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UNA
BATTAGLIA IMPORTANTE
L'Unione degli apicoltori riunisce le
sparute forze e le limitate risorse umane ed economiche di
quanti ritengono che per un settore così piccolo e
parcellizzato (dal ruolo, nello stesso tempo, così
importante e così poco considerato) sia necessario
ed anzi sia indispensabile saper porre, e cercare di risolvere,
gran parte delle questioni sul piano nazionale.
La sfida che abbiamo affrontato, in questa stagione trista,
è stata far conoscere le difficoltà in cui si
dibatte l'apicoltura nazionale.
E' partito, in più direzioni ed in diversi modi, un
messaggio:
- l'apicoltura sta male, come mai a memoria d'uomo,
- principalmente a causa dell'andamento climatico
- ed anche, in misura non trascurabile, per l'aggressione
dell'uomo all'ambiente;
- tutto ciò si riflette e si rifletterà sulla
disponibilità del miele
- sul suo costo al consumo
- ma, più che altro, sulla qualità dell'ambiente
e della vita;
- è necessaria e possibile una politica nazionale per
il sostegno e lo sviluppo dell'apicoltura.
Questo messaggio è stato proposto, curato, impollinato,
annaffiato ed è echeggiato di media in media, con le
conseguenti semplificazioni tipiche di un sistema di comunicazione
connaturato sulle notizie d'effetto.
L'apicoltura, il suo disagio, la necessità e le attenzioni
che merita, sono rimbalzati, per la prima volta, sulle pagine
dei grandi quotidiani e delle televisioni.
Al cuore pulsante dell'apicoltura nazionale si sono affiancati
una miriade di soggetti diversi, in particolare di apicoltori
e di apicoltrici di buona volontà, voci e volti diversi
d'ogni parte d'Italia, cui va tutto il plauso che merita colui
che tenta di costruire e non subire la sorte. Una particolare
gratitudine merita la settimana del Miele di Montalcino, ed
il suo eccellente ufficio stampa, così come l'Osservatorio
del Miele ed il convegno di Castel San Pietro Terme; riconfermati
quali baluardi del Movimento delle Città del Miele.
L'U.N.A.API. ha, una volta ancora, rinnovato la capacità
d'essere nel contempo rete e galassia in cui brillano e si
esprimono le mille luci e fuochi del mondo apistico proteso
al futuro.
Aver saputo proporre in modo così amplificato la questione
è servito, e molto: nella nostra epoca, infatti, solo
ciò che appare esiste.
La politica ed in particolare il Ministro dell'Agricoltura
sono stati sensibilizzati (chi può consulti la raccolta
di lettere, scelte fra le molte, ad Alemanno riportata nel
sito www.mieliditalia.it) ed hanno dato più d'un segnale
d'interesse e di disponibilità.
L'U.N.A.API. ha, quindi, presentato e formalizzato le necessità
e le proposte dell'apicoltura italiana (riportate in sintesi
nella pagina accanto) alle istituzioni con l'apporto di organismi
ed enti apistici, delle confederazioni agricole Coldiretti
e CIA, delle organizzazioni ambientaliste e della tradizione
alimentare.
Ad un primo rilevante passo da parte del Ministro Alemanno,
con la proposta di uno specifico regime di sostegno alle aziende
apistiche in difficoltà, è seguito un notevole
arretramento: il Consiglio dei Ministri del Governo ci ha
trattato quale eterna ed invisibile Cenerentola dell'agricoltura,
non approvando la bozza di dispositivo per l'emergenza apicoltura.
Ho, però, ragione di sperare che quando leggerete queste
righe la situazione possa essersi, quantomeno parzialmente,
sbloccata. Ho verificato, infatti, una nuova attenzione e
sensibilità istituzionale che dobbiamo mantenere "calda".
Il grande insegnamento della favola di Cenerentola non sta,
davvero, nell'attesa del principe azzurro salvifico, ma nella
caparbia capacità vitale della ragazza, a fronte d'ogni
difficoltà ed ingiustizia, di protendersi e rischiare
per il diritto a vivere.
Se qualche comunanza con Cenerentola l'abbiamo effettivamente
io spero che prevalga, alla fine, quella del non rassegnarsi
e battersi per il diritto alla vita per api ed apicoltori.
Francesco
Panella
Novi Ligure, 9 settembre 2002
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