro di arachidi e mele; un panino leggero con tacchino affumicato
e formaggio cremoso è indicato prima di coricarsi;
il panino con pollo e salsa di mango è l'ideale prima
di incontri di lavoro.
(ANSA)
Miele
d'una regione turca, ritenuto afrodisiaco, si rivela invece
tossico
Una varietà di miele, considerata tradizionalmente
uno stimolante sessuale e originaria della regione della Turchia
che si affaccia sul Mar Nero, potrebbe invece causare intossicazioni
e problemi cardiaci. A stabilirlo è uno studio che
apparirà sulla rivista medica Emergency Medicine Journal.
La tossicità ha origine da una tossina naturale, l'andromedotossina,
che le api assorbono succhiando il nettare dei rododendri
che crescono nella zona d'origine del miele. Le tossine si
trovano nelle foglie e nei fiori delle piante della famiglia
delle ericacee, di cui fanno parti i rododendri e le azalee.
Medici della clinica di cardiologia dell'Università
Abant Izzet Baysal di Duzce, in Turchia, fanno sapere di aver
curato nel 2002 diciannove pazienti, di cui 12 uomini, colpiti
da nausea, vomito, caduta della pressione arteriosa e anomalie
del ritmo cardiaco con un rallentamento dei battiti del cuore.
Questi pazienti, dai 22 ai 61 anni, avevano mangiato, alcune
ore prima di avere questi sintomi, da 30 a 180 grammi di questo
miele, al quale si attribuiscono virtù medicinali contro
i dolori dello stomaco, problemi digestivi e l'ipertensione
e, non ultime, quelle afrodisiache. 15 dei 19 pazienti avevano,
a quanto pare, assunto il miele in questione per alleviare
dolori causati dall'ulcera. Curati e messi sotto sorveglianza
per 24 ore si sono tutti ristabiliti. La maggior parte di
queste intossicazioni è avvenuta in Turchia, tuttavia
casi d'intossicazione a causa del miele sono stati già
segnalati in Svizzera, in Austria (con miele importato dalla
Turchia che in un caso ha reso necessaria la stimolazione
cardiaca) ed in Germania.
La crescente tendenza all'acquisto di prodotti naturali di
fabbricazione non industriale e la loro importazione potrebbe
far crescere fenomeni simili. Non tutti i rododendri, però,
producono tossine come la pianta incriminata, il Rododenro
ponticum, che cresce nelle montagne turche vicine alla costa
del Mar Nero. Già dal 400 A.C. si era a conoscenza
della tossicità del miele tratto da questa pianta,
ma è probabile che solo con l'apertura dei mercati
un simile problema è salito agli onori della cronaca
in occidente.
Da Italiasalute.it
L'Anci
contro gli ogm
"L'Italia è una Repubblica fondata sulle tipicità"
afferma Elvio Ubaldi, coordinatore nazionale del progetto
"Res tipica" e sindaco di Parma, città sede
dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. L'Anci con
il progetto "Res tipica" si sente particolarmente
vicina a tutti quegli agricoltori e alle imprese di trasformazione
che riescono a coniugare la qualità del prodotto con
il rispetto per l'ecosistema di cui fa parte, rimanendo sul
mercato senza far ricorso agli ogm. E' questa la scommessa
vincente ed è su questa sfida che l'Anci ha investito
i propri sforzi nell'elaborazione e nello sviluppo di "Res
tipica". La diffusione delle conoscenze e dei saperi
legati alle produzioni, l'incentivazione nel commercio e nella
ristorazione locale, l'inserimento nelle reti di promozione
(dalle strade tematiche alle comunità virtuali, dal
commercio elettronico alle manifestazioni specializzate),
la chiara segnalazione dei luoghi di produzione, trasformazione
e fruizione, la tutela del consumatore attraverso una corretta
informazione, rappresentano obiettivi irrinunciabili e condivisi
dai 1050 Comuni aderenti al progetto "Res tipica".
Una scelta che guarda al
futuro.
L'aria
di montagna non e' la piu' salubre.
A denunciarlo un rapporto realizzato da Legambiente a seguito
di una campagna di monitoraggio condotta nell'agosto del 2004
in 11 località turistiche dell'arco alpino con la collaborazione
tecnica di Fondazione Lombardia per l'Ambiente. I campionamenti
dell'aria sono stati effettuati nell'ambito della campagna
itinerante ''La Carovana delle Alpi'', quest'anno giunta alla
terza edizione grazie al contributo del ministero dell'Ambiente.
Dal dossier, in particolare, emerge che nel corso della stagione
estiva in alcune località affollate da turisti motorizzati,
spesso si respira un'aria piu' inquinata che nella stessa
città di Milano. A Bormio (So), per esempio, sono state
rilevate concentrazioni di benzene pari a 3,2 microgrammi
al metro cubo, più del doppio dei 1,3 di Milano. Idem
per il biossido di azoto (63 microgrammi/metro cubo a Bormio,
37 a Milano). L'inquinamento da traffico inoltre è
tale da provocare danni tangibili alla flora e alle colture,
soprattutto per quanto riguarda l'ozono, potente ossidante
che, anche in concentrazioni minime, è capace di bruciare
le foglie, diminuendo la loro capacità fotosintetica.
Le soglie di sicurezza per la vegetazione, fissate dall'Organizzazione
Mondiale per la Sanità in 65 microgrammi per metro
cubo, vengono superate in 7 stazioni di rilevamento su 11.
L'USDA
paga la certificazione bio
Il Dipartimento americano dell'agricoltura ha annunciato lo
stanziamento di un milione di dollari di fondi federali per
la copertura dei costi di certificazione biologica in 15 Stati
Usa.
I fondi saranno assegnati in misura proporzionale al numero
di produttori biologici presenti in ogni Paese dal programma
di assistenza per la gestione agricola, autorizzato dall'atto
federale di assicurazione del raccolto (fcia). Ogni Stato,
a sua volta, dovrà da un lato rimborsare ai produttori
giudicati idonei più del 75% dei costi sostenuti per
la certificazione biologica (comunque non superiore ai 500
dollari) e, dall'altro, sarà autorizzato a trattenere
il 4% dell'ammontare totale come tassa amministrativa. Una
produzione biologica, per essere giudicata idonea e consentire
al produttore l'accesso al programma di rimborso, dovrà
rientrare negli standard biologici nazionali per la produzione
biologica, fissati dal Dipartimento agricolo americano
CINA:
Bio in espansione a ritmi vertiginosi.
Il mercato del biologico cinese, secondo quanto riferisce
il direttore del Green Food Development left in un incontro
con i produttori di frutta tenutosi a Xi'an capitale della
provincia di Shaanxi, è in grande espansione. La produzione
nel 2003 è cresciuta del 30% mentre le esportazioni
sono cresciute del 50%. Sono coinvolte nella produzione di
cibi non inquinanti, sicuri, di alta qualità e nutritivi
(come vengono definiti i prodotti biologici) 2.000 aziende
per un fatturato totale locale di 8.8 miliardi di dollari
e un fatturato estero di 1 miliardo di dollari. (Organic Consumer
Association)
E' scomparso Ermanno Catenazzi
A nome di tutti gli apicoltori che allevano le api nella provincia
di Cremona, ricordo un apicoltore che ci ha lasciati, Ermanno
Catenazzi. Hobbista da sempre e amante delle api, della loro
vita dei fiori e della natura, ha saputo approfondire con
competenza e professionalità questa sua passione diventando
negli anni punto di riferimento per tutti gli apicoltori principianti
e professionisti.
Entrato nella vita attiva della nostra associazione produttori
apistici della provincia di Cremona sin dal lontano 1985 come
Consigliere, con cordialità e disponibilità
ha aiutato tanti appassionati di api come me a diventare apicoltore,
ci ha seguito nei momenti difficili in cui vi è stato
il passaggio dalla apicoltura di mero raccolto alla apicoltura
di allevamento.
Negli anni 90 infatti, assieme allo scomparso Valter Taina,
allora Presidente della associazione apicoltori, ha promosso
l'istruzione professionale di tutti gli apicoltori, hobbisti
e professionisti assieme, per formare un cultura di allevamento
delle api, in quanto i tempi cambiati mettevano a rischio
la sopravvivenza del patrimonio apistico cremonese.
Nella associazione infatti ha sempre seguito la parte sanitaria
dell'allevamento, è sempre stato l'appoggio sicuro
per ciascuno di noi apicoltori.
Sicuri che rimarrà sempre nella nostra memoria per
gli insegnamenti che ci ha dato e l'umanità con cui
ci è sempre stato vicino, lo ricordiamo con affetto
e riconoscenza.
Esterina Mariotti - APAC Cremona
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