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(16 settembre)
L'apicoltura italiana rischia di scomparire
insieme agli oltre 50 miliardi di api italiane, indispensabili per garantire
un corretto equilibrio ambientale e le produzioni agricole.
Il grido dall'allarme arriva da Castel San Pietro Terme (Bo), in chiusura
di un convegno sulla "Difesa del miele vergine integrale e applicazioni
di misure urgenti di sostegno all'apicoltura", svolto nell'ambito
della Fiera nazionale del Miele, al quale hanno partecipato rappresentanti
del Parlamento e una nutritissima rappresentanza degli apicoltori italiani.
La gravissima crisi che ha colpito l'apicoltura italiana - la produzione
di miele nel 2002 è scesa del
70% a causa del maltempo - senza un immediato aiuto da parte del Governo
potrebbe trasformarsi in un incalcolabile danno per tutto il sistema agro-ambientale
italiano.
Per molti apicoltori professionisti è venuto il momento di decidere
se continuare nella propria
attività o abbandonare l'allevamento delle api. E senza le api,
rischia di crollare tutta la catena che da esse parte.
E' stato infatti calcolato che il reale valore monetario del settore apicolo
in Italia non si limita
a quello relativo alla produzione di miele e derivati (pari a circa 60
milioni di Euro all'anno), ma supera i 2,5 miliardi di Euro se si considera
il servizio di impollinazione all'agricoltura e i 3,5 miliardi di Euro
se si tiene conto delle piante spontanee.
Dunque, la scomparsa dell'apicoltura non significa solo una perdita di
7-8 mila posti di lavoro (tanti sono gli apicoltori professionisti in
Italia), o di 10 mila tonnellate di miele (produzione annua media), ma
di un danno inimmaginabile per l'agricoltura e l'ambiente.
Per questi motivi da Castel San Pietro Terme è partita una lettera
al ministro alle Politiche agricole
Giovanni Alemanno e ai presidenti delle Regioni italiane, per chiedere
immediatamente un incontro
chiarificatore. I firmatari: l'Unione nazionale associazioni apicoltori
italiani, il Consorzio nazionale apicoltori, l'Osservatorio nazionale
del miele, l'Associazione nazionale "Città del miele",
confortati dal parere tecnico-scientifico dell'Istituto nazionale di apicoltura,
chiedono che
nell'incontro vengano definiti:
- quali interventi intende attuare il Governo per far fronte al grave
momento di crisi dell'apicoltura
italiana e su quale fondo si intende reperire i finanziamenti (i 3,8 milioni
di Euro promessi nei
giorni scorsi sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità
naturali non sono arrivati);
- tempi e modi per una rapida approvazione della legge sull'apicoltura;
- un azione a sostegno del definitivo riconoscimento della specialità
tradizionale garantita per il miele vergine integrale;
- provvedimenti per evitare i ricorrenti avvelenamenti di api causati
da un non corretto uso degli
antiparassitari;
- provvedimenti per evitare il rischio di frodi a fronte di una grande
richiesta di miele, considerando la poca disponibilità di prodotto;
- azioni nazionali per l'assistenza tecnica e la promozione del settore
apicolo, con il reinserimento
nella norma finanziaria 2003 dei fondi ritrattati con la precedente del
2002.
Servono immediatamente 4 milioni Euro per non fare morire l'apicoltura
italiana.
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ultima modifica:16 Settembre, 2002
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