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GAUCHO
2000
(dicembre
2000) a cura del Coordinamento degli
Apicoltori della Francia
Situazione delle analisi dei residui dei pesticidi
- programma C.N.R.S. - a fine febbraio 2000.
Le analisi fatte nel 1998 sono confermate sui campioni del '98,
'99 e 2000 grazie ad un metodo ulteriormente migliorato e validato
(norme CE). I residui di imidacloprid sono presenti in tutti i campioni
provenienti da siti trattati ed in una larga parte di quelli provenienti
da siti non trattati (studi CNRS e CETIOM).
Il dosaggio dei metaboliti è necessario perché risultano
molto più tossici del principio attivo imidacloprid stesso.
Sono emersi alcuni nuovi elementi.
Nella pianta di girasole, il principio attivo diminuisce con il
tempo, ma se ne osserva una ricrescita dopo 55 giorni (semina +
55giorni), quindi all'inizio della fioritura. La pianta concentra,
allo stadio della fioritura, tutti gli elementi della linfa. Questo
fenomeno spiega la presenza dell'imidacloprid nei fiori e nei pollini.
Le api, al momento della bottinatura, potrebbero essere intossicate
tanto per contatto (polline), che per ingestione (nettare).
Sembra anche confermarsi che nella neurotossicità sull'ape,
non ci sia "effetto soglia", cosa che è già
stata osservata in altri casi simili. Ovvero una dose di 4 ppb è
già sufficiente a perturbare tutte le funzioni vitali dell'ape,
analogamente ad una dose più elevata.
Altro punto importante: non è sensato ricercare residui in
api morte. Questi residui si metabolizzano molto velocemente e spariscono
in qualche ora. Le analisi di tutti i prelevamenti condotti nel
1999 - girasole e mais - sono in corso. I risultati verranno comunicati
quando il tutto sarà concluso, probabilmente alla fine del
primo semestre 2000. Le analisi sul campo sono terminate e confermano
la presenza del principio attivo nel suolo, con un assorbimento
dello stesso da parte della coltura dell'anno successivo.
Il CETIOM (Centro di Studi Tecnici Professionali delle Oleaginose
Metropolitane) ha, anche quest'anno, effettuato delle analisi di
vegetali (girasole) non trattati nel corso dell'anno, ma coltivati
su appezzamenti trattati precedentemente con Gaucho. Due anni dopo
vengono ancora confermati i risultati rilevati dal CNRS nel 1998.
In conclusione, i problemi imidacloprid-api non possono essere risolti
se non attraverso il divieto totale di questo prodotto su tutte
le colture, come è stato fatto in Olanda.
Senza la nostra lotta, anche le sementi di colza sarebbero già
state trattate con Gaucho. La Bayer ha, infatti, depositato una
nuova domanda di autorizzazione per questa coltura. Noi tutti dobbiamo
sperare che, per l'avvenire, le api vengano tenute in maggiore considerazione,
prima della messa sul mercato di nuovi insetticidi, poiché
esse sono anche eccellenti sentinelle dell'ambiente.
Altre molecole arrivano...quindi altri nuovi problemi.
GAUCHO
1999
(dicembre
1999) a cura del Coordinamento degli
Apicoltori della Francia
La legge (dello stato Francese n.d.r.) Barnier del 1995 recita:
"l'assenza di certezze, tenuto conto delle conoscenze scientifiche
e tecniche del momento, non deve ritardare l'adozione di misure
concrete ed adeguate per prevenire un rischio di danni gravi ed
irreversibili per l'ambiente ad un costo economico accettabile".
Così è stato istituito nel diritto francese, per le
questioni relative alla preservazione dell'ambiente, il principio
di precauzione.
Il Ministro dell'Agricoltura e della Pesca, J. Glavany, ha deciso
di ritirare provvisoriamente l'autorizzazione all'utilizzo, come
conciante dei semi di girasole, del Gaucho nell'attesa dei risultati
di studi scientifici supplementari. Secondo il comunicato stampa
del Ministero dell'Agricoltura "questa decisione tiene conto
dell'assenza di certezze scientifiche e tecniche sull'eventuale
legame tra l'utilizzo del Gaucho per il trattamento delle sementi
di girasole e l'insorgenza di spopolamenti di alveari che è
alla base di una riduzione del raccolto di miele".
Il principio di precauzione è così implicitamente
chiamato in causa. Se è vero che il ministro J. Glavany non
aveva motivato la sua decisione di sospendere il trattamento con
Gaucho sui semi di girasole, egli ha tuttavia precisato che, in
questo modo, ha voluto "limitare il rischio di esposizione
delle api ad eventuali effetti negativi del Gaucho, attendendo i
risultati di studi supplementari".
Si può quindi ragionevolmente supporre che il Ministro abbia
valutato che il divieto del trattamento con Gaucho delle sole sementi
di girasole fosse una riposta adeguata e sufficiente alla probabilità
di gravi danni sulle api bottinanti in zone con estese colture.
Con un documento inviato al Ministero dell'Agricoltura, gli apicoltori
hanno insistito sul fatto che le vie di contaminazione delle api
con l'imidacloprid sono molteplici in quelle zone di colture estese
ed intensive, perché si possa parlare di una reale limitazione
del rischio di esposizione.
Gli apicoltori hanno tuttavia dovuto rassegnarsi alla decisione
ministeriale poiché la dimostrazione, con il programma di
studio Gaucho/Api - 1998", della esclusiva responsabilità
dell'imidacloprid nello spopolamento dei loro alveari non era indiscutibile.
GAUCHO 1998
(dicembre
1998) a cura del Coordinamento degli
Apicoltori della Francia
1)
Il fenomeno dell'intossicazione si è evidenziato dal 1994
nel Centro della Francia, dal 1995-1996 nel Centro-Ovest, ed è
concomitante con l'introduzione ed il progressivo impiego del Gaucho.
L'imidacloprid è un insetticida, classificato molto tossico
per le api; è molto persistente e perfettamente sistemico
(il principio attivo, una volta penetrato nella pianta, migra da
un organo all'altro della pianta stessa).
2) Le osservazioni sul campo e le analisi condotte permettono agli
apicoltori di avanzare fondati sospetti sul Gaucho già dalla
fine del 1997.
3) Si è avviato nel 1998 un programma di studi sugli effetti
secondari dell'imidacloprid sulle api articolato in tre settori:
gli studi di laboratorio/le analisi dei residui dell'imidacloprid
e dei suoi metaboliti/gli studi sul campo. Le conclusioni sono state:
1 - Le sperimentazioni in laboratorio dimostrano gli effetti negativi
del principio attivo su certe funzioni vitali dell'ape o della famiglia
già a concentrazioni definite come subletali, che, sovente,
non sono quantificabili con l'analisi dei residui (meno di 1ppb,
ovvero una parte per miliardo).
2 - Le analisi evidenziano che nel girasole trattato con Gaucho
si riscontrano concentrazioni di p.a. fino a 20 volte la concentrazione
subletale conosciuta (meno di 1 ppb). Nelle piante non trattate
il prodotto viene comunque ritrovato; ciò si spiega solo
con la presenza del principio attivo nel suolo a causa delle precedenti
colture trattate con Gaucho.
3 - Le sperimentazioni sul terreno risultano inutili: l'elevata
persistenza fa si che il p.a. ricompaia là dove non dovrebbe
ritrovarsi!! Essendo contaminati i siti testimone di terreno delle
prove comparative, non appaiono differenze sostanziali.
4 - Gli apicoltori non possono sopportare perdite di raccolto estivo
dell'ordine del 40-70%. Con la prospettiva della sparizione a medio
termine di molte aziende apistiche, si verificheranno carenze di
impollinazione per le colture a pieno campo e per i frutteti.
5 - Nelle regioni dove ogni anno il 25% della superficie agricola
è seminato con sementi trattate con Gaucho, e dove permangono
i residui delle culture degli anni precedenti, il principio attivo
può contaminare buona parte del territorio circostante; l'ape
non avrà probabilità di evitare il contatto con l'imidacloprid.
6 - Se l'imidacloprid fosse stato giudicato sulla base delle disposizioni
della Direttiva Europea 91/414 non ne sarebbe stata autorizzata
la vendita (la persistenza del p.a. è decisamente superiore
ai 90 giorni/il profilo esposizione-tossicità per le api
è molto sfavorevole).
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