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Monitoraggio di Aethina tumida: perché e come?

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6 ottobre 2014

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A seguito dell'allarme Aethina il CRT Patologie Apistiche di Unaapi ha:

  • effettuato una prima disamina della vasta documentazione scientifica e di campo,
  • provveduto a contattare e a confrontarsi con esperti internazionali, traducendo e sintetizzando tra l'altro il report della riunione via Skype con il dottor Pettis, 
  • partecipato propositivamente all'unico incontro realizzato dai Servizi Veterinari con le Associazioni apistiche, 
  • scelto e acquistato le trappole più opportune, tempestivamente recapitate in Calabria,
  • sottotitolato e reso fruibile a tutti gli apicoltori italiani il video del dottor Ellis su Aethina,
  • attivato e coordinato tutte le energie disponibili per una prima ricerca del coleottero in gran parte degli apiari d'Italia.

E' ora prioritario proseguire in tutta Italia il monitoraggio sistematico,  il più ampio possibile, per individuare precocemente eventuali focolai secondari

Di seguito le considerazioni e indicazioni su come procedere del CRT Patologie Apistiche di Unaapi.

Al di là dei danni più o meno importanti che il coleottero può fare a seconda delle condizioni ambientali e della preparazione degli apicoltori, la perdita dello status di zona indenne può comportare pesanti limitazioni alla movimentazione e al commercio di api, attività fondamentali per l'economia apistica.

In questa fase è indispensabile quindi acquisire la conoscenza della reale diffusione del coleottero per poter capire quali azioni attivare.

Purtroppo il focolaio primario appare ormai relativamente esteso (circa 60 kmq) il che fa temere che ormai sia troppo tardi perché le procedure di distruzione degli apiari infetti possano ancora portare alla completa eradicazione del coleottero, il cui successo dipende anche dalla capacità e tempestività delle azioni di contrasto e abbattimento per ora solo avviate nella zona focolaio.

Probabilmente il coleottero è insediato nell'area da mesi ed ha già avuto tempo di effettuare più cicli riproduttivi ampliando il suo areale. Purtroppo il coleottero ha notevoli capacità di dispersione (può coprire oltre 10 km in volo) ed è in grado di riprodursi non solo negli alveari, che comunque predilige, ma anche su frutta marcia, colonie di bombi e sciami selvatici.

Tuttavia, anche qualora il focolaio della piana di Gioia Tauro risultasse ormai troppo esteso per poter ottenere l'eradicazione del parassita dal paese, si potrebbe valutare la sensatezza, e tutte le eventuali controindicazioni, di misure per rallentare la diffusione mantenendolo per più tempo possibile localizzato.

L'intenso passaggio di alveari nomadi avvenuto durante la stagione produttiva nell'area del focolaio e il commercio di materiale vivo in partenza dalla medesima zona, fanno temere che il parassita possa già  essere stato disseminato in varie parti del paese. Verificare la possibile presenza ed estensione di eventuali focolai secondari è indispensabile perché le autorità possano assumere le decisioni più adatte a tutelare il settore, sia dalla minaccia del coleottero, sia dalle limitazioni delle zone infestate.

Solo avendo un quadro chiaro della situazione è possibile capire se gli sforzi dovranno ancora essere indirizzati all'eradicazione, oppure alla delimitazione/rallentamento della diffusione oppure ancora alla lotta contro un patogeno ormai endemico.

E' fondamentale quindi che tutti gli apicoltori italiani monitorino i loro apiari, in primis di quelli più a rischio perché sono passati per la Calabria o perché hanno ricevuto materiale vivo proveniente da là, come indicato dalla nota ministeriale del 1 ottobre 2014.

Beetle Trap 004 thumbPer contribuire a questa operazione, resa ancora più difficile dalla mancanza della Anagrafe Apistica Nazionale, il CRT Patologie Apistiche dell'Unaapi ha approfondito, con l'esame della letteratura scientifica ed il confronto con esperti internazionali, le conoscenze su Aethina tumida, ed è in preparazione un dossier monografico su Aethina per il prossimo numero della rivista L'Apis.

Il monitoraggio della diffusione di Aethina può avvenire sia tramite visite approfondite secondo il metodo proposto dal CRA-API, che rimane il metodo di elezione ma richiede parecchio tempo, oppure con l'utilizzo di trappole.

Una trappola semplice e sensibile adatta per il monitoraggio (ma non per la lotta, perché non uccide i coleotteri) sono le bande diagnostiche in plastica alveolare, di cui il CRT Patologie Apistiche ha predisposto una scheda tecnica affinché gli apicoltori siano in grado di produrle ed utilizzarle correttamente. Il vantaggio maggiore è la velocità di impiego poiché non è necessario aprire l'arnia. Però con temperature sotto i 18-20°C i coleotteri smettono di frequentare il fondo dell'arnia, dove si collocano le bande, per salire nelle zone più calde sopra alle api.

In questo caso è si possono collocare le bande sopra ai telai, però, perdendo il vantaggio di non dover aprire gli alveari, conviene quindi utilizzare trappole che si collocano tra i telai come la trappola Beetle Blaster (foto), che possono peraltro essere controllate meno frequentemente in quanto i coleotteri che vi entrano muoiono annegati e vi si accumulano.

Il 23 di settembre il CRT Patologie Apistiche Unaapi ha provveduto a inviare alle associazioni e agli apicoltori calabresi che si sono attivati sollecitamente, 1000 trappole Beetle Blaster acquistate negli USA.

I dispositivi, arrivati il 29 settembre, sono stati prontamente distribuiti agli apicoltori e hanno dimostrato di catturare coleotteri in alveari della zona focolaio, in questi giorni in corso di distruzione.

Inoltre il CRT ha tradotto in Italiano le istruzioni della trappola Beetle Blaster (disponibili in PDF) per agevolarne la diffusione e l'uso da parte degli apicoltori.

 


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