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Le
modifiche alla legge quadro proposte dall'U.N.A.API. alla Commissione
del Senato
Prosegue l'iter della
legge quadro. L'U.N.A.API, il Conapi e l'A.A.P.I., pur esprimendone
un giudizio positivo, hanno ritenuto necessario proporre alcune
modifiche.
Il 21 luglio l'U.N.A.API. la FAI, il Conapi
e le Confederazioni agricole sono stati convocati per un' audizione
dall'ufficio di presidenza della Commissione Agricoltura del Senato
in merito alla legge Quadro per l'apicoltura approvata mercoledì
21 aprile 2004 dalla XIII Commissione della Camera dei Deputati.
L'U.N.A.API.,
il Conapi e la A.A.P.I. hanno espresso un parere nel complesso molto
positivo sulla legge ma hanno proposto la assoluta necessità
di alcune modifiche, che non intaccano il disegno nel complesso
e sono più che compatibili con l'approvazione definitiva
entro la legislatura della nuova legge, fra cui quali priorità
indispensabili:
o due modifiche all'art 7 con la reintroduzione della "priorità
degli apiari a conduzione produttiva ed economica rispetto a quelli
a conduzione amatoriale" e la proposta di eliminare la quantificazione
massima di metri 200 del raggio di distanza di rispetto tra apiari
composti da quantomeno cinquanta alveari.
o l'introduzione di uno specifico articolo di indirizzo alle Regioni
e Provincie autonome per la revisione degli articoli del Regolamento
di polizia veterinaria teso ad un adeguamento della normativa sanitaria
che tenga conto delle nuove conoscenze in materia di prevenzione
e controllo delle malattie delle api, finalizzata ad evitare la
diffusione delle malattie.
Su una posizione analoga si sono espresse con determinazione sia
Coldiretti che CIA.
Al contrario Confagricoltura e FAI hanno chiesto l'approvazione
della legge così com'è.
La FAI, anteponendo la necessità di non perdere l'accantonamento
pecuniario previsto per la legge, ha insistito sulla necessità
che la legge non subisca al Senato modifica di sorta e sia approvata
nel tempo più breve possibile.
E' probabile che all'orientamento espresso dalla Confederazione
agricola di riferimento della politica governativa possa conseguire
uno scenario di approvazione "blindata" al Senato anche
del provvedimento sull'apicoltura.
Il giudizio di U.N.A.API. è di assoluto sconcerto e di denuncia
del grave pericolo cui va incontro il settore apistico: non sono
infatti di poco conto le modifiche alla Legge quadro necessarie
ed indispensabili.
Solo due le possibili chiavi di lettura e di spiegazione della presa
di posizione per l'approvazione della Legge quadro senza modifica
di sorta: o vi è (dall'interno della compagine di maggioranza)
la preveggenza e la certezza della caduta, a breve, del Governo
e quindi di fine anticipata della legislatura oppure più
semplicemente le esigenze del settore ed i necessari aggiustamenti
alla legge passano in secondo piano rispetto alla necessità/urgenza
per qualcuno di attingere alle risorse rese disponibili dalla nuova
legge sul piano nazionale, nel tempo più breve possibile.
L'auspicio di U.N.A.API., e crediamo anche di tutte le Associazioni
apistiche legate alle problematiche produttive del settore, è
che l'iter deliberativo di una legge così importante, così
positiva, così attesa non subisca condizionamenti di sorta
per piccoli interessi di bottega e si possa pervenire all'approvazione
di un dispositivo di legge, grazie a piccole correzioni ed integrazioni,
coerente, con tutte le esigenze del settore.
L'auspicio è che per tale fine si attivino anche tutti gli
apicoltori singoli ed associati d'Italia.
Francesco Panella,
2 agosto 2004
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