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Le cose che sembrano impossibili,
poi succedono.
Mi sembra calzante aprire questa
periodico appuntamento con il bel motto che accompagna
uno dei film presentati al Festival del Cinema di Venezia.
L'impressionante siccità con temperature torride
ci ha lasciati a secco delle produzioni estive ed, in
diverse zone del paese, ha indebolito o ridotto alle
fame le famiglie d'api. In molti casi si è dovuti
ricorrere più alla riunione di famiglie ed all'accensione
di ceri per la sopravvivenza invernale che non alle
consuete pratiche d'invernamento.
La varroa non ha, in compenso, generato molti danni
(non essendo favorita dalle temperature medie) ma l'apprensione
è per le patologie in agguato in conseguenza
dello stress.
Ciò che preoccupa, però, ancor più
è che si stanno realizzando i più nefasti
presagi nel mercato mondiale del miele.
Come documenta uno dei tanti allarmi ufficiali, che
pubblichiamo nella pagina accanto, sono all'ordine del
giorno segnalazioni di contaminazione sempre più
frequenti ed inquietanti da varie provenienze.
Da mieli dichiarati dell'Est Europa così come
da mieli sedicenti "spagnoli" e "portoghesi"
emerge all'analisi la presenza del famigerato e micidiale
antibiotico: il Cloramfenicolo.
Ricordiamo a quanti responsabili della salute pubblica
in Europa e, soprattutto, in Italia che quando nel settembre
del 2002 gli Stati Uniti trovarono tracce di questo
veleno in 16 containers di barili di miele, provenienti
da paesi asiatici, conclusero con anglosassone buon
senso che si trattava di miele cinese, tal quale od
in miscela. Al rinvenimento seguì la determinazione
del limite massimo di un ppb in luogo dei tre di Cloramfenicolo
previsti dalla U.e. e l'instaurazione di un regime speciale
di controllo con strette misure di sorveglianza speciale
per i paesi sedicenti d'origine del prodotto contaminato.
Dall'Australia rimbomba invece la notizia di minacce
ed addirittura di un attentato ad uno dei pochi che
si sono opposti alla Honey Connection operante per la
triangolazione d'ingenti quantitativi di miele cinese,
ovviamente "nazionalizzato" come australiano,
per l'esportazione negli U.S.A.
Un segnalazione viaggia, invece, a mezzo fax direttamente
dai commercianti sulla possibile chiusura delle importazioni
dalla Turchia per reiterata adulterazione con sciroppi
zuccherini in una parte significativa del miele che
quel paese e proposto sulla scena internazionale (mercato
italiano incluso), da un anno a questa parte.
Via internet, si ha notizia di contaminazioni rinvenute
in Inghilterra in miele argentino con un accrescitore
della crescita del bestiame, anch'esso da tempo vietato
in Europa: l'antibiotico Nitrofurano; con conseguente
attivazione di misure straordinarie di controllo attuate
dallo Stato Argentino, prima dell'esportazione.
Né sollevano minor preoccupazione il rinvenimento
di tracce di Tilosina e Streptomicina in mieli del Messico
e di dichiarata origine europea.
La battaglia per la sicurezza ed il diritto all'informazione
di tracciabilità degli alimenti da parte del
consumatore finale assume sempre più fondatezza
ed importanza strategica.
Come ricorda un proverbio cinese "l'alta marea
non solleva tutte le barche".
Nostro obiettivo, impegno e speranza è che affondino
in questa tempesta sia i mieli di scarsa qualità
sia l'equivoca e truffaldina dizione "miscela di
mieli".
Francesco Panella
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