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credits La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura


Maggio 2003
anno XI - n. 4

copertina lapis 4/2003


Sommario
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Editoriale


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NOTIZIE IN BREVE
Revoca europea per Birlane e Supona.
Il 2003 segnerà l'ultimo anno di possibile impiego per molti fitofarmaci, quantomeno nei paesi dell'Unione Europea. Il Regolamento CEE 2076/2002 impone, infatti, la revoca delle autorizzazioni di oltre 300 sostanze attive entro il 25 luglio 2003, per alcune di queste lo smaltimento delle scorte sarà consentito fino al 31 dicembre 2003. Fra i principi attivi non più consentiti è compreso il già conosciuto in apicoltura Bromopropilato ed il Clorfenvinfos molto utilizzato in alcuni paesi, per la lotta alla varroasi.
Spariti dal mercato europeo preparati a base di clorfenvinfos, quali Birlane e Supona, negli anni a venire il ritrovamento di residui dell'esterefosforico in questione nei prodotti dell'alveare (miele e cera) non potrà in alcun modo essere addebitato a fenomeni di deriva ambientale.

Due nuovi neonicotinoidi autorizzati in Italia.
Dopo il Gaucho in arrivo due nuovi preparati della stessa famiglia del già noto Imidacloprid. Il formulato Calipso (p.a. Thiacloprid), della Bayer CropScience, è stato registrato per pomacee, drupacee alcune orticole (pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, zucchino, melone e cocomero) e sulle floricole ed ornamentali. è presentato per efficacia analoga ad Imidacloprid sugli afidi, gli aleurodidi e la dorifora ma con, pure, elevata efficacia su alcuni lepidotteri quali carpocapsa, cidia e anarsia ed anche su microlepidotteri fino ad oggi non combattuti con neonicotinoidi. Il preparato Actara (p.a. Thiamethoxam), della Sygenta è registrato come "non classificato" per la difesa di: melo, pesco, agrumi, cucurbitacee, solanacee, lattuga, tabacco nonché floricole ed ornamentali. Agisce per ingestione e per contatto nei recettori nicotinici del sistema nervoso. A differenza d'altri neonicotinoidi, Actara è applicabile al terreno: distribuito con irrigazione a goccia viene assorbito dalle radici e tralocato nelle foglie dove è in grado di controllare tutti gli insetti sensibili al trattamento fogliare.
Ovviamente la presentazione evidenzia la selettività dei nuovi prodotti sui pronubi.
Speriamo bene...

Troppo elevate le quantità di pesticidi nei vegetali coltivati in Cina (e troppi agricoltori avvelenati).
In quanto produttrice di un terzo dell'export mondiale di vegetali, la Cina avrebbe dovuto espandere enormemente il suo mercato dopo l'ingresso nell'Organizzazione Mondiale del Commercio nel dicembre 2001.
Tuttavia, ora appare evidente che gli alti livelli di pesticidi rimasti nei suoi prodotti costituiscono un grosso problema per le sue vendite internazionali, specialmente in Europa, Giappone e Stati Uniti, dove gli standard sulla sicurezza alimentare sono più stretti e più attentamente osservati. Per fare un esempio, nel 2001, le nuove regolamentazioni dell'EU hanno ridotto la tolleranza di residui di pesticidi per il tè di ben 100 volte, escludendo dunque metà delle esportazioni del tè cinese.
Sono infatti numerose le documentazioni che denunciano le elevate quantità di pesticidi nei vegetali coltivati in Cina, così come i casi di agricoltori avvelenati a causa degli stessi.

OGM: anche gli insetti si fanno furbi

Quest'anno gli insetti si sono fatti furbi, o meglio la natura ha trovato il modo di aggirare gli stratagemmi dell'ingegneria genetica. Ogni anno i lepidotteri in estate aggrediscono i campi di cereali per poi spostarsi su quelli di cotone in autunno. I sostenitori del biotech speravano di debellare il problema dei parassiti modificando geneticamente le piantagioni, in modo che producessero una tossina nociva per gli insetti. Un articolo di Nature tuttavia cita una ricerca del Proceedings of the National Academy of Sciences secondo la quale anche i campi transgenici sono a rischio: i nuovi insetti avrebbero infatti sviluppato una resistenza al gene per loro nocivo, rendendo vani gli sforzi dei coltivatori biotech.

Indicatore di temperatura e data, grande quanto un francobollo, cambia colore quando l'alimento scade
Ricercatori dell'università scozzese di Caledonian hanno ideato un indicatore di temperatura e data grande quanto un francobollo, che cambia colore quando l'alimento a cui è stato fissato non è piu' adatto al consumo umano perchè scaduto.
I ricercatori, Richard Tester e Kofi Aidoo, hanno anche fondato la società Temp-tel per commercializzare il dispositivo economico di loro invenzione. Com'è noto, i batteri prosperano al caldo e si moltiplicano rapidamente producendo tossine. Alcune di queste sono termoresistenti e restano nei cibi anche dopo che i batteri che le hanno prodotte sono scomparsi. L'indicatore, che va fissato all'alimento o al suo imballo, funziona in base a una reazione chimica dipendente dalla temperatura, che ne modifica il colore. Il livello di temperatura alla quale scatta la reazione è regolabile su un campo molto esteso, dalle temperature sotto lo zero a oltre 100 gradi, e quindi il sistema è utile per tenere sotto controllo i processi sia di congelamento che di cottura. Il potenziale mercato di questo dispositivo è quindi molto vasto, anche perchè l'indicatore Temp-tel ha un costo ridotto, alla portata anche dei Paesi in via di sviluppo. Oltre che nell'industria alimentare, il dispositivo può essere usato per il trasporto e lo stoccaggio di farmaci e vaccini. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, che spedisce oltre un milione di unità di vaccini ogni anno, ha già manifestato il proprio interesse. Potrà avere un interesse per garantire, anche, la qualità e la buona conservazione del miele? (www.gcal.ac.uk)

Comunicazione di S. Calvarese su olio di pompelmo
A seguito degli impegni presi al convegno dell'A.A.P.I. di Zafferana Etnea concernenti la sperimentazione sugli estratti di semi di pompelmo si comunica che, presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e Molise " G.Caporale" di Teramo, sono stati analizzati n.11 (undici) estratti liquidi e solidi di semi di pompelmo.
I risultati di laboratorio dimostrano, senza alcun dubbio, che in commercio vengono venduti estratti con diverse capacità di inibizione o addirittura con nessuna capacità inibitoria dei germi quali Bacillus larvae, B.subtilis, B.Cereus11778, B.Cereus K250 e M.Luteus.
Nel prossimo numero della rivista L'Apis saranno pubblicati i risultati completi scaturiti dall'indagine.
Inoltre, agli apicoltori che hanno aderito all'iniziativa, saranno inviati sia il protocollo sperimentale sia il prodotto da utilizzare per le prove in campo della peste americana.

Per il gruppo di lavoro: Silvano Calvarese
Commissione Sanitaria UNAAPI Le proposte di lavoro 2003
Sono disponibili i seguenti protocolli di lavoro. Per poterli utilizzare è necessario dare la propria disponibilità all'interno del Forum della Commissione Sanitaria del sito www.mieliditalia.it e successivamente verranno inviati.
Varroa:
1. Prove di efficacia di acido ossalico sublimato mediante l'uso dell'evaporatore VARROX
2. Prove di efficacia di acido ossalico sublimato mediante l'uso dell'evaporatore VARROX nei territori dove il blocco di covata invernale può non esserci (Isole e sud Italia)
3. Prodotto Argentino Oxovar
4. Apilife Var
5. Apiguard gel
6. Apiguard in vaschetta
7. Trattamento tampone a base di timolo, alcol e cartone
8. Trattamento tampone a base di timolo, olio, alcol e cartone
9. Trattamento tampone a base di timolo su capsule da miele
10. Trattamento tampone abbinato a minitampone (cartoncino) dopo acacia
11. Trattamento tampone abbinato a minitampone (cartoncino+ossalico) dopo acacia
12. Trattamento tampone abbinato a 2 minitamponi (cartoncino) dopo acacia e dopo castagno
Nosema:
- Quantificare l'evoluzione della malattia attraverso la metodica del conteggio delle spore
Avvelenamenti:
- Scheda rilevazione mortalità
- Centraline di biomonitoraggio
Malattie covata:
- Monitoraggio presenza di malattie della covata nuove
- Verificare efficacia utilizzo semi pompelmo
Luca Allais. allaisluca@libero.it
Responsabile Commissione Sanitaria U.N.A.API.

In memoria del Prof. Franco Marletto
la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino, grazie a donazioni di colleghi, allievi, amici, della Consociazione Apicoltori della Provincia di Torino (C.A.P.T.) e del Consorzio Apistico della Valle d'Aosta, bandisce un premio di Euro 2.000,00 lordi, per una tesi di laurea di argomento apidologico, discussa in Italia negli ultimi tre anni.
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria di Presidenza della Facoltà di Agraria - tel. 0116708502 - fax 0116708506.


ultima modifica:26 Aprile, 2004 -