Il
valore aggiunto dei prodotti dell'apicoltura
by R. Krell (1996)
- (Value-added products from beekeeping) bollettino agricolo
N° 124 della FAO (Food and Agricolture Organization of the
United Nation)
Abbiamo ritenuto interessante portare
a conoscenza dei lettori di L'Apis questo libro per diversi
motivi. Il primo è che può essere consultato
interamente da internet collegandosi al sito http://www.fao.org/docrep/w0076e/w0076e00.htm
(la versione cartacea costa all'incirca 50 Euro). Il secondo
è che si tratta probabilmente del testo più
completo sui prodotti apistici attualmente reperibile (purtroppo
per noi esiste solo la versione in lingua inglese). Il libro,
di oltre 400 pagine, è rivolto principalmente ai paesi
emergenti per far conoscere agli apicoltori tutte le opportunità
per ricavare un reddito dall'attività apistica: dal
miele, dal polline, dalla cera, dalla propoli, dalla gelatina
reale, dalle larve! Ma anche reddito dalla trasformazione
di questi prodotti in lozioni, creme, vernici, candele, ecc.
Nei primi otto capitoli si trattano dettagliatamente i vari
prodotti apistici ed il nono capitolo è, invece, dedicato
ai cosmetici ottenuti dai derivati dell'alveare. In conclusione
del testo, troviamo una ricca bibliografia ed una lista d'indirizzi
utili. Questo volume è una miniera d'informazioni anche
per chi vive nei cosiddetti paesi "avanzati", ma
è soprattutto prezioso per chi vive in luoghi del mondo
dove è più difficile reperire informazioni.
Raccomandiamo di annotarsi il titolo a chi si occupa o ha
intenzione di occuparsi d'apicoltura nei Paesi in via di sviluppo.
Come esempio, tratto dal capitolo sulla cera, riportiamo la
ricetta di una pasta per lucidare i mobili. Ingredienti (in
parti di peso): 8 di trementina, 1 di cera, 1 di olio essenziale
di pino, 1 di sapone liquido, 4 di acqua distillata. Mescolare
la cera nella trementina scaldando un recipiente a bagnomaria
(usando la massima cautela perché la trementina è
infiammabile!). Nello stesso tempo mescolare il sapone con
l'acqua distillata. Quando entrambe le pozioni sono tiepide
e con una temperatura similare, mettere la fase acquosa in
quella cerosa e mescolare velocemente ma gentilmente. Quando
la temperatura scende intorno ai 50°C aggiungere l'olio
di pino. Prima che il tutto si raffreddi andrà sistemato
in un vaso di vetro od in una scatola di latta che sarà
chiusa immediatamente. Il barattolo andrà poi etichettato
nel modo appropriato. Se la pasta dovesse solidificare troppo
velocemente potrà essere risciolta.
Nutrizione
delle api: confronto tra sciroppi zuccherini
(Bienenrnahrung: Futtersirup
im Vergleich.) Ohe, W von der; Schonderger, H.
Sul N° 123 (2002) di Bienenvater,
un'ottima rivista tedesca di apicoltura è stato pubblicato
uno studio su due nuovi tipi di sciroppo.Tre gruppi di colonie
sono state nutrite in inverno con tre tipi di sciroppo. Il
primo gruppo con uno sciroppo di zucchero invertito (in uso
con buoni risultati da più di dieci anni), e gli altri
due con due nuovi e più economici sciroppi a base di
maltosio prodotti a partire dall'amido. Testati prima e durante
l'uso, tutti gli sciroppi avevano circa lo stesso contenuto
in sostanza secca, pH e conducibilità elettrica. Le
analisi eseguite regolarmente sullo sciroppo immagazzinato
dalle api nei favi hanno dimostrato che la composizione dello
sciroppo di zucchero invertito era similare a quella del miele,
ma nello sciroppo di maltosio immagazzinato nei favi il contenuto
di maltosio gradatamente decresce e si trasforma in glucosio
(che ovviamente aumenta). Quando il glucosio raggiunge la
concentrazione critica di 32 g su100 grammi, lo sciroppo inizia
a cristallizzare e questo si è anche verificato durante
le prove. Gli autori evidenziano che con condizioni invernali
estreme si potrebbe anche verificare una completa cristallizzazione
delle scorte, ma ulteriori prove sono necessarie per verificare
l'esattezza di questa supposizione.
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