Mieli d'Italia

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

E’ morto Maurizio Ferriani

3 maggio 2016

E’ morto Maurizio Ferriani
Dopo una lunga ed estenuante battaglia è deceduto, domenica 1 maggio, Maurizio Ferriani.

Ne do notizia con la morte nel cuore. E’ stato persona, apicoltore e amico di grande energia, capacità e generosità che ha saputo contribuire alla crescita umana e professionale dell’apicoltura bolognese e nazionale.

La cerimonia per salutarlo avrà luogo al cimitero di Borgo Panigale (Bo) mercoledì 4 maggio alle ore 14,30. Gradite donazioni alla fondazione Assistenza Nazionale Tumori ANT.

Alla moglie, alla figlia e a quanti sono stati capaci di stargli vicino fino all’ultimo l’abbraccio caldo e dolente dell’Unaapi, dell'Aaapi e di tanta parte dell’apicoltura italiana.
Francesco Panella

  

 

Iphen - Aggiornamento del 28 aprile della Carta di analisi e previsione dell'acacia

28 aprile 2016

20160428 acacia ritGiungono dal Centro e dal Sud segnalazioni di inizio fioritura di Robinia. Carte di analisi, previsione inizio fioritura e previsione fine fioritura dell'acacia.

.

 

Chiusa con pieno successo la Campagna Bee Life

13 aprile 2016

beelifeSi è chiusa con pieno successo la Campagna Bee Life 2015. L'ambiziosa iniziativa di Bee Generation, con il supporto di Unaapi, Conapi, Aapi, ha fatto ronzare il messaggio di un'altra agricoltura possibile e a difesa degli impollinatori fino alle istituzioni europee.

La campagna si prefiggeva l'obiettivo totale di raccolta fondi per 160.000 euro, obiettivo che è stato raggiunto e superato con donazioni raccolte per 162.258 euro. Questo grazie al contributo di cooperative e associazioni apistiche, apicoltori, aziende (tra cui LUSH) e cittadini. In aggiunta, associazioni apistiche, musicisti e aziende hanno messo a disposizione beni e servizi - quali inserzioni su L'Apis, diritti d'autore, bottiglie di vino e stampa di materiale promozionale - per un valore stimato in 8.074 euro. 

Consulta online il Report Bee Life 2014 e il Report Bee Life 2015  (Per maggiori dettagli, scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 

Unitarie e rinnovate le proposte per far funzionare l'Anagrafe apistica

14 marzo 2016

anagrafe Aapi, Aiaar, Conapi e Unaapi, a fronte delle varie presenti criticità, hanno rinnovato e aggiornato alcune proposte per il miglioramento della BDA (leggi la lettera inviata alle istituzioni).

Poche ma indispensabili le modifiche proposte al Ministero della Salute per rendere praticabile e funzionale l’anagrafe apistica:

1. Eliminare l’inutile "validazione” da parte ASL dei dati di apiario inseriti dall'apicoltore.

 2. Ai fini della tracciabilità delle vendite di materile vivo, indicare in anagrafe la sola azienda destinataria  e garantire la privacy dei dati aziendali del cliente (in particolare il posizionamento degli apiari).

3. Semplificare le procedure di certificazione sanitaria, in analgia ai meccanismi utilizzati in altri comparti zootecnici, che presentano ben altri rischi per la salute umana e animale. Limitare quindi la  certificazione agli spostamenti dei soli apiari presenti nelle aree sottoposte a provvedimenti specifici e/o restrittivi (vedi ad es.: A.Tumida o focolai attivi di pesti). 

Solo con un sollecito miglioramento delle attuali procedure si potrà realizzare un importante salto di qualità.

Ancora più importante è il superamento della disomogeneità e spesso contraddittorietà presente nella  contemporanea attuazione della BDA nazionale  e dell'applicazione degli adempimenti obbligatori, previsti dalle stratificate normative regionali.

E' fortemente necessario quindi che le Regioni attivino procedure di /aggiornamento delle proprie disposizioni, adeguandole alle funzionalità e semplificazioni offerte dalla BDA. Questo processo naturalemnte dipende anche dalla capacità d'iniziativa e proposta del tessuto associativo apistico territoriale . 

 

Appoggio totale degli apicoltori italiani alla Campagna: Stop Glifosato!

Aggiornato 9 marzo 2016

stop glifosatoForte e unitaria presa di posizione associativa contro la possibilità che sia riautorizzata la molecola diserbante probabile cancerogena per l’uomo (oltre che cancerogena accertata per gli animali).

Vedi la lettera sottoscritta da Unaapi e da molte altre e importanti associazioni. 

Il Glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo, in ben 750 formulati commerciali; che possono essere 1.000 volte più tossici del solo principio attivo, per gli effetti sinergici dei coadiuvanti.

L’Italia è il maggior consumatore di pesticidi dell’Europa, con uno spandimento di molecole chimiche, per superficie, pari al doppio rispetto a Francia e Germania. Il monitoraggio ISPRA conferma il glifosato come una delle molecole più presenti e stabilmente contaminanti le acque italiane, nonostante sia monitorato solo in Lombardia. Siamo quindi il paese che subisce i maggiori danni non solo sanitari, sociali e ambientali.
In assenza di consenso scientifico sulla cancerogenicità del glifosato, la Commissione Ue e gli Stati membri hanno la responsabilità di proteggere prima di tutto la salute dei cittadini adottando il principio di precauzione.

Sembra invece che la Commissione e gli Stati membri si stiano muovendo nella direzione opposta. Nella riunione a Bruxelles del 8 marzo si è evidenziato come il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosate metta in difficoltà la Commissione europea (specie dopo le prese di posizione di Italia e Francia) che si è «rifugiata in calcio d’angolo» scegliendo di rinviare la decisione, probabilmente a metà maggio.

Solo la mobilitazione dei cittadini europei può imporre il rispetto del principio di precauzione e la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Articolo di E. Tebano su Corriere.it con infografiche su utilizzo Glifosato nel Mondo 
l'inchiesta pubblicata da Internazionale  ripresa da: Test Magazine
 

Rai Presa diretta: viticoltura e pesticidi

2 marzo 2016

presadirettaIl business del vino in Italia ammonta a 9 miliardi e mezzo di euro l’anno. Il programma di Rai 3 Presa diretta, nella puntata del 22 febbraio, si interroga se un così grande volume d’affari metta in secondo piano la sostenibilità ambientale e la qualità del vino. L'incremento delle superfici a vite si accompagna, infatti, specie in alcune aree come quella del Prosecco, a un uso sempre più sistematico e contaminante di molecole tossiche per l'uomo e la per stessa fertilità. Noi apicoltori verifichiamo, infatti, il crescente e inaccettabile impatto ambientale delle estensioni sempre più dedicate alla coltivazione intensiva della vite. 

Clicca qui per vedere il servizio, che propone anche le testimonianze di chi vive nei territori con viticoltura di stampo intensivo. 

 

Proroga dei termini del censimento annuale degli alveari

27 gennaio 2015

banner anagrafe

In ragione delle difficoltà riscontrate nell'aggiornamento/inserimento dei dati nella anagrafe apistica nazionale, anche seguito di nostre specifiche richieste, il Ministero della Salute ha inviato ai Servizi Veterinari regionali una nuova circolare con la quale vengono prorogati sino al 31 marzo 2016 i termini di scadenza per  l'inserimento dei dati validi per il censimento apistico 2015.

Auspichiamo che questa proroga serva a accelerare le procedure di inserimento e validazione dei dati, e che, quanto prima, si arrivi al superamento di quegli impedimenti ad un più veloce procedere da noi più volte indicati. Principalmente, oltre alle difficoltà di integrazione fra le "anagrafi regionali" e quella nazionale, il principale e inutile passaggio che spesso rallenta l'aggiornamento dei dati degli apiari è la validazione delle comunicazioni inserite dagli apicoltori, che di fatto trasforma una dichiarazione in una richiesta di autorizzazione.

 

 

Origine dei mieli di importazione

16 dicembre 2015

Council of EUNella riunione del 14 dicembre 2015 del Consiglio di Europa è stata presentata una nota a firma dell'Ungheria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovenia, con la quale si richiedono misure più restrittive in merito all'indicazione dei paesi di  origine nell'etichettatura dei mieli di importazione.

Nella nota (trovate qui la traduzione a cura di Unaapi), a fronte della massiccia presenza sul mercato di ingenti quantità di prodotto di importazione extra-Ue, con prezzi che nulla hanno a che fare con i costi di produzione europei, si chiede maggiore trasparenza nel far conoscere al consumatore la reale origine del prodotto.

Pertanto viene richiesto di estendere a tutti i paesi europei l'obbligo, attualmente in vigore solo in Italia, di indicare, nel caso di miscele di mieli, l'esatto elenco dei paesi di provenienza dei singoli mieli.

 

Glifosate: la Ue temporeggia ed è incoerente

24 novembre 2015

glifosatoUnitariamente con una nutrita rappresentanza di altre associazioni il Coordinamento Apistico Europeo Bee Life ha denunciato al Commissario Ue Andriukaitis le gravi contraddizioni della posizione della Commissione sul diserbante più utilizzato in Europa. 

Recentemente infatti l’Agenzia internazionale dell'OMS per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosate come "probabilmente cancerogeno"; mentre la valutazione fatta dall'Efsa, fondata sui dati forniti dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), ha concluso che il glifosate è "improbabile rappresenti un rischio cancerogeno per gli uomini" e che non vi è " nessuna prova di un potenziale genotossico".

A fronte di tali divergenze scientifiche sulla natura cancerogena del glifosate la Commissione europea è tenuta a orientare le proprie scelte sul principio di precauzione. Invece la Commissione ha preferito cercare di "guadagnare tempo" affidandosi al giudizio dell'Efsa, che riteniamo non basato su una solida valutazione scientifica, e fortemente caratterizzato da conflitto di interessi (molti dei dati su cui di basa la valutazione sono forniti dalle stesse ditte produttrici del prncipio attivo).

Vedi la lettera unitaria sul Glifosate al Commissario europeo. 

 

Miele con neonicotinoidi: gli apicoltori europei contro l'innalzamento dei limiti massimi residuali

european beekeeping coordinationCOMUNICATO STAMPA

Louvain la Neuve, 7 marzo 2016

Il 1 ° marzo, l'EFSA ha emesso un parere positivo sul cambiamento nel miele del limite massimo residuale (LMR) di tiacloprid, un neonicotinoide ancora largamente autorizzato (senza restrizioni) nella UE. Il LMR crescerebbe da 0,05 mg / kg e 0,2 mg / kg. Questo cambiamento amministrativo è ingiustificabile non solo per la salute dei nostri concittadini europei, ma anche per le api e l'apicoltura.

Ai sensi del regolamento (CE) n 396/2005, il limite massimo residuale (LMR) è "La concentrazione massima di residui di pesticida in o sulle derrate alimentari (...) per proteggere tutti i consumatori vulnerabili". Secondo la Germania, il paese responsabile del dossier, il livello di residui trovati nel miele da colza trattata con tiacloprid supera la norma (0,05 mg / kg). Di conseguenza, la Germania propone alla Comunità europea, sulla scorta di un parere dell'EFSA, di aumentare il LMR fino a 0,2 mg/kg.

Eppure l'ultimo rapporto dell'ANSES [1], agenzia francese di valutazione, ha concluso sul tiacloprid: "Bisogna notare che il tiacloprid è stato recentemente oggetto di una proposta di classificazione come cancerogeno di categoria 2 e tossico per la riproduzione di categoria 2 da parte dell'ECHA. Questa classificazione porta, in attesa dell'adozione di criteri a livello europeo, a considerare che la sostanza abbia effetti perturbatori endocrini

Dal un punto di vista amministrativo, esiste una dose senza effetto per le sostanze cancerogene, con tossicità riproduttiva e per i perturbatori endocrini, ma dal punto di vista scientifico no!

 

Clorpirifos: insetticida diffusissimo e di tossicità subletale per le colonie di api

29 febbraio 2016

vietato pesticidiUno studio neozelandese evidenzia che le piccolissime dosi di pesticida che si trovano nelle bottinatrici inducono deficit cognitivi che possono ridurre l'efficienza della bottinatura della colonia.

Il clorpirifos (CPY) è un insetticida organofosforico ampiamente utilizzato in Europa su numerose colture. Benché non abbia azione sistemica nella pianta è dotato di un certo grado di persistenza e soprattutto della tendenza a diffondersi in aree non trattate per mezzo di ripetuti cicli di evaporazione e deposizione, provocando una contaminazione ambientale diffusa.

I ricercatori hanno compiuto uno studio articolato in due fasi: hanno verificato in campo il livello di contaminazione da CPY delle api bottinatrici e in laboratorio hanno somministrato dosi crescenti del pesticida per verificare le quantità che inducono deficit cognitivi nelle api.

Residui di Chlorpyrifos nelle bottinatrici sono stati evidenziati nel 17% degli apiari in quantità comprese tra 35 e 286 pg/ape, 3 ordini di grandezza sotto la dose letale 50 (DL50) che si stima in circa 100 ng/ape. Bisogna sottolineare che gli apiari non sono stati campionati in corrispondenza di nessun trattamento noto e che in un apiario risultato positivo gli autori non erano a conoscenza di alcuna coltura trattata nei dintorni.

In laboratorio hanno evidenziato che somministrando dosi superiori ai 50 pg/ape l'apprendimento e la memoria delle bottinatrici sono significativamente danneggiati.

 

Dieci interrogativi sull'Aethina tumida

3 febbraio 2016

2014.09.24 Aethina tumida

Con l'occasione del 32° Congresso dell'apicoltura professionale, dal 4 al 7 febbraio ad Amantea (CS), è stato predisposto un documento contenente le 10 principali questioni, di interesse per apicoltori e ricercatori, in merito alla presenza del nuovo parassita sul territorio calabrese.

Il documento,  a firma dei Presidenti dell'AAPI, dell'Unaapi e della Aprocal (Associazioni Apicoltori Professionisti Calabresi) è, con l'insieme dei lavori congressuali, un contributo alla costruzione di un fruttuoso dialogo con le istituzioni per un positivo confronto su come meglio affronatre questa nuova emergenza.

Trovate qui l'intero documento

 

 

Usa: nuovi erbicidi - vecchi (e nuovi) problemi

28 gennaio 2016

dicamba2Invece di trovare soluzioni alternative ed ecologicamente sostenibili al fallimentare impiego di erbicidi, l’America, sempre più condizionata e guidata da Monsanto & C., si appresta all’uso sempre più diffuso di veleni ancora più letali per api e ambiente: il Dicamba e il 2,4-D (già famoso e disastrosamente irrorato nella guerra del Vietnam, il famigerato Agente Arancio).

Questa di per se è una notizia terribile per l’ecosistema americano, che già deve convivere col massiccio impiego di insetticidi neonicotinoidi, ma la situazione rischia di assumere in poco tempo contorni ancora più nefasti.   

 

Siamo a 29 apiari! A. tumida in Calabria: disastro annunciato

 Aggiornato 9 dicembre 2015

A oggi, sono oramai 29 gli apiari ufficialmente confermati e strapieni di piccoli coleotteri degli alveari (vedi elenco IZS).  

I primi apiari riconosciuti ufficialmente infestati sono stati inceneriti, mentre altri apiari da varie settimane sono sotto sequestro, e nessuno se ne preoccupa né si fa carico di dare indicazioni sul loro destino. Il problema principale per la veterinaria sembra  quello di non saper e poter ammettere la completa disfatta della così detta "eradicazione", piuttosto che quello di affrontare pragmaticamente l'infestazione del nuovo parassita.

Nessuna comunicazione in merito alla sorte degli alveari infestati. Il tempo passa e nessuno fa nulla nè permette che si faccia qualcosa. Nel silenzio totale delle autorità veterinarie  il parassita si moltiplica e si diffonde senza alcuna azione di contenimento o di contrasto.   

 

L’Ue schizofrenica: autorizzati due nuovi insetticidi killer d’api. Ricorso di Bee Life, Unaapi e PAN Europe all'Alta Corte Ue

16 novembre 2015

PR FlupyradifuroneA luglio la Commissione Europea e gli Stati Membri hanno autorizzato il Sulfoxaflor, pochi giorni or sono hanno autorizzato il Flupyradifurone, due insetticidi con caratteristiche identiche ai neonicotinoidi. Sono stati autorizzati dalla Ue nonostante la totale assenza di valutazioni relative alla tossicità cronica e sub-letale per le api e gli altri insetti selvatici. La DG Sanità ha sottovalutato i rischi che questi insetticidi sistemici e persistenti possono causare agli impollinatori.

Bee Life, Unaapi e Pan Europe hanno già proposto ricorso giudiziario alla Corte di Giustizia Europea contro la decisione Ue di autorizzazione del Sufoxaflor. Forti tra l'altro della sentenza dell'alta corte degli USA che ne ha annullato l'autorizzazione negli Stati Uniti, per inadeguata velutazione.  

Vedi comunicato stampa (IT e ING).

 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 2

   inglese_18x12 francese_18x12 spagnola_18x12 tedesca_18x12

beelife banner salvare le api

 
 
 

spia 3

Spia - Tel 051 361466

Compila modulo web
  di segnalazione



logoriftec1

logoriftec2

Previsioni Meteo

meteo

Fioritura Acacia 2016

20150416 acacia rit