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Un
fantasma s'aggira per l'Europa!
Una mazzata sulla testa, l'offuscarsi della prospettiva.
Queste le sensazioni dopo la segnalazione pervenutaci
di un comunicato del Dott. Wolfgang Ritter apparso sul
sito dell'associazione apicoltori della Baviera: il
piccolo coleottero degli alveari è in Portogallo.
Mi passano negli occhi scenari che parlano di qualcosa
già visto e soprattutto già vissuto, resi
ancor più vividi dalle notizie provenienti da
varie regioni italiane di nuova recrudescenza della
resistenza di varroa al fluvalinate e di conseguente,
ennesima strage di famiglie d'api.
Le righe per questo nostro appuntamento periodico erano
già passate alla composizione, subito prima della
stampa in tipografia.
All'ultimo momento abbiamo deciso di sostituirle con
qualche considerazione sulla spada di Damocle incombente
ed anche di rimpiazzare una "breve" con il
poco che sappiamo di questo allarme.
I tempi moderni cambiano il ritmo e i giri di volta
della fortuna secondo una cadenza sempre più
accelerata, frenetica ed anche nel piccolo ambito del
mondo apistico.
In un'epoca dove si ritorna a torturare e fucilare i
bambini, possono riapparire anche le piaghe di biblica
memoria e possono avvicendarsi in cadenza sempre più
ravvicinata.
L'unica certa differenza è l'origine: quelle
di una volta erano attribuite unanimemente alla volontà
di un'entità superiore queste di oggi, invece,
sono con scientifica certezza opera dell'uomo, solo
dell'uomo e della sua ingorda ignoranza.
Si è anche repentinamente, come mai prima d'ora,
ridimensionata la quotazione del miele negli scambi
internazionali e quindi anche nelle, peraltro scarse,
contrattazioni e cessioni del miele italiano.
Ne patiranno maggiormente coloro che, come me, il prodotto
lo cedono o conferiscono all'ingrosso ed in misura minore
tutti gli apicoltori che lo commercializzano direttamente
al consumatore finale. D'altronde quest'ultimi, in buona
compagnia con buona parte della distribuzione e dei
trasformatori, avevano, negli ultimi due anni, dovuto
accollarsi parte dell'incremento di prezzo della materia
prima per provare a "calmierare" un poco l'importo
finale al kg. Siamo anche noi cittadini e consumatori,
oltre ad essere apicoltori per passione e mestiere,
e percepiamo, viviamo intera la difficoltà di
tirare avanti in questa situazione di stagnazione e
palpabile riduzione del potere d'acquisto. Sappiamo
bene come per molti anche un alimento sano, antico e
"magico" come il miele possa trovarsi inscritto
fuori dalla lista della spesa, nella categoria voluttuaria
su cui effettuare "tagli", oggi di gran voga.
La mia aspettativa e fiducia è che il decremento
delle quotazioni di miele all'ingrosso sia relativamente
contenuto, e non analogo a quello che invece ad esempio
hanno subito gli apicoltori latino americani.
Dipenderà anche dalla capacità di tener
duro da parte dei produttori italiani prima di cedere
ad un'offerta inadeguata se non indecente. E' una partita
che condividiamo con grandi settori dell'agricoltura,
quest'anno in difficoltà molto più gravi
che non quelle che affliggono noi apicoltori.
Saper tener duro è una qualità indispensabile
in apicoltura e per il futuro dell'apicoltura; che però
richiede ed impone che sia presente un'altra attitudine:
la creatività.
Molti condivideranno la scommessa che oggi ho fatto
con me stesso: nel caso non sia stato possibile bloccarlo
e sia oramai in viaggio verso le nostre contrade impareremo
a conoscere ed a combattere anche il piccolo scarafone
degli alveari!
Tanto più saremo uniti ed organizzati tanto più
riusciremo con creativa testardaggine a sconfiggere
anche questa piaga e nello stesso tempo a fare mieli
non contaminati e buoni e tanto più vi saranno
consumatori che sapranno riconoscerli ed apprezzarli.
D'altronde la celebre battuta di Thomas Edison ci ricorda
che:
"La creatività è per l'un per cento
ispirazione e per il 99 per cento sudorazione"
Francesco Panella
Novi Ligure 14 ottobre 2004
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