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1
- Che cos'è il miele?
E' il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal
nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive
di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano,
combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano
maturare nei favi dell'alveare.
2
- Il miele fa ingrassare?
Il miele è un alimento calorico (320 kcal ogni 100 g),
quindi chi è a dieta deve fare attenzione alla quantità
che ne utilizza. Il vantaggio del miele sta però nel suo
elevato potere dolcificante, dovuto all'alto contenuto di fruttosio,
che permette di zuccherare un alimento usando meno calorie rispetto
a quelle che si utilizzerebbero dolcificando con lo zucchero.
3
- È vero che il miele cristallizzato è quello a
cui è stato aggiunto dello zucchero?
No, non è vero. La tendenza a cristallizzare è un
processo naturale che interessa quasi tutti i mieli. Gli unici
che rimangono liquidi per molto tempo, fino a due anni dalla raccolta,
sono il miele di acacia, di castagno e di melata, ricchi di fruttosio.
4
- È meglio il miele liquido o cristallizzato?
La scelta tra miele liquido e cristallizzato è una questione
di gusto personale.
Occorre però sottolineare che solo alcuni mieli si mantengono
liquidi a lungo (il miele di acacia, di castagno e di melata),
mentre gli altri si presentano liquidi perché hanno subito
un trattamento termico, che annulla completamente la cristallizzazione,
ma deprezza la qualità del miele impoverendone le caratteristiche
nutrizionali.
5
- È meglio usare il miele o lo zucchero?
Utilizzare il miele al posto dello zucchero presenta senza dubbio
numerosi vantaggi. Primo di tutti l'apporto all'organismo di energia
subito disponibile sotto forma di glucosio e fruttosio, zuccheri
semplici che non richiedono alcun processo digestivo. Inoltre
il fruttosio è uno zucchero che ha proprietà emollienti
utili a livello della gola, dello stomaco e dell'intestino. È
indispensabile inoltre per lo smaltimento delle sostanze tossiche
e nocive che si accumulano nel fegato. Di grande importanza sono
anche le sue proprietà antibatteriche, grazie alle quali
il miele viene utilizzato da secoli a fini terapeutici.
6
- Quando scade il miele?
Grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche (elevata acidità,
alto tenore zuccherino, presenza di sostanze antibatteriche) che
creano un ambiente ostile allo sviluppo dei batteri, il miele
si conserva molto a lungo.
Ad accelerarne l'invecchiamento sono le temperature elevate e
la luce diretta. Si ha allora una progressiva degradazione degli
zuccheri, un impoverimento degli aromi e un inscurimento del colore.
Bisogna però sottolineare che anche in questo caso il miele
non diventa mai nocivo per la salute, pur perdendo le caratteristiche
peculiari del prodotto fresco. È consigliabile comunque
consumare il miele entro due anni dalla data di produzione.
7
- Il miele di castagno ha un sapore molto amaro: è normale
o diventa amaro quando è avariato?
Il gusto molto amaro è tipico del miele di castagno. Come
molti altri mieli monofloreali, a caratterizzarlo non è
solo il sapore ma anche il colore scuro e l'odore un po' acre.
8
- Il miele di melata deriva dalle mele?
No, il miele di melata si ottiene da una secrezione zuccherina,
detta melata, che le piante producono in seguito all'aggressione
di insetti dell'ordine dei rincoti.
9
- Come si possono tenere lontane le api durante un pranzo all'aperto?
Le api non sono mai attratte dal cibo, lo sono invece le vespe
che si riconoscono facilmente per il volo a scatti e il corsetto
sottile.
10
- Cosa si deve fare in caso di puntura?
In caso di puntura bisogna innanzitutto togliere il pungiglione,
che altrimenti continua a emettere veleno, e raffreddare la parte
colpita. In caso di allergia con manifestazioni di difficoltà
respiratorie è necessario consultare il medico.
11
- È vero che l'ape quando punge muore?
È vero, ma solo quando punge i mammiferi e gli uccelli.
Infatti il pungiglione, provvisto di uncini, rimane impigliato
nella pelle. L'ape nell'allontanarsi si strappa l'addome e muore.
12
- Quanto miele consuma l'alveare per se stesso?
L'alveare consuma da 220 a 250 chili di miele. L'apicoltore sottrae
alle api circa il 10% di miele.
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