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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura

Dicembre 2004
anno XII - n. 9

copertina lapis 9/2004


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NOTIZIE IN BREVE

APPROVATA AL SENATO LA LEGGE QUADRO PER L'APICOLTURA
Nella seduta del 26 ottobre la Commissione Agricoltura del Senato ha approvato il disegno di Legge Quadro per l'apicoltura. Sono stati rigettati tutti gli emendamenti, ma sono state recepite alcune osservazioni della Commissione Bilancio: in sostanza non sarebbe determinata ed assicurata la copertura finanziaria per gli anni successivi a quello di entrata in vigore della legge.
E' quindi richiesto un ulteriore passaggio alla Camera che, probabilmente, si realizzerà in tempi rapidi. Se le organizzazioni apistiche ed agricole avessero congiuntamente avanzato le proposte di modifica, che il semplice buon senso sollecita, sarebbe stato molto probabile il loro accoglimento.
L'U.N.A.API., nel manifestare soddisfazione per un provvedimento lungamente atteso, non può far a meno di rilevarne alcuni limiti ed esprimere il rammarico che non si sia voluto in alcun modo provare ad esprimere una comune posizione: al documento che proponeva piccole modifiche sottoscritto unitariamente da U.N.A.API., A.A.P.I. e Conapi si è infatti contrapposta una presa di posizione di FAI/Confagricoltura per l'approvazione del testo tal quale.
Ancora una volta l'apicoltura rischia di pagare il conto per la qualità delle sue rappresentanze nazionali.

La scienza conferma: veleno d'api contro artrite reumatoide.
Usare i prodotti delle api è una vecchia pratica di molte medicine naturali. Ma naturalmente queste mancano di osservazioni scientifiche concrete, soprattutto nel conoscere quali sono le sostanze attive contenute in un certo prodotto, e quali dosaggi andrebbero consigliati. Ricercatori sud coreani, scrivendo sulla rivista "Arthritis & Rheumatism", hanno ora individuato una molecola contenuta nel veleno delle api che potrebbe essere capace di rappresentare un farmaco contro l'artrite reumatoide. Si tratta della mellitina, uno dei principali componenti del veleno. Gli scienziati asiatici hanno visto che ha una forte azione antinfiammatoria, che sui topi si traduce in un miglioramento dei sintomi dell'artrite.
Gli stessi ricercatori, esaminando il suo effetto sulle cellule umane, hanno visto che la mellitina blocca l'azione di quelle parti del codice genetico che producono fattori dell'infiammazione, un meccanismo già visto per alcuni farmaci antinfiammatori di ultima generazione.
Ora si dovrà continuare con gli esperimenti prima di passare ad eventuali applicazioni sull'uomo. Una volta accertata che la mellitina è la vera responsabile dell'azione anti-artrite del veleno delle api, sarà possibile stabilire le dosi terapeutiche, valutare i possibili effetti collaterali e così via.
Da torinoscienza.it
A cura di Americo Bonanni, del 02.11.2004

L'afrodisiaco più efficace? Il panino fichi e miele.
LONDRA - Un sandwich con fichi, miele, ricotta e arance è un perfetto afrodisiaco.
A dirlo sono gli scienziati britannici dell'università di Oxford. Dopo uno studio approfondito, l'equipe ha individuato anche il panino giusto per ogni occasione.
Prima di fare sport consigliano un sandwich con pane integrale, burro di arachidi e mele; un panino leggero con tacchino affumicato e formaggio cremoso è indicato prima di coricarsi; il panino con pollo e salsa di mango è l'ideale prima di incontri di lavoro.
(ANSA)

Miele d'una regione turca, ritenuto afrodisiaco, si rivela invece tossico
Una varietà di miele, considerata tradizionalmente uno stimolante sessuale e originaria della regione della Turchia che si affaccia sul Mar Nero, potrebbe invece causare intossicazioni e problemi cardiaci. A stabilirlo è uno studio che apparirà sulla rivista medica Emergency Medicine Journal.
La tossicità ha origine da una tossina naturale, l'andromedotossina, che le api assorbono succhiando il nettare dei rododendri che crescono nella zona d'origine del miele. Le tossine si trovano nelle foglie e nei fiori delle piante della famiglia delle ericacee, di cui fanno parti i rododendri e le azalee.
Medici della clinica di cardiologia dell'Università Abant Izzet Baysal di Duzce, in Turchia, fanno sapere di aver curato nel 2002 diciannove pazienti, di cui 12 uomini, colpiti da nausea, vomito, caduta della pressione arteriosa e anomalie del ritmo cardiaco con un rallentamento dei battiti del cuore. Questi pazienti, dai 22 ai 61 anni, avevano mangiato, alcune ore prima di avere questi sintomi, da 30 a 180 grammi di questo miele, al quale si attribuiscono virtù medicinali contro i dolori dello stomaco, problemi digestivi e l'ipertensione e, non ultime, quelle afrodisiache. 15 dei 19 pazienti avevano, a quanto pare, assunto il miele in questione per alleviare dolori causati dall'ulcera. Curati e messi sotto sorveglianza per 24 ore si sono tutti ristabiliti. La maggior parte di queste intossicazioni è avvenuta in Turchia, tuttavia casi d'intossicazione a causa del miele sono stati già segnalati in Svizzera, in Austria (con miele importato dalla Turchia che in un caso ha reso necessaria la stimolazione cardiaca) ed in Germania.
La crescente tendenza all'acquisto di prodotti naturali di fabbricazione non industriale e la loro importazione potrebbe far crescere fenomeni simili. Non tutti i rododendri, però, producono tossine come la pianta incriminata, il Rododenro ponticum, che cresce nelle montagne turche vicine alla costa del Mar Nero. Già dal 400 A.C. si era a conoscenza della tossicità del miele tratto da questa pianta, ma è probabile che solo con l'apertura dei mercati un simile problema è salito agli onori della cronaca in occidente.
Da Italiasalute.it

L'Anci contro gli ogm
"L'Italia è una Repubblica fondata sulle tipicità" afferma Elvio Ubaldi, coordinatore nazionale del progetto "Res tipica" e sindaco di Parma, città sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. L'Anci con il progetto "Res tipica" si sente particolarmente vicina a tutti quegli agricoltori e alle imprese di trasformazione che riescono a coniugare la qualità del prodotto con il rispetto per l'ecosistema di cui fa parte, rimanendo sul mercato senza far ricorso agli ogm. E' questa la scommessa vincente ed è su questa sfida che l'Anci ha investito i propri sforzi nell'elaborazione e nello sviluppo di "Res tipica". La diffusione delle conoscenze e dei saperi legati alle produzioni, l'incentivazione nel commercio e nella ristorazione locale, l'inserimento nelle reti di promozione (dalle strade tematiche alle comunità virtuali, dal commercio elettronico alle manifestazioni specializzate), la chiara segnalazione dei luoghi di produzione, trasformazione e fruizione, la tutela del consumatore attraverso una corretta informazione, rappresentano obiettivi irrinunciabili e condivisi dai 1050 Comuni aderenti al progetto "Res tipica". Una scelta che guarda al
futuro.

L'aria di montagna non e' la piu' salubre.
A denunciarlo un rapporto realizzato da Legambiente a seguito di una campagna di monitoraggio condotta nell'agosto del 2004 in 11 località turistiche dell'arco alpino con la collaborazione tecnica di Fondazione Lombardia per l'Ambiente. I campionamenti dell'aria sono stati effettuati nell'ambito della campagna itinerante ''La Carovana delle Alpi'', quest'anno giunta alla terza edizione grazie al contributo del ministero dell'Ambiente. Dal dossier, in particolare, emerge che nel corso della stagione estiva in alcune località affollate da turisti motorizzati, spesso si respira un'aria piu' inquinata che nella stessa città di Milano. A Bormio (So), per esempio, sono state rilevate concentrazioni di benzene pari a 3,2 microgrammi al metro cubo, più del doppio dei 1,3 di Milano. Idem per il biossido di azoto (63 microgrammi/metro cubo a Bormio, 37 a Milano). L'inquinamento da traffico inoltre è tale da provocare danni tangibili alla flora e alle colture, soprattutto per quanto riguarda l'ozono, potente ossidante che, anche in concentrazioni minime, è capace di bruciare le foglie, diminuendo la loro capacità fotosintetica.
Le soglie di sicurezza per la vegetazione, fissate dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità in 65 microgrammi per metro cubo, vengono superate in 7 stazioni di rilevamento su 11.

L'USDA paga la certificazione bio
Il Dipartimento americano dell'agricoltura ha annunciato lo stanziamento di un milione di dollari di fondi federali per la copertura dei costi di certificazione biologica in 15 Stati Usa.
I fondi saranno assegnati in misura proporzionale al numero di produttori biologici presenti in ogni Paese dal programma di assistenza per la gestione agricola, autorizzato dall'atto federale di assicurazione del raccolto (fcia). Ogni Stato, a sua volta, dovrà da un lato rimborsare ai produttori giudicati idonei più del 75% dei costi sostenuti per la certificazione biologica (comunque non superiore ai 500 dollari) e, dall'altro, sarà autorizzato a trattenere il 4% dell'ammontare totale come tassa amministrativa. Una produzione biologica, per essere giudicata idonea e consentire al produttore l'accesso al programma di rimborso, dovrà rientrare negli standard biologici nazionali per la produzione biologica, fissati dal Dipartimento agricolo americano

CINA: Bio in espansione a ritmi vertiginosi.
Il mercato del biologico cinese, secondo quanto riferisce il direttore del Green Food Development left in un incontro con i produttori di frutta tenutosi a Xi'an capitale della provincia di Shaanxi, è in grande espansione. La produzione nel 2003 è cresciuta del 30% mentre le esportazioni sono cresciute del 50%. Sono coinvolte nella produzione di cibi non inquinanti, sicuri, di alta qualità e nutritivi (come vengono definiti i prodotti biologici) 2.000 aziende per un fatturato totale locale di 8.8 miliardi di dollari e un fatturato estero di 1 miliardo di dollari. (Organic Consumer Association)

E' scomparso Ermanno Catenazzi
A nome di tutti gli apicoltori che allevano le api nella provincia di Cremona, ricordo un apicoltore che ci ha lasciati, Ermanno Catenazzi. Hobbista da sempre e amante delle api, della loro vita dei fiori e della natura, ha saputo approfondire con competenza e professionalità questa sua passione diventando negli anni punto di riferimento per tutti gli apicoltori principianti e professionisti.
Entrato nella vita attiva della nostra associazione produttori apistici della provincia di Cremona sin dal lontano 1985 come Consigliere, con cordialità e disponibilità ha aiutato tanti appassionati di api come me a diventare apicoltore, ci ha seguito nei momenti difficili in cui vi è stato il passaggio dalla apicoltura di mero raccolto alla apicoltura di allevamento.
Negli anni 90 infatti, assieme allo scomparso Valter Taina, allora Presidente della associazione apicoltori, ha promosso l'istruzione professionale di tutti gli apicoltori, hobbisti e professionisti assieme, per formare un cultura di allevamento delle api, in quanto i tempi cambiati mettevano a rischio la sopravvivenza del patrimonio apistico cremonese.
Nella associazione infatti ha sempre seguito la parte sanitaria dell'allevamento, è sempre stato l'appoggio sicuro per ciascuno di noi apicoltori.
Sicuri che rimarrà sempre nella nostra memoria per gli insegnamenti che ci ha dato e l'umanità con cui ci è sempre stato vicino, lo ricordiamo con affetto e riconoscenza.
Esterina Mariotti - APAC Cremona


ultima modifica:8 Aprile, 2006 -