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MIELE, È L'ANNO PIÙ AMARO |
MILANO - Una scena da film
horror: milioni di api morte, accatastate ai piedi dei loro alveari.
Un rituale macabro, che si ripete dal Piemonte alla Calabria,
scandito da cifre agghiaccianti: sette api su dieci, quest'anno
in Italia non hanno terminato il loro ciclo vitale Come dire:
poco, pochissimo miele, poca pochissima cera. E soprattutto, ridotta
ai minimi termini l'impollinazione, cioè, il perpetuarsi
stesso della vita vegetale. Albert Einstein sosteneva con assoluta
convinzione "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra,
all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita".
Tocchiamo ferro. Perché se nell'ultimo decennio la produzione
di miele ha subito una lenta erosione, l'inizio del millennio
ha portato un'orribile impennata nel tasso di mortalità,
Il meno trenta per cento dell'anno scorso, conseguente grido dall'allarme
degli apicoltori, è rimasto inascoltato. Puntuale, dodici
mesi più tardi è arrivata la controprova: che però
- complici anche gli sconvolgimenti climatici responsabili del
mancato "bottinaggio" del nettare - nessuno si aspettava
tanto devastante. Così, la UnaApi (unione associazioni
apicoltori) ha scritto al ministro dell'agricoltura Alemanno,
chiedendo che venga dichiarato Io Stato di calamità, alla
stregua. di quanto fatto per I'emergenza Bse. Le risposte saranno
oggetto degli Stati Generali del miele, in programma a Montalcino
tra il 6 e 18 settembre. Perché, al di là delle
decine di migliaia di appassionati per cui il miele è un'attività
collaterale, sono oltre 7.000 le famiglie che hanno nell'apicoltura
la loro unica fonte di reddito: per loro, si prospetta il dramma
della chiusura di un'attività tramandata generazione dopo
generazione con passione incrollabile.
Le api sono molto più di semplici, magnifiche biomacchine
da miele, I biologi le collocano - insieme a libellule e farfalle
- tra le primissime sentinelle ecologiche. Tanto che, da Londra
a Parigi, gli alveari sono stati inseriti nei progetti di arredamento
dei parchi, come indicatori dei livelli d'inquinamento. Il guaio
è che lo smog è ancora nulla in confronto a quanto
veleno le api trovano nel polline dei fiori di cui si "sporcano"
mentre succhiano il nettare. Cercano nutrimento e trovano morte.
Il maggiore indiziato è l'Imidaclopride, molecola con potere
insetticida commercializzata dalla Bayer con il nome di Gaucho":
il suo principio attivo non viene cosparso sulle colture, ma inglobato
all'interno delle sementi (girasole, mais, grano), per poi essere
rilasciato lentamente dalla pianta durante la crescita. La questione,
sollevata inizialmente dagli apicoltori francesi, ha indotto la
Commissione Europea ad aprire un dossier sulla sostanza Sotto
accusa, La falcidiata produzione di miele, tra l'altro, apre la
strada alle produzioni extraeuropee, non sempre di qualità
specchiata. Già da tempo, Wwf e Legambiente hanno chiesto
massima attenzione sul miele proveniente dalla Cina, in cui è
Stata riscontrata una forte presenza di antibiotici, con conseguente
sospensione temporanea delle importazioni. In attesa dello stop
definitivo, e della sospensione temporanea delle importazioni.
In attesa dello stop definitivo, e della sospirata attestazione
europea di Specialità Tradizionale Garantita per il miele
vergine integrale, lo Slow Food ha lanciato un Master of Food
sul miele. Nella speranza di non dover fare dell'archeologia dolciaria.
In pericolo un patrimonio
di tutti noi
MILANO - Francesco Panella, 50 anni, piemontese,
è il presidente dell'associazione nazionale apicoltori.
Nel giro di una sola generazione, ha avuto 150 alveari avvelenati.
Per ogni alveare, una media di 30.000 api morte.
Spaventato?
"Diciamo molto preoccupato. E' una situazione in deterioramento
progressivo, guai se non ci diamo rapide regole certe".
Che cosa perdiamo, insieme alle
api?
"Una delle arti più antiche dell'umanità, visto
che le api sono tra i primi animali con cui l'uomo è entrato
in contatto, e che fino a poco tempo fa, il miele era l'unico
modo di zuccherare i cibi. Come italiani, perdiamo anche un pezzo
della nostra storia".
Il miele è un alimento
straordinario
"Non tocca a me dirlo, visto che lo produco, ma è
così. Sano come forse nessun altro: se c'è qualcosa
di tossico. inquinante, sbagliato, l'ape muore prima di produrlo,
mentre i cosiddetti insetti spazzini. vespe, scarafaggi, eccetera
sono molto più resistenti.
Dolcifica molto più dello zucchero con molte meno calorie.
Passa da un altro organismo vivente prima di essere consumato
da noi, quindi è ricco di enzimi vitali.. Vanta una varietà
incredibile dl tipologie. E questo può essere un problema".
Perché?
Perché ormai molta gente è abituata ai sapori standardizzati,
le differenze inquietano. Faccio un esempio: l'Ambrosoli assembla
anche 50-60 mieli in arrivo da tutto il mondo, li paga il meno
possibile, li tratta in modo da dare un sapore-tipo che può
ripetere perfettamente in centinaia di milioni di vasetti".
Il miele vergine, invece, varia a seconda dei fiori, dei luoghi
e ei microclimi dove questi Cupidi della natura vanno a nutrirsi.
E viene lavorato a 40 gradi, la stessa temperatura degli alveari"
La varietà lo rende prezioso
in fitoterapia.
"Certo perché le piante madri a loro volta hanno delle
proprietà terapeutiche diverse, dall'eucalipto al timo,
al tarassaco e via dicendo. Personalmente, però, non sono
favorevole alla medicalizzazione del miele. Preferisco dire che
è un alimento buono, buonissimo, e quasi privo di controindicazioni.
Gliene vengono in mente molti altri?".
Di Lucia Granello
Da La Repubblica, 27 agosto 2002
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U.N.A.API.
Str.
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ultima modifica:
8 Settembre, 2002
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