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La Vallata delle meraviglie. Nel Pelopponeso la Shangri-la apistica!

Nelle Montagne Menalou in Grecia esiste un posto d'incanto, per gli apicoltori, che ricorda il mito orientale del paese, in una valle tibetana, dell'eterna giovinezza ed abitato da un popolo felice che vive in pace.

Dove eravamo rimasti? Spero non vi siate persi strada facendo! Ultima meta del nostro viaggio in Grecia, ci vedrà nella regione d'Arcadia in quella che io chiamo la "Vallata delle meraviglie" alle falde delle Montagne Menalou. Ci troviamo nella zona meridionale della più grande penisola greca, il Peloponneso. Qui il suolo si configura in importanti catene di monti, tra le quali troviamo il gruppo montuoso del Menalou, con altitudine media di 1100 metri, alle cui pendici si apre una bellissima vallata, con vegetazione verde e lussureggiante, e con scenari che ricordano dipinti bucolici dai colori indescrivibili ed incantevoli. Sembra di essere e di vivere in una fiaba apistica! (Foto 1).
La vallata è attraversata da un'unica strada che, in poco più di dieci chilometri, la percorre interamente. Solo a tratti s'intravedono case abitate. L'isolamento e la quiete vengono però "sconvolti", da fine maggio alla metà del mese di luglio, dalle famiglie d'api e dagli apicoltori che arrivano da ogni parte della Grecia. In tale periodo, la vallata ospita più di 200.000 alveari!
E' uno spettacolo da non perdere! Ci viene spiegato che esistono regole dettate dalla consuetudine. Gli apicoltori occupano, inizialmente, le aree più accessibili e quando lo spazio incomincia a scarseggiare, gli alveari vengono disposti lungo i bordi dell'unica strada che attraversa la vallata (Foto 2). Ci troviamo così a percorrere svariati chilometri, scortati dagli alveari "in parata" che collocati in questo modo inusuale, ma sicuramente suggestivo perché, all'apparenza, sembrano posti ad "indicare" il percorso da seguire. (Foto 3).
I confini tra un apiario e l'altro sono segnalati dal cambio di colore, personalizzato, con cui sono dipinte le arnie.
Ma c'è un altro aspetto, di quest'insolita situazione, che colpisce. La visita agli alveari, diventa occasione d'incontro per gli apicoltori: sono numerosi, e la loro presenza è segnalata dai mezzi di trasporto utilizzati, parcheggiati qua e là. Si sentono vocii, si vedono affumicatori fumanti e, a volte, si intendono anche risate! (Foto 4).
A provocare l'affollamento d'api e apicoltori in questa vallata è la consistente produzione di melata d'abete e di un altro tipo di melata (prodotta sui pini), molto pregiata conosciuta con il nome di "Melata mielosa". Quest'ultima è prodotta dalle api con la suzione delle secrezioni zuccherine emesse della cocciniglia greca chiamata "Marchalina hellenica" o "mielata".
La Marchalina hellenica è un rincote che, allo stadio di ninfa, si nutre dei succhi e dei fluidi vitali delle piante. Solo il maschio effettua una metamorfosi completa, durante la quale perde l'apparato boccale (atto a pungere e succhiare) e sviluppa le antenne, le zampe e un singolo paio d'ali, diventando un adulto non più in grado d'alimentarsi, ma di muoversi. La femmina, invece, conserva l'apparato boccale, ma non sviluppa ali, né occhi. Mantiene solo antenne e zampe rudimentali, trasformandosi in un organismo quasi immobile e ben poco rassomigliante alla forma degli insetti cui siamo abituati. Le femmine producono grandi quantità di uova, che si conservano all'interno d'involucri zuccherini. Le piante infestate presentano i rami, e talvolta anche i tronchi, ricoperti da abbondanti fiocchi bianchi cerosi, molto appariscenti. Da segnalare e da debitamente sottolineare che, in Grecia, il parassita non è combattuto, anzi, lo Stato ha cercato e cerca di aumentarne la presenza incentivandone la diffusione anche con risorse economiche, iniziative e personale dedicate a tale scopo. E tutto nell'interesse dell'apicoltura! (Foto 5).
Per svariati chilometri lo scenario rimane immutato. Ci troviamo ormai nel cuore della vallata, dove visiteremo l'azienda apistica di Maragos Teodoro. (Foto 8).

apicoltura peloponneso
apicoltura peloponneso
Foto 1- La vallata a ridosso delle Montagne Menalou. Un'esplosione di vegetazione lussurreggiante. Gli alveari presenti sono innumerevoli! Si perdono a vista d'occhio!
Foto 2 - L'isolamento e la quiete della vallata vengono interrotti dai tantissimi apicoltori e
dalle loro decine di migliaia di famiglie d'api che vi transumano per l'abbondante raccolto di miele.
apicoltura peloponneso
apicoltura peloponneso
Foto 3 - Gli alveari sono disposti anche lungo i bordi dell'unica strada che attraversa la vallata, la diversità di colore delle arnie segnala la fine di un apiario e l'inizio di quello del "vicino". Una specifica normativa autorizza l'utilizzo del sedime stradale proprio per consentire di sfruttare al meglio lo scarso spazio disponibile nella "valle delle meraviglie" e conseguire la produzione di miele.
Foto 4 - La visita degli alveari diventa occasione d'incontro per gli apicoltori. La loro presenza è segnalata dai vari mezzi di trasporto, in maggioranza pik up, parcheggiati qua e la.
apicoltura peloponneso
apicoltura peloponneso
Foto 5 - La Marchalina hellenica, rincote che, con le sue secrezioni, permette alle api di produrre la "Melata mielosa".
Foto 6 - La Melata mielosa prodotta dall'azienda di Teodoro.
apicoltura peloponneso
apicoltura peloponneso
Foto 7 - Una postazione di alveari dell'azienda di Teodoro Maragos, in produzione di melata nelle montagne del Melalou.
Foto 8 - Teodoro Maragos mentre illustra la tecnica utilizzata dalla sua azienda per la conduzione delle famiglie d'api.

Teodoro è un apicoltore professionista che si occupa d'api da più di 15 anni, gestendo circa 3000 alveari. Nell'azienda lavorano 10 persone appartenenti alla sua famiglia ed eccezionalmente, solo nei periodi di smielatura, vengono assunti operai esterni. L'azienda è dedita unicamente alla produzione di miele ed effettua parecchi spostamenti degli alveari. La transumanza è una scelta aziendale che consente di produrre mediamente 100 t di miele (suddiviso tra miele d'arancio, melata di pino, d'abete ed il particolarissimo miele di cui prima abbiamo parlato). L'azienda utilizza alveari del tipo Langstroth e nonostante il notevole numero di apiari transumati non è dotata di sistemi meccanizzati di trasporto; il carico e lo scarico dal camion sono effettuati manualmente. La conduzione degli alveari prevede, all'inizio della stagione, la focalizzazione delle risorse umane sul controllo della sciamatura. Il sistema adottato per la prevenzione è quello della sostituzione sistematica ed autunnale delle api regine, che sono autoprodotte, utilizzando svariate razze. Aspetto saliente della conduzione degli alveari è la costituzione, all'inizio d'ogni stagione, di sciami artificiali secondo il metodo dettato dalla tradizione greca (lo sciame viene collocato in "bugni" di giunco chiusi al di sopra da listelli di legno ai quali si fissano i favi costruiti dalle api così come descritto nella prima parte di questo reportage pubblicato sul n° 2 2004 di L'Apis). Qualora, durante le visite di controllo delle famiglie, si rilevino dei problemi, si provvede ad aggiungere all'alveare un corpo d'arnia Langstroth vuoto, posto sul coprifavo (dotato di un foro del diametro di 7 cm). All'interno del corpo sovrapposto vengono inseriti la famiglia d'api ed i favi contenuti (accostati alle pareti ed uno all'altro) in uno dei "bugni" di giunco. Teodoro ci assicura che, nella maggioranza dei casi, nella visita successiva, la colonia si sarà riunita, ed i problemi saranno risolti! La stessa tecnica è impiegata nelle famiglie per la sostituzione autunnale delle api regine (ovviamente dopo averle orfanizzate!). Particolare indispensabile, e da non sottovalutare, è di prevedere la costituzione di una "postazione di sciami artificiali in bugno di giunco" nei pressi d'ogni postazione d'alveari in produzione: all'occorrenza il materiale sarà facilmente reperibile direttamente sul posto! Come già premesso l'apicoltura greca si conferma una originale e non sempre comprensibile miscela di tradizione e di gestione apistica moderna e razionale!
La dotazione dell'azienda per la smielatura è semplice, non prevedendo l'impiego di particolari attrezzature: una disopercolatrice a lame ed un piccolo smielatore. Il miele è commercializzato in parte direttamente ed in parte conferito ad una cooperativa.
Ci spostiamo nella sezione di confezionamento del miele. Probabilmente lì riuscirò a soddisfare la mia curiosità: vorrei vedere, e soprattutto gustare, la "mielata" di cui tanto abbiamo parlato, e poco constatato con mano e con l'assaggio!
Teodoro ci spiega che, la "melata mielosa" è un prodotto pregiatissimo, che ha ottenuto il riconoscimento "DOP" dalla Comunità Europea ed il premio "Sial d'or" nel 1996 (attestazione di qualità francese). E' elaborata dalle api esclusivamente nella vallata del Menalou, dall'inizio del mese di giugno (per circa 20 giorni) ed unicamente in particolari condizioni climatiche.
Ci mostra il vaso: è di colore ambrato, con sfumature che tendono all'oro, ma la cosa che più colpisce è la sua consistenza cremosa che, anche al palato, la rende particolarmente gradevole. La sua "densità" viene apprezzata dal consumatore, ma pone più di un problema all'apicoltore! Infatti, è impossibile estrarla dai favi per centrifugazione e, l'unico metodo utilizzato, è quello della spremitura dei favi. Altre soluzioni sembra non siano state considerate, dato che non può essere riscaldata: perderebbe, infatti, la sua preziosa consistenza (Foto 6).
Ma non è tutto! Questa melata non cristallizza, ha un'umidità inferiore al 14%, e la sua composizione è particolare: il tenore di glucosio e fruttosio sono bassi, mentre quello in saccarosio è alto, al di fuori dei limiti previsti dalla legge.
Con il riconoscimento della DOP quest'ultimo problema dovrebbe essere stato risolto.
A questo punto, ciò che anima il gruppo degli apicoltori italiani è la discussione e lo spirito di collaborazione! Occorre trovare una soluzione al problema dei colleghi greci!
In effetti il problema, quantomeno in parte, è, poi stato risolto! Al ritorno in Italia, grazie alla collaborazione di alcuni produttori di materiali apistici, il suggerimento più funzionale è stato di adottare favi costruiti in materiale plastico! Suggerimento che è stato sperimentato con, pare, alcune prime impressioni positive. Anche in questo caso, mi torna alla mente un detto che mi veniva sovente proposto, nella mia gioventù: "la saggezza dimora in coloro che ascoltano i consigli". Lo spirito di collaborazione e lo scambio d'idee ed esperienze non possono che dare buoni frutti!
All'imbrunire usciamo dalla vallata e, con il finire del giorno, il pensiero corre all'indomani: con questa visita termina, infatti, il nostro viaggio!
In conclusione… che dire? L'apicoltura in Grecia è un'attività molto praticata e diffusa (non dimentichiamoci il numero d'alveari presenti sul territorio), che è cresciuta, negli ultimi anni, grazie anche ai contributi della Comunità Europea. Ad esempio il Reg. CE 1221/97 prevede un contributo all'investimento proposto pari al 100%. Le aziende sono a conduzione diretta e si avvalgono di manodopera prevalentemente famigliare. Lo Stato Greco è assai impegnato per lo sviluppo del settore. Gli apicoltori sono animati da uno spirito di collaborazione molto marcato e sono ben disponibili allo scambio d'informazioni.
Le molteplici associazioni o cooperative che li riuniscono contano centinaia d'iscritti. E', forse, carente la struttura associativa nazionale apistica e più che altro sono insufficienti i contatti e le conoscenze delle realtà apistiche esistenti negli altri paesi europei.
Un certo isolamento e una mancanza di sufficienti informazioni possono essere determinate da una lingua che viene da lontano, ma che non facilita lo scambio, e da una scarsa conoscenza delle lingue straniere più importanti.
Anche sotto altri punti di vista, la Grecia offre più di quanto ci si possa aspettare! La popolazione è ospitale e con una disponibilità mediterranea contagiosa. Le tradizioni ed il passato sono palpabili e presenti ovunque.
A questo punto… penso di avervi detto proprio tutto! Sto già pensando al prossimo paese del quale raccontare.
Ma per ora, buon lavoro a tutti!
Agli apicoltori italiani e greci!

Maria Teresa Falda


(Da L'Apis n.5 - 2004)

31 Luglio, 2010 -