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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura

Settembre 2003
anno XI - n. 7

copertina lapis 7/2003


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POSTA DEI LETTORI

"Dove ho sbagliato?"
Spett. Redazione di L'Apis, quest'anno ho voluto aumentare il numero dei miei alveari da due a tre e per far questo, seguendo il consiglio di un vecchio apicoltore, ho prelevato due telai di covata dalla famiglia più bella ed uno di covata ed uno di miele da quella un po' più debole e li ho sostituiti con dei fogli cerei. Non avendo a disposizione una regina ho lasciato che il nucleo appena formato se la allevasse da solo. L'operazione ha avuto successo, ma le due famiglie che avevo già hanno prodotto poco miele. Dove ho sbagliato?
Cordiali saluti,
Anna Celin, Padova

Cara lettrice, non sono molti gli elementi che ci dai per rispondere al tuo quesito. Prima di tutto bisognerebbe sapere se, durante il periodo del raccolto, le condizioni sono state favorevoli. Se così è stato è probabile che tu abbia indebolito troppo gli alveari di partenza. Probabilmente, sarebbe bastato tenere i nidi degli alveari di partenza su otto favi stretti da un diaframma. Così operando avresti costretto le api a portare il miele nel melario.

"Etichettatura"
Spett.le Redazione di Lapis, sono un apicoltore part-time e commercializzo direttamente il miele da me prodotto e devo fare ristampare le etichette dei vasi. Quelle che ho utilizzato fino ad ora riportavano la dizione "miele vergine integrale". Posso continuare ad utilizzare questa dizione? Se non posso, in quali sanzioni posso incappare? Sinceri saluti
Roberto A. Torino

L'etichettatura del miele è disciplinata dalla legge n°753 del 1982 e successive modifiche. Inizialmente, nella legge era previsto l'utilizzo dell'indicazione "vergine integrale" qualora il prodotto non fosse stato sottoposto ad alcun trattamento termico di conservazione e avesse posseduto le caratteristiche stabilite in un apposito e successivo decreto. Con le successive modifiche, in particolare la legge 128 del 1998, è stato abrogato l'uso della dizione "miele vergine integrale" per adeguarsi alle normative comunitarie.
Quindi in pratica l'uso del termine non trova riscontro nella regolamentazione dell'etichettatura del miele, pertanto per le eventuali sanzioni si deve fare riferimento alle più generali norme che regolano l'etichettatura dei prodotti destinati al consumo umano. Riguardo all'eventuale ammontare della multa questa dipende dalla legge che viene presa a riferimento dalle autorità preposte al controllo. Si può in ogni caso incorrere in sanzioni di diverse migliaia d'euro.
Una risposta più dettagliata al quesito la puoi trovare sul forum "NORMATIVA APISTICA" all'interno del sito U.N.A.API. www.mieliditalia.it

"Pulitura dei melari: si o no?"
Spett.le redazione, ….. tutti gli anni faccio pulire i melari alle api mettendo gli apiscampo con l'apposita tavoletta aperta che richiudo dopo alcuni giorni. Ora che ho spostato le api a circa cinquanta chilometri da dove abito, la cosa mi costa sia in termini economici che di tempo. La mia domanda è la seguente: è proprio necessario far pulire i melari, cosa succede se li lascio sporchi di miele?
Edoardo Galli Como

L'operazione della pulitura dei melari, anche se consigliata soprattutto agli apicoltori con un numero ridotto di alveari non è strettamente necessaria ed indispensabile. Tuttavia si devono prendere in considerazione alcune precauzioni.
La più importante riguarda le caratteristiche del luogo in cui si conservano i melari che deve avere un'umidità relativa dell'aria inferiore al 60%; in caso contrario il miele ancora sulle cellette potrebbe assorbire umidità ed andare incontro a fermentazione. I melari sarebbero quindi ricchi di lieviti in tale quantità da poter innescare fermentazioni nel miele raccolto successivamente.
L'altra precauzione da prendere specie se l'ultimo raccolto è stato di melata ed il primo della stagione successiva sarà di acacia, di agrumi o di altro miele particolarmente chiaro, è di anticipare un poco la posa dei melari prima dell'inizio del raccolto per far pulire dalle api eventuali resti di melata dell'anno prima. In generale, però, se i favi sono ben smielati e ben conservati al riparo dall'umidità, la qualità del primo miele primaverile non ne risente.


ultima modifica:9 Aprile, 2006 -