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L'INTERVISTA

Il tiglio è presente in modo uniforme su tutto l'arco alpino ed è per lo più frammisto al castagno. Sebbene il tiglio sia specie molto appetita dalle api, ed in generale preferita al castagno, la contemporanea fioritura di quest'ultimo difficilmente consente di produrre miele di tiglio in purezza.
Vi sono però, alcuni ambienti che fanno eccezione: in Piemonte si distinguono la Val d'Ossola e la Val Sesia. Per questo motivo ci siamo rivolti al Presidente dell'Associazione Apicoltori Novaresi, il Sig. Nino Scacchi, per avere maggiori informazioni.
"La sempre crescente richiesta di miele di tiglio promuove questo raccolto come estremamente importante, da molti preferito al miele di alta montagna. Le rese produttive sono abbondanti, nell'ordine anche di 30-35 Kg per alveare, in media solo di poco inferiori alle medie ottenibili sul castagno in questi areali particolarmente vocati. La variabilità produttiva dipende soprattutto dalla possibilità di ottenere miele in purezza. La fioritura del tiglio è, come già visto, quasi concomitante a quella del castagno e forse lievemente in ritardo rispetto ad essa (2-3 giorni). Le api sembrano raccogliere prevalentemente nettare, dirigendosi sul castagno per ottenere il polline. Le famiglie di api raggiungono il massimo dello sviluppi ed appaiono abbastanza mansuete, senza il nervosismo tipico della fioritura del castagno. Il raccolto è solitamente scalare e, quindi, sufficientemente lungo da concludersi quando anche la fioritura del castagno è ultimata.
Al momento della smelatura si ha la soddisfazione più grande: un miele giallo come l'oro, con talora lievi riflessi verdastri, cola denso dai favi ed aromatizza ogni cosa con il suo fresco profumo di mentolo. Il gusto è pieno, intenso, così marcato da poter essere identificato anche se non presente solo in piccole quantità in una miscela. Pertanto, meno del 10% del miele di tiglio può conferire ad un "tuttifiori", o ad un delicato miele di montagna un senso di freschezza ed un lieve sapore mentolato, molto gradito al consumatore.
In purezza, invece, il tiglio può avere un profumo sin troppo intenso per il consumatore non avvezzo ai gusti più forti. Miscelato al castagno, poi, anche se meno qualificato dal punto di vista commerciale, è l'ideale per gli amanti del gusto balsamico e dei profumi e sapori più pieni".
tiglio
(Tilia spp.)
il miele di tiglio
tiglioCaratteristiche del genere
Con il nome tiglio vengono indicate le specie di piante arboree appartenenti al genere Tilia, famiglia delle Tiliacee.
I principali caratteri comuni al genere sono i seguenti: altezza da 25 a 40 metri; apparato radicale espanso e profondo; chioma largamente ovoidale, ramosa e folta; corteccia dapprima liscia, poi fessurata; foglie semplici, alterne, lungamente picciolate; fiori ermafroditi, di colore bianco giallastro, generalmente molto odorosi, riuniti in cima alle estremità di un lungo peduncolo aderente ad una brattea membranosa di colore meno intenso di quello della foglia (ha dato il nome al genere: dal greco ptilon = piuma, da cui il latino tilia); il frutto è una piccolo noce detta "carcerulo", completamente chiusa da un pericarpo molto spesso e quasi impermeabile all'acqua; il seme contiene da due a cinque ovuli, uno solo dei quali si sviluppa in un normale,embrione.
La fioritura è tardiva. I semi hanno una lunga dormienza e nelle normali pratiche di laboratorio, sono consigliati 6-9 mesi di stratificazione a 3-5°C. Data la presenza di semi duri la germinazione è irregolare, spesso ritardata di due anni.
I tigli sono distribuiti in tutte le regioni temperate dell'emisfero settentrionale e sono utilizzati a scopo ornamentale.
Producono un legno ricercato; non sono, tuttavia, particolarmente apprezzati dai forestali in quanto incapaci di formare popolamenti puri.
Altri svantaggi dei tigli, nelle piantumazioni urbane, sono la notevole capacità pollonifera, la presenza di afidi e, quindi, di melata e fumaggini, e l'intenso profumo in fioritura che richiama numerosi insetti melliferi.

Sistematica
Le singole specie appartenenti al genere Tilia possono incrociarsi facilmente tra di loro; la classificazione non è semplice ed il numero variabile di specie classificate (da 18 a 65) nasce dalla differente individuazione degli ibridi come specie autonome oppure no.
Le specie spontanee in Italia sono: Tilia cordata Mill., Tilia platyphyllos Scop., e l'ibrido Tilia x vulgaris Hayne.

Tilia cordata Mill. (= T. parvifolia Ehrh., T sylvestris Desf.), tiglio selvatico.
Può raggiungere i 30 metri di altezza e diametri di 1,5 metri, chioma ovoide arrotondata, molto ramosa e densa. La crescita è relativamente rapida (10 metri in 20 anni), la longevità di 800-1.000 anni. Corteccia dapprima liscia e sottile, poi fessurata in solchi sottili molto distanti tra loro. I rametti sono lisci con rari peli.
Le gemme sono ovoidi e glabre con due perule spesso rossastre.
Foglie piccole, lunghe 4-7 cm, spesso più larghe che lunghe, con basi asimmetriche e apice acuminato; la pagina superiore è glabra, l'inferiore ha ciuffi di peli rossastri alle biforcazioni dei nervi; il picciolo è lungo 1,5-3 cm.
Fiori di colore bianco-giallastro, penduli, 4-10 per infiorescenza; il loro peduncolo si allarga in un'ala ellittica, membranacea di 2x8 cm. La fioritura inizia verso i 20-25 anni di età.
Frutti piccoli, globosi, grigiastri, con coste appena visibili e parete fragile; maturazione in ottobre.
Il legno è bianco, omogeneo, poco durevole.
E' diffuso in quasi tutta l'Europa, compresa la parte meridionale della Penisola Scandinava. Si spinge fino agli Urali, e nel Caucaso è presente con un nucleo disgiunto. Un tempo è stata certamente una delle essenze forestali più diffuse, caratteristica dei climi temperati umidi e caldi. L'ambiente prealpino ed appenninico comprende le stazione più favorevoli al tiglio selvatico; la loro profonda trasformazione ad uso agricolo (vigneti e prati stabili) spiega la relativa rarità dell'essenza. Nelle piantumazioni, da noi, è preferito il tiglio nostrano; il tiglio selvatico è, invece, diffuso nei paesi, tedeschi e slavi in quanto ritenuto sacro: l'usanza di mantenere nelle piazze dei paesi un tiglio ombroso nel sud Tirolo e nei villaggi sloveni del Carso nasce da questa tradizione.

Tilia platyphyllos Scop. (= T europea L., T. grandifolia Auct FI. Ital.), tiglio nostrano.
Questo albero può raggiungere 30-35 metri di altezza, e 2 metri di diametro. La crescita è lenta, ma continua per secoli, ed alcuni esemplari hanno raggiunto dimensioni colossali: famoso il tiglio di Hupstedt (vicino ad Hannover), piantato, si dice nell'850 d.C. che ha un diametro di 8 metri; a Vallombrosa esistono esemplari con circonferenze di 3-4 metri.
La chioma è a cupola, con rami ascendenti. Corteccia dapprima liscia, poi fessurata longitudinalmente.
I rametti sono in genere lisci; spesso possono essere pelosi.
Le foglie sono grandi, lunghe 6-12 cm, verde scuro sopra, più pallide sotto, finemente pelose su entrambe le pagine, con ciuffi di peli bianchi all'ascella delle nervature (molto marcate) e con picciolo peloso di 3-6 cm..
Fiori di colore bianco-giallognolo, 2-7 per infiorescenza, con brattee di 5-11 cm.
Frutti grossi, con coste sporgenti.
Il tiglio nostrano è spontaneo nell'Europa centrale e meridionale. In Italia è presente in quasi tutta la penisola; è specie di montagna che cresce sporadica nei boschi di faggio e di abete bianco.
Viene piantato nelle alberature stradali perché, tra i tigli, è quello che emette meno polloni.
Nell'ambito di questa specie si distinguono tre sotto specie: la ssp. cordifolia, la ssp. platyphyllos e la ssp pseudorubra.
Tilia intermedia DC (= T europaea L. pro parte, T x vulgaris Hayne), tiglio ibrido. E' un ibrido naturale fra T platiphyllos e T cordata. Presenta caratteri intermedi tra le due specie ed è presente negli stessi areali. E' quasi sempre sterile; difficile da trovarsi allo stato spontaneo è utilizzato come pianta ornamentale per la vigoria e la resistenza alla siccità.
Sono diffuse alcune specie esotiche.

Tilia argentea DC (T. tomentosa Moench), tiglio spontaneo della Grecia e della Turchia.
Si distingue dai tigli nostrani per avere la pagina inferiore delle foglie coperta da una fitta peluria bianca, i piccioli tomentosi ed i rametti fittamente ricoperti da una peluria biancastra. Questa specie è quasi sempre sterile ed i fiori sono particolarmente narcotici per le api.
Tilia americana L., ha foglie molto grandi (fino a 35 cm di diametro), utilizzato nei parchi.
Tilia x euchlora C. Koch, o tiglio di Crimea, resistente agli afidi.

Impieghi
I tigli rappresentano in tutta Europa un elemento fondamentale del paesaggio urbano in quanto oltre al loro indiscutibile valore ornamentale, risultano affetti da parassiti poco virulenti. Attualmente, specie nel Nord Europa, i tigli sono, però, facilmente colpiti dal marciume radicale, soprattutto nelle zone ad alto inquinamento atmosferico. Questo fatto è oltremodo preoccupante in quanto questi alberi si sono dimostrati ottimi controllori dell'inquinamento, trattenendo le polveri ed accumulando elevate quantità di piombo nelle foglie e nei fiori (fino a 250 ppm).
Un difetto dei tigli è che sono abbondantemente infestati dagli afidi.

Interesse apistico
Abbiamo trovato poche notizie ed abbastanza generiche.
foto fiori tiglioI tigli sono intensamente visitati dalle api; in Italia sono diffusi irregolarmente e solo in Piemonte si produce miele monoflora di tiglio; saltuariamente si raccoglie da essi una melata dalle spiccate caratteristiche. Importanti produttori sono i Paesi dell'Europa centro-orientale.
In una ricerca effettuata negli Stati Uniti sono state contate sui fiori di T. americana, T heterophilla, T cordata e T platyphyllos 66 specie di insetti appartenenti a 29 famiglie.
Nell'ex Cecoslovacchia si è stabilito che il raccolto medio di nettare nelle 24 ore su ogni fiore è di 4,48 mg per T. platyphyllos, di 1,94 mg per T. cordata, di 3,41 mg per T. euchlora e di 1,97 mg per T. argentea, con un contenuto in zuccheri rispettivamente di 21%, 29%, 26% e 29%; il più importante produttore di miele, sempre nell'ex Cecoslovacchia, è T. cordata, che ne produce 90-125 kg ad ettaro.

Utilizzi in erboristeria
In erboristeria si utilizzano le infiorescenze ancora chiuse, raccolte assieme alle brattee al momento della fioritura in giugno-luglio.
I fiori di tiglio hanno proprietà sedative, antispasmodiche, diuretiche, sudorifere ed anticatarrali.
Sono indicati: contro insonnia, emicranie, vomiti nervosi ed ogni altra manifestazione nervosa compresa ansia, isteria, ipocondria; indigestioni, spasmi gastrici nervosi; arteriosclerosi; tossi spasmodiche ed asma.
La conservazione va attuata in luoghi asciutti, freschi e scuri, in cassette di latta o di legno. La droga deve conservare il colore giallo verdastro, altrimenti va scartata. Tra le varietà di tiglio sono da preferirsi quelle a fiore semplice come: Tilia platyphillos Scop, Tilia x vulgaris Hayne, Tilia cordata Mill.

Ricette
Tisana per l'asma: 60 grammi di fiori di tiglio e 40 grammi di foglie di arancio.
Tisana per l'emicrania: 20 grammi di fiori di tiglio, di foglie di rosmarino, di sommità della centaurea, di frutti di finocchio e di foglie di menta. Quattro tazze al giorno dell'infuso.
Acqua di tiglio: 40 grammi di estratto glicolico di tiglio e 160 grammi di acqua distillata. Indicata per lavaggi palpebrali, borse sotto gli occhi o tonico per pelli delicate e sensibili.

IL TIGLIO NEI VECCHI TRATTATI
Incominciamo dalla "Flora dell'apicoltore lombardo". Pubblicata in più puntate sulla rivista "L'Apicoltore" nel 1874. "Sotto codesto nome accenniamo alle seguenti sorta: Tiglio maremmano selvatico (T parviflora), Tiglio nostrale o d'Olanda (T grandiflora), Tiglio argentino (T. argentea) che si distingue per le foglie bianche al di sotto, Tiglio americano (T glabra) e Tiglio europeo (T. europea)....Le -prime due sorta sono indigene nelle selve dei nostri monti; tutte poi non sono rare nei viali dei pubblici giardini. Il Tiglio oltre a pianta d'ornamento è anche utilissima; ottimo il suo legno per lavori fìni di intaglio e di tornio; preferito il suo carbone per la polvere da fucile e per disegno; le foglie desiderato pascolo per il bestiame; la sottocorteccia (libro) utile a far corda talchè si dissero tigliacee tutte le piante da cui si cava filato come il Lino e le Canape; il suo fiore è calmante e sudorifero( .... ) Note apistiche - Prezioso il Tiglio per il suo miele profumato, delicato e limpido, è però di difficile granulatura. Oltre al miele- questa pianta;dà copiosa rugiada melata.
Noi raccomandiamo il tiglio all'apicoltore, né lo scoraggi il pensiero che bisogna aspettare varj anni prima che fiorisca, poiché una volta che, comincia a fiorire, continua senza, interruzione ogni anno aumentando il numero dei fiori che è sempre stragrande.
Ricorderemo ancora che la grandiflora fiorisce un po' più tardi della parviflora, onde converrà coltivarne un po'di una sorte e un po' dell'altra. Uniamo la figura, di un ramoscello di Tiglio in fiore, ad onta che siamo persuasi che ogni apicoltore conosca, già perfettamente questa pianta".
Dal libro di L. Fossati "Flora nettarifera" pubblicato nel 1971 nelle edizioni "L'apicoltore d'Italia", riportiamo quanto segue: "Quando portai le api a Pinarolo (paesino vicino, a Broni dell'Oltrepò Pavese, N.d.R.), non vi erano tigli; dapprima non diedi importanza al fatto, ma quando due anni diversi osservai che le mie api in giugno, correvano il rischio di morire di fame e si succhiavano la covata scoperta, incominciai a preoccuparmi di fornire loro un pascolo di prima estate. Fissai pertanto la mia attenzione sul tiglio, che fiorisce a giugno. A questo proposito ricordo che scrivendo del tiglio, tempo addietro, avevo espresso dubbi circa le qualità nettarifere, ma mi sono dovuto ricredere. Interessai al problema di procurare al nostro paese un patrimonio arboreo di utilità apistica, sia le Autorità comunali, che le Forestali; trovai molta comprensione e pieno appoggio alla mia opera di diffusione di specie nettarifere e pollinifere; così che le piazze ed i viali di Pinarolo, un tempo spogli ed assolati, sono oggi, ricchi di tigli, aceri e pruni ed altre specie vegetali; mentre le montagne, particolarmente in Val Staffora, sono rimboschite delle stesse specie, oltre alla robinia, e gli apicoltori ne godono per loro fortuna l'utilità…."


U.N.A.API. Str. Tassarolo 22 - 15067 Novi Ligure (AL)
tel.
0143 32 37 78 - Fax 0143 31 42 35
ultima modifica: 9 Guigno, 2002 - Credits

lapis