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Faq - Domande frequenti
 
Il mestiere di apicoltore
 

1 - A che distanza da strade ed abitazioni posso collocare il mio apiario?
Nella collocazione degli apiari, le distanze da rispettare da edifici o strade o ferrovie sono in genere regolamentate da leggi e regolamenti regionali e/o provinciali, pertanto è bene fare riferimento alle norme locali.

2 - Posso vendere al dettaglio il miele sfuso travasandolo in contenitori forniti dal cliente?
La legge 753 del 1982, che disciplina la produzione, il confezionamento e l'etichettatura del miele, stabilisce all'art.6 che " Il miele destinato al consumatore deve essere confezionato in contenitori chiusi recanti le seguenti indicazioni…". Pertanto non è possibile vendere al consumatore il miele sfuso, non confezionato in contenitori chiusi recanti tutte le indicazioni previste dalla normativa

3 - Che cosa indica la sigla HMF?
Una sostanza fondamentale per la caratterizzazione qualitativa del miele è l'idrossimetilfurfurale (HMF), elemento pressoché assente nel miele appena estratto dai melari e che si forma successivamente per degradazione degli zuccheri (principalmente il fruttosio). Aumenta nel tempo gradatamente durante la conservazione, con incrementi notevoli se il miele viene sottoposto a trattamento termico od è conservato al caldo. È pertanto una componente adatta a misurare l'"età" del miele e valutare i processi cui è stato sottoposto.

4 - Sono un piccolo produttore, poco più che hobbista, che cosa devo fare per vendere al dettaglio il miele che non consumo direttamente?
Per poter vendere al dettaglio il miele, anche modeste quantità, ma comunque venderlo, è necessario mettersi in regola sia riguardo la normativa fiscale-amministrativa, che per ciò che riguarda la corretta produzione dal punto di vista igienico-sanitario, pertanto semplificando e rimandando alle specifiche pagine riguardanti le normative in apicoltura e lo specifico dossier:
1. Acquisire partita IVA (per attività agricola) ed iscrizione alla C.C.I.A.A. (camera del commercio registro delle imprese agricole),
2. Attenersi alle norme relative al regime Iva in agricoltura
3. Smielare e confezionare il prodotto in locali autorizzati dal punto di vista igienico-sanitario,
4. Attenersi alle norme relative al confezionamento ed etichettatura del miele,
5. Comunicare al Sindaco l'inizio dell'attività di vendita del miele.

5 - Sono un apicoltore, con relativa partita IVA, che fa la smielatura presso un locale autorizzato gestito da una cooperativa di apicoltori, posso vendere i miei vasetti di miele presso la mia abitazione?
La vendita dei prodotti agricoli, e quindi del miele, può avvenire a seguito di semplice comunicazione al Sindaco del comune in cui si intende esercitare la vendita, nella stessa va indicato il luogo e le modalità di vendita (ad esempio commercio elettronico). Pertanto i vasetti di miele possono essere venduti presso l'abitazione del produttore (che diventa luogo aperto al pubblico).

6 - Per un piccolo apicoltore in possesso di partita IVA, è obbligatoria l'iscrizione al registro delle imprese?
Il dlgs. 228 del 2001 prevede che la vendita al dettaglio dei prodotti provenienti in misura prevalente dalla propria azienda, è possibile per tutti gli imprenditori agricoli iscritti al registro delle imprese, senza fare distinzione o esenzioni per i piccoli produttori. In precedenza i produttori con fatturato inferiore ai 2.582,28 Euro (vecchie 5 milioni lire), in regime IVA speciale, erano esonerati dall'iscrizione. Allo stato attuale sembra che siano esonerati solo coloro che, con fatturato minimo, effettuano solo vendite all'ingrosso. Per tali vendite non è necessaria alcuna comunicazione al Sindaco o richiesta di autorizzazione.

7 - Sono un dipendente di un ente pubblico, ho una piccola attività di apicoltura e vorrei vendere il mio prodotto al pubblico, posso prendere la partita IVA?
A meno di regolamenti specifici dell'ente per cui lavora, la partita IVA che fa riferimento ad un'attività agricola (e quindi anche l'apicoltura), può essere presa da chiunque, anche da chi è dipendente di un ente pubblico, peraltro escluso dal potere esercitare qualunque attività nel commercio, nell'industria e o la libera professione. Comunque, secondo diverse interpretazioni, l'attività agricola, in questo caso extra-istituzionale, non deve oltrepassare i limiti della saltuarietà e dell'occasionalità, a meno che non venga scelto il part-time per il rapporto di lavoro con l'ente pubblico.

8 - Qual è la scadenza annuale entro cui fare il rinnovo della denuncia degli alveari alla ASL?
Come riguardo ad altre norme, in Italia non esiste una scadenza unica per il rinnovo della denuncia degli alveari, ma ogni regione ha un suo proprio regolamento e quindi differenti scadenze.

9 - Che cosa è l'autofattura e chi la emette?
L'autofattura è il documento contabile emesso da coloro (imprenditori con partita IVA) che acquistano prodotti agricoli da produttori agricoli in regime di esonero IVA (fatturato inferiore a 2.582,28 Euro). Questi ultimi sono appunto esonerati dall'emissione di fatture di vendita, ma devono conservare copia delle eventuali autofatture emesse dagli acquirenti. Da ricordare che sui prodotti ceduti deve essere applicata l'imposta (IVA) nella misura corrispondente alle percentuali di compensazione fissate nelle apposite tabelle ministeriali (miele IVA 9%) e non quella ordinaria.

10 - Chi rilascia l'autorizzazione per la vendita diretta al pubblico del miele?
Dall'emanazione del dlgs.228 del 2001 non è più necessaria la richiesta di autorizzazione per la vendita al dettaglio di prodotti agricoli, basta la semplice comunicazione di inizio attività al Sindaco del comune dove avverrà la vendita, se questa avviene in un luogo aperto al pubblico o su aree pubbliche, o al Sindaco del comune dove ha sede l'azienda di produzione, se la vendita è fatta in forma itinerante.

11 - Nell'etichetta di una confezione di miele è obbligatoria la data di scadenza?
Per il miele (al momento) non è obbligatorio indicare la data di scadenza, né quella di produzione, anche se per valorizzare il prodotto e dare al consumatore indicazioni riguardo alla freschezza del prodotto, è consigliabile fornire queste informazioni. Nella nuova direttiva comunitaria sul miele, che entrerà presto in vigore, si contempla tra l'altro l'obbligo di apporre in etichetta la data di consumo preferenziale.

12 - Che cosa è o indica il "lotto di provenienza"?
Per lotto si intende un insieme di unità vendita di un prodotto alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze/condizioni simili. Il lotto è determinato dal produttore o confezionatore che è libero di adottare il criterio più opportuno per la sua indicazione, tenendo presente che la sigla identificativa del lotto può essere numerica, alfabetica o alfanumerica (numeri e lettere). Esso, in caso, deve essere facilmente visibile, chiaramente leggibile ed indelebile. Deve essere preceduto dalla lettera "L", salvo nel caso in cui sia riportato in modo da essere distinto dalle altre indicazioni d'etichettatura. (ad esempio se preceduto dalla dicitura "Lotto num."). È considerata indicazione del lotto qualunque data espressa con la menzione del giorno, del mese e dell'anno.

13 - La propoli è un prodotto agricolo?
Nella prima parte della tabella A, allegata al DPR relativo all'IVA, dove appunto vengono definiti i prodotti agricoli, la propoli vi compare "se classificabile quale cera d'api greggia, e quindi in questo caso ad essa può essere applicata (in regime IVA speciale agricolo) l'aliquota Iva di compensazione del 9%. Se la propoli ha subito un processo di raffinazione ed è quindi classificabile come "classificabile quale cera d'api non greggia" rientra nei prodotti cosiddetti non agricoli e quindi a sconta una IVA normale del 10%.

14 - Come si calcola il numero degli alveari che rientrano nel reddito agrario di un terreno?
Per il calcolo del numero di alveari fiscalmente sostenibili dal terreno agricolo disponibili e che quindi rientrano nel reddito agrario dichiarato, esistono delle tabelle e delle formule generalmente riportate nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi. In questo sito, oltre alle spiegazioni sulle modalità di calcolo, è disponibile un piccolo programma che ci aiuta ad avere un'indicazioni del numero di alveari che rientrano nel reddito agrario di un determinato terreno.

15 - Si può scrivere sull'etichetta di una confezione di miele "Miele Italiano"?
La dizione "Miele Italiano" può essere facoltativamente utilizzata sulle confezioni, chiaramente quando si tratta di miele di produzione italiana, altrimenti si incorre in frode ai danni del consumatore.

16 - Chi è obbligato ai fini fiscali a tenere il "Registro di carico e scarico degli animali allevati"?
Il "Registro di carico e scarico degli animali allevati" è obbligatorio, ai fini fiscali, per tutti coloro che allevano animali con terreno insufficiente o senza disponibilità di terreno.


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ultima modifica: 23 Agosto, 2003 -
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lapis