mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


La rivista di Aspromiele
specializzata nel settore dell'Apicoltura

Gennaio 2004
anno XII - n. 1

copertina lapis 1/2004


Sommario
Editoriale


Come abbonarsi
Credits

n. successivo n. precedente
Copertina Lapis 2/2004 Copertina Lapis 9/2003
n. 2/2004 n. 9/2003

 

POSTA DEI LETTORI

"Registro dei farmaci veterinari"
Sono un apicoltore in regola da tempo dal punto di vista fiscale e sanitario.
Ultimamente, però, dalla mia ASL ho ricevuto un nuovo registro, quello per i farmaci veterinari.
Dato che questa estate ho impiegato l'Apiguard nel trattamento contro la varroa, vorrei sapere se sono tenuto ad indicarlo su tale registro.
Cordiali saluti. Stefano

Ai sensi del decreto 22 dicembre 2000 che ha sancito la revisione e la riclassificazione di un certo numero di presidi medico-chirurgici, l'Apiguard, alla stregua dell'ApiLifeVar e dell'Apistan, è stato inserito nell'Allegato I del decreto stesso: per i principi attivi contenuti in questi prodotti non è previsto nè limite massimo di residui nè tempo di sospensione. Questi medicinali veterinari riportano in etichetta la dicitura "La vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medico-veterinaria". Pertanto non è necessario inserirli nel registro che l'ASL le ha consegnato. In ambito apistico, dal momento in cui è stato emanato il decreto sopra citato, la tenuta di registri per i trattamenti eseguiti e per le scorte dei farmaci risulta obbligatoria solo per l'utilizzo di Apitol e Perizin. La tenuta del registro dei farmaci veterinari è obbligatoria solo per chi commercializza il miele, mentre ne sono escluse le aziende amatoriali.

"Propoli: etichetta giusta"
Gentile Redazione, sono un'abbonata della Vostra rivista e vorrei alcuni chiarimenti per titolare la soluzione alcolica al propoli. Mi sono rivolta a un laboratorio di analisi e il mio campione contiene:
- Residuo secco (105°C) 27,5 %
- Alcool etilico 72 %
- Residui vari 0,5 %
Etichettando il flacone da 10 cc. con i dati sopra riportati sono in regola? E' necessario sapere il titolo di pinocembrina e galangina che contiene?
Premetto che sono in possesso delle seguenti licenze per la vendita: USL, Comune, Utif. Fiduciosa in un Vostro riscontro, colgo l'occasione per inviarVi i miei migliori saluti..
Apicoltura Regnani Lendra

Gentile signora, sono spiacente di darle una brutta notizia. Ai sensi di una circolare del 2002 del Ministero della Sanità, tutti i prodotti di erboristeria, inclusi i prodotti apistici quali il propoli, possono essere preparati, confezionati e posti in commercio da laboratori e strutture che abbiano un riconoscimento specifico da parte del suddetto Ministero. In pratica il propoli, così come la pappa reale, non sono più considerati alimenti, bensì sono stati fatti rientrare nella categoria dei prodotti dietetici e degli integratori alimentari. Detto questo o lei prova a sostenere di vendere il propoli come "pussa caffè", facendolo pertanto rientrare nelle bevande ed alimenti, esponendosi ai rischi di altre e più autorevoli classificazioni del preparato, oppure non le resta che rinunciare alla vendita. Le autorizzazioni di cui è attualmente in possesso ed i risultati forniti dal laboratorio d'analisi a cui si è rivolta, pur essendo esaustivi in riferimento alla descrizione del contenuto, non la mettono comunque in regola.
Vista le grande confusione che regna nel "reparto" propoli e pappa reale, Le posso anticipare che uno dei prossimi numeri di L'Apis conterrà un articolo dedicato specificatamente a questo argomento.

"E se regalo il miele alla mia parrocchia?"
Mi chiamo Ernesto e sono apicoltore hobbista da lunga data. Poiché negli ultimi anni ho aumentato il numero delle mie famigliole, il miele prodotto in parte lo consumiamo in famiglia ed in parte lo regalo alla mia parrocchia quando, in occasione della festa patronale, viene organizzato il banco di beneficenza. Finora mai nessuno ha detto nulla, ma è vero che non potrei farlo? Cordiali saluti.
Se lei non è in possesso di un'autorizzazione sanitaria per il laboratorio, è vero che non può farlo.
Anche se il fine è nobile, comunque quel miele viene successivamente ceduto a terzi e pertanto deve sottostare alla normativa sia sanitaria che fiscale vigente per la commercializzazione degli alimenti.

"L'appetito vien..."
Giorni fa ho alimentato le mie famiglie con un po' di candito; dopo una settimana, una solo lo aveva terminato.
E le altre?... Che cosa determina l'appetito più o meno marcato in una famiglia?
Saluti. Murolo Franco

Il candito generalmente è molto appetito dalle api e pertanto divorato abbastanza velocemente. A seconda della popolosità della colonia, però, si possono osservare tempi diversi di consumo. Quando la colonia, invece, non mostra alcun segno di apprezzamento, le cause possono essere diverse. Sia la forza della colonia, fattore appena evidenziato, sia la posizione del candito rispetto alla localizzazione della colonia: si ricordi che con l'arrivo del freddo la colonia si restringe e riduce i movimenti. Il nutrimento deve essere a portata di ligula.
Nella sua domanda, però, manca la premessa: come mai è ricorso al nutrimento solido in questo periodo tardo-autunnale?
ercole283


ultima modifica:9 Aprile, 2006 -