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Il
gelido venticello d'avvio anno nuovo
La Commissione Europea, con il
cosiddetto Eurobarometro, si preoccupa di conoscere
l'opinione dei cittadini tramite periodiche interviste
e conseguente elaborazione e diffusione dei dati.
In merito alla politica agricola oltre il 90% delle
risposte, dell'ampio campione di cittadini selezionato,
privilegia la sanità degli alimenti con, a ruota,
l'esigenza di proteggere l'ambiente nonché la
qualità e tipicità del cibo.
Un'analoga inchiesta dell'Ispo (Istituto per gli studi
sulla pubblica opinione), commissionata dalla Coldiretti,
rileva come la maggioranza degli italiani ritiene affidabili
le produzioni agricole nazionali ma richiede maggiori
informazioni in etichetta; esprimendo la disponibilità
a spendere fino al 10 % in più pur di poter avere
un made in italy garantito (con i tempi che corrono
non è poco).
Nello stesso tempo gli uffici comunitari impiegano vari
mesi a raccogliere le obiezioni al riconoscimento del
Miele Vergine Integrale, orchestrate dall'associazione
europea degli importatori FEEDEM, cui si sono tristemente
accodate alcune "organizzazioni apistiche",
e concede all'Italia solo pochi giorni per presentare
le proprie controdeduzioni.
Il direttore della Sicurezza alimentare della Commissione
U.e., Paola Testori Coggi, asserisce che non è
stato senza difficoltà il blocco delle importazioni
dalla Cina popolare ed in tutta tranquillità
afferma: "E' molto difficile garantire che le importazioni
presentino i nostri stessi standard".
Possiamo dedurne che con gran fatica prevarranno negli
uffici di Bruxelles le esigenze e le richieste dei consumatori
e dei produttori rivolti alla qualità europei.
E', conseguentemente, probabile che entro i primi mesi
dell'anno nuovo ingenti quantitativi di prodotti apistici
cinesi siano riabilitati all'importazione in ambito
comunitario, nonostante l'ennesimo rinvenimento di residui
di streptomicina in mieli di tale provenienza, così
come documentato da un recente comunicato dell'agenzia
per gli alimenti inglese. L'impressione è che
la maggior difficoltà alla ripresa delle importazioni
sia dovuta più alla scarsa agilità ed
intelligenza della problematica da parte cinese che
non alla serietà e rigore dell'apparato comunitario.
Se tutto ciò è addebitabile alla farraginosità
ed alla subalternità agli interessi delle lobby
economiche dell'euroburocrazia le cose non procedono
al meglio neanche in casa nostra.
La campagna dell'U.N.A.API. sullo stato di calamità
dell'apicoltura che ha avuto tale risonanza sui media
ed ha sortito un grande riconoscimento politico fatica,
però, a tradursi in un provvedimento amministrativo
efficiente consentendo l'erogazione tempestiva del piccolo
aiuto pubblico ai produttori apistici colpiti dalla
mala stagione.
La richiesta avanzata, nel contempo, d'includere sciami
ed api regine come finanziabili nel regolamento 1221
sconta invece la presenza nelle sedi istituzionali di
"rappresentati apistici" così poco
legati agli interessi concreti del settore da imporre,
quale conditio sine qua non, un attestato di "purezza
genetica" che non ha e non può avere, allo
stato attuale, alcuna valenza e corrispondenza con la
realtà.
Mi viene il dubbio che se è vero che "stare
a tavola allunga la vita", come sosteneva il buon
Artusi, vi sia il fondato rischio che invece l'adoperarsi
per portare buoni alimenti sul desco comporti un accorciamento
della vita.
Non voglio, però, data la difficoltà d'avanzare
contro vento, dar la soddisfazione a "lor signori"
di vederci abbandonati allo scoramento ed alla sfiducia
e quindi, nel clima prenatalizio in cui scrivo, esprimo
a tutti noi l'augurio più sentito per le battaglie
che ci aspettano e per la prossima stagione.
Ciò che l'Unione degli apicoltori depone sotto
l'albero natalizio del settore apistico, quale segno
augurale per il nuovo anno non è poco:
- Una nuova e rinnovata capacità
di comunicare da parte degli apicoltori,
- Una vasta pubblicistica, da
apicoltori per gli apicoltori, sullo stato dell'arte
(da L'Apis ai Quaderni dell'apicoltore ed al libro
di B. Pasini e T.Falda sulle regine),
- Un C.D. per la conoscenza del
miele per percorsi didattici ed iniziative promozionali
e di comunicazione,
- Un sito zeppo d'aggiornamenti
(www.mieliditalia.it) quale vetrina dell'eccellenza
apistica, nonché ricco strumento d'informazione,
d'organizzazione e di lavoro,
- Centinaia e centinaia di corsi
di formazione, svolti in tutt'Italia, sugli argomenti
più vari, tenuti da un omogeneo ed agguerrito
gruppo U.N.A.API. di tecnici qualificati,
- Un organismo d'interfaccia
efficace, tra il campo e le ricerca, per la lotta
alle patologie; come ulteriormente confermato dall'ottimo
convegno della Commissione Sanitaria U.N.A.API., appena
conclusosi a Rimini,
- Un evento di lavoro e d'incontro
fuor dal comune dell'apicoltura produttiva, quale
sarà il prossimo 12/16 febbraio 2003 il Convegno
Nazionale dell'apicoltura professionale a Zafferana
Etnea.
L'auspicio è che, nell'avvalersi
ed utilizzare tali preziosi strumenti e "doni",
sempre più apicoltori vogliano rendersi partecipi
della dinamica associativa ed attivarsi per assicurare
"lunga vita" al comparto apistico.
Francesco Panella
Giuncarico (Gr) - 16 dicembre 2002
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