|
"Il
ciliegio è il primo tra i fiori, come il guerriero
è il primo tra gli uomini"
Quest'antico proverbio giapponese
mi sembra il più consono per i rinnovati clangori
di potenza che risuonano sulla terra, con la speranza
che qualcuno si ponga, in merito alla similitudine scontata
per la cultura d'origine dei kamikaze, qualche domanda.
La festa della primavera in quel lontano paese si basa
su un rito, con gran partecipazione popolare, che dell'attimo
caduco della bellezza rappresentata dalla fioritura
fa un evento simbolico del nostro destino d'uomini.
Io, a mio modo, vengo da una lunga passeggiata dedicata
a tale rito; ho cercato, nel bosco, i segni e le ferite
lasciate sui fiori di ciliegio e di tarassaco, nonché
purtroppo sui germogli d'acacia, dalla gelata che ha
colpito parte del nord Italia, nella notte del 7 di
aprile.
Ho lasciato fuori dalla porta le scarpe inzaccherate
e nelle ossa ho un gran gelo per la temperatura ben
poco primaverile, ho avuto oggi anche l'occasione di
sentire il grande brivido sussultorio della superficie
terrestre.
Dall'arido campo vi propongo quindi l'aridità
d'alcuni dati e fenomeni economici:
- Nel 2002 + 63% di movimenti intracomunitari di miele,
rispetto agli anni precedenti.
- Nel 2002 + 20% d'importazioni di miele in Italia,
rispetto al 2001.
- Nel 2002 + 55% del prezzo medio del miele importato
in Italia, rispetto al 2001.
- Attualmente le quotazioni all'ingrosso di miele sono
arrivate sulla piazza del Messico fino all'offerta di
e 2.90 al Kg. di miele al produttore, cui vanno aggiunti,
ovviamente, i costi di trasporto, dazio ecc…
- L'eventuale riapertura delle forniture dalla Cina
di derrate zootecniche non è scontata ed è
resa più difficile dall'insorgenza della terribile
polmonite virale che colpisce l'uomo. Tale blocco commerciale
non è probabile che si protragga all'infinito,
ma l'eventuale riassestamento delle disponibilità
di miele e quindi dei prezzi mondiali pretendono un
periodo non breve.
- Gli USA e l'Australia (paese fino ad ieri grande esportatore)
si contraddistinguono, negli scambi mercantili, per
la forte richiesta di miele.
La congiuntura attuale del
mercato mondiale del miele non presenta, quindi, più
quegli andamenti sostanzialmente "piatti"con
cui è cresciuta l'attuale leva d'apicoltori in
Italia.
Lo scenario possibile d'evoluzione, negli anni a venire,
è quindi quello che non presuppone, necessariamente,
la disponibilità di grandi scorte di miele a
prezzi contenuti e concorrenziali.
E' un buon momento per quanti sanno produrre. Il produrre
miele però, come oramai si è capito in
varie parti del mondo, rischia d'essere sempre più
difficile e complesso.
Speriamo possa essere un'occasione anche per l'apicoltura
italiana con l'augurio che madre natura ci regali, finalmente,
una buona stagione ché dell'aiuto pubblico (o
meglio della sua promessa) siamo abituati a fare, anche,
a meno a condizione che i melari pieni ci consentano
"d'investire sul futuro".
Francesco Panella
Novi Ligure, 12 Aprile
|