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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura

Settembre 2003
anno XI - n. 7

copertina lapis 7/2003


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NOTIZIE IN BREVE

Provvedimenti U.e. contro Aethina Tumida.
La forte ed unitaria presa di posizione del Gruppo Miele del Copa-Cogeca e delle associazioni apistiche ha raggiunto un primo e significativo risultato.
Ai sensi del Regolamento CEE 1398/2003 in data 6 agosto 2003 le malattie Aethina Tumida e Tropilaepaps sono state dichiarate malattie con obbligo di dichiarazione/denuncia in Europa.
L'Unione Europea ha assunto una posizione negli organismi internazionali (OIE) proponendo di rendere obbligatorio anche a livello internazionale l'obbligo di dichiarazione di queste patologie.
L'Unione Europea ha anche predisposto un progetto di futura legislazione europea sull'importazione di api in Europa. (SANCO/10378/2003 Rev. 2-SANCO/10399/2003 Rev. 5)
Solo le regine e qualche accompagnatrice (massimo 20) potranno essere esportate in Europa se provenienti da paesi membri dell'OIE. Le cassettine di trasporto e le accompagnatrici dovranno essere distrutte all'arrivo.

Le autorità cinesi invitano i coltivatori a migliorare la qualità dei prodotti e aumentare le esportazioni.
Li Zhonghai, presidente dell'agenzia per la sicurezza alimentare nel corso di una teleconferenza ha detto che la Cina sta accelerando l'applicazione degli standard agricoli.
Sia l'agenzia di Li che il Ministero dell'agricoltura stanno sviluppando un sistema di standard nazionali che promette di garantire la sicurezza degli alimenti e la qualità nella produzione agricola. Entro il 2005 la metà degli standard agricoli del paese dovrà raggiungere i livelli avanzati già stabiliti internazionalmente.
Alla fine dell'anno scorso, la Cina aveva pubblicato 3.929 standard agricoli. Soltanto un quinto di questi era stato accettato fra gli standard internazionali.
Produrre e trasformare i prodotti delle aziende agricole in conformità con gli standard nazionali ha aiutato i coltivatori ad adottare tecniche agricole avanzate e ad aumentare i loro redditi, ha detto Li.
Sotto accusa per il mancato sviluppo delle esportazioni, secondo funzionari ed esperti, la scarsa qualità dei prodotti cinesi e il basso livello degli standard. Fra le ragioni principali del blocco delle importazioni da parte dell'Unione Europea l'alto tasso di residui di antiparassitari riscontrati in alcuni prodotti come carne e prodotti dell'itticoltura.
Negli standard agricoli cinesi i limiti di residui sono previsti solo per 484 antiparassitari, un numero che rappresenta soltanto il 2,2 per cento del totale elencato dall'EU, ha detto Li.
La formulazione e l'adozione degli standard si concentrerà soprattutto sui limiti dei residui di antiparassitari, sugli additivi nei prodotti alimentari, sui farmaci veterinari e sui metodi di controllo.
Chinadaily giugno 2003

No giapponese agli spinaci cinesi.
Il governo giapponese ha vietato alle aziende giapponesi di importare spinaci congelati provenienti dalla Cina dopo che sono stati trovati alti livelli di antiparassitari in alcune partite di prodotto importate nelle ultime settimane.
Il ministero della Sanità giapponese aveva già imposto un divieto simile l'anno scorso per gli stessi motivi, ma lo aveva ritirato dopo il consenso della Cina ai controlli sulle sue esportazioni. In quell'occasione la Cina aveva preso accordi anche sul non far più uso di un certo tipo di antiparassitario, il "chlorpyrifos".
Il ministero della Sanità giapponese, dopo quest'ultimo allarme, ha invitato la Cina a indagare più a fondo sulla questione e ad accertare se realmente siano stati ridotti i livelli di antiparassitari negli spinaci.
just-food.com

Italia: ancora in calo la cultura del girasole.
Complice il nuovo assetto degli aiuti europei alle oleaginose, il girasole nostrano continua a perdere terreno. Secondo le ultime stime Isnea la superficie 2003 dovrebbe attestarsi ben al di sotto dei 100.000 ha; per la precisione 90.350 ha. E pensare che fino al 2001 il girasole superava i 230.000 ha. Dunque un drastico e netto calo, difficilmente recuperabile nel breve periodo.

Banca del cibo, finalmente approvata!
Il Senato ha approvato a giugno una legge di un solo articolo, ma molto importante. Si tratta della possibilità di distribuire il cibo inutilizzato che avanza nelle mense (private o pubbliche che siano) donandolo alle ONLUS.
Art. 1.
(Distribuzione dei prodotti alimentaria fini di solidarietà sociale)
1. Le organizzazioni riconosciute come organizzazioni non lucrative di utilità sociale ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparati, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti.

Chi fermerà i super insetti?
La rivista Nature ha lanciato l'allarme secondo cui circa un quinto degli agricoltori del Midwest (USA) che coltivano mais transgenico ignorano le regole federali che prescrivono di mantenere comunque un'area di terreno OGM-free. Questo comportamento, secondo alcuni esperti, potrebbe favorire lo sviluppo di resistenze agli insetticidi da parte degli insetti. Il mais GM in questione contiene infatti un gene del batterio Bacillus thuringiensis (Bt), che induce la pianta a produrre un insetticida naturale. Tuttavia, per legge, gli agricoltori che seminano mais Bt devono destinare il 20 % del terreno ad altre coltivazioni. Queste "aree di rifugio" dovrebbero infatti impedire che gli insetti sviluppino resistenza all'insetticida, permettendone l'incrocio con altri insetti che non sono stati sottoposti a mais Bt. Tuttavia, uno studio appena rilasciato dal left for Science in the Public Interest (CIPSI) dimostra che la regola federale delle "aree di rifugio" viene sistematicamente ignorata da molti agricoltori. "È solo una questione di tempo. Prima o poi la resistenza all'insetticida verrà sviluppata" afferma allarmato Gregory Jaffe, direttore dei progetti sulle biotecnologie del CIPSI. Diversa l'opinione delle multinazionali biotech. "L'efficacia a lungo termine di questa tecnologia non è a rischio", hanno replicato dalla Monsanto.
(slowfood.it)


ultima modifica:9 Aprile, 2006 -