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Imidacloprid
e ambiente
di Caroline Cox, Squadra scientifica
"Norhwest coalition for alternatives to pesticides"/
NCAP
Traduzione di F. B. Zotti. Per correttezza della traduzione ci
si é avvalsi anche di quella in francese di Abeilles e
Fleurs che si ringrazia
E' un'interessante, ed assai
allarmante, illustrazione delle preoccupazioni relative sia all'utilizzo
della nuova molecola sia alle possibili ricadute sulle varie forme
viventi
L'imidacloprid è un insetticida sistemico
relativamente recente appartenente alla stessa famiglia chimica
della tossina del tabacco: la nicotina. Come la nicotina, agisce
sul sistema nervoso. Si ritiene si tratti di uno degli insetticidi
più diffusi in tutto il mondo, con impieghi assai diversi:
figura sia tra i prodotti per l'agricoltura, il tappeto erboso
e gli animali domestici, sia tra gli insetticidi domestici. L'esposizione
all'imidacloprid causa i sintomi seguenti: apatia, difficoltà
di respirazione, mancanza di coordinazione, dimagrimento e spasmi.
Un'esposizione più prolungata causa una perdita di peso
persistente e lesioni alla tiroide. Gli studi in laboratorio sugli
effetti dell'imidacloprid su animali gravidi hanno rilevato un
aumento di aborti spontanei e nidiate di peso inferiore. Un prodotto
agricolo contenente imidacloprid ha causato l'aumento di un danno
genetico denominato "adduits à l'ADN (DNA)".
L'imidacloprid è estremamente tossico per certe specie
di uccelli, quali passeri, quaglie, canarini e piccioni. Il suo
impiego in agricoltura ha ucciso alcune pernici per avvelenamento.
Causa anche l'assottigliamento del guscio dell'uovo. La crescita
e le dimensioni dei gamberetti sono influenzate già in
presenza di una concentrazione di imidacloprid inferiore ad una
parte per miliardo (ppb). Una concentrazione inferiore a 60 ppb
decima i gamberetti ed i crostacei. L'imidacloprid ha un effetto
persistente. In occasione di un test sul campo, in Minnesota,
si è constatato che la sua concentrazione, un anno dopo
il trattamento, non era diminuita. Parimenti, esso migra nel suolo
e l'Amministrazione americana per la Protezione Ambientale lo
considera come un potenziale agente inquinante dell'acqua. Lo
sviluppo della resistenza all'imidacloprid da parte di insetti
nocivi è fonte di serie preoccupazioni. Nei campi di patate
del Michigan, sono stati sufficienti due anni di trattamento,
perché le dorifore acquisissero l'immunità all'imidacloprid.
L'imidacloprid
(fig. 1) è un insetticida relativamente recente, registrato
per la prima volta come pesticida negli USA nel 1994. È
il primo insetticida, nella sua categoria chimica, ad essere stato
messo a punto per un uso commerciale. Si tratta di un insetticida
sistemico. Si propaga tramite le piante dal punto di applicazione
ed uccide gli insetti che se ne nutrono. Il principale produttore
è la società Bayer Corporation che commercializza
i prodotti contenenti l'imidacloprid sotto il marchio Merit, Admire,
Premise, Pre-Empt e Advantage, fra gli altri. L'imidacloprid e
la nicotina hanno effetti analoghi sul sistema nervoso.
Impiego
Paragonato ad altri insetticidi abituali, l'imidacloprid non viene
utilizzato da molto tempo, ma secondo l'entomologo George Ware
(Università di Arizona) "è l'insetticida utilizzato
in maggior quantità fra tutti". L'imidacloprid è
polivalente: lo si utilizza in agricoltura sul cotone e sulle
verdure, rientra nella composizione dei prodotti per il tappeto
erboso e per le piante ornamentali e di quelli ad uso interno
ed esterno per la lotta contro le termiti e gli scarafaggi. Lo
ritroviamo anche fra i prodotti per gli animali domestici e fra
quelli per la cura del prato e del giardino così come in
altri prodotti, come il terriccio, che fatichiamo a classificare
nella categoria degli insetticidi.
Come distrugge
gli insetti?
L'imidacloprid, come altri insetticidi della famiglia dei nicotinoidi,
è assai simile alla nicotina naturale (tossina del tabacco)
(fig. 2). Data la forma della loro molecola, la loro dimensione
e la loro "carica", nicotina e nicotinoidi si fissano
sui ricettori del sistema nervoso normalmente riservati all'acetilcolina,
molecola che trasmette l'impulso nervoso da una cellula nervosa
all'altra o da una cellula nervosa ad un tessuto controllato da
un nervo. L'imidacloprid ed altri nicotinoidi bloccano in modo
irreversibile i recettori dell'acetilcolina. Perché l'imidacloprid
è meno tossico per il sistema nervoso dei mammiferi che
per quello degli insetti? Tanto il sistema nervoso dei mammiferi
quanto quello degli insetti contengono ricettori dell'acetilcolina
che vengono bloccati dall'imidacloprid; per gli insetti, la maggior
parte dei ricettori sensoriali si trovano nel sistema nervoso
centrale, mentre nei mammiferi si riferiscono ai nervi associati
ai muscoli. I recettori dell'acetilcolina degli insetti sono più
sensibili all'imidacloprid rispetto a quelli dei mammiferi, ma
in certi prodotti della degradazione dell'imidacloprid, questa
relazione è invertita.
Coformulati
Come quasi tutti i pesticidi, gli insetticidi all'imidacloprid
commercializzati contengono altre sostanze, qualificate come inattive
o "additivi", sulle quali troppo poche informazioni
sono state pubblicate. Tra quelle identificate contenute nei prodotti
a base di imidacloprid figurano: cristalli di quarzo (silice)
(in Merit o,5 G), classificati dall'Agenzia Internazionale di
ricerca sul cancro come "cancerogeni per l'uomo" e noti
al Programma Nazionale di tossicologia per essere "cancerogeni
per l'uomo", dato che causano il cancro al polmone. Sono
anche causa di enfisema e di problemi respiratori, nonché
di disordini genetici sugli individui che ne sono esposti e nel
corso di tests in laboratorio; naftalene (in Leverage 2,7) che
il Programma Nazionale di tossicologia ha recentemente classificato
come avente "un'attività cancerogena evidente"
(per inalazione), in quanto provoca il cancro alle fosse nasali.
Alcuni tests di laboratorio hanno anche dimostrato che causa due
tipi di disordine genetico. L'esposizione al naftalene provoca
anemia, problemi epatici, cateratta ed allergie cutanee. Nell'articolo
citeremo sempre, quando possibile, se i tests sono stati realizzati
solo sull'imidacloprid o sui prodotti contenenti imidacloprid
(più i coformulati). Tossicità dei coformulati sui
gatti: un coformulato non identificato in Advantage, un prodotto
antipulci all'imidacloprid applicato goccia a goccia sul collo
del gatto, può essere tossico per i gattini se impiegato
senza tener conto della dose prescritta. Nel corso di test di
laboratorio, gattini che hanno ricevuto cinque volte la dose di
Advantage raccomandata sono morti: sono entrati in coma o hanno
mostrato perdita di coordinazione. Integrazioni di questa ricerca
hanno rivelato che tale tossicità risultava probabilmente
dal coformulato presente in gran quantità. Nessuno studio
è stato pubblicato sui sovraddosaggi di minor importanza.
E' stato anche osservato vomito, salivazione o depressione in
gatti che avevano ingerito Advantage o i suoi coformulati.
Una tossicità elevata
Negli animali di laboratorio, fra i sintomi (a breve termine)
di tossicità acuta, dopo l'ingestione di imidacloprid,
compaiono apatia, difficoltà respiratoria, perdita della
capacità motoria, andatura barcollante, tremori e convulsioni.
Certi sintomi sono durati sino a cinque giorni dopo l'ingestione.
I sintomi registrati dopo un'intossicazione acuta dovuta ad un
prodotto agrario contenente imidacloprid (imidacloprid più
coformulati) comprendono prostrazione, mancanza di coordinazione,
tremori, diarrea e forte dimagrimento. Alcuni di questi sintomi
hanno persistito per 12 giorni, ossia due volte più a lungo
rispetto ai sintomi legati ad un'intossicazione dovuta al solo
imidacloprid (fig. 3).
I sintomi dovuti ad un'intossicazione acuta da prodotto antipulci
all'imidacloprid sono prostrazione, convulsioni e difficoltà
respiratorie. Anche sugli animali da laboratorio, l'inalazione
di imidacloprid (per quattro ore) è stata causa di disturbi
respiratori, perdita delle capacità motorie e leggeri tremori.
I sintomi conseguenti ad inalazione di due prodotti agrari all'imidacloprid
sono stati simili: mancanza di coordinazione, convulsioni, attività
ridotta, tremori e salivazione abbondante. Certi sintomi sono
durati sino a due giorni dopo l'esposizione.
Irritazione
degli occhi
Numerosi prodotti contenenti imidacloprid (Merit 0,5 G, Merit
75 WP, Premise 75, Provado Solupak ed Advantage) causano irritazione
agli occhi.
Tossicità
subcronica
La tossicità subcronica a medio termine (10 giorni) su
ratti che avevano ricevuto una dose di 10 mg/kg al giorno è
causa di perdita di peso. Nessuno studio è stato pubblicato
sulla tossicità subcronica dei prodotti commercializzati
contenenti imidacloprid.
Tossicità
cronica
La tossicità a lungo termine (per tutta la vita) a seguito
di ingestione di imidacloprid da parte dei ratti ha dimostrato
che la tiroide ne è particolarmente sensibile. Concentrazioni
di 17 mg per chilo (mg/kg) di peso al giorno sui maschi hanno
causato lesioni alla tiroide. Nelle femmine, concentrazioni leggermente
superiori (25 mg/kg al giorno) hanno inibito l'aumento di peso.
Sempre nelle femmine, concentrazioni molto più elevate,
hanno causato, oltre ad altri effetti, l'atrofia della retina.
Nessuno studio è stato pubblicato sulla tossicità
cronica dei prodotti commercializzati contenenti imidacloprid.
Incidenza
sulla riproduzione
L'imidacloprid influenza la riproduzione in modi diversi. Nelle
coniglie gravide si registrano un incremento del numero di aborti
spontanei fra il sesto ed il diciottesimo giorno di gestazione
ed un maggior numero di nati con malformazioni allo scheletro,
effetti osservati in presenza di concentrazioni pari a 72 mg/kg/giorno.
Uno studio sull'alimentazione di due generazioni di ratti, nel
cui cibo rientrava l'imidacloprid (19 mg/kg/giorno), ha originato
nidiate sottopeso (fig. 4). Nessuno studio è stato pubblicato
sugli effetti dell'imidacloprid sulla riproduzione.
Effetti
mutageni
I tests intesi a dimostrare che l'imidacloprid poteva causare
danni genetici, effettuati dall'Agenzia americana di Protezione
ambientale (EPA) nel quadro della procedura di registrazione,
non hanno rilevato traccia di degradazione genetica o lo hanno
fatto solo in presenza di esposizioni assai elevate. Tuttavia,
una nuova tecnica basata sulla possibilità che un prodotto
chimico causi degradazioni genetiche fissandosi chimicamente al
DNA (il materiale genetico) ha permesso di constatare che l'insetticida
Admire (contenente imidacloprid) aumentava la frequenza di questo
tipo di degradazione. Gli "adduits" al DNA, (contaminazione
del DNA da parte del prodotto chimico), erano cinque volte più
frequenti nelle cellule del timo dei vitelli esposte all'Admire
che in quelle non esposte.
Tossicità dei metaboliti
dell'imidacloprid.
Diversi prodotti del degrado dell'imidacloprid (metaboliti) possono
essere tossici. L'olefina, un metabolita che si trova nelle piante
trattate all'imidacloprid, è ancora più tossico
per gli insetti, dell'imidacloprid stesso. Un altro metabolita,
il desnitro, è assai poco tossico per il sistema nervoso
degli insetti, ma molto più tossico dell'imidacloprid sul
sistema nervoso dei mammiferi. Combinato con il nitrato, metabolita
del 2-imidazolidone (noto anche con la denominazione di etilentiurea)
provoca tumori e lesioni genetiche.
Effetti
sugli uccelli
La tossicità acuta dell'imidacloprid è assai variabile
da una specie di uccello all'altra, ma è, comunque, "estremamente
tossica" per alcune specie come il passero, la quaglia giapponese,
il canarino ed il piccione. La concentrazione letale media (DL50,
concentrazione che decima il 50% della popolazione testata) per
tutte le specie è inferiore a 50 mg/kg. In base a tali
tests, il Dipartimento degli Effetti Ecologici dell'EPA ha concluso
che fosse stata superata la "soglia di allarme" fissata
dall'agenzia per tutte le specie di uccelli canori, in via di
estinzione o meno. L'imidacloprid induce un comportamento aberrante
a concentrazioni pari ad un quinto di quella letale. Si è
constatato che i passeri che hanno consumato granaglie contenenti
imidacloprid sono stati interessati da mancanza di coordinazione,
mancanza di reazione e difficoltà nel volo (a 6 mg/kg).
A 12 mg/kg, diarrea e prostrazione si sono aggiunte ai sintomi
osservati. Anche gli uccelli per i quali l'imidacloprid non è
particolarmente tossico, le anatre dal collo verde per esempio,
presentano sintomi analoghi che, per queste anatre, sono stati
rilevati a qualsiasi concentrazioni di imidacloprid, nel corso
dei tests dell'EPA, in occasione della procedura di registrazione.
Gli altri problemi causati dall'imidacloprid sugli uccelli comprendono
l'assottigliamento del guscio delle uova (a concentrazioni di
61 mg/kg), una diminuzione di peso (a concentrazioni di 150 ppm
nel cibo), una riduzione della quantità di uova deposte
e dello schiudersi delle covate. Veterinari francesi hanno scoperto,
su alcuni terreni agricoli, i corpi di pernici morte per avvelenamento
conseguente all'uso di sementi trattate all'imidacloprid. Hanno
verificato che gli uccelli presentavano gli stessi sintomi di
quelli connessi all'imidacloprid ed hanno costatato la presenza
di residui di imidacloprid negli alimenti, nei ventrigli e nel
fegato di questi uccelli.
Effetti
sui pesci
La forte tossicità dell'imidacloprid compare sui pesci
adulti a concentrazioni relativamente elevate (oltre gli 80 ppm),
ma i pesci giovani sono molto più sensibili. La sopravvivenza
ed il peso degli avannotti delle trote arcobaleno risultano ridotti,
alle concentrazioni più basse testate (1,2 ppm). Conseguentemente,
si è rivelato impossibile determinare la concentrazione
minima che non causa alcun effetto nocivo.
Effetti
sul resto della fauna acquatica.
L'imidacloprid è tossico a concentrazioni estremamente
basse per certe specie di animali acquatici. Sono state studiate
le seguenti specie, considerate come rappresentative della fauna
acquatica in generale:
- La DL50 per la Hyalella azteca, crostaceo di acqua dolce ampiamente
diffuso, è di 55 ppb, concentrazione classificata come
altamente tossica dall'EPA. La mortalità è stata
registrata a concentrazioni inferiori a 1 ppb.
- LA DL50 è di 37 ppb per il gamberetto Mysidopsis bahia,
un crostaceo degli estuari. Gli animali sopravvissuti hanno presentato
disturbi comportamentali quali letargia e perdita dell'equilibrio.
La DL50 per un prodotto agricolo contenente l'imidacloprid è
identica ed ugualmente ritenuta estremamente tossica dall'EPA.
Il gamberetto mysidopsis presenta dei sintomi sub-letali a concentrazioni
incredibilmente esigue: si constata una diminuzione delle dimensioni,
un rallentamento della crescita e della riproduzione a concentrazioni
inferiori a 1 ppb (fig. 5).
Questo gamberetto occupa un posto importante nella catena alimentare
costiera, essendo la fonte di alimentazione principale per numerosi
pesci… "D'altra parte, ci si può attendere delle ripercussioni
indirette sulla "selvaggina" acquatica, qualora i gamberetti
mysidopsis, o organismi similari, sparissero ".
Effetti
su lombrichi
I lombrichi occupano un posto importante nell'ecosistema del suolo.
In un suolo normale, i lombrichi rappresentano circa l'80% della
fauna, in peso. Essi rivestono un ruolo importante nella fertilizzazione
del suolo e nella decomposizione dei materiali organici. L'imidacloprid
è estremamente tossico per i lombrichi. Per esempio, la
presenza nel suolo di concentrazioni da 2 a 4 ppm costituisce
la dose letale per l'Eisenia fetida. Concentrazioni inferiori
hanno altre conseguenze. Concentrazioni pari a 0,2 ppm nel suolo
riducono l'attività della cellulasi secreta dal sistema
digerente del lombrico, che gli permette di decomporre gli scarti
vegetali e aumentano la sequenza di malformazione degli spermatozoi
(fig. 6). Concentrazioni di 0,05 ppm aumentano la frequenza di
lesioni genetiche nel lombrico.
Effetti
sugli insetti utili
L'imidacloprid è un insetticida; non è, quindi,
sorprendente che sia tossico per gli insetti utili in agricoltura,
per esempio:
- l'imidacloprid è estremamente tossico per le api.
- Alcuni tests di laboratorio hanno rivelato che nessun adulto
e solamente il 10% dei Podisus maculiventris giovani (predatori
della dorifora, di vermi delle pannocchie del mais [Helicoverpa
zea] e di altri parassiti) sopravvivono ad un'applicazione normale
di imidacloprid.
- Il trattamento degli ortaggi con l'insetticida Provado, che
contiene imidacloprid, riduce la presenza di aleuroni dal 35 al
50%.
- Il trattamento della calendola (con l'insetticida Admire) o
del triacanto a tre spine (Gleditsia trichantos) [con l'insetticida
Merit] aumenta i danni causati alle due specie dagli acari, poiché
l'imidacloprid uccide il predatore naturale degli acari che, allo
stesso modo, ricompaiono nelle melanzane trattate con i granuli
d'imidacloprid, al momento del trapianto.
- Il trattamento delle coltivazioni di girasole, crisantemi e
tarassaco con granuli all'imidacloprid (Marathon) diminuisce la
mobilità dei predatori tra cui la coccinella.
- In laboratorio un insetticida all'imidacloprid si è rivelato
estremamente tossico per numerosi insetti predatori: cimici, coccinelle
(adulte e larve) e neurotteri.
Effetti
sui gatti
Un veterinario britannico ha constatato che Advantage ha provocato
una grave eruzione cutanea su un gatto (già colpito dal
cancro). L'eruzione, localizzata nel punto di applicazione dell'imidacloprid,
ha causato problemi intestinali ed un arresto cardiaco che ha
causato la morte.
Effetti
sui vegetali
Benché questo effetto possa essere sorprendente per un
insetticida, l'imidacloprid può essere tossico per i vegetali.
Per esempio, alcune giovani piante di limone, coltivate in serra,
sono state danneggiate dall'applicazione sul tronco di un insetticida
contenente imidacloprid ed alcune radici di cavolfiore lo sono
state, a causa del trattamento del suolo. Un ricercatore polacco
ha parimenti constatato che il trattamento dei piselli con l'insetticida
Gaucho aumentava la tendenza al deterioramento delle radici da
fusariosi (Fusarium).
A concentrazioni moderate (9-33 ppm), gli insetticidi all'imidacloprid
diminuiscono analogamente la crescita delle alghe verdazzurre
e della diatomea.
Contaminazione
degli alimenti
Esistono poche pubblicazioni sull'incidenza dell'imidacloprid
nei raccolti. L'imidacloprid non figura nel programma di controllo
alimentare del Ministero americano dell'Agricoltura e della Food
and Drug Administration (Amministrazione dell'alimentazione e
dei medicinali). La Spagna ha pubblicato due studi sul controllo
dell'imidacloprid.
L'uno constata la presenza di residui di imidacloprid in tutti
i campioni degli ortaggi da serra controllati una settimana dopo
il trattamento.
L'altro constata la presenza della molecola nei pomodori, nei
peperoni, nelle patate, nelle carote, nelle melanzane, nelle pere
e nei meloni: il 21% dei campioni era contaminato.
Contaminazione
dell'acqua
Secondo l'EPA, l'imidacloprid può infiltrarsi sino alla
falda freatica. La sua forte solubilità e la sua estrema
mobilità sono assai preoccupanti, dal momento che ne favoriscono
il trasporto, tramite scorrimento, verso le acque superficiali:
- Secondo i tests effettuati in vista della sua registrazione,
la persistenza dell'imidacloprid varia in funzione dei terreni,
ma è comunque sempre significativa.
La semivita più breve, (tempo necessario affinché
il 50% di un insetticida si degradi o sparisca dal sito controllato),
è stata di 107 giorni in una prateria della Georgia. La
più lunga è stata registrata nel Minnesota, ove,
un anno dopo il trattamento, la concentrazione di imidacloprid
in un campo di mais non era diminuita (fig. 7 per informazioni
aggiuntive).
-
L'attitudine dell'imidacloprid alla migrazione nel suolo è
stata dimostrata da diversi studi. In laboratorio, l'imidacloprid
filtra attraverso le colonne di suolo in modo più rapido
rispetto agli undici altri insetticidi testati, di cui alcuni
(il diazinone, il clorpirifos e il diuron) figurano tra i più
diffusi agenti inquinanti dell'acqua. L'EPA ha analizzato il potenziale
di infiltrazione relativo a 14 insetticidi per il tappeto erboso
ed ha classificato l'imidacloprid nella categoria I degli insetticidi
con maggior potenziale di infiltrazione. Utilizzato nel sistema
di irrigazione di un luppoleto, l'imidacloprid ha raggiunto la
massima profondità registrata (105 cm.), 7 giorni dopo
l'applicazione (ciò corrisponde ad uno scenario di infiltrazione
massimale, poiché il terreno veniva irrigato ogni giorno
e dimostrava perfettamente la mobilità dell'imidacloprid
nel suolo). Sebbene tali studi abbiano attestato che i rischi
di contaminazione dell'acqua tramite imidacloprid fossero preoccupanti,
l'EPA non l'ha classificato fra i prodotti ad impiego limitato
per proteggere la qualità dell'acqua, avanzando la seguente
spiegazione: "Non raccomandiamo la classificazione di questo
prodotto tra quelli per tappeto erboso e piante ornamentali ad
impiego limitato, perché causanti danni alla falda freatica,
per diverse ragioni. Innanzi tutto, molti prodotti NTN proposti
specificano che devono essere utilizzati attorno alle abitazioni
e la classificazione Impiego Limitato ne impedisce la vendita
al dettaglio. In secondo luogo, le società di giardinaggio
utilizzeranno tali prodotti e non utilizzeranno un prodotto soggetto
ad Impiego Limitato.
La decisione è, dunque, di natura economica e non scientifica.
Resistenza
Lo sviluppo della resistenza all'imidacloprid nelle specie nocive
è davvero preoccupante. Nel Michigan, la resistenza all'imidacloprid
da parte della dorifora del Colorado, a seguito dell'impiego di
imidacloprid per due anni sulle patate, è stata oggetto
di uno studio documentato (in questi due anni, più dell'80%
dei campi di patate è stato trattato con l'imidacloprid).
In laboratorio, alcuni tripidi scelti per la loro resistenza all'insetticida
organofosforato diazinone, si sono rivelati resistenti anche all'imidacloprid.
Tale situazione, ove la resistenza ad un insetticida conferisce
resistenza anche ad un altro insetticida, altrimenti detta "resistenza
crociata", è ritenuta particolarmente preoccupante
dai ricercatori dell'Università del Missouri incaricati
dello studio.
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