Indagine
Corriere della Sera/ Altroconsumo: il miele guida i rincari
È quanto emerge da un'indagine condotta da Altroconsumo
in esclusiva per il Corriere della Sera. L'indagine ha preso
in esame i prezzi rilevati tra fine novembre e inizio dicembre
in 100 supermercati e ipermercati di nove grandi città
italiane. Tra quelli esaminati, i prodotti alimentari hanno
distanziato di molto sia l'inflazione ufficiale (2,5%) sia quella
del settore alimentare (+4,5%). Il record assoluto va al miele
Ambrosoli (+22,1%) mentre nel complesso la spesa alimentare
è cresciuta del 12%.
Sono già tanti
i Comuni Ogm Free
Legambiente e Città del Vino sono i promotori dell'iniziativa.
In Piemonte il primo Comune ''Ogm Freè' è Asti,
in Sicilia Alcamo (Trapani), in Calabria Bova (Reggio), in Puglia
San Pancrazio Salentino (Brindisi), in Emilia Romagna Pianello
Val Tidone (Piacenza), in Sardegna Berchidda (Sassari), in Campania
Montefalcione (Avellino) e Terzigno (Napoli), in Veneto infine
Lonigo (Vicenza) e Conegliano (Treviso). Intanto in Toscana,
dopo Greve in Chianti, anche Castiglione d'Orcia (Siena) ha
piantato il suo cartello "Comune Ogm Free"
Per poter piantare il cartello con il logo di "Comune Ogm
Free" le amministrazioni devono prima deliberare il loro
impegno a tenere lontani dal proprio territorio gli organismi
geneticamente modificati, impedendo le coltivazioni e le sperimentazioni
agricole.
"I Comuni - ha dichiarato il presidente delle Citta' del
Vino, Floriano Zambon -dichiarandosi liberi da Ogm fanno una
scelta di campo precisa ed emblematica. In Europa siamo di fronte
a un bivio: far progredire la filiera Ogm, oppure conservare
e migliorare l'attuale modello agricolo. Noi, insieme a Legambiente,
siamo per la qualità, le produzioni tipiche, e vogliamo
che i nostri vini e cibi siano sempre espressione della cultura
materiale del territorio. Non siamo contro la ricerca, neppure
contro il nuovo, ma vogliamo tenere fuori dal nostro Paese una
certa idea di agricoltura e di utilizzo dell'ambiente. La biodiversità
- ha proseguito Zambon - è un valore, è fonte
di ricchezza per i territori. Gli ogm, invece, anche dal punto
di vista economico - ha concluso- sono fonte di impoverimento".
Agevolazioni
ICI limitate ai soli coltivatori diretti
La Corte costituzionale con ordinanza del 27 ottobre/7 novembre
2003, n. 336, ha precisato che i terreni edificabili detenuti
da coltivatori diretti che versano i contributi previdenziali
e che traggono dal lavoro agricolo la loro esclusiva fonte
di reddito sono gli unici a potere usufruire delle agevolazioni
ICI previste per gli agricoltori, che consistono nella determinazione
dell'imposta partendo dal valore catastale del terreno al
posto del valore di mercato.
Francia:
secondo un rapporto governativo il pesticida GAUCHO è
responsabile della morte di api.
Il rapporto sulla morte delle api, pubblicato da Comité
Scientifique et Technique (CST) francese, dimostra come l'uso
del pesticida GAUCHO sia corresponsabile della morte di centinaia
di migliaia di colonie di api. Il sommario del rapporto afferma:
"I risultati degli esami sui rischi da trattamento dei
semi con GAUCHO sono allarmanti. Tale trattamento presenta
un elevato rischio per le api in varie fasi della loro vita".
Il rapporto di 108 pagine è stato commissionato dal
Ministero dell'Agricoltura francese alle Università
di Caen e di Metz e all'Istitut Pasteur. L'uso del pesticida
GAUCHO sul girasole è stato vietato in Francia 4 anni
fa a causa dell'alto rischio per le api. Poiché la
morte di api negli anni successivi non ha subito un significativo
decremento, gli apicoltori puntano l'indice contro l'uso intensivo
di tossine agricole nelle coltivazioni di mais. Il rapporto
del CST avvalla questa teoria: "Per quanto riguarda il
trattamento dei semi di mais con GAUCHO, i risultati sono
altrettanto allarmanti come già nel caso del girasole.
Il consumo di polline contaminato può portare ad un
incremento nella mortalità delle api operaie, il che
può spiegare la persistenza delle morti anche dopo
la messa al bando del Gaucho sul girasole." Il pesticida
GAUCHO (che contiene la sostanza attiva Imidacloprid) è
prodotto dalla tedesca Bayer. Con vendite di oltre 500 milioni
di euro è il più venduto agente agricolo del
gruppo Bayer. I critici affermano che le altissime cifre delle
vendite sono la ragione per cui Bayer si oppone al bando sull'uso
di tale prodotto. La tesi, sostenuta da alcuni istituti che
studiano le api, che la responsabile delle morti sia l'infestazione
da varroa, è una scusa, secondo Fridolin Brandt della
"Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer"
(CBG): "Abbiamo a che fare con la varroa dal 1977 e per
decenni non è stata un problema. È l'uso intensivo
dei pesticidi e il conseguente indebolimento delle api che
porta alla loro morte". Brandt è apicoltore a
tempo pieno da oltre 30 anni.
Maurice Mary, portavoce dell'UNAF (Union Nationale des Apiculteurs
de France): "Fin dalle prime applicazioni di GAUCHO ci
sono state grandi perdite nella raccolta di miele di girasole.
Dal momento che l'agente resta nel terreno fino a tre anni,
anche le piante non trattate possono contenere una concentrazione
di tossina letale per le api". L'associazione UNAF, che
rappresenta circa 50.000 apicoltori, chiede un bando totale
del GAUCHO dopo la presentazione del rapporto del CST. Anche
la Deutshce Berufsimkerbund (DBIB) e la CBG chiedono il bando
totale. In Germania l'Imidacloprid è usato principalmente
nella produzione di rape, barbabietola da zucchero e mais.
La situazione nell'agricoltura tedesca è simile a quella
francese.
Negli anni passati quasi la metà delle colonie di api
sono morte, causando una perdita di parecchie migliaia di
tonnellate all'anno nella produzione di miele. Inoltre, poiché
le api sono importanti agenti impollinatori, la riduzione
del loro numero causa anche perdite nei raccolti di mele,
pere e rape.
Coalizione
contro i pericoli derivanti dalla Bayer. www.CBGnetwork.org
CBGnetwork@aol.com
Entra in vigore la convenzione di Rotterdam sul commercio
internazionale di pesticidi
L'Armenia è stato il cinquantesimo paese a ratificare
la Convenzione di Rotterdam sul commercio di pesticidi. Il
trattato, che entrerà in vigore il prossimo 24 Febbraio,
fornisce un sistema di avvertimento preventivo per il commercio
di pesticidi pericolosi. Richiede cioè che il paese
importatore sia informato quando un pesticida o un altro prodotto
chimico che sta importando è vietato in altri paesi
per ragioni sanitarie o ambientali, e da al paese ricevente
il diritto di rifiutarne l'importazione.
Questo approccio per frenare il commercio di pesticidi è
stato ideato da Pesticide Action Network International, nei
primi anni '80, in risposta alla vendita selvaggia ai paesi
in via di sviluppo di pesticidi vietati in alcuni paesi industrializzati.
Un'ingente quantità di sostanze chimiche veniva infatti
venduta a quei paesi che non avevano la capacità di
regolare o il diritto di rifiutare questi carichi tossici.
Per esempio, nel 1991 alcune compagnie Americane hanno esportato
92 tonnellate di DDT, vietato negli USA dal 1972. La lista
delle sostanze chimiche, che gli stati hanno diritto di rifiutare,
comprende attualmente 32 sostanze, di cui 27 sono pesticidi.
Durante i negoziati del trattato, le questioni del dibattito
erano il numero di divieti nazionali necessari per far scattare
il diritto a rifiutare la sostanza e cosa costituisce la "prova
della pericolosità", specie in paesi dove mancano
agenzie sanitarie e ambientali.
Dare forza legale al trattato è uno dei segnali che
indica che la comunità internazionale si muove verso
gli approcci di tipo precauzionale che forniranno protezione
reale per la salute umana e per l'ambiente. Tra i paesi che
non hanno ancora ratificato la convenzione di Rotterdam ci
sono USA, Francia, Spagna e Cina.
Sicilia: il Sottosegretario
all'Agricoltura Dozzo promette aiuti per la calamità
miele del 2003
"La produzione di miele in Sicilia è drasticamente
calata nel 2003 dalle 3 mila tonnellate della sua media annua,
alle 600 tonnellate".
L'allarme del comparto è ripreso dal deputato Salvo
Raiti, che ha presentato una interpellanza al presidente della
Regione.
I fattori che hanno provocato la debacle produttiva sono molteplici.
A subirne le maggiori conseguenze la zone orientale dell'isola,
dove agli eventi atmosferici negativi si è aggiunta
la pioggia di cenere dovuta alle eruzioni dell'Etna.
Il sottosegretario per l'agricoltura, Gianpaolo Dozzo, ha
già garantito interventi dal fondo di solidarietà
per quelle aziende apistiche che siano in regola con i requisiti
di legge, dopo che gli enti tecnici regionali accertino il
reale danno subito. (ANSA)
E-commerce/ internet non serve
a vendere vino (0,32% del totale)
Sono state ampiamente ridimensionate le aspettative illusorie
che fino a pochissimi anni fa circolavano sull'e-commerce
come comoda opportunità di business: dati alla mano,
Internet non serve a vendere bottiglie.
Basti pensare che in Europa il fatturato delle vendite on
line di bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) dovrebbe
aggirarsi quest'anno attorno ai 240 milioni di euro: se si
mettono in relazione all'intero mercato europeo di bevande
alcoliche (75 miliardi di euro) si scopre che le vendite su
Internet si attestano oggi su un misero 0,32% del totale.
(fonte: Forrester Research, società statunitense di
ricerche di mercato).
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