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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura
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Numeri precedenti
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n. 3/2008 |
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| n. 2/2008 |
n. 1/2008 |
| anno
2007 - nn.
1, 2,
3, 4,
5, 6,
7, 8,
9 |
| anno
2006 - nn.
1, 2,
3, 4,
5, 6,
7, 8,
9 |
| anno
2005 - nn.
1, 2,
3, 4,
5, 6,
7, 8,
9 |
| anno
2004 - nn: 9,
8, 7,
6, 5,
4, 3,
2, 1
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| anno
2003 - nn: 9
- 8
- 7
- 6
- 5
- 4
- 3
- 2
- 1
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anno
2002 - nn: 9
- 8
- 7
- 6
- 5
- 4
- 3
- 2
- 1
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anno
2001 - nn: 9
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EDITORIALE
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Davide
e Golia
L’apicoltura è in
difficoltà, come a volte capita agli allevamenti,
per intersecate ragioni: un terribile parassita (da
globalizzazione e salto di specie), il cambio climatico,
altre patologie...
A questi mali si somma qualcosa che moltiplica tali
difficoltà e che ha, laddove colpisce sia in
modo evidente e sia maniera più subdola e lenta
ma non per questo meno micidiale, effetti gravi e si
configura come la classica:
“goccia che fa
traboccare il vaso”
L’impatto di questa piaga, quando è sotto forma
di nubi di particelle sottili da concianti, è
di una evidenza e di una conseguenzialità incontestabile,
a meno che ci sia la volontà di non vedere. E’
quindi nostro interesse e compito far di tutto per imporre
che sia riconosciuta e condivisa da tutti l’indiscutibile
relazione di concomitanza causa/effetto.
Alcuni, pur colpiti da apicidio non lo hanno denunciato
perché sono fra… quelli
che:
amano mugugnare
ma non fare - non leggono e non si informano - non vogliono
comparire - hanno attività o apiari non denunciati
- non hanno “tempo da perdere” per convincere o imporre
ai veterinari di fare quanto è loro dovere -
temono di perdere postazioni…
Con gli apicoltori, tanti, che invece si sono attivati
abbiamo sviluppato una riflessione rivolta alla pubblica
opinione e alle istituzioni, semplice e conseguente.
L’effetto di queste molecole evidenzia sia che non c’è
alcun monitoraggio post autorizzazione dei prodotti
fitosanitari sia, e soprattutto, che l’accertamento
“scientifico” del rischio per l’autorizzazione d’uso
degli stessi è completamente carente, inattuale,
inefficace. Per questo bisogna sospendere l’uso, subito,
di queste molecole, e aggiornare le procedure di accertamento
sui rischi dei prodotti ad elevata tossicità.
Anche qui ci siamo trovati di fronte a… quelli
che:
- invece di
concentrare l’attenzione su una piaga dovuta all’uomo,
e sulla possibilità di porvi rimedio, si sono
messi a elencare tutte le difficoltà dell’apicoltura
per “sollevare polveroni” e “cucinare” un bel “minestrone”:
tanti problemi=nessun colpevole=nessuna scelta=nessun
provvedimento - continuano a chiedere “accertamento
scientifico” del fenomeno e quindi soldi per le ricerche
- a fronte di procedure sbagliate comunitarie e nazionali
“se la prendono” con le regioni - si appellano al “buon
cuore” di fabbricanti e venditori della chimica - chiedono
la sospensione di uno solo dei neonicotinoidi…
L’ U.N.A.API. ha fatto tutto il possibile per rendere
pubblica e “indimenticabile” la strage di api e per
cercare di aprire una “Questione nazionale insetticidi”
insieme con i nostri colleghi agricoltori ed ovviamente
con chi si è mosso al nostro fianco, dall’inizio,
su questa emergenza: LegAmbiente.
Abbiamo “improvvisato” in pochi giorni, nell’unico spazio
di visibilità pre elezioni, il Sit-in di Roma
rivolto al Ministero che ha competenza sugli effetti
dei fitofarmaci in agricoltura. Disponibili a condividere
questa o altre iniziative con chi ne sottoscriva le
richieste, chiare e irrinunciabili.
Purtroppo anche su un piano più generale ci son
stati… quelli
che:
- spetta ai
veterinari (e solo a loro?) correlare il danno - necessita
(ancora?) monitorare apicidi “occasionali” verificatisi
“qua e là”- il sit-in, non ancora convocato,
non si è organizzato insieme nei primi due giorni
e quindi non si può condividere anche se c’è
tutto il tempo e la disponibilità per farlo -
è una “iniziativa elettorale” (a favore di chi?)
- i problemi denunciati dalle api competono solo agli
apicoltori e non possono essere “delegati” ad altre
rappresentanze - non è il ministero giusto ...
fortunatamente…
invece… la gran parte degli apicoltori…
han capito, condiviso e si sono mobilitati in molteplici
modi in tutto il Paese. Con le loro variegate associazioni,
con creatività, investendo e regalando tempo
prezioso, con chiarezza di idee e di proposte. Hanno
fatto diventare l’iniziativa un urlo di collera per
la vita… per la passione delle api… per una agricoltura
compatibile… per l’ambiente. Momento di speranza… per
l’Italia e non solo per quella apistica. Abbiamo, assieme,
ottenuto primi e importanti risultati con il riconoscimento
pubblico delle stragi e un “avviso di garanzia” ai killer,
con l’assunzione di importanti e autorevoli impegni
istituzionali. Non è interesse dell’apicoltura
e quindi non lo è di U.N.A.API. fare una battaglia
di parte e di bandiera, riconfermiamo la piena disponibilità
affinché nessuno resti escluso, a meno che così
non gli convenga.
La strada è ardua ma oramai è intrapresa;
l’abbiamo imboccata e… bene!
Francesco Panella
Notte dell’8
aprile, in treno di ritorno da una giornata memorabile
a Roma
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