mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


lavori in apiario
 
calendario giugno

Gennaio Aprile-Maggio Settembre
Febbraio Giugno Ottobre
Marzo Luglio-Agosto Novembre-Dicembre


Quando si analizza la stagione apistica spesso si è soliti distinguere le produzioni primaverili da quelle estive. Giugno sta in mezzo ed è un nodo cruciale: è il momento in cui si possono operare le scelte fra le possibili alternative di raccolto, decidere come meglio sfruttare le famiglie in allevamento, preparare i raccolti successivi e riorganizzare gli apiari.
Come al solito non riuscirò a parlar di tutto ciò, ma mi soffermerò su alcune considerazioni che spero possano interessare.
Se con l'approssimarsi della fioritura dell'acacia o comunque del primo importante raccolto di primavera la massima attenzione era stata prestata per l'ottimale sfruttamento di tutte le potenzialità produttive, ora, cessata la forte importazione, si affrontano nuove strategie.
In primo luogo è fondamentale fare un bilancio della situazione dell'apiario. Se per produrre l'acacia si tenevano in piedi anche famiglie zoppicanti, regine alla frutta, nuclei, sciami e quant'altro, per affrontare la restante parte della stagione occorre rimettere ordine e riassestare gli apiari in modo da poter affrontare le nuove fioriture con materiale uniforme. Quasi ovunque tra la fine del raccolto dell'acacia e l'inizio della fioritura del castagno, del tiglio, dell'alta montagna, del girasole o del tuttifiori estivo vi è una pausa più o meno lunga. E' chiaramente solo una breve interruzione del raccolto da parte delle api, e non significa che sia giunto un momento di vacanza per l'apicoltore... Sicuramente, si spera, ci sarà tutto il miele immagazzinato da smielare; il vero apicoltore tuttavia dovrebbe riuscire a delegare ad altri questo compito, almeno in questa fase delicata della stagione, in cui ogni momento in più trascorso a guardare o spostare le api può essere assai più redditizio. Non vorrei con questa affermazione attirarmi le ire di mogli, fidanzate e sorelle... E allora di corsa sulle api! Come ci possono apparire?
Molte famiglie hanno ridotto la covata intasando i nidi, alcune in modo drastico, denotando sintomi di stanchezza per le regine. Alcune casse possono essere state orfanizzate durante l'operazione di raccolta dei melari con l'utilizzo del soffiatore; a tal fine sono di gran utilità le griglie escludi-regina. Gli eventuali sciami richiedono di essere allargati.
In definitiva la situazione sarà quantomai variegata e difforme, ben lungi da consentire una gestione razionale.
Quali le operazioni da compiere? Senza dubbio bisogna risolvere urgentemente tutte le situazioni contingenti (orfanità e regine scadenti o esaurite) e la soluzione migliore sarebbe disporre di api regine o celle reali.
Allevare regine sembra essere una operazione complicata per molti apicoltori sia dilettanti che professionali, gli uni spaventati dall'affrontare una tecnica nuova, gli altri pronti a snobbare tutto quanto esula dalla pratica comune. A mio parere l'apicoltore che impara ad allevarsi le regine ha compiuto un salto di qualità. L'alternativa è conoscere qualcuno che possa fornirne sempre all'occorrenza.
La maggior parte dei problemi in apiario a giugno si risolve portandosi in tasca alcune gabbiette di regine o celle mature pronte allo sfarfallamento. Se a inizio stagione le regine si tengono tutte, belle e brutte, per le difficoltà di un rinnovo precoce, a giugno si cambia a tappeto tutto ciò che lascia dei dubbi, ricorrendo a regine selezionate acquistate da allevatori di fiducia o allevandole a partire dai ceppi migliori dell'apiario. I maschi origineranno dalla selezione massale risultante dalla competizione dei maschi locali, molto numerosi in questo periodo dell'anno.
Rivolgendomi agli apicoltori dilettanti muovo l'invito a provare, senza lasciarsi influenzare dalla difficoltà del traslarvo, operazione più difficile da descrivere che da eseguire. Il materiale necessario può essere ridotto al minimo: un telaietto portastecche con un piccolo nutritore; il piking, piccolo uncinetto per raccogliere le larve appena schiuse; un nucleo in un polistirolo orfanizzato all'occorrenza, con due bei favi di covata fresca ai lati del telaio portastecche; un po' di pappa reale sul fondo dei cupolini per facilitare il traslarvo e tanta voglia di tentare un'esperienza nuova. Quando si vede deporre per la prima volta una regina scelta da noi, si comprende di aver fatto il salto, di poter essere artefici del lavoro futuro.
Una volta sistemato tutto ciò che deve essere rimesso a nuovo, non ci rimane che operare le scelte strategiche per i raccolti futuri. In Piemonte, ad esempio, le scelte possono essere tante. Star fermi ad aspettare (per i più fortunati), andare in alta montagna (le famiglie più belle) o al castagno oppure al tiglio, fioriture sulle quali si possono utilizzare anche le famiglie rimesse a nuovo, che saranno poi le prime ad essere spostate sulla metcalfa. Anche nel resto d'Italia non mancano le alternative, castagno quasi ovunque o alla portata, sulla, girasole, eucalipto, timo e… metcalfa.
Ognuno deve fare i propri conti e tentare la sorte.
A questo punto della stagione, però, non si pensa unicamente a produrre, ma ci si preoccupa di avere le api sane ed in forma per garantire le produzioni sino alla fine della stagione ed inoltre possiamo già iniziare ad elaborare i progetti per l'anno prossimo. In apicoltura spesso vanno meglio i sognatori, o forse i previdenti, che i ritardatari. E allora perché non sfruttare il parziale blocco di covata dopo l'acacia ed il buco di raccolto per operare un primo intervento contro la varroa? Un trattamento anche solo con una parziale efficacia in questo momento della stagione, potrebbe garantirci quindici giorni di tranquillità in più in agosto; la cosa può far riflettere.
L'ossalico non garantisce risultati apprezzabili; apilife var, apiguard ed il timolo in soluzione oleosa potrebbero essere una proposta.
Anche il solo rinnovo della regina o l'asportazione di due favi di covata per costituire un nucleo o, per i più volenterosi, il ritaglio di covata maschile possono contribuire ad allevare api più sane.
Dimenticavo un'ultima raccomandazione: una volta spostate le api in montagna o al castagno o chissà dove, prendetevi qualche giorno di vacanza con la famiglia (sogno maschera e pinne!).

Olivero Carlo

 


ultima modifica: 31 Luglio, 2010