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L'ESPERIENZA

Arriviamo a Terranova di Sibari, nostra base di lavoro in Calabria, che ormai è già quasi sera.
Dopo una doccia per togliere la stanchezza dei 1.200 chilometri di strada rovente, telefoniamo a Tonino e Vincenzo, i nostri collaboratori locali.
Si cena insieme e ci dicono che hanno già provveduto loro a spostare alcuni apiari sui "calipsy".
Le postazioni sono tutte vicino al mare, tranne una in un ceduo di Eucalyptus all'interno.
Dopo cena, visto che la curiosità è grande, andiamo a fare un giro notturno per vedere la dislocazione degli alveari in una postazione nuova e qui ci attende una sorpresa.
La notte è chiara per una bellissima luna quasi piena ed in apiario c'è un forte ronzio di cui, con stupore, verifichiamo subito la causa.
Avvicinandoci agli alveari restiamo colpiti dal via vai delle bottinatrici. Siamo in pieno raccolto! Scherzi dell'Eucalyptus o dela luna piena o, forse, delle tiepide notti calabresi….
L'Eucalyptus, con questa sua strana fioritura a fiocchi mai completamente omogenei senza dare mai l'impressione dell'abbondanza, dona invece ottime produzioni di miele.
La secrezione del nettare si ha soprattutto nelle ore fresche della giornata (la mattina presto e al tramonto), per cui quando si visitano gli apiari l'impressione è di "api ferme" anche se abbastanza vivaci nei confronti degli apicoltori.
Il raccolto, quasi sempre abbondante, permette un buon carico di alveari per ogni postazione, cosa che ci aveva invogliati a formare apiari di ottanta/ novanta casse.
Ma quando i melari sono pieni ed il flusso di nettare di eucalipto è terminato tutt'attorno è terra bruciata dal luglio calabrese.
Al momento do togliere i melari il saccheggio è terribile e le api non risparmiano i loro pungiglioni.
Impariamo, quindi, sulla "nostra pelle", a costituire apiari più ridotti, quaranta/ cinquanta alveari, che ci consentono, operando in tre o quattro persone, di togliere i melari molto velocemente sostandovi il meno possibile.
Il miele di eucalipto comincia ad essere apprezzato dai consumatori e, di anno in anno, sempre più richiesto.
Il prezzo, spesso basso, è però compensato dal raccolti il più delle; volte abbondanti, compromessi solo da annate straordinariamente siccitose che, debilitano le piante, limitando le fioriture.

Massimo Carpinteri.
 

 

TRE TISANE D'EUCALIPTO

Per la preparazione delle tisane si raccolgono le foglie a piante di eucalipto adulte in estate e autunno. Vanno conservate in sacchetti di carta robusta, al riparo dalla luce.

Tisana espettorante
Composizione: foglie di eucalipto 40%, sommità fiorite, di timo 20%, fiori e foglie di malva 20%, radici di liquirizia 20%.
Si prepara una tisana al 5% e se ne consumano 4 tazze al giorno lontano dai pasti.

Tisana urinaria
Composizione: foglie di eucalipto 40%, fiori di erica 30%, stigmi di mais 30%.
Si prepara una tisana al 6% e se ne bevono tre tazze al giorno lontano dai pasti.

Tisana per diabete
Composizione: foglie di eucalipto 35%, foglie di boldo 25%, foglie di mirtillo 25%, radici di valeriana 15%.
Si consuma una tazza al mattino a digiuno ed una prima dei due pasti principali.

eucalipto
(Eucaliptus spp.)

il miele di eucalipto

disegno eucalipto"Il botanico Labillardière che accompagnava il navigatore Entrecasteaux per la ricerca di La Perouse, vide per la prima volta il 6 maggio 1792 un gruppo di Eucalyptus sulla terra di Van-Diemein, grande isola al sud dell'Australia. La forma e le dimensioni di quest'albero meravigliarono Labillardière che capì l'utile che se ne poteva trarre. Egli lo descrisse nella sua Storia delle Piante della Nuova Olanda, sotto il nome di Eucalyptus globulus. Il nome scientifico di globulus era destinato a ricordare la forma globulosa del frutto o delle capsule che avvolgono i semi."
Così G. L. Figuier introduce nel suo libro "Storia delle piante" il genere Eucalyptus.
Fu, comunque, l'Hèritier nel 1788 ad attribuire a questo vasto genere di alberi il nome di Eucalyptus, riferendosi al peculiare opercolo che racchiude il fiore fino alla maturazione. Il termine Eucalyptus nasce infatti dalla combinazione di due vocaboli greci: éu = bene e kalypto = nascondo.
A questo genere appartengono circa seicento specie originarie della Tasmania, della Nuova Guinea, ma soprattutto dell'Australia. Nel Nuovissimo Continente gli eucalipti fanno parte delle formazioni forestali della savana alberata (prateria alberata pascolata da pecore), della foresta arida spontanea a sottobosco di acacie varie, delle foreste localizzate ai margini della zona desertica centrale ed, infine, delle foreste umide localizzate nelle zone montuose e caratterizzate da elevata piovosità e ridottissimi periodi di siccità. Da specie alte pochi metri si passa gradualmente a specie con esemplari giganteschi che possono superare i 100 metri di altezza. La letteratura riporta il caso di un esemplare maestoso abbattuto alla fine del secolo scorso in Australia: 130 metri di lunghezza, purtroppo non di altezza.
Delle numerose specie classificate solo una sessantina hanno anche interesse economico e provengono tutte dalle zone costiere dell'Australia, le zone caratterizzate da clima mite e da ricchezza di precipitazioni atmosferiche.
Attualmente gli eucalipti sono diffusi in numerosi paesi in ragione della adattabilità delle differenti specie a climi diversi, della rapida crescita e dei molteplici scopi per cui vengono coltivati.

La sua introduzione in Italia
Nel catalogo pubblicato nel 1803 da G. A. Graefer per il Giardino Reale di Caserta sotto il nome di Mestrosideros metrum vacuum veniva ricordata una pianta di Eucalyptus robusta; poco dopo, nella Villa del Principe di Bisignano a Barra, avvenne l'identificazione di un E. capitellata. Il botanico prima citato, nel 1809, nel catalogo delle piante dell'Orto Botanico di Napoli elencò otto specie di eucalipto, tra le quali E. camaldulensis, specie dedicata al Duca di Camaldoli che nel suo giardino di Napoli raccolse una importante collezione di questi alberi.
Negli. stessi anni gli eucalipti si diffusero in altre parti d'Italia, segnatamente nelle ville patrizie per il loro notevole valore ornamentale: a Porto Empedocle, sul Monte Argentario dal Barone Ricasoli, a Pegli, in Liguria, dal Durazzo Pallavicini, ecc.
Queste notizie permettono di concludere che l'introduzione in Italia dei primi esemplari di eucalipto avvenne alla fine del '700, contemporaneamente a quanto avveniva nel resto d'Europa.
Un ruolo particolare nella diffusione dell'eucalipto in Italia venne svolto dai Monaci Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane, fuori Porta San Paolo a Roma che nel 1869, intravedendo un differente valore economico nella coltivazione di questi alberi, iniziarono a realizzare in pianura le prime formazioni monospecifiche di eucalipti. Un'iniziativa attirò l'attenzione del governo che concesse in enfiteusi ai Padri Trappisti l'intera tenuta delle Tre Fontane, "purché i concedenti si obbligassero a piantare un eucalipteto al fine di migliorare l'aria non salubre della zona". Lo scopo del Governo era di convincere i proprietari dell'Agro Romano a piantare eucalipti in quanto si riteneva che essi potessero, con i loro effluvi aromatici, risanare l'aria e far scomparire la malaria; probabilmente la regressione della malaria era da attribuirsi al notevole assorbimento di acqua stagnante esercitato da queste piante.
Furono così messe a dimore piante di diverse specie, tra cui E. camaldulensis, E. globulus, E. resinifera, E. melliodora, E. polyanthemos, E. botryoides, E. viminalis.
L'inverno del 1875, particolarmente rigido, si incaricò di accertare che gli eucalipti erano abbastanza resistenti ai geli prolungati, mentre l'abate Franchino accertò che nel clima romano avevano saputo sopportare brillantemente quattro mesi di ininterrotta siccità.
Nacque la più vasta superficie di eucalipteti in coltivazione specializzata. Un rapporto inviato dal già citato abate Franchino al ministero dell'agricoltura precisava che "nello spazio di un anno si sono piantati 28.500 Eucalyptus (…..) Quanto alla malaria essa diminuisce molto sensibilmente alle Tre Fontane dopo la piantagione degli Eucalyptus. Dal 1869 al 1874 un quarto dei religiosi soffriva ordinariamente la febbre, ed era obbligato a lasciare la sera l'abbazia e far ritorno a Roma. Oggi, al contrario, la febbre attacca appena 5 individui su 100, ed i casi di febbre perniciosa sono assai rarissimi (….) I buoni effetti del risanamento considerevole, già constatato, sono dovuti soprattutto all'aroma che emana dagli Eucalyptus ed alla proprietà che ha quest'albero di disseccare il terreno (….)."

Caratteristiche morfologiche
Al genere Eucalyptus appartengono specie in massima parte arboree e facilmente di dimensioni eccezionali; le specie di aspetto arbustivo sono limitate.
foto fiori eucaliptoDue sono le caratteristiche peculiari del genere: il dimorfísmo fogliare e l'opercolo fiorale.
Nelle piantine ancora in semenzaio le foglie sono orizzontali, opposte, sessili (senza peduncolo) e cordate (a forma di cuore, come quelle dell'edera); nelle piante adulte le foglie assumono una posizione verticale, sono alterne e picciolate e la forma varia dal rotondato al lanceolato-acuminato.
I fiori sono comunemente raggruppati in infiorescenze differenti e si compongono di due parti saldate lungo una linea visibile: la parte inferiore corrisponde al calice e la superiore, detta opercolo, alla corolla; con la maturazione del fiore l'opercolo si stacca lasciando apparire sia gli stami che il pistillo. L'opercolo differisce di forma da specie a specie ed ha valore diagnostico. I fiori sono usualmente bianchi, con numerosi stami dalle piccole antere ed uno stilo indiviso.
Il frutto è una capsula legnosa racchiusa nel tubo del calice che contiene numerosi semi normalmente piccoli e spigolosi.
La maturazione dei frutti avviene, nelle specie più comuni presenti in Italia, dopo un anno, un anno e mezzo dalla fioritura. La germinazione avviene in pochi giorni.

Sistematica
Nonostante le numerose specie già costituite la classificazione dicotomica risulta spesso inadeguata ed alcune classificazioni sono ritenute artificiose. Il compito è reso difficile anche dai numerosi ibridi in coltivazione.
Un criterio di riordino porta a suddividere le specie in tre gruppi ornamentali:
- il primo formato dalle specie con fiori principalmente in pannocchia o in corimbo (infiorescenza a grappolo con i peduncoli fiorali di diversa lunghezza, in modo che i singoli fiori si trovano alla stessa altezza), come ad esempio E. polyanthemos presente in Italia;
- il secondo formato dalle specie a fiori solitari alle ascelle delle foglie, o in ombrelle sessili e grandi, come in E. globulus, diffuso nella Liguria occidentale;
- il terzo formato dalle specie a fiori in ombrelle peduncolate, al quale appartengono la maggior parte delle piante coltivate in Italia.
Esistono altri criteri per la classificazione pratica, basati sulle caratteristiche delle foglie e della corteccia.

Specie principali
Ci riferiamo esclusivamente alle specie maggiormente diffuse in Italia.

Eucalyptus globulus Labill
Pianta originaria della Tasmania non tollera terreni eccessivamente argillosi ed asciutti e richiede abbondanti precipitazioni piovose o, almeno, un elevato grado di umidità atmosferica; per queste ragioni si è adattata perfettamente al clima della Liguria. E' diffuso anche lungo la costa Tirrenica ed in Sardegna.
Può raggiungere i 50-65 metri di altezza ed un diametro di 2 metri; in Italia non supera i 40 metri. Ha chioma largamente ovale o irregolarmente globosa. Tronco diritto, cilindrico, con rami arcuati; la corteccia si desquama in placche nastriformi longitudinali o spiralate attorno al fusto, liberando zone lisce, chiare azzurrine, rosate. Il legno è di medio peso, duro e di colore giallo chiaro.
Le foglie nelle piante adulte sono lanceolate falciformi, lunghe 10-30 cm, ad apice acuto e margine liscio, inserite in modo alterno e di colore verde scuro e brillante, Nelle piante giovani sono invece ovate, sessili opposte, più brevi, inserite su rami a sezione quadrata; l'insieme è di colore glauco (di tonalità azzurra). Emettono un profumo aromatico caratteristico.
I fiori sono generalmente solitari, costituiti da numerosissimi stami inseriti sull'ovario; questo è avvolto dal ricettacolo legnoso, da cui deriverà il frutto. Secondo alcuni autori la fioritura avviene da novembre a luglio, mentre secondo altri da maggio a luglio; probabilmente in relazione alle differenti zone d'Italia in cui questa specie è presente.
I frutti sono capsule emisferiche con 4 costolature di colore grigio, di 2 cm di diametro.

Eucalyptus camaldulensis Dehnh.
Questa pianta in Australia è diffusa in tutto il territorio continentale, segnatamente lungo i corsi d'acqua e nei terreni soggetti ad inondazioni primaverili. E' la specie più diffusa in Italia, ove fu introdotta a Napoli nel 1803 e piantata nel giardino dei conti di Camaldoli; è presente diffusamente anche in Spagna, Portogallo, Libia ed Algeria. Predilige i terreni di medio impasto, ma sopporta anche quelli argillosi; è l'eucalipto più resistente alla siccità ed alla salinità dei terreni.
Può raggiungere i 50-60 metri di altezza e diametri di 2 metri. La corteccia è caduca e si stacca in placche arrotondate di colore rossastro.
Il legno è pesante e duro, di colore bianco-giallognolo nell'alburno e rosso-mogano nel durame.
Le foglie delle piante adulte e delle piante giovani differiscono di poco; sono di dimensioni leggermente inferiori a quelle dell'E. globulus.
Le infiorescenze hanno forma di ombrelle ascellari costituite da 5-10 fiori con peduncoli cilindrici lunghi 10-15 cm. Gli opercoli dispongono di un rostro., da cui l'altro nome dato alla specie, E. rostrata. La fioritura avviene da giugno a novembre.
Dato che i rami e le foglie sono pendule e la luce le attraversa facilmente, l'ombra prodotta da questa specie è limitata e consente coltivazioni sottostanti.

Eucalyptus viminalis Labill.
Definito eucalipto della manna, è originario dell'Australia sud orientale. In Italia è noto da tempo, ma è relativamente poco diffuso, tranne nell'Agro Pontino.
Questa pianta raggiunge i 30 metri di altezza; i rametti penduli danno alla pianta un aspetto molto gradevole. I caratteri distintivi sono: corteccia liscia e biancastra, foglie giovanili opposte sessili e lanceolate, foglie adulte alterne picciolate allungate, infiorescenze a tre fiori con opercolo a forma conica.

Eucalyptus amygdalina
E' l'albero più alto del genere, superando in Australia i 100 metri di altezza; in Italia raggiunge i 25-30 metri. I caratteri distintivi sono: corteccia liscia, foglie adulte brevemente picciolate ed a nervatura irregolare, infiorescenze in ombrelle ascellari portate da peduncoli subcilindrici, opercoli emisferici appiattiti.

Eucalyptus botryoides
Specie diffusa nelle piantagioni forestali della Sardegna e della Pianura Pontina nella formazioni di barriere frangivento, adattabile alle più disparate condizioni pedoclimatiche.

Eucalyptus gomphocephala
Questa specie, originaria di zone caratterizzate da scarse precipitazioni atmosferiche, ha dato buoni risultati in Sicilia e nell'Agro Pontino.

Notizie colturali
Usualmente le specie di eucalipto si riproducono per semina, sia in aiuole, che in cassette, che in vasi.
Il letto di semina deve essere sterilizzato e formato da terriccio mescolato a sabbia. Per agevolarne la distribuzione i semi (solitamente molto piccoli) vanno dispersi in sabbia molto fine.
La semina si effettua da maggio a giugno: può essere anticipata di qualche mese, mai posticipata in quanto si originano piantine che ritardano l'accrescimento fino al periodo delle piogge. La germinazione si conclude in 10-15 giorni e la piantule possono essere trapiantate dopo 20-25 giorni, allorché hanno 4 foglioline. Effettuato il trapianto le piantine vanno subito innaffiate e poste in luoghi ombreggiati e riparati dai venti.
Il fittone radicale che cresce rapidamente va reciso circa ogni quindici giorni.
A sei mesi di età le piantine vanno messe a dimora.
L'impianto va realizzato su terreno scassato e le piantine si possono posizionare a radice nuda o con tutto il pane di terra del vivaio. Il trapianto si attua in autunno od in un periodo seguito da piogge. La somministrazione di acqua è utile anche se si prevede pioggia. Se il trapianto si esegue in stagioni calde è necessaria una riduzione della parte aerea.
La distanza consigliata è di 3 metri con sesto a quadro (corrispondenti a circa 2.500 piante per ettaro); in condizioni caratterizzate da aridità ambientale le distanze vanno aumentate.
Il bosco di eucalipto può essere governato ad alto fusto o a ceduo; in Italia, in relazione al fatto che l'industria cartaria e gli altri utilizzi non richiedono tronchi di rilevanti dimensioni, è diffuso il bosco ceduo. Non tutte le specie di eucalipto emettono polloni.

Interesse colturale
Il valore degli eucalipti è legato alla loro capacità di valorizzare terreni a reddito scarso, non altrimenti utilizzabili; è questa la ragione che ne ha garantito la diffusione sulle dune sabbiose lungo le coste della Toscana e del Lazio.
Tuttavia circa un terzo delle specie di eucalipto contengono nelle foglie oli essenziali richiesti in diverse industrie, profumeria ed in particolare in farmacia. La droga secca fornisce dall'1,5 al 3% di un olio il cui principale costituente è l'eucaliptolo (o cineolo): da esso si ricavano prodotti che hanno funzioni calmanti della tosse, antisettico, balsamico, antiparassitario.
Diverse specie di eucalipto contengono, sia nel legno che nella corteccia, tannino usato nell'industria conciaria.
Infine particolarmente alcune specie hanno un indiscusso valore decorativo.

Interesse apistico
Come già precisato i periodi di fioritura sono lunghi: in particolare E. globulus fiorisce tra inverno e primavera ed E. camaldulensis in estate.
I fiori delle diverse specie di eucalipto producono abbondante nettare nella zona compresa tra gli stami e lo stilo centrale, all'interno della coppetta corrispondente al calice. Normalmente nel nettare delle differenti specie prevale il fruttosio.
I granuli pollinici delle differenti specie sono tra di loro considerevolmente simili: hanno forma triangolare se visti dall'alto e ovalare se visti di fronte, mostrano tre solchi meridiani che continuano l'uno nell'altro ed altri piccoli solchi trasversali.
Le dimensioni si aggirano sui 17-18 x 20 millesimi di millimetro.
In Italia gli eucalipti sono bottinati sia per il nettare che per il polline; E. globulus ha scarsa importanza apistica sia per la sua scarsa diffusione sia per il periodo in cui fiorisce, mentre E. camaldulensis nell'Italia centro-meridionale garantisce la produzione di mieli uniflorali. In Australia il grande numero di specie presenti garantisce una fioritura pressoché continua e permette agli apicoltori nomadisti di produrre oltre 100 kg di miele di eucalipto per alveare.


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ultima modifica: 9 Guigno, 2002 - Credits

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