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Quando si analizza la stagione
apistica spesso si è soliti distinguere le produzioni primaverili
da quelle estive. Giugno sta in mezzo ed è un nodo cruciale:
è il momento in cui si possono operare le scelte fra le possibili
alternative di raccolto, decidere come meglio sfruttare le famiglie
in allevamento, preparare i raccolti successivi e riorganizzare
gli apiari.
Come al solito non riuscirò a parlar di tutto ciò,
ma mi soffermerò su alcune considerazioni che spero possano
interessare.
Se con l'approssimarsi della fioritura dell'acacia o comunque del
primo importante raccolto di primavera la massima attenzione era
stata prestata per l'ottimale sfruttamento di tutte le potenzialità
produttive, ora, cessata la forte importazione, si affrontano nuove
strategie.
In primo luogo è fondamentale fare un bilancio della situazione
dell'apiario. Se per produrre l'acacia si tenevano in piedi anche
famiglie zoppicanti, regine alla frutta, nuclei, sciami e quant'altro,
per affrontare la restante parte della stagione occorre rimettere
ordine e riassestare gli apiari in modo da poter affrontare le nuove
fioriture con materiale uniforme. Quasi ovunque tra la fine del
raccolto dell'acacia e l'inizio della fioritura del castagno, del
tiglio, dell'alta montagna, del girasole o del tuttifiori estivo
vi è una pausa più o meno lunga. E' chiaramente solo
una breve interruzione del raccolto da parte delle api, e non significa
che sia giunto un momento di vacanza per l'apicoltore... Sicuramente,
si spera, ci sarà tutto il miele immagazzinato da smielare;
il vero apicoltore tuttavia dovrebbe riuscire a delegare ad altri
questo compito, almeno in questa fase delicata della stagione, in
cui ogni momento in più trascorso a guardare o spostare le
api può essere assai più redditizio. Non vorrei con
questa affermazione attirarmi le ire di mogli, fidanzate e sorelle...
E allora di corsa sulle api! Come ci possono apparire?
Molte famiglie hanno ridotto la covata intasando i nidi, alcune
in modo drastico, denotando sintomi di stanchezza per le regine.
Alcune casse possono essere state orfanizzate durante l'operazione
di raccolta dei melari con l'utilizzo del soffiatore; a tal fine
sono di gran utilità le griglie escludi-regina. Gli eventuali
sciami richiedono di essere allargati.
In definitiva la situazione sarà quantomai variegata e difforme,
ben lungi da consentire una gestione razionale.
Quali le operazioni da compiere? Senza dubbio bisogna risolvere
urgentemente tutte le situazioni contingenti (orfanità e
regine scadenti o esaurite) e la soluzione migliore sarebbe disporre
di api regine o celle reali.
Allevare regine sembra essere una operazione complicata per molti
apicoltori sia dilettanti che professionali, gli uni spaventati
dall'affrontare una tecnica nuova, gli altri pronti a snobbare tutto
quanto esula dalla pratica comune. A mio parere l'apicoltore che
impara ad allevarsi le regine ha compiuto un salto di qualità.
L'alternativa è conoscere qualcuno che possa fornirne sempre
all'occorrenza.
La maggior parte dei problemi in apiario a giugno si risolve portandosi
in tasca alcune gabbiette di regine o celle mature pronte allo sfarfallamento.
Se a inizio stagione le regine si tengono tutte, belle e brutte,
per le difficoltà di un rinnovo precoce, a giugno si cambia
a tappeto tutto ciò che lascia dei dubbi, ricorrendo a regine
selezionate acquistate da allevatori di fiducia o allevandole a
partire dai ceppi migliori dell'apiario. I maschi origineranno dalla
selezione massale risultante dalla competizione dei maschi locali,
molto numerosi in questo periodo dell'anno.
Rivolgendomi agli apicoltori dilettanti muovo l'invito a provare,
senza lasciarsi influenzare dalla difficoltà del traslarvo,
operazione più difficile da descrivere che da eseguire. Il
materiale necessario può essere ridotto al minimo: un telaietto
portastecche con un piccolo nutritore; il piking, piccolo uncinetto
per raccogliere le larve appena schiuse; un nucleo in un polistirolo
orfanizzato all'occorrenza, con due bei favi di covata fresca ai
lati del telaio portastecche; un po' di pappa reale sul fondo dei
cupolini per facilitare il traslarvo e tanta voglia di tentare un'esperienza
nuova. Quando si vede deporre per la prima volta una regina scelta
da noi, si comprende di aver fatto il salto, di poter essere artefici
del lavoro futuro.
Una volta sistemato tutto ciò che deve essere rimesso a nuovo,
non ci rimane che operare le scelte strategiche per i raccolti futuri.
In Piemonte, ad esempio, le scelte possono essere tante. Star fermi
ad aspettare (per i più fortunati), andare in alta montagna
(le famiglie più belle) o al castagno oppure al tiglio, fioriture
sulle quali si possono utilizzare anche le famiglie rimesse a nuovo,
che saranno poi le prime ad essere spostate sulla metcalfa. Anche
nel resto d'Italia non mancano le alternative, castagno quasi ovunque
o alla portata, sulla, girasole, eucalipto, timo e… metcalfa.
Ognuno deve fare i propri conti e tentare la sorte.
A questo punto della stagione, però, non si pensa unicamente
a produrre, ma ci si preoccupa di avere le api sane ed in forma
per garantire le produzioni sino alla fine della stagione ed inoltre
possiamo già iniziare ad elaborare i progetti per l'anno
prossimo. In apicoltura spesso vanno meglio i sognatori, o forse
i previdenti, che i ritardatari. E allora perché non sfruttare
il parziale blocco di covata dopo l'acacia ed il buco di raccolto
per operare un primo intervento contro la varroa? Un trattamento
anche solo con una parziale efficacia in questo momento della stagione,
potrebbe garantirci quindici giorni di tranquillità in più
in agosto; la cosa può far riflettere.
L'ossalico non garantisce risultati apprezzabili; apilife var, apiguard
ed il timolo in soluzione oleosa potrebbero essere una proposta.
Anche il solo rinnovo della regina o l'asportazione di due favi
di covata per costituire un nucleo o, per i più volenterosi,
il ritaglio di covata maschile possono contribuire ad allevare api
più sane.
Dimenticavo un'ultima raccomandazione: una volta spostate le api
in montagna o al castagno o chissà dove, prendetevi qualche
giorno di vacanza con la famiglia (sogno maschera e pinne!).
Olivero Carlo
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