mieli d'italia  
sito ufficiale unaapi
Home|Unaapi|Aapi|Apicoltura|Archivio|Forum|Indirizzi utili|Link|Media
Mappa del sito|Annunci|Miele e prodotti alveare|Pubblicazioni|Servizi|Faq
 
Cerca

 

 



Altre specie:

acacia/robinia
acetosella
agrumi
calluna
ciliegio
colza

edera
enula
erba medica
erica
eucalipto

girasole

lavanda
lupinella

rododendro
rosmarino
salice

solidago
tarassaco
tiglio

timo
trifoglio

 
esagono arancio torna a FLORA
 

 
IL GIRASOLE NEI VECCHI TRATTATI DI APICOLTURA

Nel "Saggio d'una Flora dell'Apicoltore Lombardo pubblicata da "L'Apicoltore Lombardo" nel 1874, si scoprono gustose curiosità sul girasole.
Ad esempio:
"Fino ai nostri giorni il girasole era di piccola importanza, l'olio che si spreme dà suoi semi, il cordame che si rattorce colla scorza del suo gambo, e il colore che si ritrae dai suoi fiori erano per avventura l'unico scopo di sementarlo. Ma oggidì si coltiva per uno scopo assai più importante a difesa dalla malaria, perché è provato che dove vegeta il girasole l'aria è purgata...Buon miele copioso da un solo fiore ... sin qui la poesia: la prosa è che il girasole da ricetto dà ricetto ad un animaluzzo simile alla Braula, ma distinto principalmente per la molta lunghezza delle antenne. Duchemin ammette che esso sia causa e fonte della trista bestiolina che poi diventa parassito dell'ape ... Secondo le nostre informazioni in Brianza, non solo, ma in tutta la Lombardia, codesto guaio è sconosciuto".
Il Dubini, nel suo massiccio libro "L'Ape" del 1898, nel capitolo dedicato alla flora apistica nel quale, per altro, cita piante quali il nespolo del Giappone e, addirittura, il bucaneve, ignora completamente il girasole.
Nicoletti, ne "Saggi di flora apistica della Provincia di Parma" del 1931 dice: "Dal punto di vista apistico ha una certa importanza non solo perché fornisce polline e nettare. in buona copia ma anche per la sua fioritura che comincia d'estate proprio quando il flusso nettareo va fortemente diminuendo."
Fossati ne "Flora nettarifera", pubblicata dalle edizioni "L'Apicoltore d'Italia" nel 1971, non classifica il girasole tra le principali essenze nettarifere e dice ".... contro il suo fiore gigante avevo delle prevenzioni, che sono cadute quando ho constatato il beneficio, che gli immensi campi di girasole, coltivati in Argentina, arrecano alle api."
 
girasole
(Helianthus annuus L.)

il miele di girasole

fiore girasoleIl girasole è una delle più importanti piante oleifere erbacee; la buona qualità dell'olio e la capacità di adattamento a climi diversi ne hanno garantita la diffusione rapida in ambito internazionale.

ORIGINI
Originario del Centro America sembra che si sia diffuso in epoche remote nei territori attualmente facenti parte dell'Arizona e del Nuovo Messico, estendendosi poi verso le aree settentrionali degli attuali Stati Uniti e precedendo la domesticazione del mais.
Le prime testimonianze lasciate dagli europei, fin dall'inizio del XVI secolo, descrivono una grande varietà di tipi coltivati.

IN EUROPA
Nel 1510 una spedizione spagnola riportò alcuni acheni dal Nuovo Messico che vennero seminati in un orto botanico di Madrid; dalla Spagna il girasole si diffuse poi rapidamente in Europa come pianta ornamentale.
Sul finire del '700, in Russia, venne riconosciuta l'importanza del girasole per la produzione di olio alimentare ma, solo nel 1830, iniziò l'estrazione di olio su scala industriale. Da allora il girasole si diffuse velocemente facendo della Russia il principale produttore mondiale.

RITORNO IN AMERICA
Sul finire del secolo scorso numerose varietà russe ("Mammouth di Russia", "Gigante di Russia") vennero introdotte negli Stati Uniti ma non riscossero grande successo. Negli anni Trenta, in Canada, l'esigenza di disporre di una fonte nazionale di grassi vegetali, promosse un programma di valorizzazione genetica, attuato a partire dalle varietà precoci ed a taglia bassa introdotte dagli immigrati russi Mennoniti. Dall'inizio degli anni Sessanta la coltura del girasole si sviluppò in modo formidabile negli Stati Uniti, facendo diventare, in pochi anni, questa nazione, il secondo produttore mondiale di olio di girasole.

ATTUALE DIFFUSIONE
In questo secolo la produzione di semi di girasole è quasi decuplicata, mentre la produzione dell'olio di girasole è aumentata di ben 57 volte. Contemporaneamente la produzione mondiale di olio di semi è decuplicata, raggiungendo la quantità di circa 50 milioni di tonnellate e l'incidenza relativa dell'olio di girasole è salita ad oltre il 14% del totale.
Negli ultimi vent'anni la superficie coltivata a girasole, costante in Unione Sovietica, si è estesa in Europa, Asia ed America,. assumendo sempre più i connotati di coltura da reddito. In Europa i principali produttori sono Francia e Spagna.
In Italia la coltura, estesa nel 1970 solamente su 4.000 ettari, ha raggiunto nel 1990 i 148.000 ettari. Le regioni più importanti sono la Toscana, l'Umbria, le Marche, la Puglia, il Molise ed il Lazio.

POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA E GIRASOLE
L'entrata in vigore, nell'annata 1992-93, della nuova regolamentazione comunitaria, predisposta per ridurre le eccedenze, dovrebbe spingere gli imprenditori agricoli a diminuire le superfici investite a girasole e a minimizzare i costi di produzione. Altresì il previsto abbassamento del prezzo del prodotto dovrebbe renderlo competitivo per utilizzi meno tradizionali di quelli alimentari.
Fino ad ora gli usi degli oli vegetali in ambito industriale (saponi, vernici, smalti, lubrificanti, ecc.) sono stati limitati dai più alti costi rispetto ai derivati dal petrolio. Ma le migliori caratteristiche ed i progressi della chimica, della biologia e delle biotecnologie aprono interessanti prospettive all'uso degli oli vegetali, facendo prevedere un graduale passaggio dalla petrolchimica alla botanochimica. Ad un sempre più diffuso utilizzo degli oli vegetali spinge anche il problema delle eccedenze (particolarmente pesante proprio relativamente ai grassi vegetali, circa 600 milioni di ECU al mese) e la necessità di ridurre la dipendenza energetica.
Si fa sempre meno curioso e più realistico l'interesse per l'uso degli oli vegetali quali carburanti alternativi per i motori diesel; in una azienda agricola moderna il 10% della superficie destinata a colture oleaginose garantirebbe l'autosufficienza energetica. Le proposte di politica comunitaria prevedono anche la riconversione verso produzioni non alimentari e non eccedentarie.

DESCRIZIONE BOTANICA
Il girasole è una pianta erbacea annuale.
pianta girasoleFUSTO: eretto, può superare i tre metri di altezza.
RADICE: a fittone con numerose radici secondarie.
FOGLIE: opposte e in basso ed alterne in alto, cuoriformi, seghettate e con un lungo picciolo.
FIORI: detti flosculi, riuniti in gran numeri (anche oltre mille) in capolini molto grandi (fino a trenta centimetri di diametro), dette calatidi. Si suddividono in due gruppi: i fiori periferici sterili, sono forniti di un vistoso petalo giallo; i fiori interni fertili, piccoli, si aprono in successione verso il centro. L'ovario (organo riproduttore femminile) si allunga in uno stilo che si suddivide in due stimmi. Gli stami (organi riproduttori maschili) sono 5 ed hanno le antere fuse in una sorta di tubo che racchiude lo stilo.
La fioritura avviene in modo tale da impedire l'autoimpollinazione: durante il primo giorno di fioritura le antere si aprono e liberano i granuli di polline; nel secondo giorno lo stilo si allunga fuoriuscendo e aprendo gli stimmi (le parti recettive del polline) al di sopra delle antere.
La calatide, durante la fioritura, mediante movimenti di rotazione tende a mantenersi costantemente perpendicolare con la direzione dei raggi del sole. Durante la notte, per un breve periodo, la calatide assume posizione orizzontale.
FRUTTI: sono acheni di forma circa ovale, di colore variabile dal bianco al nero con striature. Contengono il seme ricco di olio.
EPOCA DI FIORITURA: da Luglio a Ottobre.
NETTARI: si trovano sul fondo dei fiori. La percentuale zuccherina del nettare è del 35-50% e la produzione giornaliera per fiore è di 0,2-0,5 milligrammi di zucchero.
POLLINE: granuli quasi tondi con spine ovunque e diametro variabile attorno ai 30 millesimo di millimetro. Il colore varia dal giallo vivo all'arancione.

INTERESSE APISTICO
Il girasole è visitato da molti insetti, ma le api rappresentano oltre l'80% dell'entomofauna utile. Appartiene alla seconda classe nettarifera (26-50 kg/ha) e le api vi raccolgono anche discrete quantità di polline. La raccolta del nettare, a causa della sua elevata concentrazione zuccherina, è favorita da una elevata umidità atmosferica; in condizioni di siccità il raccolto può essere scarso.
A causa del meccanismo di fioritura prima descritto, ed a causa dell'autoincompatibilità esistente tra la maggioranza delle cultivar di girasole, gli insetti pronubi ed, in particolare, le api, sono assolutamente indispensabili ai fini di una buona fecondazione, in assenza di insetti pronubi la produzione di semi è irrisoria e la concentrazione di olio irrilevante.
Per garantire una buona fecondazione si consiglia una presenza di 2-2,5 alveari per ettaro, dislocati in modo tale che il raggio di volo della api sia inferiore ai mille metri.
La produzione di miele di girasole, scarsa fino a pochi anni fa, è molto aumentata a seguito del diffondersi di estese piantagioni soprattutto in Toscana, in Umbria e nelle Marche. Il miele di girasole presenta caratteristiche generalmente poco apprezzate dal consumatore e la sua commercializzazione è difficoltosa.

QUALCHE CIFRA
Le api permangono sui singoli fiori di girasole per pochi secondi, e sulla calatide, per circa un minuto. In un giorno un'ape può visitare 1200 fiori ed, almeno 1/6 di questi, produce semi.
Secondo autori russi occorrono 6000 bottinatrici per ettaro, pari a 10-15 per ogni 100 calatidi, ipotizzando 40-50000 calatidi per ettaro.
Su ogni calatide si possono contare anche 5 bottinatrici ma, normalmente, non se ne trovano più di 3.


U.N.A.API. Str. Tassarolo 22 - 15067 Novi Ligure (AL)
tel.
0143 32 37 78 - Fax 0143 31 42 35
ultima modifica: 9 Guigno, 2002 - Credits

lapis