mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


DOVE SONO FINITI GLI AIUTI AGLI APICOLTORI?

(16 settembre) L'apicoltura italiana rischia di scomparire insieme agli oltre 50 miliardi di api italiane, indispensabili per garantire un corretto equilibrio ambientale e le produzioni agricole.
Il grido dall'allarme arriva da Castel San Pietro Terme (Bo), in chiusura di un convegno sulla "Difesa del miele vergine integrale e applicazioni di misure urgenti di sostegno all'apicoltura", svolto nell'ambito della Fiera nazionale del Miele, al quale hanno partecipato rappresentanti del Parlamento e una nutritissima rappresentanza degli apicoltori italiani.
La gravissima crisi che ha colpito l'apicoltura italiana - la produzione di miele nel 2002 è scesa del
70% a causa del maltempo - senza un immediato aiuto da parte del Governo potrebbe trasformarsi in un incalcolabile danno per tutto il sistema agro-ambientale italiano.
Per molti apicoltori professionisti è venuto il momento di decidere se continuare nella propria
attività o abbandonare l'allevamento delle api. E senza le api, rischia di crollare tutta la catena che da esse parte.
E' stato infatti calcolato che il reale valore monetario del settore apicolo in Italia non si limita
a quello relativo alla produzione di miele e derivati (pari a circa 60 milioni di Euro all'anno), ma supera i 2,5 miliardi di Euro se si considera il servizio di impollinazione all'agricoltura e i 3,5 miliardi di Euro se si tiene conto delle piante spontanee.
Dunque, la scomparsa dell'apicoltura non significa solo una perdita di 7-8 mila posti di lavoro (tanti sono gli apicoltori professionisti in Italia), o di 10 mila tonnellate di miele (produzione annua media), ma di un danno inimmaginabile per l'agricoltura e l'ambiente.
Per questi motivi da Castel San Pietro Terme è partita una lettera al ministro alle Politiche agricole
Giovanni Alemanno e ai presidenti delle Regioni italiane, per chiedere immediatamente un incontro
chiarificatore. I firmatari: l'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, il Consorzio nazionale apicoltori, l'Osservatorio nazionale del miele, l'Associazione nazionale "Città del miele",
confortati dal parere tecnico-scientifico dell'Istituto nazionale di apicoltura, chiedono che
nell'incontro vengano definiti:
- quali interventi intende attuare il Governo per far fronte al grave momento di crisi dell'apicoltura
italiana e su quale fondo si intende reperire i finanziamenti (i 3,8 milioni di Euro promessi nei
giorni scorsi sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali non sono arrivati);
- tempi e modi per una rapida approvazione della legge sull'apicoltura;
- un azione a sostegno del definitivo riconoscimento della specialità tradizionale garantita per il miele vergine integrale;
- provvedimenti per evitare i ricorrenti avvelenamenti di api causati da un non corretto uso degli
antiparassitari;
- provvedimenti per evitare il rischio di frodi a fronte di una grande richiesta di miele, considerando la poca disponibilità di prodotto;
- azioni nazionali per l'assistenza tecnica e la promozione del settore apicolo, con il reinserimento
nella norma finanziaria 2003 dei fondi ritrattati con la precedente del 2002.
Servono immediatamente 4 milioni Euro per non fare morire l'apicoltura italiana.


ultima modifica:16 Settembre, 2002 -