Caratteristiche
del genere
Con il nome tiglio vengono indicate le specie di piante arboree appartenenti
al genere Tilia, famiglia delle Tiliacee.
I principali caratteri comuni al genere sono i seguenti: altezza da
25 a 40 metri; apparato radicale espanso e profondo; chioma largamente
ovoidale, ramosa e folta; corteccia dapprima liscia, poi fessurata;
foglie semplici, alterne, lungamente picciolate; fiori ermafroditi,
di colore bianco giallastro, generalmente molto odorosi, riuniti in
cima alle estremità di un lungo peduncolo aderente ad una brattea
membranosa di colore meno intenso di quello della foglia (ha dato
il nome al genere: dal greco ptilon = piuma, da cui il latino tilia);
il frutto è una piccolo noce detta "carcerulo", completamente
chiusa da un pericarpo molto spesso e quasi impermeabile all'acqua;
il seme contiene da due a cinque ovuli, uno solo dei quali si sviluppa
in un normale,embrione.
La fioritura è tardiva. I semi hanno una lunga dormienza e
nelle normali pratiche di laboratorio, sono consigliati 6-9 mesi di
stratificazione a 3-5°C. Data la presenza di semi duri la germinazione
è irregolare, spesso ritardata di due anni.
I tigli sono distribuiti in tutte le regioni temperate dell'emisfero
settentrionale e sono utilizzati a scopo ornamentale.
Producono un legno ricercato; non sono, tuttavia, particolarmente
apprezzati dai forestali in quanto incapaci di formare popolamenti
puri.
Altri svantaggi dei tigli, nelle piantumazioni urbane, sono la notevole
capacità pollonifera, la presenza di afidi e, quindi, di melata
e fumaggini, e l'intenso profumo in fioritura che richiama numerosi
insetti melliferi.
Sistematica
Le singole specie appartenenti al genere Tilia possono incrociarsi
facilmente tra di loro; la classificazione non è semplice
ed il numero variabile di specie classificate (da 18 a 65) nasce
dalla differente individuazione degli ibridi come specie autonome
oppure no.
Le specie spontanee in Italia sono: Tilia cordata Mill., Tilia platyphyllos
Scop., e l'ibrido Tilia x vulgaris Hayne.
Tilia cordata Mill. (= T. parvifolia Ehrh., T sylvestris Desf.),
tiglio selvatico.
Può raggiungere i 30 metri di altezza e diametri di 1,5 metri,
chioma ovoide arrotondata, molto ramosa e densa. La crescita è
relativamente rapida (10 metri in 20 anni), la longevità
di 800-1.000 anni. Corteccia dapprima liscia e sottile, poi fessurata
in solchi sottili molto distanti tra loro. I rametti sono lisci
con rari peli.
Le gemme sono ovoidi e glabre con due perule spesso rossastre.
Foglie piccole, lunghe 4-7 cm, spesso più larghe che lunghe,
con basi asimmetriche e apice acuminato; la pagina superiore è
glabra, l'inferiore ha ciuffi di peli rossastri alle biforcazioni
dei nervi; il picciolo è lungo 1,5-3 cm.
Fiori di colore bianco-giallastro, penduli, 4-10 per infiorescenza;
il loro peduncolo si allarga in un'ala ellittica, membranacea di
2x8 cm. La fioritura inizia verso i 20-25 anni di età.
Frutti piccoli, globosi, grigiastri, con coste appena visibili e
parete fragile; maturazione in ottobre.
Il legno è bianco, omogeneo, poco durevole.
E' diffuso in quasi tutta l'Europa, compresa la parte meridionale
della Penisola Scandinava. Si spinge fino agli Urali, e nel Caucaso
è presente con un nucleo disgiunto. Un tempo è stata
certamente una delle essenze forestali più diffuse, caratteristica
dei climi temperati umidi e caldi. L'ambiente prealpino ed appenninico
comprende le stazione più favorevoli al tiglio selvatico;
la loro profonda trasformazione ad uso agricolo (vigneti e prati
stabili) spiega la relativa rarità dell'essenza. Nelle piantumazioni,
da noi, è preferito il tiglio nostrano; il tiglio selvatico
è, invece, diffuso nei paesi, tedeschi e slavi in quanto
ritenuto sacro: l'usanza di mantenere nelle piazze dei paesi un
tiglio ombroso nel sud Tirolo e nei villaggi sloveni del Carso nasce
da questa tradizione.
Tilia platyphyllos Scop. (= T europea L., T. grandifolia Auct
FI. Ital.), tiglio nostrano.
Questo albero può raggiungere 30-35 metri di altezza, e 2
metri di diametro. La crescita è lenta, ma continua per secoli,
ed alcuni esemplari hanno raggiunto dimensioni colossali: famoso
il tiglio di Hupstedt (vicino ad Hannover), piantato, si dice nell'850
d.C. che ha un diametro di 8 metri; a Vallombrosa esistono esemplari
con circonferenze di 3-4 metri.
La chioma è a cupola, con rami ascendenti. Corteccia dapprima
liscia, poi fessurata longitudinalmente.
I rametti sono in genere lisci; spesso possono essere pelosi.
Le foglie sono grandi, lunghe 6-12 cm, verde scuro sopra, più
pallide sotto, finemente pelose su entrambe le pagine, con ciuffi
di peli bianchi all'ascella delle nervature (molto marcate) e con
picciolo peloso di 3-6 cm..
Fiori di colore bianco-giallognolo, 2-7 per infiorescenza, con brattee
di 5-11 cm.
Frutti grossi, con coste sporgenti.
Il tiglio nostrano è spontaneo nell'Europa centrale e meridionale.
In Italia è presente in quasi tutta la penisola; è
specie di montagna che cresce sporadica nei boschi di faggio e di
abete bianco.
Viene piantato nelle alberature stradali perché, tra i tigli,
è quello che emette meno polloni.
Nell'ambito di questa specie si distinguono tre sotto specie: la
ssp. cordifolia, la ssp. platyphyllos e la ssp pseudorubra.
Tilia intermedia DC (= T europaea L. pro parte, T x vulgaris Hayne),
tiglio ibrido. E' un ibrido naturale fra T platiphyllos e T cordata.
Presenta caratteri intermedi tra le due specie ed è presente
negli stessi areali. E' quasi sempre sterile; difficile da trovarsi
allo stato spontaneo è utilizzato come pianta ornamentale
per la vigoria e la resistenza alla siccità.
Sono diffuse alcune specie esotiche.
Tilia argentea DC (T. tomentosa Moench), tiglio spontaneo della
Grecia e della Turchia.
Si distingue dai tigli nostrani per avere la pagina inferiore delle
foglie coperta da una fitta peluria bianca, i piccioli tomentosi
ed i rametti fittamente ricoperti da una peluria biancastra. Questa
specie è quasi sempre sterile ed i fiori sono particolarmente
narcotici per le api.
Tilia americana L., ha foglie molto grandi (fino a 35 cm di diametro),
utilizzato nei parchi.
Tilia x euchlora C. Koch, o tiglio di Crimea, resistente agli afidi.
Impieghi
I tigli rappresentano in tutta Europa un elemento fondamentale del
paesaggio urbano in quanto oltre al loro indiscutibile valore ornamentale,
risultano affetti da parassiti poco virulenti. Attualmente, specie
nel Nord Europa, i tigli sono, però, facilmente colpiti dal
marciume radicale, soprattutto nelle zone ad alto inquinamento atmosferico.
Questo fatto è oltremodo preoccupante in quanto questi alberi
si sono dimostrati ottimi controllori dell'inquinamento, trattenendo
le polveri ed accumulando elevate quantità di piombo nelle
foglie e nei fiori (fino a 250 ppm).
Un difetto dei tigli è che sono abbondantemente infestati
dagli afidi.
Interesse
apistico
Abbiamo trovato poche notizie ed abbastanza generiche.
I
tigli sono intensamente visitati dalle api; in Italia sono diffusi
irregolarmente e solo in Piemonte si produce miele monoflora di
tiglio; saltuariamente si raccoglie da essi una melata dalle spiccate
caratteristiche. Importanti produttori sono i Paesi dell'Europa
centro-orientale.
In una ricerca effettuata negli Stati Uniti sono state contate sui
fiori di T. americana, T heterophilla, T cordata e T platyphyllos
66 specie di insetti appartenenti a 29 famiglie.
Nell'ex Cecoslovacchia si è stabilito che il raccolto medio
di nettare nelle 24 ore su ogni fiore è di 4,48 mg per T.
platyphyllos, di 1,94 mg per T. cordata, di 3,41 mg per T. euchlora
e di 1,97 mg per T. argentea, con un contenuto in zuccheri rispettivamente
di 21%, 29%, 26% e 29%; il più importante produttore di miele,
sempre nell'ex Cecoslovacchia, è T. cordata, che ne produce
90-125 kg ad ettaro.
Utilizzi
in erboristeria
In erboristeria si utilizzano le infiorescenze ancora chiuse, raccolte
assieme alle brattee al momento della fioritura in giugno-luglio.
I fiori di tiglio hanno proprietà sedative, antispasmodiche,
diuretiche, sudorifere ed anticatarrali.
Sono indicati: contro insonnia, emicranie, vomiti nervosi ed ogni
altra manifestazione nervosa compresa ansia, isteria, ipocondria;
indigestioni, spasmi gastrici nervosi; arteriosclerosi; tossi spasmodiche
ed asma.
La conservazione va attuata in luoghi asciutti, freschi e scuri,
in cassette di latta o di legno. La droga deve conservare il colore
giallo verdastro, altrimenti va scartata. Tra le varietà
di tiglio sono da preferirsi quelle a fiore semplice come: Tilia
platyphillos Scop, Tilia x vulgaris Hayne, Tilia cordata Mill.
Ricette
Tisana per l'asma: 60 grammi di fiori di tiglio e 40 grammi di foglie
di arancio.
Tisana per l'emicrania: 20 grammi di fiori di tiglio, di foglie
di rosmarino, di sommità della centaurea, di frutti di finocchio
e di foglie di menta. Quattro tazze al giorno dell'infuso.
Acqua di tiglio: 40 grammi di estratto glicolico di tiglio e 160
grammi di acqua distillata. Indicata per lavaggi palpebrali, borse
sotto gli occhi o tonico per pelli delicate e sensibili.
IL
TIGLIO NEI VECCHI TRATTATI
Incominciamo dalla "Flora dell'apicoltore lombardo". Pubblicata
in più puntate sulla rivista "L'Apicoltore" nel
1874. "Sotto codesto nome accenniamo alle seguenti sorta: Tiglio
maremmano selvatico (T parviflora), Tiglio nostrale o d'Olanda (T
grandiflora), Tiglio argentino (T. argentea) che si distingue per
le foglie bianche al di sotto, Tiglio americano (T glabra) e Tiglio
europeo (T. europea)....Le -prime due sorta sono indigene nelle
selve dei nostri monti; tutte poi non sono rare nei viali dei pubblici
giardini. Il Tiglio oltre a pianta d'ornamento è anche utilissima;
ottimo il suo legno per lavori fìni di intaglio e di tornio;
preferito il suo carbone per la polvere da fucile e per disegno;
le foglie desiderato pascolo per il bestiame; la sottocorteccia
(libro) utile a far corda talchè si dissero tigliacee tutte
le piante da cui si cava filato come il Lino e le Canape; il suo
fiore è calmante e sudorifero( .... ) Note apistiche - Prezioso
il Tiglio per il suo miele profumato, delicato e limpido, è
però di difficile granulatura. Oltre al miele- questa pianta;dà
copiosa rugiada melata.
Noi raccomandiamo il tiglio all'apicoltore, né lo scoraggi
il pensiero che bisogna aspettare varj anni prima che fiorisca,
poiché una volta che, comincia a fiorire, continua senza,
interruzione ogni anno aumentando il numero dei fiori che è
sempre stragrande.
Ricorderemo ancora che la grandiflora fiorisce un po' più
tardi della parviflora, onde converrà coltivarne un po'di
una sorte e un po' dell'altra. Uniamo la figura, di un ramoscello
di Tiglio in fiore, ad onta che siamo persuasi che ogni apicoltore
conosca, già perfettamente questa pianta".
Dal libro di L. Fossati "Flora nettarifera" pubblicato
nel 1971 nelle edizioni "L'apicoltore d'Italia", riportiamo
quanto segue: "Quando portai le api a Pinarolo (paesino vicino,
a Broni dell'Oltrepò Pavese, N.d.R.), non vi erano tigli;
dapprima non diedi importanza al fatto, ma quando due anni diversi
osservai che le mie api in giugno, correvano il rischio di morire
di fame e si succhiavano la covata scoperta, incominciai a preoccuparmi
di fornire loro un pascolo di prima estate. Fissai pertanto la mia
attenzione sul tiglio, che fiorisce a giugno. A questo proposito
ricordo che scrivendo del tiglio, tempo addietro, avevo espresso
dubbi circa le qualità nettarifere, ma mi sono dovuto ricredere.
Interessai al problema di procurare al nostro paese un patrimonio
arboreo di utilità apistica, sia le Autorità comunali,
che le Forestali; trovai molta comprensione e pieno appoggio alla
mia opera di diffusione di specie nettarifere e pollinifere; così
che le piazze ed i viali di Pinarolo, un tempo spogli ed assolati,
sono oggi, ricchi di tigli, aceri e pruni ed altre specie vegetali;
mentre le montagne, particolarmente in Val Staffora, sono rimboschite
delle stesse specie, oltre alla robinia, e gli apicoltori ne godono
per loro fortuna l'utilità…."
|