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credits La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura


Maggio 2003
anno XI - n. 4

copertina lapis 4/2003


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Editoriale


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POSTA DEI LETTORI
"Andrei e sua moglie"
Cari colleghi, sono stato (e sono ancora) scosso dall'emozione alla vista della copertina del vostro numero del mese di febbraio.
La foto dell'apicoltore Andrei e di sua moglie mi ha toccato e merita uno sforzo di lettura attento. La situazione degli alveari, la tecnica di costruzione, la qualità dei particolari che si colgono nell'inquadratura, tutto ci riporta ad un gran senso di povertà.
La postura stessa, umile, di questa coppia le cui mani testimoniano una vita di lavoro e, soprattutto, la percezione di una visibile complicità di questi due esseri, certamente indispensabile per la loro sopravvivenza; tutto ciò m'impressiona.
Penso che tali immagini siano non solo necessarie, ma indispensabili per ricordarci (nel nostro mondo di benestanti/insoddisfatti) della realtà e delle situazioni vissute da persone che vivono a due ore d'aereo da noi e che portano nello sguardo lo stupore degli esseri che vivono come dimenticati sul cammino del "progresso".
Cari saluti
Marchand Eric della Revue Suisse d'Apiculture

"Peste americana: disinfezione arnie"
Considerata la vulnerabilità dimostrata dalle spore della peste americana alla temperatura di 120 C°, vorrei disinfettare le arnie facendole bollire in un liquido la cui temperatura d'ebollizione sia superiore; disponendo di una pentola a pressione d'adeguate dimensioni il problema, ovviamente, non si presenterebbe ma, purtroppo, così non è. Chiedo, a tal proposito se, a Vs parere, tale sistema di disinfezione potrebbe funzionare e informazioni sull'esistenza di un prodotto che, mescolato all'acqua, ne innalzi la temperatura di quel tanto che basta e che non sia tossico per le api (anticongelante per radiatori?).
Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Antonio Vasone di Novi Ligure

Come già saprai la temperatura in cui sono devitalizzate le spore é in funzione del tempo e dell'umidità (alla stessa temperatura usando il calore secco occorre più tempo). Quindi i 120°C andranno mantenuti per almeno 20 minuti.
Probabilmente l'antigelo che si usa per i radiatori può essere adatto allo scopo. Purtroppo non abbiamo trovato esperienze in merito, puoi comunque fare delle prove per verificare la quantità di glicole propilenico necessario per poter innalzare la temperatura a 120°.
Si può comunque ricorrere ad una semplice bollitura delle arnie per un periodo di tempo più prolungato, 30-40 minuti; alcuni apicoltori hanno così operato con risultati positivi. Il problema è legato alla necessità di dover smontare l'arnia, se non si è in possesso di un contenitore di dimensioni sufficienti, ed al rischio che il legno si svergoli.
Crediamo che il ricorso alla disinfezione dell'arnia con la soda caustica sia alla fine il sistema più semplice.
Interessante anche il sistema sviluppato nelle americhe con bagno in paraffina di cui avremo occasione di parlare.

"Come curare la nosemiasi?"
Spettabile redazione, sono un apicoltore del mantovano, il mio apiario, altimetricamente parlando, è locato nel buco dell'Italia, esattamente sulla sponda sinistra del Po alla foce del fiume Oglio e riva sinistra anche di quest'ultimo. Quindi le mie api vivono costantemente in un'umidità atmosferica altissima, dal 50 al 90%. Nonostante le precauzioni e preoccupazioni, già nel 1995 ho avuto qualche caso di nosema che ho curato con il Fumidil B (fumagillina bicicloesilammosio) prodotto dalla Gellini farmaceutici. A novembre scorso ho notato qualche segno, seppur lieve di nosema, in un'arnia e un po' nelle due laterali. Nei giorni scorsi ho cercato di procurarmi il Fumidil B, ma con sorpresa ho saputo che non è più reperibile per sospesa produzione. Ora la domanda esce spontanea: come posso curare la nosemiasi? Oltretutto, in Maggio-Giugno dello scorso anno, in una famiglia ho notato diverse api piccole, scure e tremolanti, che le api normali cercavano di espellere dall'arnia. Certi patologi sostengono che le caratteristiche di queste api, messe alla porta dai componenti della stessa famiglia, possono essere conseguenza della nosemiasi.
In attesa di una stimata risposta, ringrazio anticipatamente e ben distintamente saluto.
Romolo Bulloni, Mantova

Al momento non esiste in commercio nessun farmaco utilizzabile per la cura della nosemiasi. Rimedi empirici in uso tra gli apicoltori con l'aggiunta d'aceto o candeggina nello sciroppo lasciano, a mio parere, il tempo che trovano. Le uniche possibilità di contrasto della patologia sono di tipo preventivo/igienico e si traducono nelle pratiche apistiche che vanno dalla scelta dell'esposizione dell'apiario d'invernamento al restringimento dei nidi ed in alcune zone alla sostituzione delle scorte di miele con sciroppo di saccarosio. Ultima, ma non meno importante, la disinfezione costante dei favi (quali importanti vettori della patologia) che sono rimossi (durante o dopo l'inverno) e poi riconcessi agli alveari, vale rimarcare che non sono solo i favi con deiezioni ed imbrattamenti appiccicosi quelli che espongono al rischio di "trasportare" l'infezione da un inverno all'altro.


ultima modifica:26 Aprile, 2004 -