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UN
ALTRO PERICOLO PER LE API: I TRATTAMENTI CONTRO LA FLAVESCENZA DORATA
a cura Francesco Ruini
(2/2001)
La
flavescenza dorata è una grave malattia della vite provocata
da un micoplasma (una specie di batterio) a sua volta veicolato
da un insetto, lo Scafoideus titanus.
Questa
malattia in alcuni areali è già presente da tempo
e sta creando notevoli danni ai vigneti in quanto le piante colpite
debbono essere estirpate e distrutte.
L'infezione da pianta a pianta viene trasmessa dallo scafoideo e
perciò il contenimento della malattia si basa sulla lotta
a questo insetto con due trattamenti insetticidi: il primo, contro
le uova e gli stadi giovanili, attorno al 20 giugno, il secondo,
contro gli insetti adulti, 20 giorni più tardi. Fino ad ora
non erano ancora emerse notizie di problemi seri legati a questi
trattamenti, ma, quando lo scorso anno, la flavescenza dorata è
arrivata a Reggio Emilia, sono stati dolori, poiché in concomitanza
al secondo trattamento si sono verificati parecchi apicidi.
La causa di questa massiccia mortalità di api è data
dal fatto che a Reggio, come anche a Modena, i vigneti tradizionali
sono alti e completamente inerbiti; in luglio sono un tappeto di
trifoglio ladino e se questo non viene sfalciato prima del trattamento
insetticida è il disastro!
Lo scorso anno siamo stati colti impreparati, nessuno ci aveva avvertito
(come al solito tutti sono prodighi di elogi e considerazione per
il ruolo delle api in agricoltura, ma quando serve nessuno se ne
ricorda!) e abbiamo dovuto subire; per quest'anno cercheremo di
farci sentire e rivendicare il nostro diritto all'esistenza e alla
tutela!
Nella
Regione Emilia Romagna (così come in altre regioni) è
in vigore un decreto del '91 che obbliga allo sfalcio prevetivo
delle erbe suttostanti alle colture da trattare con insetticidi
e acaricidi e che prevede per gli inadempienti multe da 1 a 6 milioni
di lire: chiediamo che la conoscenza di questo decreto sia diffusa
e che siano fatti concreti controlli sulla sua applicazione; visto
che i prodotti utilizzabili non sono tutti uguali chiediamo con
forza che siano usati quelli meno dannosi per le api! Già
l'anno scorso le api non sono morte dappertutto, ciò significa
che la possibilità di salvare i vigneti e anche le api esiste
e pretendiamo che siano messe in atto tutte le strategie volte a
questo obiettivo.
Abbiamo
preso contatto con tutti gli organismi che a vario titolo hanno
un ruolo in questo problema: Asessorato Provinciale all'Agricoltura,
Servizio fitosanitario Regionale, Consorzio Provinciale Fitosanitario,
ARPA, Servizi Veterinari, cantine; se non operiamo tutti nella stessa
direzione vengono vanificati decenni di impegno della regione a
favore dell'apicoltura e della diffusione di tecniche agricole a
basso impatto e rispettose dell'ambiente.
Sarebbe ora che a tutti i livelli si mettessero bene in mente che
l'apicoltura non è folklore, ma un'attività economica
al pari delle altre; i nostri apiari equivalgono ai vigneti e ai
frutteti e non possiamo subire interventi all'insegna del pressapochismo
e dell'ignoranza!
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