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Arnia. Un'estinzione in La maggiore

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Aggiornato 12 luglio - 09 luglio 2013

vignetta banda apiIl Laboratorio Diagonale di Musica e Arti Creative presenta "ARNIA". Installazione sonora che riproduce il ronzio amplificato di 50.000 api collocate all'interno di un'arnia in cristallo per denunciare la progressiva scomparsa della specie dovuta all'utilizzo smodato dei pesticidi.

Guarda la video intervista all'autore Andrea Cavallari su Corriere Fiorentino 
e il video dell'opera su La Repubblica.

Leggi la rassegna su La Repubblica di Firenze

Un'estinzione in La maggiore.

Ha inaugurato, giovedì 11 luglio, a Firenze, l'installazione realizzata nell'ambito del progetto LdMAC | Laboratorio Diagonale di Musica e Arti Creative, che fino al 19 luglio porterà interventi creativi e sonori su tutta la città.

Tra tutti, ARNIA è il gesto più dirompente e simbolico: in un'arnia in cristallo collocata al centro dell'ex-chiesa S. Carlo de' Barnabiti e dotata di piccolissimi microfoni, circa 50.000 api si troveranno a "operare" in pubblico, creando grazie all'amplificazione del loro ronzio, uno straniante senso di inquietudine.

Quel rumore assordante e arcaico, in cui gli esperti hanno individuato la frequenza 432Hz (la nota LA che sta alla base di tutto il sistema musicale occidentale e richiama il classico OM), riempirà le sale della chiesa e avvolgerà il visitatore in uno stato mistico che diventerà il modo per prendere coscienza e riflettere sulle insidie di un progresso realizzato senza tenere conto della reazione della natura.

In questa visione, il rumore costante metterà il visitatore di fronte a una realtà che si autodistrugge, denunciando la progressiva scomparsa delle api dall'eco-sistema.

Negli ultimi dieci anni infatti, quasi un terzo della popolazione mondiale delle api è scomparsa e oltre la metà negli Stati Uniti e in Europa. Le cause sono molteplici, ma l'uso scellerato di pesticidi e concimi chimici in agricoltura è la principale tra tutte.

Un problema che non riguarda solo gli animalisti: le api sono infatti praticamente l'unico e il più efficace mezzo di impollinazione e, con la loro scomparsa, scomparirebbe anche buona parte della flora terrestre e quindi la condizione minima per la vita dell'uomo.