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"Dove
ho sbagliato?"
Spett. Redazione di L'Apis,
quest'anno ho voluto aumentare il numero dei miei alveari
da due a tre e per far questo, seguendo il consiglio di un
vecchio apicoltore, ho prelevato due telai di covata dalla
famiglia più bella ed uno di covata ed uno di miele
da quella un po' più debole e li ho sostituiti con
dei fogli cerei. Non avendo a disposizione una regina ho lasciato
che il nucleo appena formato se la allevasse da solo. L'operazione
ha avuto successo, ma le due famiglie che avevo già
hanno prodotto poco miele. Dove ho sbagliato?
Cordiali saluti,
Anna Celin, Padova
Cara lettrice, non sono molti gli elementi che ci dai per
rispondere al tuo quesito. Prima di tutto bisognerebbe sapere
se, durante il periodo del raccolto, le condizioni sono state
favorevoli. Se così è stato è probabile
che tu abbia indebolito troppo gli alveari di partenza. Probabilmente,
sarebbe bastato tenere i nidi degli alveari di partenza su
otto favi stretti da un diaframma. Così operando avresti
costretto le api a portare il miele nel melario.
"Etichettatura"
Spett.le Redazione di Lapis,
sono un apicoltore part-time e commercializzo direttamente
il miele da me prodotto e devo fare ristampare le etichette
dei vasi. Quelle che ho utilizzato fino ad ora riportavano
la dizione "miele vergine integrale". Posso continuare
ad utilizzare questa dizione? Se non posso, in quali sanzioni
posso incappare? Sinceri saluti
Roberto A. Torino
L'etichettatura del miele è disciplinata dalla legge
n°753 del 1982 e successive modifiche. Inizialmente, nella
legge era previsto l'utilizzo dell'indicazione "vergine
integrale" qualora il prodotto non fosse stato sottoposto
ad alcun trattamento termico di conservazione e avesse posseduto
le caratteristiche stabilite in un apposito e successivo decreto.
Con le successive modifiche, in particolare la legge 128 del
1998, è stato abrogato l'uso della dizione "miele
vergine integrale" per adeguarsi alle normative comunitarie.
Quindi in pratica l'uso del termine non trova riscontro nella
regolamentazione dell'etichettatura del miele, pertanto per
le eventuali sanzioni si deve fare riferimento alle più
generali norme che regolano l'etichettatura dei prodotti destinati
al consumo umano. Riguardo all'eventuale ammontare della multa
questa dipende dalla legge che viene presa a riferimento dalle
autorità preposte al controllo. Si può in ogni
caso incorrere in sanzioni di diverse migliaia d'euro.
Una risposta più dettagliata al quesito la puoi trovare
sul forum "NORMATIVA APISTICA" all'interno del sito
U.N.A.API. www.mieliditalia.it
"Pulitura dei melari:
si o no?"
Spett.le redazione,
….. tutti gli anni faccio pulire i melari alle api mettendo
gli apiscampo con l'apposita tavoletta aperta che richiudo
dopo alcuni giorni. Ora che ho spostato le api a circa cinquanta
chilometri da dove abito, la cosa mi costa sia in termini
economici che di tempo. La mia domanda è la seguente:
è proprio necessario far pulire i melari, cosa succede
se li lascio sporchi di miele?
Edoardo Galli Como
L'operazione della pulitura dei melari, anche se consigliata
soprattutto agli apicoltori con un numero ridotto di alveari
non è strettamente necessaria ed indispensabile. Tuttavia
si devono prendere in considerazione alcune precauzioni.
La più importante riguarda le caratteristiche del luogo
in cui si conservano i melari che deve avere un'umidità
relativa dell'aria inferiore al 60%; in caso contrario il
miele ancora sulle cellette potrebbe assorbire umidità
ed andare incontro a fermentazione. I melari sarebbero quindi
ricchi di lieviti in tale quantità da poter innescare
fermentazioni nel miele raccolto successivamente.
L'altra precauzione da prendere specie se l'ultimo raccolto
è stato di melata ed il primo della stagione successiva
sarà di acacia, di agrumi o di altro miele particolarmente
chiaro, è di anticipare un poco la posa dei melari
prima dell'inizio del raccolto per far pulire dalle api eventuali
resti di melata dell'anno prima. In generale, però,
se i favi sono ben smielati e ben conservati al riparo dall'umidità,
la qualità del primo miele primaverile non ne risente.
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