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IMIDACLOPRID
A DIFESA DEL VERDE PUBBLICO?
(9/2001)
Sono
svariate le possibilità di impiego (e di rischio per le api)
delle nuove molecole con azione (e presenza) prolungata nel tempo.
Pubblichiamo un interessante dibattito tenutosi sulla rubrica delle
lettere di alcuni periodici agricoli
Nel
sottoporvi una scelta serie di contributi sull'utilizzo di Imidacloprid,
nella difesa endoterapica di piante arboree, vorremmo invitarvi
ad una riflessione che cerchi di rispondere ai seguenti quesiti:
-
Come è possibile che una sola applicazione, alla ripresa
vegetativa, riesca, per tutta la successiva stagione, a tenere,
nel contempo, sotto controllo gli insetti infestanti senza arrecare
danno e nocumento a quelli utili?
- Se imidacloprid è attivo solo su gli insetti fragili come
è possibile che sia così efficace (come è in
effetti, e per un lungo periodo) nella lotta contro le robustissime
termiti?
- Quando i nostri Istituti di ricerca e pubbliche autorità
cercheranno di fornire una risposta, convincente, a quesiti di tale
importanza per la qualità dell'ambiente?
- Se alla domanda a chi conviene è facile dare risposta a
quella: "ma ne vale la pena?" (ben formulata nell'ultima
lettera) qualcuno ha provato a dare una risposta? E' possibile una
risposta esauriente non condizionata dagli interessi a vendere questo
o quel principio attivo?
Nel richiedervi pazienza per seguire l'intreccio di questo pubblico
carteggio avvertiamo che le sottolineature sono nostre. Ringraziamo
le testate Terra e Vita e L'Informatore Agrario che hanno ospitato,
e da cui riprendiamo, gli Interessanti contributi.
Francesco Panella
Endoterapia
per salvare gli ippocastani
Nell'estate dello scorso anno una piccola farfalla proveniente dal
lago Ohrid in Macedonia, la Cameraria ohridella, ha infestato gli
ippocastani di Milano provocando ingenti danni evidenziati dal disseccamento
e dalla caduta delle foglie.
Raccolta la richiesta dei milanese, che in numerosi hanno segnalato
il problema, il Settore parchi e giardini del Comune di Milano ha
organizzato a febbraio una giornata di lavoro sulla Cameraria ohridella
alla quale hanno partecipato numerosi esperti interessati alla risoluzione
del problema.
A seguito di questo workshop è stato realizzato anche un
opuscolo sponsorizzato dalla Divisione agraria di Bayer nel quale
sono stati raccolti gli atti del convegno e fornite indicazioni
sulle terapie di cura da adottare. In particolare l'endoterapia,
con iniezioni ad assorbimento naturale o a pressione o microcompressione,
sembra essere il sistema che, soprattutto nelle città, maggiormente,
si presta a un'efficace azione curativa per i seguenti motivi:
- una maggiore efficacia rispetto alle tradizionali irrorazioni
alla chioma;
- una prolungata persistenza d'azione;
- una riduzione delle dosi di applicazione;
- una minore dispersione nell'ambiente, quindi un minore impatto
ambientale.
Nell'ambito della messa a punto di linee di difesa del verde pubblico
compatibili con l'ambiente urbano, Bayer ha sviluppato un formulato
a base di imidacloprid, il Merit Green, che per le sue caratteristiche
di efficacia e sicurezza si inserisce a pieno titolo in queste strategie
di intervento. La principale caratteristica della molecola è
l'elevata sistemicità acropeta; dopo l'assorbimento l'imidacloprid
viene traslocato nella pianta mediante la corrente xilematica e
viene costantemente veicolato alle foglie presenti ed a quelle in
formazione dove viene mantenuta una concentrazione sufficientemente
elevata di principio attivo per una protezione completa e duratura.
Grazie alla lunga durata d'azione di Merit Green una sola applicazione,
per via endoterapica alla ripresa vegetativa, permette il completo
controllo per tutta la stagione.
Merit Green è un prodotto non classificato, sicuro per l'ambiente
e per gli operatori.
M. L.
Tratto da "L'Informatore Agrario" 27/2001
La difesa endoterapica non si improvvisa
Caro direttore, per una corretta informazione di chi opera nel settore
della difesa endoterapica, oggi particolarmente appetibile da parte
di avventurieri e improvvisatori è importante precisare che:
-
l'endoterapia non è una tecnica innovativa lo prova il fatto
che le prime pubblicazioni risalgono al 1984 Informatore Fitopatologico
di Kovacs, Badiali, Lodi;
- gli interventi endoterapici si possono eseguire con diverse tecniche:
1. a pressione, il prodotto fitosanitario viene iniettato nella
pianta con una certa pressione attiva: in pratica si tratta di una
"iniezione". L'assorbimento non è influenzato da
condizioni ambientali o meteorologiche ed il tempo impiegato dipende
dalle caratteristiche della pianta (comunque nell'ordine di pochi
minuti);
2. per infusione il prodotto fitosanitario viene inserito nella
pianta sfruttando prima la forza di aspirazione naturale della stessa
e solo in un secondo tempo quella gravitazionale: in pratica si
tratta di una "flebo". In genere occorrono da 25 a 30
minuti per effettuare una flebo, ma se le condizioni atmosferiche
sono sfavorevoli possono essere necessarie alcune ore con tutti
i conseguenti rischi legati al fatto di lasciare sacche contenenti
prodotti tossici appese agli alberi in ambiente urbano;
3. assorbimento corticale (T.A.C.). E' applicabile solo alle essenze
con corteccia molto sottile (es. pioppo) il principio attivo viene
direttamente distribuito sul tronco dell'alberatura con un pennello;
- l'epoca di intervento deve essere tassativamente dopo la fioritura,
onde evitare di causare danni alle api e a tutti gli organismi utili;
- l'intervento sia esso a pressione, per infusione o T.A.C. deve
essere eseguito da personale qualificato in quanto il rischio dell'improvvisatore
è molto elevato, e le piante potrebbero riportare danni irreparabili;
- i principi attivi registrati al ministero della Sanità
per uso endoterapico sono:
1. insetticidi: Acephate, Methomyl, Imidacloprid;
2. fungicidi: Tiabendazolo (registrato solo per antracnosi del platano
Gnomonia platani);
3. in realtà Imidacloprid ha una forte tossicità nei
confronti delle api e di tutti gli organismi utili (vedi
rivista di apicoltura L'Apis n. 1, 2001);
- è bene che chi opera nel settore sappia anche che mentre
Acephate e Methomyl vengono preparati in emulsione acquosa al momento
dell'utilizzo senza aggiunta di coadiuvanti, Imidacloprid viene
preparato e venduto come prodotto commerciale ed è quindi
ricco di tutti i conformulanti che servono per la conservazione
e stoccaggio del prodotto;
- l'assenza di conformulanti nell'emulsione iniettata garantisce
il completo controllo biologico dell'insetto, evita problemi di
fitotossicità a livello fogliare, e garantisce la cicatrizzazione
dei fori sul platano in 45-50 giorni e sulle altre essenze entro
l'anno. Da quanto sopra, avrete senza dubbio intuito che l'improvvisazione
si adatta poco a questo settore, mentre l'esperienza e i buoni risultati
conseguiti (dimostrati da referenze di amministrazioni pubbliche,
Università, Osservatori malattie delle piante, Cnr) garantiscono
un servizio di città a tutto vantaggio delle stesse alberature.
Con l'occasione Le porgo distinti
Gilberto Amaducci (Cesena)
Tratto da terra e Vita n. 19-2001
I
fito farmaci per l'endoterapia
Caro direttore, in risposta alla lettera "La difesa endoterapica
non si improvvisa" pubblicata sul numero 19 del suo giornale
vorrei fare alcune precisazioni…
E' vero che l'endoterapia non si improvvisa, ma nell'articolo firmato
dal Sig. Amaducci, titolare di Technogreen, molte sembrano le informazioni
distorte dettate da interessi di parte.(…)
Sono
ad oggi registrati dal Ministero della Sanità tre principi
attivi insetticidi, l'Imidacloprid, l'Acephate e il Metomil, ma
come molti sanno la registrazione riguarda precisi formulati commerciali,
quali il Merit Green, l'Acesan L e il Metom Verde rispettivamente
per i tre principi attivi di cui sopra. Per i trattamenti endoterapici
solo questi formulati commerciali sono utilizzabili, esclusivamente
secondo le indicazioni riportate in etichetta; le legislazioni italiana
ed europea non consentono che i principi attivi vengano venduti
ed utilizzati tal quali senza essere formulati cosa che invece sembra
che facciano nella ditta del Sig. Amaducci. (…)
L'Imidacloprid è formulato e venduto, nel pieno rispetto
della legge, sotto forma di vari preparati commerciali, tra cui
il Merit Green per l'endoterapia, contraddistinti da etichette autorizzate
con decreto del Ministero della Sanità, alle quali è
obbligatorio attenersi scrupolosamente al momento dell'impiego nella
pratica. Per ottenere tali autorizzazioni è necessario aver
superato tutta una serie di verifiche, analisi e sperimentazioni
che garantiscono pertanto, un utilizzo sicuro, sia per l'efficacia
che per la selettività del prodotto commerciale. A titolo
informativo aggiungo che Merit Green è un prodotto classificato
come NC (Non Classificato) mentre Acephate è classificato
Zn (nocivo) e Metomil T+(molto tossico) e mi chiedo: non è
forse auspicabile che in ambiente urbano, dove massima deve essere
l'attenzione per la salute del cittadino, i criteri di scelta di
un prodotto debbano innanzitutto valutare la sua classe di tossicità?
Meditate gente, meditate! E valutate sempre la provenienza delle
informazioni. Con l'occasione le porgo distinti saluti.
Elisabetta del Signore - Ecoiatros srl
Tratto da Terra e Vita n. 25-2001
Ulteriori
precisazioni sull'endoterapia
Carissimo Direttore, vorrei non doverLa disturbare ulteriormente
ma, mi trovo costretto a difendermi dalle pesanti accuse che mi
sono state rivolte dalla Sig.ra Elisabetta Del Signore in una lettera
a Lei indirizzata e pubblicata sul n. 25 della Vs rivista "Terra
e Vita". A tale proposito non riesco a capire se la domanda,
riguardante la gestione dei fitofarmaci, è stata posta solamente
per avere conoscenze in merito, oppure se fatta in grande malafede.
La società da me rappresentata si occupa esclusivamente dell'applicazione
dei fitofarmaci da Lei citati ma, avendo la possibilità di
collaborare strettamente con le ditte produttrici, può con
facilità passare i nostri preziosi suggerimenti tecnici a
chi formula i prodotti, questo è forse vietato da qualche
legge di Vostra conoscenza? Comunque personalmente continua a non
spiegarmi tanto accanimento nei confronti di una società
che utilizza prodotti che le vengono in tal modo forniti!
Per quanto concerne il penultimo capoverso della lettera in questione,
rispedirei al mittente la domanda, poiché mi risulta esattamente
l'opposto: in quanto, Imidacloprid da recenti pubblicazioni presenta
tossicità per gli insetti utili. (Se richieste sarà
nostra cura inviarvene copia).
Ai lettori interessati l'ardua sentenza…
Gilberto Amaducci - Technogreen
Tratto da Terra e Vita 30-2001
L'endoterapia
è davvero una pratica priva di controindicazioni?
Caro direttore, ho seguito i recenti sviluppi del dibattito sull'endoterapia
pubblicati su Terra e Vita e riportati sul Notiziario della Scuola
Agraria di Monza. Vedo che tuttavia non viene affrontato l'argomento
principale: l'endoterapia è veramente una pratica priva di
controindicazioni?
Ho fotografato alcuni ippocastani trattati a metà maggio
(con imidacloprid e tiabendazolo) che dopo quasi quattro mesi presentano
grandi colate di essudato batterico in corrispondenza dei fori le
cui foglie, dopo un iniziale e spettacolare risultato, sono ora
coperte da mine di cameraria e di seccume da Guignardia aesculi,
distribuiti nelle chiome "a branche" o "a strati",
comunque in un modo tale da non lasciare supporre nessuna "regola"
nella mancanza di efficacia. Del fatto sono stati informati ed hanno
constatato quanto scrivo, il Servizio fitosanitario regionale (Emilia-Romagna)
ed i tecnici della ditta produttrice dell'imidacloprid. Riguardo
a quest'ultimo principio attivo, una recente pubblicazione americana
ne segnala, oltre all'elevata tossicità verso api ed altri
insetti utili, la rapida tolleranza sviluppata in soli due anni
da coleotteri di interesse orticolo, alcuni effetti fitotossici
ed infine la lunga persistenza e mobilità nel suolo e la
tossicità verso gli organismi terricoli: quest'ultima voce
in particolare dovrebbe mettere in guardia verso l'uso di questo
prodotto mediante iniezioni al terreno (Journal of pesticide reform
- spring 2001 vol.21 n. 1). Riguardo poi agli specifici insetti
che ci si propone di combattere con l'endoterapia (principalmente
tingide e cameraria) non mi pare che venga affrontata la questione
centrale "il danno provocato dai parassiti è tale da
giustificare interventi così invasivi?"
La Cameraria non uccide l'ippocastano (e nemmeno la tingide uccide
il platano); potrà indebolirlo, consumare le riserve nell'inutile
riscoppio vegetativo autunnale, predisporlo ad altri patogeni, ma
non lo uccide. Qui non si sta parlando di infestazioni tali da compromettere
il patrimonio arboreo di una nazione come nel caso dell'Asian Longhrne
Beede negli States, infestazioni tali da giustificare massicci interventi
con insetticidi, cordoni sanitari, abbattimenti preventivi. Già
in passato abbiamo assistito alla diffusione dell'Hyphantria cunea
che da diversi anni non è più un problema degno di
nota, anche la Metcalfa pare assestarsi su livelli di tollerabilità;
e se tra quattro-cinque anni ci si accorgesse che anche la Cameraria
non è più un grave problema? Sarebbe valsa la pena
di trapanare migliaia di alberi (con i relativi problemi di lesioni
e carie, per giunta periferica e pertanto maggiormente pericolosa)?
Giulio Giuli (Reggio Emilia)
Tratto da Terra e Vita 30-2001.
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