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La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura

Febbraio 2004
anno XII - n. 2

copertina lapis 2/2004


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NOTIZIE IN BREVE

Indagine Corriere della Sera/ Altroconsumo: il miele guida i rincari
È quanto emerge da un'indagine condotta da Altroconsumo in esclusiva per il Corriere della Sera. L'indagine ha preso in esame i prezzi rilevati tra fine novembre e inizio dicembre in 100 supermercati e ipermercati di nove grandi città italiane. Tra quelli esaminati, i prodotti alimentari hanno distanziato di molto sia l'inflazione ufficiale (2,5%) sia quella del settore alimentare (+4,5%). Il record assoluto va al miele Ambrosoli (+22,1%) mentre nel complesso la spesa alimentare è cresciuta del 12%.

Sono già tanti i Comuni Ogm Free
Legambiente e Città del Vino sono i promotori dell'iniziativa. In Piemonte il primo Comune ''Ogm Freè' è Asti, in Sicilia Alcamo (Trapani), in Calabria Bova (Reggio), in Puglia San Pancrazio Salentino (Brindisi), in Emilia Romagna Pianello Val Tidone (Piacenza), in Sardegna Berchidda (Sassari), in Campania Montefalcione (Avellino) e Terzigno (Napoli), in Veneto infine Lonigo (Vicenza) e Conegliano (Treviso). Intanto in Toscana, dopo Greve in Chianti, anche Castiglione d'Orcia (Siena) ha piantato il suo cartello "Comune Ogm Free"
Per poter piantare il cartello con il logo di "Comune Ogm Free" le amministrazioni devono prima deliberare il loro impegno a tenere lontani dal proprio territorio gli organismi geneticamente modificati, impedendo le coltivazioni e le sperimentazioni agricole.
"I Comuni - ha dichiarato il presidente delle Citta' del Vino, Floriano Zambon -dichiarandosi liberi da Ogm fanno una scelta di campo precisa ed emblematica. In Europa siamo di fronte a un bivio: far progredire la filiera Ogm, oppure conservare e migliorare l'attuale modello agricolo. Noi, insieme a Legambiente, siamo per la qualità, le produzioni tipiche, e vogliamo che i nostri vini e cibi siano sempre espressione della cultura materiale del territorio. Non siamo contro la ricerca, neppure contro il nuovo, ma vogliamo tenere fuori dal nostro Paese una certa idea di agricoltura e di utilizzo dell'ambiente. La biodiversità - ha proseguito Zambon - è un valore, è fonte di ricchezza per i territori. Gli ogm, invece, anche dal punto di vista economico - ha concluso- sono fonte di impoverimento".

Agevolazioni ICI limitate ai soli coltivatori diretti
La Corte costituzionale con ordinanza del 27 ottobre/7 novembre 2003, n. 336, ha precisato che i terreni edificabili detenuti da coltivatori diretti che versano i contributi previdenziali e che traggono dal lavoro agricolo la loro esclusiva fonte di reddito sono gli unici a potere usufruire delle agevolazioni ICI previste per gli agricoltori, che consistono nella determinazione dell'imposta partendo dal valore catastale del terreno al posto del valore di mercato.

Francia: secondo un rapporto governativo il pesticida GAUCHO è responsabile della morte di api.
Il rapporto sulla morte delle api, pubblicato da Comité Scientifique et Technique (CST) francese, dimostra come l'uso del pesticida GAUCHO sia corresponsabile della morte di centinaia di migliaia di colonie di api. Il sommario del rapporto afferma: "I risultati degli esami sui rischi da trattamento dei semi con GAUCHO sono allarmanti. Tale trattamento presenta un elevato rischio per le api in varie fasi della loro vita". Il rapporto di 108 pagine è stato commissionato dal Ministero dell'Agricoltura francese alle Università di Caen e di Metz e all'Istitut Pasteur. L'uso del pesticida GAUCHO sul girasole è stato vietato in Francia 4 anni fa a causa dell'alto rischio per le api. Poiché la morte di api negli anni successivi non ha subito un significativo decremento, gli apicoltori puntano l'indice contro l'uso intensivo di tossine agricole nelle coltivazioni di mais. Il rapporto del CST avvalla questa teoria: "Per quanto riguarda il trattamento dei semi di mais con GAUCHO, i risultati sono altrettanto allarmanti come già nel caso del girasole. Il consumo di polline contaminato può portare ad un incremento nella mortalità delle api operaie, il che può spiegare la persistenza delle morti anche dopo la messa al bando del Gaucho sul girasole." Il pesticida GAUCHO (che contiene la sostanza attiva Imidacloprid) è prodotto dalla tedesca Bayer. Con vendite di oltre 500 milioni di euro è il più venduto agente agricolo del gruppo Bayer. I critici affermano che le altissime cifre delle vendite sono la ragione per cui Bayer si oppone al bando sull'uso di tale prodotto. La tesi, sostenuta da alcuni istituti che studiano le api, che la responsabile delle morti sia l'infestazione da varroa, è una scusa, secondo Fridolin Brandt della "Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer" (CBG): "Abbiamo a che fare con la varroa dal 1977 e per decenni non è stata un problema. È l'uso intensivo dei pesticidi e il conseguente indebolimento delle api che porta alla loro morte". Brandt è apicoltore a tempo pieno da oltre 30 anni.
Maurice Mary, portavoce dell'UNAF (Union Nationale des Apiculteurs de France): "Fin dalle prime applicazioni di GAUCHO ci sono state grandi perdite nella raccolta di miele di girasole. Dal momento che l'agente resta nel terreno fino a tre anni, anche le piante non trattate possono contenere una concentrazione di tossina letale per le api". L'associazione UNAF, che rappresenta circa 50.000 apicoltori, chiede un bando totale del GAUCHO dopo la presentazione del rapporto del CST. Anche la Deutshce Berufsimkerbund (DBIB) e la CBG chiedono il bando totale. In Germania l'Imidacloprid è usato principalmente nella produzione di rape, barbabietola da zucchero e mais. La situazione nell'agricoltura tedesca è simile a quella francese.
Negli anni passati quasi la metà delle colonie di api sono morte, causando una perdita di parecchie migliaia di tonnellate all'anno nella produzione di miele. Inoltre, poiché le api sono importanti agenti impollinatori, la riduzione del loro numero causa anche perdite nei raccolti di mele, pere e rape.

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer. www.CBGnetwork.org
CBGnetwork@aol.com

Entra in vigore la convenzione di Rotterdam sul commercio internazionale di pesticidi
L'Armenia è stato il cinquantesimo paese a ratificare la Convenzione di Rotterdam sul commercio di pesticidi. Il trattato, che entrerà in vigore il prossimo 24 Febbraio, fornisce un sistema di avvertimento preventivo per il commercio di pesticidi pericolosi. Richiede cioè che il paese importatore sia informato quando un pesticida o un altro prodotto chimico che sta importando è vietato in altri paesi per ragioni sanitarie o ambientali, e da al paese ricevente il diritto di rifiutarne l'importazione.
Questo approccio per frenare il commercio di pesticidi è stato ideato da Pesticide Action Network International, nei primi anni '80, in risposta alla vendita selvaggia ai paesi in via di sviluppo di pesticidi vietati in alcuni paesi industrializzati.
Un'ingente quantità di sostanze chimiche veniva infatti venduta a quei paesi che non avevano la capacità di regolare o il diritto di rifiutare questi carichi tossici.
Per esempio, nel 1991 alcune compagnie Americane hanno esportato 92 tonnellate di DDT, vietato negli USA dal 1972. La lista delle sostanze chimiche, che gli stati hanno diritto di rifiutare, comprende attualmente 32 sostanze, di cui 27 sono pesticidi.
Durante i negoziati del trattato, le questioni del dibattito erano il numero di divieti nazionali necessari per far scattare il diritto a rifiutare la sostanza e cosa costituisce la "prova della pericolosità", specie in paesi dove mancano agenzie sanitarie e ambientali.
Dare forza legale al trattato è uno dei segnali che indica che la comunità internazionale si muove verso gli approcci di tipo precauzionale che forniranno protezione reale per la salute umana e per l'ambiente. Tra i paesi che non hanno ancora ratificato la convenzione di Rotterdam ci sono USA, Francia, Spagna e Cina.

Sicilia: il Sottosegretario all'Agricoltura Dozzo promette aiuti per la calamità miele del 2003
"La produzione di miele in Sicilia è drasticamente calata nel 2003 dalle 3 mila tonnellate della sua media annua, alle 600 tonnellate".
L'allarme del comparto è ripreso dal deputato Salvo Raiti, che ha presentato una interpellanza al presidente della Regione.
I fattori che hanno provocato la debacle produttiva sono molteplici.
A subirne le maggiori conseguenze la zone orientale dell'isola, dove agli eventi atmosferici negativi si è aggiunta la pioggia di cenere dovuta alle eruzioni dell'Etna.
Il sottosegretario per l'agricoltura, Gianpaolo Dozzo, ha già garantito interventi dal fondo di solidarietà per quelle aziende apistiche che siano in regola con i requisiti di legge, dopo che gli enti tecnici regionali accertino il reale danno subito. (ANSA)

E-commerce/ internet non serve a vendere vino (0,32% del totale)
Sono state ampiamente ridimensionate le aspettative illusorie che fino a pochissimi anni fa circolavano sull'e-commerce come comoda opportunità di business: dati alla mano, Internet non serve a vendere bottiglie.
Basti pensare che in Europa il fatturato delle vendite on line di bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) dovrebbe aggirarsi quest'anno attorno ai 240 milioni di euro: se si mettono in relazione all'intero mercato europeo di bevande alcoliche (75 miliardi di euro) si scopre che le vendite su Internet si attestano oggi su un misero 0,32% del totale.
(fonte: Forrester Research, società statunitense di ricerche di mercato).


ultima modifica:9 Aprile, 2006 -