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"Il
botanico Labillardière che accompagnava il navigatore Entrecasteaux
per la ricerca di La Perouse, vide per la prima volta il 6 maggio
1792 un gruppo di Eucalyptus sulla terra di Van-Diemein, grande
isola al sud dell'Australia. La forma e le dimensioni di quest'albero
meravigliarono Labillardière che capì l'utile che
se ne poteva trarre. Egli lo descrisse nella sua Storia delle Piante
della Nuova Olanda, sotto il nome di Eucalyptus globulus. Il nome
scientifico di globulus era destinato a ricordare la forma globulosa
del frutto o delle capsule che avvolgono i semi."
Così G. L. Figuier introduce nel suo libro "Storia delle
piante" il genere Eucalyptus.
Fu, comunque, l'Hèritier nel 1788 ad attribuire a questo
vasto genere di alberi il nome di Eucalyptus, riferendosi al peculiare
opercolo che racchiude il fiore fino alla maturazione. Il termine
Eucalyptus nasce infatti dalla combinazione di due vocaboli greci:
éu = bene e kalypto = nascondo.
A questo genere appartengono circa seicento specie originarie della
Tasmania, della Nuova Guinea, ma soprattutto dell'Australia. Nel
Nuovissimo Continente gli eucalipti fanno parte delle formazioni
forestali della savana alberata (prateria alberata pascolata da
pecore), della foresta arida spontanea a sottobosco di acacie varie,
delle foreste localizzate ai margini della zona desertica centrale
ed, infine, delle foreste umide localizzate nelle zone montuose
e caratterizzate da elevata piovosità e ridottissimi periodi
di siccità. Da specie alte pochi metri si passa gradualmente
a specie con esemplari giganteschi che possono superare i 100 metri
di altezza. La letteratura riporta il caso di un esemplare maestoso
abbattuto alla fine del secolo scorso in Australia: 130 metri di
lunghezza, purtroppo non di altezza.
Delle numerose specie classificate solo una sessantina hanno anche
interesse economico e provengono tutte dalle zone costiere dell'Australia,
le zone caratterizzate da clima mite e da ricchezza di precipitazioni
atmosferiche.
Attualmente gli eucalipti sono diffusi in numerosi paesi in ragione
della adattabilità delle differenti specie a climi diversi,
della rapida crescita e dei molteplici scopi per cui vengono coltivati.
La
sua introduzione in Italia
Nel catalogo pubblicato nel 1803 da G. A. Graefer per il Giardino
Reale di Caserta sotto il nome di Mestrosideros metrum vacuum veniva
ricordata una pianta di Eucalyptus robusta; poco dopo, nella Villa
del Principe di Bisignano a Barra, avvenne l'identificazione di
un E. capitellata. Il botanico prima citato, nel 1809, nel catalogo
delle piante dell'Orto Botanico di Napoli elencò otto specie
di eucalipto, tra le quali E. camaldulensis, specie dedicata al
Duca di Camaldoli che nel suo giardino di Napoli raccolse una importante
collezione di questi alberi.
Negli. stessi anni gli eucalipti si diffusero in altre parti d'Italia,
segnatamente nelle ville patrizie per il loro notevole valore ornamentale:
a Porto Empedocle, sul Monte Argentario dal Barone Ricasoli, a Pegli,
in Liguria, dal Durazzo Pallavicini, ecc.
Queste notizie permettono di concludere che l'introduzione in Italia
dei primi esemplari di eucalipto avvenne alla fine del '700, contemporaneamente
a quanto avveniva nel resto d'Europa.
Un ruolo particolare nella diffusione dell'eucalipto in Italia venne
svolto dai Monaci Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane, fuori
Porta San Paolo a Roma che nel 1869, intravedendo un differente
valore economico nella coltivazione di questi alberi, iniziarono
a realizzare in pianura le prime formazioni monospecifiche di eucalipti.
Un'iniziativa attirò l'attenzione del governo che concesse
in enfiteusi ai Padri Trappisti l'intera tenuta delle Tre Fontane,
"purché i concedenti si obbligassero a piantare un eucalipteto
al fine di migliorare l'aria non salubre della zona". Lo scopo
del Governo era di convincere i proprietari dell'Agro Romano a piantare
eucalipti in quanto si riteneva che essi potessero, con i loro effluvi
aromatici, risanare l'aria e far scomparire la malaria; probabilmente
la regressione della malaria era da attribuirsi al notevole assorbimento
di acqua stagnante esercitato da queste piante.
Furono così messe a dimore piante di diverse specie, tra
cui E. camaldulensis, E. globulus, E. resinifera, E. melliodora,
E. polyanthemos, E. botryoides, E. viminalis.
L'inverno del 1875, particolarmente rigido, si incaricò di
accertare che gli eucalipti erano abbastanza resistenti ai geli
prolungati, mentre l'abate Franchino accertò che nel clima
romano avevano saputo sopportare brillantemente quattro mesi di
ininterrotta siccità.
Nacque la più vasta superficie di eucalipteti in coltivazione
specializzata. Un rapporto inviato dal già citato abate Franchino
al ministero dell'agricoltura precisava che "nello spazio di
un anno si sono piantati 28.500 Eucalyptus (…..) Quanto alla malaria
essa diminuisce molto sensibilmente alle Tre Fontane dopo la piantagione
degli Eucalyptus. Dal 1869 al 1874 un quarto dei religiosi soffriva
ordinariamente la febbre, ed era obbligato a lasciare la sera l'abbazia
e far ritorno a Roma. Oggi, al contrario, la febbre attacca appena
5 individui su 100, ed i casi di febbre perniciosa sono assai rarissimi
(….) I buoni effetti del risanamento considerevole, già constatato,
sono dovuti soprattutto all'aroma che emana dagli Eucalyptus ed
alla proprietà che ha quest'albero di disseccare il terreno
(….)."
Caratteristiche
morfologiche
Al genere Eucalyptus appartengono specie in massima parte arboree
e facilmente di dimensioni eccezionali; le specie di aspetto arbustivo
sono limitate.
Due
sono le caratteristiche peculiari del genere: il dimorfísmo
fogliare e l'opercolo fiorale.
Nelle piantine ancora in semenzaio le foglie sono orizzontali, opposte,
sessili (senza peduncolo) e cordate (a forma di cuore, come quelle
dell'edera); nelle piante adulte le foglie assumono una posizione
verticale, sono alterne e picciolate e la forma varia dal rotondato
al lanceolato-acuminato.
I fiori sono comunemente raggruppati in infiorescenze differenti
e si compongono di due parti saldate lungo una linea visibile: la
parte inferiore corrisponde al calice e la superiore, detta opercolo,
alla corolla; con la maturazione del fiore l'opercolo si stacca
lasciando apparire sia gli stami che il pistillo. L'opercolo differisce
di forma da specie a specie ed ha valore diagnostico. I fiori sono
usualmente bianchi, con numerosi stami dalle piccole antere ed uno
stilo indiviso.
Il frutto è una capsula legnosa racchiusa nel tubo del calice
che contiene numerosi semi normalmente piccoli e spigolosi.
La maturazione dei frutti avviene, nelle specie più comuni
presenti in Italia, dopo un anno, un anno e mezzo dalla fioritura.
La germinazione avviene in pochi giorni.
Sistematica
Nonostante le numerose specie già costituite la classificazione
dicotomica risulta spesso inadeguata ed alcune classificazioni sono
ritenute artificiose. Il compito è reso difficile anche dai
numerosi ibridi in coltivazione.
Un criterio di riordino porta a suddividere le specie in tre gruppi
ornamentali:
- il primo formato dalle specie con fiori principalmente in pannocchia
o in corimbo (infiorescenza a grappolo con i peduncoli fiorali di
diversa lunghezza, in modo che i singoli fiori si trovano alla stessa
altezza), come ad esempio E. polyanthemos presente in Italia;
- il secondo formato dalle specie a fiori solitari alle ascelle
delle foglie, o in ombrelle sessili e grandi, come in E. globulus,
diffuso nella Liguria occidentale;
- il terzo formato dalle specie a fiori in ombrelle peduncolate,
al quale appartengono la maggior parte delle piante coltivate in
Italia.
Esistono altri criteri per la classificazione pratica, basati sulle
caratteristiche delle foglie e della corteccia.
Specie
principali
Ci riferiamo esclusivamente alle specie maggiormente diffuse in
Italia.
Eucalyptus
globulus Labill
Pianta originaria della Tasmania non tollera terreni eccessivamente
argillosi ed asciutti e richiede abbondanti precipitazioni piovose
o, almeno, un elevato grado di umidità atmosferica; per queste
ragioni si è adattata perfettamente al clima della Liguria.
E' diffuso anche lungo la costa Tirrenica ed in Sardegna.
Può raggiungere i 50-65 metri di altezza ed un diametro di
2 metri; in Italia non supera i 40 metri. Ha chioma largamente ovale
o irregolarmente globosa. Tronco diritto, cilindrico, con rami arcuati;
la corteccia si desquama in placche nastriformi longitudinali o
spiralate attorno al fusto, liberando zone lisce, chiare azzurrine,
rosate. Il legno è di medio peso, duro e di colore giallo
chiaro.
Le foglie nelle piante adulte sono lanceolate falciformi, lunghe
10-30 cm, ad apice acuto e margine liscio, inserite in modo alterno
e di colore verde scuro e brillante, Nelle piante giovani sono invece
ovate, sessili opposte, più brevi, inserite su rami a sezione
quadrata; l'insieme è di colore glauco (di tonalità
azzurra). Emettono un profumo aromatico caratteristico.
I fiori sono generalmente solitari, costituiti da numerosissimi
stami inseriti sull'ovario; questo è avvolto dal ricettacolo
legnoso, da cui deriverà il frutto. Secondo alcuni autori
la fioritura avviene da novembre a luglio, mentre secondo altri
da maggio a luglio; probabilmente in relazione alle differenti zone
d'Italia in cui questa specie è presente.
I frutti sono capsule emisferiche con 4 costolature di colore grigio,
di 2 cm di diametro.
Eucalyptus
camaldulensis Dehnh.
Questa pianta in Australia è diffusa in tutto il territorio
continentale, segnatamente lungo i corsi d'acqua e nei terreni soggetti
ad inondazioni primaverili. E' la specie più diffusa in Italia,
ove fu introdotta a Napoli nel 1803 e piantata nel giardino dei
conti di Camaldoli; è presente diffusamente anche in Spagna,
Portogallo, Libia ed Algeria. Predilige i terreni di medio impasto,
ma sopporta anche quelli argillosi; è l'eucalipto più
resistente alla siccità ed alla salinità dei terreni.
Può raggiungere i 50-60 metri di altezza e diametri di 2
metri. La corteccia è caduca e si stacca in placche arrotondate
di colore rossastro.
Il legno è pesante e duro, di colore bianco-giallognolo nell'alburno
e rosso-mogano nel durame.
Le foglie delle piante adulte e delle piante giovani differiscono
di poco; sono di dimensioni leggermente inferiori a quelle dell'E.
globulus.
Le infiorescenze hanno forma di ombrelle ascellari costituite da
5-10 fiori con peduncoli cilindrici lunghi 10-15 cm. Gli opercoli
dispongono di un rostro., da cui l'altro nome dato alla specie,
E. rostrata. La fioritura avviene da giugno a novembre.
Dato che i rami e le foglie sono pendule e la luce le attraversa
facilmente, l'ombra prodotta da questa specie è limitata
e consente coltivazioni sottostanti.
Eucalyptus
viminalis Labill.
Definito eucalipto della manna, è originario dell'Australia
sud orientale. In Italia è noto da tempo, ma è relativamente
poco diffuso, tranne nell'Agro Pontino.
Questa pianta raggiunge i 30 metri di altezza; i rametti penduli
danno alla pianta un aspetto molto gradevole. I caratteri distintivi
sono: corteccia liscia e biancastra, foglie giovanili opposte sessili
e lanceolate, foglie adulte alterne picciolate allungate, infiorescenze
a tre fiori con opercolo a forma conica.
Eucalyptus
amygdalina
E' l'albero più alto del genere, superando in Australia i
100 metri di altezza; in Italia raggiunge i 25-30 metri. I caratteri
distintivi sono: corteccia liscia, foglie adulte brevemente picciolate
ed a nervatura irregolare, infiorescenze in ombrelle ascellari portate
da peduncoli subcilindrici, opercoli emisferici appiattiti.
Eucalyptus
botryoides
Specie diffusa nelle piantagioni forestali della Sardegna e della
Pianura Pontina nella formazioni di barriere frangivento, adattabile
alle più disparate condizioni pedoclimatiche.
Eucalyptus
gomphocephala
Questa specie, originaria di zone caratterizzate da scarse precipitazioni
atmosferiche, ha dato buoni risultati in Sicilia e nell'Agro Pontino.
Notizie
colturali
Usualmente le specie di eucalipto si riproducono per semina, sia
in aiuole, che in cassette, che in vasi.
Il letto di semina deve essere sterilizzato e formato da terriccio
mescolato a sabbia. Per agevolarne la distribuzione i semi (solitamente
molto piccoli) vanno dispersi in sabbia molto fine.
La semina si effettua da maggio a giugno: può essere anticipata
di qualche mese, mai posticipata in quanto si originano piantine
che ritardano l'accrescimento fino al periodo delle piogge. La germinazione
si conclude in 10-15 giorni e la piantule possono essere trapiantate
dopo 20-25 giorni, allorché hanno 4 foglioline. Effettuato
il trapianto le piantine vanno subito innaffiate e poste in luoghi
ombreggiati e riparati dai venti.
Il fittone radicale che cresce rapidamente va reciso circa ogni
quindici giorni.
A sei mesi di età le piantine vanno messe a dimora.
L'impianto va realizzato su terreno scassato e le piantine si possono
posizionare a radice nuda o con tutto il pane di terra del vivaio.
Il trapianto si attua in autunno od in un periodo seguito da piogge.
La somministrazione di acqua è utile anche se si prevede
pioggia. Se il trapianto si esegue in stagioni calde è necessaria
una riduzione della parte aerea.
La distanza consigliata è di 3 metri con sesto a quadro (corrispondenti
a circa 2.500 piante per ettaro); in condizioni caratterizzate da
aridità ambientale le distanze vanno aumentate.
Il bosco di eucalipto può essere governato ad alto fusto
o a ceduo; in Italia, in relazione al fatto che l'industria cartaria
e gli altri utilizzi non richiedono tronchi di rilevanti dimensioni,
è diffuso il bosco ceduo. Non tutte le specie di eucalipto
emettono polloni.
Interesse
colturale
Il valore degli eucalipti è legato alla loro capacità
di valorizzare terreni a reddito scarso, non altrimenti utilizzabili;
è questa la ragione che ne ha garantito la diffusione sulle
dune sabbiose lungo le coste della Toscana e del Lazio.
Tuttavia circa un terzo delle specie di eucalipto contengono nelle
foglie oli essenziali richiesti in diverse industrie, profumeria
ed in particolare in farmacia. La droga secca fornisce dall'1,5
al 3% di un olio il cui principale costituente è l'eucaliptolo
(o cineolo): da esso si ricavano prodotti che hanno funzioni calmanti
della tosse, antisettico, balsamico, antiparassitario.
Diverse specie di eucalipto contengono, sia nel legno che nella
corteccia, tannino usato nell'industria conciaria.
Infine particolarmente alcune specie hanno un indiscusso valore
decorativo.
Interesse
apistico
Come già precisato i periodi di fioritura sono lunghi: in
particolare E. globulus fiorisce tra inverno e primavera ed E. camaldulensis
in estate.
I fiori delle diverse specie di eucalipto producono abbondante nettare
nella zona compresa tra gli stami e lo stilo centrale, all'interno
della coppetta corrispondente al calice. Normalmente nel nettare
delle differenti specie prevale il fruttosio.
I granuli pollinici delle differenti specie sono tra di loro considerevolmente
simili: hanno forma triangolare se visti dall'alto e ovalare se
visti di fronte, mostrano tre solchi meridiani che continuano l'uno
nell'altro ed altri piccoli solchi trasversali.
Le dimensioni si aggirano sui 17-18 x 20 millesimi di millimetro.
In Italia gli eucalipti sono bottinati sia per il nettare che per
il polline; E. globulus ha scarsa importanza apistica sia per la
sua scarsa diffusione sia per il periodo in cui fiorisce, mentre
E. camaldulensis nell'Italia centro-meridionale garantisce la produzione
di mieli uniflorali. In Australia il grande numero di specie presenti
garantisce una fioritura pressoché continua e permette agli
apicoltori nomadisti di produrre oltre 100 kg di miele di eucalipto
per alveare.
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