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lavori in apiario
 
calendario gennaio

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E' trascorso quasi un anno da quando mi è stato affidato l'arduo compito di descrivere sulle pagine di L'Apis i lavori del mese. Avevo cominciato con il mese di Gennaio ed ora sono nuovamente al primo mese dell'anno.
Cammin facendo, abbiamo infatti anticipato un po' i tempi per fare in modo di non arrivare mai in ritardo sul lavoro da svolgere.
Non era stato facile la prima volta dire cosa fare con le api in questo momento dell'anno e ancora più complicato è parlarne ora senza il rischio di ripetermi e di annoiarvi, soprattutto essendo poco il lavoro da proporre. Mi prefiggo di essere sintetico nella trattazione e di lanciare piuttosto qualche spunto di riflessione.
Gennaio è quasi ovunque il mese in cui si registrano le temperature più basse, ma da capodanno al trentuno del mese le giornate si allungano di molto. Per le api è mediamente il mese di dicembre quello più inoperoso, mentre, con il crescere delle ore di luce può già riprendere una certa attività, in modo particolare ove il clima è più mite.
Alcuni apicoltori sfruttano la possibilità di una ripresa precoce spostando gli apiari in villeggiatura in riva al mare, per salvare i nuclei più scarsi o nell'intento di produrre favi di covata ed api. Gennaio e febbraio, mesi di tutto riposo per le api nei climi più freddi, sono talvolta quasi primavera nei paradisi più caldi.
Se le api possono avere comportamenti diversi, il compito dell'apicoltore in questo mese dell'anno è ovunque lo stesso: staccare la spina, riposarsi, sfruttare la pausa per documentarsi, frequentare corsi (per i professionisti c'è il rituale appuntamento annuale), programmare la stagione futura, acquistare il materiale per tempo, far lavorare la cera… e soprattutto non toccare le api.
Può essere pericoloso? Si danneggia il glomere? Si tolgono i sigilli di propoli che bloccano gli spifferi? Niente di tutto ciò; le api possono sopportare pazientemente anche queste intrusioni, è solo che in questo periodo ogni lavoro è inutile.
Può apparire strano, ma ventitré anni di esperienza come tecnico mi hanno rivelato che le api più belle sono quelle che ogni tanto vengono dimenticate, o meglio, sono quelle di chi le guarda quando è ora, quando non si tratta solo di guardarle ma di intervenire in qualche modo. Quando non si sa cosa fare, come intervenire, spesso è meglio non far nulla!!
Ma se qualcuno è già in crisi di astinenza o vuol provare l'adrenalina di una puntura fuori stagione, (a me sembrano fare ancor più male e sarei curioso di sapere se è dimostrato che le api invernali iniettano più veleno), nulla vieta di guardare le api dall'esterno.
Se non ci sono api morte sui predellini, se non ce ne sono davanti o sulla neve, se le famiglie consumano il candito regolarmente, se, quando il sole scalda le porticine, le api escono regolarmente per purificarsi, se non ci sono troppe macchie di deiezioni, se queste appaiono comunque a virgola e non liquide o unte, se… allora continuiamo tranquilli a dormire sugli allori ed a fantasticare sulle fioriture future. Se per contro si verificano alcuni degli inconvenienti sopra citati, non è comunque il momento di prendere provvedimenti… salvo prenotare l'acquisto di nuclei per la primavera. E' infatti inutile piangere sul latte versato, ma è ancor presto per rimboccarsi le maniche e cercare un rimedio. Si aspetta col cuore in gola e a febbraio faremo i bilanci e valuteremo come intervenire. Le visite hanno lo scopo di verificare furti o atti vandalici, di rimediare ad eventuali danni da agenti atmosferici straordinari quali nevicate record o venti di burrasca, e tutt'al più verificare, con l'estrazione di alcuni cassettini sul fondo, se alcune casse hanno ripreso la covata e se ci sono cadute di varroe residue. I trattamenti dovremmo già averli eseguiti anche in considerazione del fatto che a gennaio è più frequente la presenza di covata che non a dicembre. Per i ritardatari questa può essere l'ultima spiaggia.
Si devono nutrire le api in gennaio? Teoricamente no perché bisognava intervenire prima; inoltre in dicembre e gennaio i consumi sono irrisori. Per chi teme di arrivare in ritardo, un pane di candito presenta solo vantaggi, a parte il costo… ma con le api sono spesso premiati i generosi.
Non dovendo lavorare in apiario, chi proprio non sa stare con le mani in mano può trasferirsi in magazzino. L'apicoltore si trasforma in confezionatore e commerciante (ma è un altro mestiere e non voglio parlarne) molto spesso con poche capacità e competenze, oppure in falegname, fabbro o quant'altro (e di questo non parlo perché sono una negazione).
Ritengo lavoro strettamente apistico unicamente la manutenzione del materiale, lasciandone ad altri la fabbricazione. Sono certo che molti lavori svolti non possano essere considerati economicamente remunerativi, anche se possono essere importanti sia per apicoltori per diletto che vogliono occupare il tempo libero invernale, che per i professionali che hanno in quel periodo manodopera in esubero o comunque a basso costo. Anche i telaini da nido e da melario si possono oggi acquistare già infilati a buon prezzo e così pure questa noiosa incombenza è dimenticata. Per la cronaca le mie figlie per infilare telaini, lavorando a cottimo, si facevano pagare il doppio e… rischiavo lo sfruttamento di lavoro minorile. Resta da fare, invece, l'inserimento dei fogli cerei, ed in questo caso vorrei proporre due consigli: utilizzare se possibile fogli del peso di almeno 110g in cui è più facile annegare i fili stagnati od in acciaio dell'armatura; capita spesso, osservando i favi di covata, di vedere cellette inutilizzabili perché percorse dal filo. Il foglio più spesso richiede meno cera alle api e sarà dunque "tirato" più rapidamente.
Saldare il cereo contro la base inferiore dei telaini; così facendo il favo verrà sfruttato nella sua interezza perché la finestra superiore verrà richiusa anche in assenza di cereo, con cellette da fuchi o da miele, che sono adattissime per la cornice superiore alla covata.
Il prossimo appuntamento è per il prossimo anno che trascorreremo ancora insieme. Per il mese di febbraio e successivi prometto che accenderemo gli affumicatori e metteremo le mani nelle casse!

Carlo Olivero



ultima modifica: 31 Luglio, 2010