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Costruire,
costruire, costruire!
Mi piace aprire questo numero
speciale di L'Apis, dedicato a parte dei contributi
emersi nel Convegno dell'Apicoltura Professionale, rimarcandone
qualche aspetto:
- Il primo atto dell'iniziativa si è svolto nella
più grande ed antica necropoli europea, ai piedi
della Città del Miele di Sortino, ove nei costoni
di roccia furono scavate oltre 5000 nicchie sepolcrali.
E vale rammentare che uno degli elementi distintivi
dell'homo sapiens, rispetto agli altri esseri viventi,
è stato, proprio, una diversa consapevolezza
e considerazione della morte accompagnata da attenzione
e cura dei resti dei propri simili. In tale cornice
abbiamo potuto visitare un apiario di fasceddi, "naturalmente"
e storicamente collocato in una rientranza della parete
di pietra, condotto con una tecnica unica al mondo per
la sua innovatività. Tecnica che, immutata, si
è praticata dalla lontana epoca della Magna Grecia.
Un bel connubio, d'elementi di storia e di civiltà,
che è stato di buon auspicio, e ben si è
legato, con il convegno che ha chiuso i lavori congressuali
(sull'IGP del miele d'Agrumi d'Italia) incentrato sull'individuazione
dei migliori strumenti per dare riconoscibilità
e futuro alla nostra peculiare cultura e storia in un
mondo che non vogliamo neghi tradizioni, identità
e differenze.
- In coincidenza della giornata mondiale per la pace
del 15 di febbraio, nell'incontro con la Città
del Miele di Zafferana Etnea, abbiamo avuto un momento
di riflessione sulla nostra ragion d'essere sulla faccia
della terra che ci ha, tutti, colpiti ed emozionati.
Grazie al calore di chi ci ha accolto e, in particolare,
alle toccanti parole del Sindaco Leonardi si è
realizzato un raro momento d'energia collettiva, di
comunanza e condivisione.
Purtroppo, poi, nel giro di pochi giorni, il rombo di
tamburi e di preparativi dedicati al dio Giano della
guerra si è tradotto in ultimatum che sembrano
preludere, unicamente, ad uno scenario di morte. Ma
da tanti, tantissimi, e da tante parti, provenienze
e storie è venuto un grido così forte
da non poter essere soffocato.
E' come se il popolo, i popoli, del mondo stiano, a
fatica, cercando di riaffermare una nuova "religione"
(nel senso originario del termine latino: religo = unione,
unità) basata non su un pacifismo di principio
(definizione di cui fatico a capire il senso) ma bensì
sulla difficile sfida ad essere: "Costruttori di
Pace".
Riemerge cioè qualcosa che è nel DNA della/e
civiltà, e che come tale fu magistralmente espresso
nel Vangelo: non l'ideologico e "morale" rifiuto
della forza ma la tensione e lo slancio per "costruire"l'uso
più accettabile possibile, e foriero di futuro,
della forza stessa.
Come si disse, ossessivamente e con buon motivo, dopo
il crimine contro l'umanità delle Due Torri di
New York l'importante è che la vita continui
e che nel confronto quotidiano vi sia una spinta per
"costruire" convivenza, tolleranza (che è
ben altro dalla pavida acquiescenza) e, più d'ogni
altra cosa, progresso.
Affrontare le contraddizioni, disponibili al confronto
ed alle sfide, è la ragion d'essere, nel microcosmo
apistico, dell'Unione degli apicoltori italiani.
In tal senso abbiamo, naturalmente, dato il nostro contributo,
e perseguito la ricerca di una posizione comune, ad
una tavola di discussione sulla Legge Quadro promossa
dalle associazioni lombarde cui hanno partecipato molte
associazioni del Nord Italia; contiamo di proseguire
in quest'accidentato cammino con chiunque sia disponibile
a confrontarsi e lavorare per l'unità, e forza
di proposta, del settore apistico.
Nel contempo, per il rischio del " coleottero killer",
ci stiamo impegnando, da un lato, perché sia
effettivo il blocco legale d'importazioni d'api e, dall'altro,
nell'affermare, e condividere con tutti gli apicoltori,
il concetto dell'insensatezza d'importazioni clandestine.
Nella sala stracolma del Convegno dell'otto di febbraio
ad Apimel, fra le tante considerazioni e riflessioni,
ho sentito più d'una esortazione a non farci
prendere dallo scoramento. Se è vero che l'aiuto
per la calamità del 2002 rischia di rimanere
una bella dichiarazione d'intenti è anche vero
che il perdurare del blocco dalla Cina, l'andamento
mediocre se non disastroso delle produzioni di miele
in Argentina, in Messico ed Australia sembrano preludere
ad un favorevole corso delle quotazioni mondiali del
miele.
Essere pronti alle sfide più difficili è,
forse, un'attitudine connaturata agli apicoltori italiani.
L'augurio del e per il mondo apistico italiano, cui
vale, forse, anche il nostro modesto contributo e minuta
capacità di "costruttori di pace",
è che si realizzi quanto auspicato da Marco Accorti:
"Che nel 2003 si svuotino gli arsenali e si riempiano
i melari"
Francesco Panella
Novi Ligure, 11 marzo 2003
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